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Italia ed estero

Dopo Esino Lario l’Italia mette in vendita anche le proprie isole

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Dopo i beni comunali messi in vendita tramite asta online dal sindaco di Esino Lario, ecco le isole acquistabili a prezzi fissi che non sono poi nemmeno particolarmente esosi.

Evidentemente l’Italia non riesce a mantenere le proprie periferie e i comuni di riferimento sono costretti a provare a vendere i beni più commerciabili.

Si tratta delle isole più piccole, per lo più incolte e disabitate, spesso già privatizzate, alle quali non manca un piccolo porto e offerte a prezzo di saldo.

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Per visionare le proposte, è sufficiente collegarsi a alcuni siti come vladi-private-islands.de oppure privateisladsonline.com e se ne trovano per tutti i gusti e portafogli.

Di fronte a Grado con 3 milioni di euro si può acquistare l’isola Ravaiarina che ha due peculiarità: ideale per la ristorazione e come punto di partenza per le escursioni in Croazia.

Nella Laguna veneziana, ma con un prezzo d’acquisto da concordare, l’Isola del Forte ex insediamento militare napoleonico a mezz’ora dalla terra ferma.

Scendiamo in Sicilia e con 17 milioni è a disposizione l’Isola di Santa Maria che si trova di fronte a Trapani e Marsala: 11 ettari di vegetazione mediterranea e oliveti, una casa abitabile in stile belle epoque e attigua una cappella del XVI secolo.

Tra l’Elba e Piombino, l’Isola di Cerboli (foto): un paradiso di rocce immerse nella vegetazione e in acque cristalline ideale per le immersioni a soli 4 milioni di euro.

Per gli amanti della storia anche se ben poco è rimasto, è a disposizione l’Isolotto di Santo Stefano che ospitò la prigione di Sandro Pertini.

A trattativa riservata, solo per chi è realmente interessato, l’Isola di Marinella in Sardegna: 5 ettari con residenza principale, seconda ville e abitazioni a completamento: un potenziale villaggio turistico riservato a pochi super ricchi del pianeta.

A 3 milioni di euro, l’Isola delle Femmine, mentre l’Isola delle Sirene che si trova di fronte a Taormina è già stata venduta.

La siracusana Isola di Capo Passero da potenziale riserva naturale integrata, rischia di trasformarsi in un resort.

Non manca nemmeno il crowdfunding promosso dall’associazione “ Poveglia per tutti “ che ha raccolto 500 mila euro per la concessione e riqualificazione dell’Isola.

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Italia ed estero

«Lavorare meno, lavorare tutti», ecco il piano Di Maio che fa discutere

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“Lavorare meno, lavorare tutti” era uno slogan dei cortei degli operai di fine anni sessanta, ma è un concetto che oggi il “Piano Di Maio”, ripropone con gli incentivi per diminuire l’orario di lavoro, assumendo utilizzando il Reddito di Cittadinanza.

Il Piano, ancor prima di diventare un disegno di legge, fa già discutere.

Esaminiamolo nel dettaglio.

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In pratica si tratterebbe di una nuova assunzione ogni quattro dipendenti che a parità di salario, lavorerebbero un giorno in meno alla settimana.

Si tratterebbe di un’ipotesi che andrebbe ad integrare il reddito di cittadinanza secondo un progetto ideato da Giovanni Alleva professore giuslavorista consigliere informale sia presidente grillino dell’Inps Pasquale Tridico che dello stesso Di Maio.

I 780 euro mensili del sussidio andrebbero a coprire un bonus Irpef per la riduzione degli orari di lavoro.

In pratica il reddito di cittadinanza che andrebbe ad un disoccupato, verrebbe diviso tra i quattro lavoratori già occupati che volontariamente accetterebbero di ridurre la loro settimana lavorativa da cinque a quattro giorni, aprendo così uno spazio per l’assunzione di un disoccupato.

Il nuovo lavoratore verrebbe assunto con un contratto di apprendistato per un costo basso per l’impresa.

Nel caso in cui la compensazione fiscale non dovesse essere sufficiente come nel caso di retribuzioni mensili superiori ai 1300 euro, oppure l’assunzione dovesse riguardare un disoccupato che non ha diritto al Reddito di Cittadinanza; in questi casi a finanziare l’intera operazione sarebbe il welfare aziendale, sotto forma di buoni acquisto spendibili nei punti vendita convenzionati della Grande Distribuzione.

La soluzione Alleva non prevederebbe obblighi di legge per la riduzione dell’orario di lavoro quanto un sistema di incentivazioni concordato tra sindacati e imprese.

Sarebbe anche l’applicazione del contratto di solidarietà espansiva previsto da uno dei decreti attuativi del Jobs Act, ma di fatto mai applicato perché sindacati ed imprese non hanno interesse a renderlo operativo.

Alleva, oltre a essere consigliere economico dei grillini, lo è anche della Regione Emilia Romagna, quale esponente di “ L’Altra Emilia Romagna”, formazione di estrema sinistra e si dichiara comunista per nulla pentito.

