Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Violenza sessuale su una bambina di 3 anni, arrestato 22 enne nigeriano

Pubblicato

-


Un autentico orrore quello avvenuto all’interno di un’abitazione di Brescia, dove la figlia di 3 anni di una coppia di nigeriani è stata violentata da un connazionale, amico della famiglia.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il gravissimo episodio si è verificato lo scorso sabato. A darne notizia nella giornata di ieri è stato ilGiornale.it di Alessandro Sallusti

Il nigeriano, che si era recato nell’appartamento per fare visita ad un parente della bambina, ha approfittato della situazione per trascorrere parecchio tempo da solo con la piccola. In quelle ore è purtroppo avvenuta la violenza.

PubblicitàPubblicità

È stato il pianto della bambina a richiamare l’attenzione del padre che, insospettito dal comportamento della figlia, ha deciso di portarla in un’altra stanza e di tenerla lontana dall’ospite. L’abuso, tuttavia, era ormai già stato commesso e, qualche ora più tardi, è stata la mamma della piccola a comprendere la gravità della situazione. Mentre aiutava la bambina a cambiarsi per andare a dormire, si è infatti resa conto della presenza di evidenti tracce ematiche sulla biancheria e sulle parti intime della figlia la quale, fra l’altro, lamentava anche dolore durante la minzione.

Immediata la chiamata alle forze dell’ordine, accorse prontamente sul posto.

I carabinieri hanno provveduto a chiamare un’ambulanza, affinché la vittima venisse trasportata al pronto soccorso pediatrico degli Spedali Civili di Brescia, per poi ascoltare il racconto dei genitori.

Questi ultimi hanno subito fatto il nome del nigeriano, riferendo ai militari quanto accaduto nel pomeriggio. Gli uomini dell’Arma si sono pertanto attivati per rintracciare l’orco, che aveva trovato rifugio all’interno dell’abitazione di sua sorella, sito nella zona di Franciacorta.

Raggiunto dai carabinieri, il nigeriano ha opposto una strenua resistenza all’arresto, reso ancor più furioso dai fumi dell’alcol.

Dopo una violenta colluttazione, durante la quale alcuni militari sono stati colpiti da calci e pugni, lo straniero è stato immobilizzato ed ammanettato.

Condotto negli uffici della caserma per le pratiche di identificazione, il soggetto è risultato essere un 22enne clandestino. Accusato di violenza sessuale su minore, si trova ora dietro le sbarre della casa circondariale di Canton Mombello.

Una misura cautelare convalidata dal gip.

I medici hanno poi confermato l’abuso, in quanto i genitali della piccola presentavano evidenti traumi, segno inequivocabile dell’avvenuta violenza.

«Non ci sono parole giuste per descrivere un simile orrore, non esistono. Chi compie atti del genere non merita alcuna pietà ma solo che venga giudicato per il mostro che è: lo dobbiamo alla vittima, lo dobbiamo alla famiglia»ha scritto sulla sua pagina social Giorgia Meloni segretario di Fratelli d’Italia 

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

«Lavorare meno, lavorare tutti», ecco il piano Di Maio che fa discutere

Pubblicato

-


“Lavorare meno, lavorare tutti” era uno slogan dei cortei degli operai di fine anni sessanta, ma è un concetto che oggi il “Piano Di Maio”, ripropone con gli incentivi per diminuire l’orario di lavoro, assumendo utilizzando il Reddito di Cittadinanza.

Il Piano, ancor prima di diventare un disegno di legge, fa già discutere.

Esaminiamolo nel dettaglio.

PubblicitàPubblicità

In pratica si tratterebbe di una nuova assunzione ogni quattro dipendenti che a parità di salario, lavorerebbero un giorno in meno alla settimana.

Si tratterebbe di un’ipotesi che andrebbe ad integrare il reddito di cittadinanza secondo un progetto ideato da Giovanni Alleva professore giuslavorista consigliere informale sia presidente grillino dell’Inps Pasquale Tridico che dello stesso Di Maio.

I 780 euro mensili del sussidio andrebbero a coprire un bonus Irpef per la riduzione degli orari di lavoro.

In pratica il reddito di cittadinanza che andrebbe ad un disoccupato, verrebbe diviso tra i quattro lavoratori già occupati che volontariamente accetterebbero di ridurre la loro settimana lavorativa da cinque a quattro giorni, aprendo così uno spazio per l’assunzione di un disoccupato.

Il nuovo lavoratore verrebbe assunto con un contratto di apprendistato per un costo basso per l’impresa.

Nel caso in cui la compensazione fiscale non dovesse essere sufficiente come nel caso di retribuzioni mensili superiori ai 1300 euro, oppure l’assunzione dovesse riguardare un disoccupato che non ha diritto al Reddito di Cittadinanza; in questi casi a finanziare l’intera operazione sarebbe il welfare aziendale, sotto forma di buoni acquisto spendibili nei punti vendita convenzionati della Grande Distribuzione.

La soluzione Alleva non prevederebbe obblighi di legge per la riduzione dell’orario di lavoro quanto un sistema di incentivazioni concordato tra sindacati e imprese.

Sarebbe anche l’applicazione del contratto di solidarietà espansiva previsto da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, ma di fatto mai applicato perché sindacati ed imprese non hanno interesse a renderlo operativo.

