Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Al cimitero di Pieve di Cento oscurano i crocifissi per non urtare le altre religioni

Pubblicato

-

Coprire i simboli cattolici anche nei cimiteri per non disturbare le altre religioni. Già, siamo, anzi sono arrivati pure a questo.

È successo al cimitero di Pieve di Cento, comune di 7 mila anime in provincia di Bologna, dove qualcuno ha pensato bene di predisporre il montaggio di teli per oscurare crocifissi e quant’altro per non urtare i credenti delle altre fedi.

Il progetto sarà votato dalla giunta in estate.

PubblicitàPubblicità

Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione di una cappella, è stata paventata l’installazione di un vero e proprio sistema motorizzato di teli oscuranti per nascondere i simboli della religione cristiana presenti in quella stessa cappella, in caso di cerimonie con rito diverso da quello cattolico.

A denunciare il tutto Galeazzo Bignami, deputato di Forza Italia. “Ecco l’ultima trovata del sinistrati che in un comune della provincia bolognese annunciano fieramente, in un giornaletto preelettorale, il restauro del Cimitero e ‘‘...per riti o cerimonie laiche anche di altre religioni, il progetto prevede l’installazione di un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che appunto consentiranno all’occorrenza di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate all’interno della Cappella'”.

L’esponente azzurro chiosa con durezza: “I sinistrati per non mancare di rispetto alle altre religioni offendono i Valori Cristiani e ancor più la memoria dei nostri morti nascondendoli dietro delle ‘tende motorizzate’ in un cimitero per non offendere le altre religioni. Se questi amministratori si vergognano della nostra tradizione e della nostra cultura, dovrebbero andare a nascondere se stessi e non solo dietro una tenda motorizzata. Se non sono capaci di portare rispetto per i vivi almeno abbiano la decenza di lasciare stare i morti e di non coinvolgerli in scempiaggini pre elettorali”.

“A Pieve di Cento, un comune del bolognese, – commenta invece Giorgia Meloni sul suo profilo di facebook –  amministrato dalla sinistra hanno deciso di montare dei teli oscuranti per nascondere i simboli della religione cristiana, per non urtare la sensibilità dei credenti di altre religioni. Con la scusa del rispetto per gli altri si manca di rispetto alla nostra cultura cattolica e alle nostre tradizioni. Ormai la Sinistra è oltre il fanatismo. Questo è delirio ideologico”.

“Un progetto importante – dice il sindaco di Pieve a Repubblica – in questo ambito il tecnico incaricato ha ipotizzato la possibilità di inserire nella cappella del cimitero, che non è mai  stata consacrata, un sistema a tendine che all’occorrenza possa rendere la cappella uno spazio bianco. Non stiamo parlando di funerali di musulmani che hanno cimiteri a loro dedicati non a Pieve“

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Lo sconvolgente delirio del prete anti-Salvini: «È un ladro e bisogna uccidere il ministro»

Pubblicato

-

Un discorso sconvolgente, e ancora più grave perché pronunciato da un pastore di Dio che dovrebbe invocare il perdono.

Quanto successo, a nostro pare gravissimo, è un’ ulteriore conferma che la Chiesa non ne vuole sapere di rimanere al suo posto. 

Ammazzate Salvini” non è l’uscita violenta, che sarebbe comunque grave, di qualche oppositore, o antagonista esaltato, che non sa più cosa inventarsi per dare addosso al ministro dell’Interno, ma, ancora più grave, è l’ennesima trovata di Don Giorgio De Capitani, un prete.

Pubblicità
Pubblicità

A riportare la notizia Mario Giordano su La Verità di oggi, riportando un audio mandato in onda a sua volta dalla trasmissione radiofonica La Zanzara in cui si sente il sacerdote che senza remore dice: “Salvini è un ladro, uccidiamolo”, “Io elogio chi uccide Salvini“.

Il ragionamento alla base della sua invettiva parte dalla legge sulla legittima difesa.Se è lecito uccidere chi minaccia la nostra vita“, spiega “allora io ho il diritto di uccidere Salvini: infatti mi sento minacciato da lui perché ci sta rubando la democrazia”.

Quindi, continua, “lo posso fare fuori“. E se lo fa qualcun altro, “io dico che ha fatta bene”. E per giustificarsi chiarisce: “Seguo soltanto il suo ragionamento”.

Ma non è la prima volta che il prete si lascia andare a questo tipo di sfoghi.

E’ lo stesso che aveva invocato l’ictus per Silvio Berlusconi, aveva definito i nostri soldati in Afghanistan come “mercenari, farabutti e criminali” e aveva chiesto di tenere i leghisti fuori dalle chiese, definendoli “porci, bastardi, risucchiati nel water delle loro ideologie di merda”.

Parole poco degne di un prelato.

Don giorgio ha anche un suo sito personale da dove non si limita a diffondere il verbo e a fare opere di bene, ma si diletta spesso ad affrontare temi di attualità e politica, prendendo di mira con particolare interesse Salvini e il suo partito.