A livello europeo, l’Italia con le sue 36 ore settimanali è con la Svezia lo Stato col maggior numero, mentre l’Olanda con 29 è la nazionale col minore monte ore settimanale.

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Italia ed estero

Incendio Notre – Dame: La struttura è salva. I sostenitori dell’ISIS esultano

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Un grosso incendio è scoppiato ieri sera nella cattedrale Notre-Dame di Parigi.

Il rogo, che ha provocato il crollo del tetto e della guglia simbolo della città, si è sviluppato da un’impalcatura per i lavori di restauro.

L’intera Ile-de-la Cité, dove sorge la cattedrale, è stata isolata.

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La Procura ha aperto un‘inchiesta per disastro colposo. “La struttura è salva e preservata nella sua totalità”, hanno riferito i pompieri dopo aver lavorato tutta la notte.

I pompieri hanno precisato che le fiamme sono scoppiate nel sottotetto della cattedrale.

Uno dei 400 vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento è rimasto gravemente ferito.

I due campanili sono stati salvati. Le fiamme nella tarda notte sono state definitivamente domate.

La tragedia non è sfuggita all’attenzione dei sostenitori dell’Isis, che hanno celebrato il rogo della cattedrale come “un colpo al cuore dei crociati” e come “castigo e punizione“.

Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio del’estremismo islamico sul web.

Nel frattempo le autorità di Parigi hanno deciso di evacuare i circa mille residenti dell’Ile de la Cité, l’isola sulla Senna dove sorge Notre-Dame, e ha messo a disposizione uno spazio in un altro quartiere per coloro che non hanno altre soluzioni per passare la notte.

Sedici statue del tetto di Notre-Dame si sono salvate per un soffio dall’incendio che sta devastando la cattedrale di Parigi: erano state rimosse per essere restaurate solo quattro giorni fa, l’11 aprile. Lo riferiscono i media francesi, spiegando che è intatto anche il “tesoro” di oggetti sacri presente nella struttura.

I monumenti, alti tre metri e pesanti 250 chili, sarebbero dovuti tornare al loro posto, dopo il restauro, nel 2022.

E’ stata preservata anche la corona di spine di Cristo, che secondo la tradizione viene custodita a Notre-Dame e che è fra le sue reliquie più preziose. Salva anche la tunica di San Luigi.

Molti fedeli si sono radunati sul Lungosenna all’altezza della cattedrale di Notre-Dame in fiamme, intonano preghiere e canti. Alcuni piangono, altri alzano le braccia al cielo, in un’atmosfera di grande emozione e tensione.

Attorno all’Ile-de-la-Cité il traffico è bloccato e la gente affluisce a piedi. Intanto la Santa Sede ha accolto la notizia “con shock e tristezza”.

“Il peggio è stato evitato, ma la battaglia non è vinta completamente”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, recatosi davanti alla cattedrale in fiamme. “Grazie al coraggio dei pompieri la facciata e le strutture non sono crollate. Ve lo dico stasera, questa cattedrale la ricostruiremo tutti insieme. E’ quello che i francesi aspettano, è quello che la nostra storia merita“, ha sottolineato il numero uno dell’Eliseo.

La guglia, alta 93 metri, è crollata su se stessa poco prima delle 20.

Era stata eretta sui quattro pilastri del transetto ed è uno dei simboli della città di Parigi. L’incendio della cattedrale giunge nel primo giorno delle celebrazioni della Settimana santa che porta a Pasqua. Circa 13 milioni di turisti visitano ogni anno Notre-Dame.

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Italia ed estero

In fiamme la cattedrale di Notre Dame a Parigi

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Momenti di apprensione e decine di persone in lacrime per un incendioche ha invaso la cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Le fiamme sono divampate questa sera intorno alle 18.50 ed erano visibili, assieme ad una enorme nube di fumo, intorno ad alcune impalcature per la ristrutturazione montate sul tetto dell’edificio sacro.

Evacuati a tempo di record fedeli e turisti, mentre i vigili del fuoco sono in azione per spegnere il rogo sviluppatosi nel sottotetto della cattedrale.

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Tra i danni maggiori il crollo di una guglia alta ben 93 metri. Crollata anche l’intera copertura superiore dell’edificio. Tutto l’interno in legno del 13 secolo della cattedrale di Notre Dame sta bruciando e andrà probabilmente distrutto. Risparmiata la facciata con le due torri.

Nei giorni scorsi erano fortunatamente state rimosse 16 sculture in rame – le statue di Gesù, dei 12 apostoli e i simboli degli evangelisti- che dovrebbero tornare al loro posto nel 2021.

La cattedrale, che è stata costruita tra il 1163 e il 1345, attira quasi 13 milioni di visitatori ogni anno.

Un pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, sono triste stasera nel vedere questa parte di noi che brucia“, ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron.

 

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