Alleva, oltre a essere consigliere economico dei grillini, lo è anche della Regione Emilia Romagna, quale esponente di “ L’Altra Emilia Romagna”, formazione di estrema sinistra e si dichiara comunista per nulla pentito.

A livello europeo, l’Italia con le sue 36 ore settimanali è con la Svezia lo Stato col maggior numero, mentre l’Olanda con 29 è la nazionale col minore monte ore settimanale.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Incendio Notre – Dame: La struttura è salva. I sostenitori dell’ISIS esultano

Pubblicato

-


Un grosso incendio è scoppiato ieri sera nella cattedrale Notre-Dame di Parigi.

Il rogo, che ha provocato il crollo del tetto e della guglia simbolo della città, si è sviluppato da un’impalcatura per i lavori di restauro.

L’intera Ile-de-la Cité, dove sorge la cattedrale, è stata isolata.

PubblicitàPubblicità

La Procura ha aperto un‘inchiesta per disastro colposo. “La struttura è salva e preservata nella sua totalità”, hanno riferito i pompieri dopo aver lavorato tutta la notte.

I pompieri hanno precisato che le fiamme sono scoppiate nel sottotetto della cattedrale.

Uno dei 400 vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento è rimasto gravemente ferito.

I due campanili sono stati salvati. Le fiamme nella tarda notte sono state definitivamente domate.

La tragedia non è sfuggita all’attenzione dei sostenitori dell’Isis, che hanno celebrato il rogo della cattedrale come “un colpo al cuore dei crociati” e come “castigo e punizione“.

Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio del’estremismo islamico sul web.

Nel frattempo le autorità di Parigi hanno deciso di evacuare i circa mille residenti dell’Ile de la Cité, l’isola sulla Senna dove sorge Notre-Dame, e ha messo a disposizione uno spazio in un altro quartiere per coloro che non hanno altre soluzioni per passare la notte.

Sedici statue del tetto di Notre-Dame si sono salvate per un soffio dall’incendio che sta devastando la cattedrale di Parigi: erano state rimosse per essere restaurate solo quattro giorni fa, l’11 aprile. Lo riferiscono i media francesi, spiegando che è intatto anche il “tesoro” di oggetti sacri presente nella struttura.

I monumenti, alti tre metri e pesanti 250 chili, sarebbero dovuti tornare al loro posto, dopo il restauro, nel 2022.

E’ stata preservata anche la corona di spine di Cristo, che secondo la tradizione viene custodita a Notre-Dame e che è fra le sue reliquie più preziose. Salva anche la tunica di San Luigi.

Molti fedeli si sono radunati sul Lungosenna all’altezza della cattedrale di Notre-Dame in fiamme, intonano preghiere e canti. Alcuni piangono, altri alzano le braccia al cielo, in un’atmosfera di grande emozione e tensione.

Attorno all’Ile-de-la-Cité il traffico è bloccato e la gente affluisce a piedi. Intanto la Santa Sede ha accolto la notizia “con shock e tristezza”.

“Il peggio è stato evitato, ma la battaglia non è vinta completamente”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, recatosi davanti alla cattedrale in fiamme. “Grazie al coraggio dei pompieri la facciata e le strutture non sono crollate. Ve lo dico stasera, questa cattedrale la ricostruiremo tutti insieme. E’ quello che i francesi aspettano, è quello che la nostra storia merita“, ha sottolineato il numero uno dell’Eliseo.

La guglia, alta 93 metri, è crollata su se stessa poco prima delle 20.

Era stata eretta sui quattro pilastri del transetto ed è uno dei simboli della città di Parigi. L’incendio della cattedrale giunge nel primo giorno delle celebrazioni della Settimana santa che porta a Pasqua. Circa 13 milioni di turisti visitano ogni anno Notre-Dame.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

In fiamme la cattedrale di Notre Dame a Parigi

Pubblicato

-


Momenti di apprensione e decine di persone in lacrime per un incendioche ha invaso la cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Le fiamme sono divampate questa sera intorno alle 18.50 ed erano visibili, assieme ad una enorme nube di fumo, intorno ad alcune impalcature per la ristrutturazione montate sul tetto dell’edificio sacro.

Evacuati a tempo di record fedeli e turisti, mentre i vigili del fuoco sono in azione per spegnere il rogo sviluppatosi nel sottotetto della cattedrale.

PubblicitàPubblicità

Tra i danni maggiori il crollo di una guglia alta ben 93 metri. Crollata anche l’intera copertura superiore dell’edificio. Tutto l’interno in legno del 13 secolo della cattedrale di Notre Dame sta bruciando e andrà probabilmente distrutto. Risparmiata la facciata con le due torri.

Nei giorni scorsi erano fortunatamente state rimosse 16 sculture in rame – le statue di Gesù, dei 12 apostoli e i simboli degli evangelisti- che dovrebbero tornare al loro posto nel 2021.

La cattedrale, che è stata costruita tra il 1163 e il 1345, attira quasi 13 milioni di visitatori ogni anno.

Un pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, sono triste stasera nel vedere questa parte di noi che brucia“, ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • PubblicitàPubblicità

Categorie

di tendenza