Per fare un esempio di come non si freni davanti a nessuno, in uno dei suoi articoli in apertura di home page commenta il caso di Noa la 17enne olandese che si è lasciata morire e scrive a proposito di un tweet di Papa Francesco contro l’eutanasia:” Questo si è bevuto il cervello!“. E ancora: “Vorrei semplicemente chiedere: se tutti i bambini violentati dai preti (migliaia e migliaia), diventati grandicelli, decidessero di morire come Noa, che succederebbe? Io li prenderei per le loro palle, e li appenderei ad una forca! Ma non solo loro. Prenderei per le palle il papa, i cardinali, i vescovi, Mario Delpini e li appenderei ad un palo!”.

Don Giorgio De Capitani è stato ordinato sacerdote nel 1963, ha girato vari paesi della diocesi di Milano, fino al 2013, quando monsignor Angelo Scola gli ha tolto la gestione della parrocchia di Monte. Da allora vive a Villetta Brianza e celebra ogni domenica alle 18 nella parrocchia di Dolzago, in provincia di Lecco.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Matteo Salvini firma il decreto sicurezza bis. Nuovo giro di vite su molti reati

Pubblicato

-

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto in materia di sicurezza.

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa alla fine della riunione insieme al vice presidente e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti.

I suoi 18 articoli si occupano di lotta all’immigrazione clandestina, contrasto alla violenza negli stadi, inasprimento delle pene a carico di chi durante le manifestazioni pubbliche aggredisce rappresentanti delle forze dell’ordine, un piano di assunzioni straordinario di 800 tra uomini e donne in ruoli amministrativi per le notifiche di atti giudiziari nella lotta ai clan malavitosi (cd. norma “spazzaclan”).

PubblicitàPubblicità

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiara di aver firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane come previsto appunto dal nuovo decreto sicurezza. «Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficati» ha dichiarato Salvini.

È stata anche deliberata la concessione della cittadinanza per meriti speciali a Ramy Shehata e Adam El Hamami, i due ragazzi della scuola media Vailati di Crema che con il loro coraggioso comportamento erano riusciti a sventare il 20 marzo scorso il tentativo di dirottamento dello scuolabus che avrebbe dovuto riaccompagnarli insieme con i compagni e i professori all’Istituto scolastico.

«Ritengo che i giovani abbiano reso eminenti servizi al nostro Paese» ha scritto il ministro Salvini nella relazione di accompagnamento alla proposta.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Arriva in Italia il calabrone asiatico che può uccidere

Pubblicato

-

Il calabrone gigante asiatico meglio noto come vespa mandarinia sarebbe arrivato anche in Italia.

Si tratta di uno degli insetti più pericolosi ed aggressivi che si trovano in natura. In Francia avrebbe già causato 6 morti.

È catalogato come il calabrone più grande del mondo, nativo in Asia orientale temperata e tropicale. Il suo corpo è lungo circa 50 mm, con un’apertura alare di circa 76 mm.

PubblicitàPubblicità

Le regine possono raggiungere una lunghezza di 55 mm.

Negli ultimi tempi sono stati registrati alcuni avvistamenti della Vespa mandarinia anche in Italia, in particolare in Liguria.

Anche in Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono stati avvistati alcuni esemplari di questo pericoloso insetto.

Le segnalazioni però non sono state ufficializzate da esperti del settore per cui il condizionale resta ancora d’obbligo.

Il pungiglione è lungo circa 6 mm e può iniettare un potente veleno che contiene, come quello delle api e delle vespe, un peptide citolitico, che può danneggiare i tessuti con un’azione di fosfolipasi, in aggiunta alla sua propria intrinseca fosfolipasi.

Masato Ono, un entomologo della Tamagawa University vicino Tokyo, descrisse una puntura ricevuta “come un chiodo rovente conficcato nella mia gamba”.

Un soggetto allergico può morire per reazione allergica; il veleno però, contenendo una neurotossina chiamata mandaratossina, può essere letale anche per persone non allergiche.

Ogni anno fra le 20 e le 40 persone muoiono in Giappone dopo essere state punte.

In Francia si contano già sei vittime per la puntura di questi calabroni: l’insetto sarebbe arrivato nel vecchio continente all’interno di un container di ceramiche cinesi e si sarebbero diffusi in Francia, Portogallo, Spagna e Italia

Ogni anno in Giappone muoiono circa 40 persone a causa della puntura della Vespa mandarinia. I decessi sono causati nella maggior parte dei casi da una reazione allergica alle tossine del veleno.

Ha la testa color arancione, gli occhi composti e gli ocelli sono color marrone scuro, le antenne sono marrone-arancione.

Il clipeo (lamina a forma di scudo davanti alla testa) è arancione e punteggiato; la parte posteriore del clipeo ha lobi stretti, arrotondati. La mandibola è grande, arancione, con un dente nero (superficie masticatoria interna).

Il torace e il propodeum (segmento che forma la parte posteriore del torace) della vespa mandarinia hanno un caratteristico color dorato e un grande scutello dalla linea mediale profondamente impressa.

Il postscutello sporge e sovrasta il propodeum. Le zampe anteriori sono color arancione con tarsi marrone scuro; quelle centrali e quelle posteriori sono color castano scuro. Le ali dell’insetto sono di color grigio-marrone scuro. Le tegula sono marroni.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza