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Trento

Trattativa per il rinnovo della concessione sul’A22: apprezzato dalle minoranze l’impegno del presidente della Giunta

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Nell’informativa resa in Aula sul rinnovo della concessione per l’A22, comunicazione chiesta ieri dal capogruppo di Futura, il presidente della Giunta ha riferito i risultati della riunione appena conclusa con il collega della Provincia di Bolzano e gli altri soci pubblici di Autobrennero spa.

Si è trattato di un incontro positivo, ha detto prima di leggere il documento che sintetizzava l’intera vicenda e poi il verbale non ancora sottoscritto dai soci da inviare oggi stesso al Ministro delle infrastrutture.

In sostanza, ha spiegato il governatore, i soci pubblici di Autobrennero hanno deciso di subordinare ad alcune precise condizioni la sottoscrizione dell’accordo con il Ministero.

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Condizioni riguardanti soprattutto gli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture collegate all’A22.

«L’impegno dei soci – ha detto Fugatti – è di finanziare investimenti per 350 milioni con una tariffa ambientale applicata ai mezzi in transito sull’Autobrennero. L’accoglimento della proposta di questa “vignetta ambientale” permetterebbe di sottoscrivere l’accordo con il Ministero per il rinnovo della concessione. “Questo – ha aggiunto il presidente – è il punto più importante della trattativa in corso”. In sintesi, l’assemblea dei soci di Autobrennero ha conferito un mandato unitario al presidente della Provincia di Bolzano, dimostrando in tal modo di avere una strategia condivisa e assumendo una posizione forte nella trattativa con Roma. L’aspetto di maggior rilievo del mandato consiste appunto nell’impegno preso dai soci di finanziare i 350 milioni di euro che ancora mancano nell’accordo di governo e che renderanno possibile la realizzazione di opere accessorie all’autostrada e di fondamentale importanza, come lo sviluppo dell’area intermodale ad Isola della Scala e il potenziamento dell’Interporto di Trento nord. Di qui la decisione dei soci di garantire il finanziamento attraverso l’introduzione di una “vignetta ambientale”».

Un’altra questione riguarda la governance e in particolare la possibilità di incidere come soci territoriali all’interno del Comitato di controllo e coordinamento dell’autostrada.

Su questo punto ancora aperto il presidente si è detto fiducioso e che occorre proseguire nella trattativa con Roma.

Per quanto riguarda infine la questione dell’impiego degli 800 milioni di euro di Autobrennero, il governatore ha sottolineato la richiesta del Ministero che queste risorse siano utilizzate per opere strettamente collegate all’autostrada.

Previsione che per secondo i soci è già da loro condivisa e rispettata. In ogni caso si chiederà di inserire nell’elenco altre opere qualora quelle già previste non fossero ritenute coerenti dal Ministero.

Il presidente ha concluso ricordando che i soci di A22 stanno per sottoscrivere il verbale dell’incontro, i cui contenuti sono stati da lui anticipati. Con questo verbale il presidente della Provincia di Bolzano si presenterà al Ministro dei trasporti.

Il capogruppo del Patt ha ringraziato il governatore delle informazioni affermando di condividere la volontà di procedere unitariamente per arrivare all’obiettivo auspicato del rinnovo della concessione. La “polpetta avvelenata” che lo Stato italiano ci stava confezionando, ha aggiunto, è stata individuata. E sono state prese le adeguate contromisure. A suo avviso siamo quindi sulla strada giusta. Certo, la governance di una società in house non potrà che avere un cda ridotto. Questo sarà un problema superabile nei confronti dei soci del sud se la logica d’insieme che ha sempre orientato la gestione dell’A22 sarà mantenuta. Soprattutto per le opere di importanza vitale per il futuro dei nostri territori, come le infrastrutture legate allo spostamento del traffico merci dalla stradda alla ferrovia (Isola della Scala in primis) sono super-strategiche. Il presidente della Provincia ha detto di essere d’accordo sul fatto che nel “biglietto autostradale” che i cittadini pagheranno vi sia un “quid” legato alla tutela ambientale da garantire attraverso la realizzazione delle opere da finanziare. E questa è la novità più importante da salutare oggi con grande favore e soddisfazione. Se nella tariffa ambientale dell’A22 noi mettiamo Isola della Scala, pensiamo al trasporto merci su ferro. Ma secondo il consigliere, un’altra struttura che può aiutare a trasferire le merci su ferro sarà l’Interporto di Trento nord, che va considerato altrettanto strategico. Oggi si stanno investendo alcuni milioni di euro per ridurre i tempi e renderlo appetibile. Sarebbe importante allora riuscire a caricare un po’ della tariffa ambientale anche sullo sviluppo di quest’opera. Questa è la ragione per cui la Valdastico dovrebbe sbucare in Trentino nel punto più vicino possibile all’Interporto di Trento nord. In questa prospettiva la decisione di oggi arriva a fagiolo. Il primo territorio da tutelare dalle marci che arrivano da est è quello della Valsugana. Come? Togliere il traffico da Caldonazzo e caricare le merci sui treni sarebbe vitale per il Trentino. A meno che, ha concluso, non si decida di trasferire l’Interporto da Trento a Serravalle.

Il capogruppo di Futura ha sottolineato il valore di queste comunicazioni urgenti del presidente per informare l’Aula. Ha poi evidenziato l’importanza di questa giornata perché una Giunta provinciale che nelle sue dichiarazioni programmatiche non aveva brillato per l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità di certe scelte economiche, oggi dice di aver concordato con la Provincia di Bolzano e con gli altri soci del sud di Autobrennero spa una tariffa ambientale per finanziare le opere connesse allo sviluppo dell’autostrada e all’infrastrutturazione del nostro territorio. Positiva è anche l’unità di intenti dimostrata tra Provincia di Bolzano e Provincia di Trento. Fa piacere anche che sia stata ribadita l’importanza del quadro regionale. Servirebbe a suo avviso una grande conferenza regionale sulle infrastrutture strategiche con tutti gli interlocutori e gli stake holder interessati. Non è possibile a suo avviso leggere dai giornali articoli sulla Valdastico in Trentino senza tener conto dell’impatto che la nuova autostrada avrebbe su un territorio già sovraccarico di arterie stradali e in particolare sull’A22. Oggi vi era il famoso ultimatum del ministro con cui stasera si incontrerà il presidente della Provincia di Bolzano. Il consigliere ha chiesto perciò al presidente se abbia avuto un ruolo per il buon esito dell’incontro di questa sera a Roma, e se la nostra Provincia intenda difendere la nomina in Autobrennero spa spettante al Trentino. Occorrerebbe che l’ad di Autobrennero sia designato dal Trentino e abbia una caratura indiscutibile per potersi confrontare a livello nazionale ed europeo, senza essere collaterale alla politica.

Il consigliere di Forza Italia ha evidenziato il valore trasversalmente riconosciuto all’A22 come bene di tutti i territori toccati dall’arteria. Il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture è apparso a volte impreparato con alcune sue dichiarazioni tecniche. Ma il consigliere si è detto fiducioso nel fatto che il governatore trentino saprà ben gestire questa partita anche in futuro.

L’esponente di Agire ha apprezzato i complimenti fatti al presidente della Provincia dal suo predecessore per il lavoro svolto. Si tratta di un riconoscimento della serietà con cui è stato portato avanti l’impegno su questo tema, che smentisce chi considera questa Giunta un pericolo per l’Autonomia. Oggi l’esecutivo ha dimostrato il contrario. E si è augurato che le iniziative di questa Giunta vengano valutate senza pregiudizi.

Un consigliere leghista si è associato ai ringraziamenti rivolti al presidente e per i contenuti dei risultati ottenuti. Ha poi replicato al capogruppo del Patt in merito agli allarmi da lui lanciati in difesa della Valsugana, delle cui problematiche in precedenza non si era particolarmente interessato. E ha aggiunto che l’ex presidente si era pronunciato contro la Valdastico, opera a suo tempo da lui giudicata inutile. Qualunque tracciato, ha concluso il consigliere, va bene purché si risolva questo annoso problema del Trentino e in particolare della Valsugana.

Un consigliere del Pd ha ricordato come giustamente il governatore abbia sollecitato a non considerare l’A22 una questione partitica. E ha espresso due considerazioni: questa comunicazione sull’A22 rimette al centro dell’attenzione un tema davvero prioritario per il Trentino, di ben altra caratura rispetto a quello relativo al ddl sulla caccia; in secondo luogo la cooperazione con la Provincia di Bolzano per valorizzare l’A22 è un fatto prezioso e fondamentale, ma occorre anche preoccuparsi che la Valdastico, se prolungata in Trentino, inciderà in misura rilevante sull’A22. Il fatto che contro quest’opera si sia già pronunciata la Provincia di Bolzano dimostra che la Valdastico non riguarda solo il Trentino. Occorre quindi affrontare i due argomenti insieme.

Il capogruppo dei 5 stelle ha riconosciuto che vi sono ragioni per cui essere soddisfatti della relazione del presidente. Positiva è la tariffa ambientale prospettata per contrastare l’inquinamento dovuto al traffico pesante. Finalmente un atto concreto su questo problema, ha osservato. Quindi ben venga la “vignetta”, anche perché risponde ad una direttiva dell’Ue. Anche il tema della governance non può che essere condiviso. Rimangono invece motivo di perplessità gli argomenti utilizzati: gli 800 milioni di euro di investimento in opere non strettamente collegate all’autostrada, con cui si vorrebbe riproporre ciò che era già stato respinto dal ministero;e poi gli investimenti su Isola della Scala, che certo vanno benissimo, purché l’area intermodale veneta non porti alla desertificazione dell’Interporto di Trento, dove le merci trasferite da gomma a rotaia sono già calate dai 3 milioni di tonnellate del 2011 a 700 mila tonnellate del 2017. Altro problema da considerare: i costi troppo alti del personale di A22 (90.000 euro in media per ogni unità). Non si può realizzare questa operazione per poi ritrovarsi con la stessa A22 di prima. Così avremmo sprecato un’occasione.

Nella sua replica il presidente Fugatti ha ribadito che l’A22 è un tema sicuramente politico e non partitico, perché l’autostrada “è dei trentini e non di chi temporaneamente amministra la Provincia autonoma di Trento”. Sulla Valdastico: “il nostro progetto prevede che il tema della sorgente dello Spino sia risolto. Vi potranno essere anche altri motivi di contrarietà, ma risolto il timore dello Spino che era il principale motivo di opposizione resterà solo un “no” rispettabilissimo, ma privo di ragioni. Il progetto Valdastico, quindi, va avanti perché per troppi anni è rimasto fermo. E questo per rispettare un preciso mandato ricevuto dagli elettori. Quanto allo sbocco dell’A31, “non sarà perché la Valdastico uscirà 10 km più a sud di Besenello che cambierà la sostanza del progetto”, ha detto. Certo, ha aggiunto, quest’opera avrà un potenziale impatto anche sulla provincia di Bolzano, ma riguarda il Trentino e va trattata dai trentini. Quanto alla mobilità, il governatore si è impegnato a tornare sull’argomento anche in termini complessivi. Il futuro amministratore delegato dell’A22, ha preannunciato, aggiunto, sarà un Trentino, anche se ha aggiunto: “questo argomento fa parte dell’interlocuzione in corso con Bolzano”. Sul no del governo alle opere da realizzare con gli 800 milioni di euro, il presidente ha confermato che il Ministro vuole che queste risorse siano utilizzate in modo strettamente collegato al traffico autostradale. Quanto infine alla futura gestione interna dell’A22, ha concluso chiedendo tempo perché la Giunta arrivi ad occuparsi anche degli interventi da effettuare su questo punto.

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Trento

Ecco i nuovi leader del partito Democratico

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Il PD agli ordini di Carola Rackete e l’orso trentino M49

La coppia di fatto sta ormai spopolando sul web e il PD su di loro scommette sulla prossima campagna elettorale.

I parlamentari della sinistra sono saliti sulla nave dell’amazzone tedesca per sostenerla nel salvataggio dei 41 migranti.

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Per inciso giusto ricordare che tutti i parlamentari hanno poi ricevuto una multa di 1.500 euro perché non avevano nessuna autorizzazione per salire sulla Sea Watch

La fuga dell’orso M49 invece ha resuscitato le minoranze trentine che hanno preso fiato e soprattutto argomenti (pensate un po’) per attaccare la maggioranza.

E se questi sono gli argomenti, Maurizio Fugatti può stare tranquillo finché arriva l’ora della pensione.

Sui social quelli del PD si sono scatenati (si fa per dire) lanciando battute all’indirizzo della giunta.

Pietose quelle di Luca Zeni, che come comico non avrebbe futuro, meglio invece quelle di Ugo Rossi che si sono dimostrate sarcastiche e pungenti.

Ma intanto la coppia Carola M49 gongola e sogna una vita insieme ai politici della sinistra.

Gli innamorati cercano le coordinate via mare e nei boschi per convogliare a giuste nozze, mentre quelli della sinistra la bussola l’hanno persa da un bel pezzo. 

Carola sarà dimenticata presto e l’orso M49 nelle prossime ore sarà catturato e così tutti i politici trentini potranno andarsene in vacanza. 

Per i due eroi della sinistra un’estate da protagonisti, per la sinistra l’unico argomento su cui far leva per finire sui giornali.

La vignette è di Domenico La Cava 

 

 

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Trento

Il Vescovo Tisi tra le immagini del Sacro Cuore di Gesù

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Ha apprezzato, l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi.

Stamane è stato ospite a palazzo Trentini per una approfondita visita alla mostra in corso su “Il cuore divino di Gesù – storia e devozione” (che resta aperta fino alla fine di luglio).

L’hanno accolto il presidente Walter Kaswalder e il consigliere provinciale Claudio Cia spiegando che l’intento è stato quello di contribuire alla preservazione e valorizzazione della memoria storica di tradizioni forti e vere della nostra comunità trentina.

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Una mostra dunque pensata per dire che le radici culturali devono essere conosciute e trasmesse alle nuove generazioni, esattamente come il patrimonio di idee cui attinge il nostro assetto istituzionale basato sull’autonomia.

Monsignor Tisi ha ascoltato la curatrice dell’esposizione, Rosanna Cavallini, e ha prestato attenzione a ogni dettaglio degli oggetti e delle opere esposti.

Ha ricordato che papa Francesco ha basato il suo pontificato sul tema della misericordia di Dio, quindi proprio sul concetto del Sacro Cuore di Gesù come segno d’amore infinito.

Tisi ha citato il teologo Karl Rahner e poco oltre – ammirando un’iconografia del cuore di Gesù trafitto e sgorgante sangue – ha ricordato come fu la mistica polacca Maria Faustina Kowalska a mettere al centro, sulla scorta delle sue visioni, l’idea del sangue come simbolo dell’amore incondizionato verso gli uomini.

Osservando le immagini fotografiche delle processioni in Trentino dedicate al Sacro Cuore, il vescovo ha voluto sottolineare la grandissima distanza tra gli atteggiamenti della gente nelle foto d’un tempo e quelli delle rievocazioni odierne.

Purtroppo – ha detto – la differenza sta nella grande fede in Dio, che c’era e non c’è più.

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Trento

Studi post-diploma, il sostegno alle famiglie con il Contributo provinciale

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Sostenere economicamente gli studenti trentini che affronteranno un percorso di studi post diploma, con un contributo provinciale proporzionale a quanto accantoneranno le famiglie di ciascuno studente durante la scuola superiore.

Questo, in sintesi, l’obiettivo della misura che fissa al 31 agosto la scadenza per effettuare il versamento annuale per gli studenti del secondo ciclo di studi.

Un’iniziativa di aiuto alle famiglie, che potranno così dare vita a un piano di risparmio al quale concorrerà la Provincia al momento dell’iscrizione all’università, con una somma in denaro tale da aumentare in maniera importante il capitale accumulato per le spese universitarie.

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Si continua così ad investire nelle risorse umane, nella convinzione che una maggiore preparazione sia per i giovani un elemento determinante nella ricerca di lavoro.

Il contributo per gli studi post diploma è una misura voluta dalla Provincia autonoma di Trento per aiutare le famiglie trentine a sostenere le spese per gli studi dei propri figli.

La misura prevede, a fronte di un piano di risparmio effettuato dalla famiglia, l’erogazione di una somma di denaro al momento dell’iscrizione  ai percorsi di studi post-diploma, universitari e di alta formazione proporzionale a quanto accantonato.

Accedere al contributo è facile, sarà sufficiente:

– aprire un libretto di risparmio o un conto corrente o un piano di accumulo di capitale (PAC) o polizze assicurative;

– versare per ogni anno scolastico, entro il 31 agosto, una somma di denaro per un periodo da 3 a 5 anni precedenti all’iscrizione a percorsi di studio post diploma;

– accumulare una somma complessiva compresa tra 3.000 e 6.000 euro;

– avere un indicatore ISEE famigliare compreso tra 23.001 e 32.000 euro.

Si tratta di una misura importante se si pensa che, se una famiglia risparmia una cifra tra i 3.000 e i 6.000 euro negli anni delle scuole superiori, quando lo studente si iscriverà a un corso post-diploma, sia in Trentino che fuori provincia o all’estero, potrà ricevere un aiuto pubblico provinciale fino al doppio di quanto risparmiato.

La domanda dovrà essere presentata agli Uffici provinciali nell’anno di iscrizione ai percorsi post diploma, completa della documentazione che attesta l’avvenuto accumulo e dell’indicatore ISEE della famiglia. Ogni anno viene pubblicato un bando con le modalità e le scadenze per inoltrare la richiesta.

I versamenti per costituire il risparmio dovranno essere effettuati entro il 31 agosto.

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