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Trento

Via Manci, scene di ordinario degrado. Il video

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Siamo nella centralissima via Manci a Trento.

È domenica 7 aprile, sono le 16.20.

È la giornata scelta da molti trentini e turisti per fare la tradizionale passeggiata insieme ad amici, alla famiglia, o insieme al proprio innamorato.

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Per i turisti un passaggio obbligato per accedere ai numerosi musei e alle decine di proposte culturali che il nostro capoluogo propone investendo soldi pubblici, fatica e competenze umane.

Non ha nulla a che vedere invece con l’arte e la cultura il contenuto di un video che un nostro lettore ha inviato al numero whatsApp della redazione (3922640625).

Nel  video si vede un giovane africano, probabilmente ubriaco o peggio, con lo zainetto sulle spalle e una bottiglia di birra nella mano sinistra, che urla nel proprio idioma frasi probabilmente sconnesse visto il grado alcolico presente nel suo corpo.

Scene di ordinario degrado che ormai sono giornaliere a cui ormai quasi nessuno fa più nemmeno caso.

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Per la cronaca, le grida e le urla dell’africano sono continuate fino all’altezza di piazza Dante sotto gli occhi di decine di persone, alcune contrariate, altre spaventate.

 

 

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Trento

Recinzioni in prestito per proteggere orti e campi dagli ungulati

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Su proposta del vice presidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, la Giunta provinciale ha approvato criteri, modalità e procedure per la concessione in comodato gratuito di materiale per prevenire, attraverso recinzioni e protezioni, i danni causati dagli ungulati a orti e campi privati ad uso familiare, nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio; come veniva fatto prima del passaggio della gestione del territorio dal Consorzio Parco Nazionale dello Stelvio alla Provincia autonoma di Trento.

“Con questo provvedimento – sottolinea il vice presidente Tonina – diamo risposta ad una precisa esigenza espressa dalla comunità, attraverso l’utilizzo di strumenti rispettosi dell’ambiente, della fauna e del paesaggio”.

La fauna selvatica, e in particolare il cervo, danneggia le coltivazioni, sia attraverso il calpestio che il brucamento, creando, come lamentato dai residenti, danni ingenti.

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Con il provvedimento adottato ieri è prevista quindi la fornitura di materiali, per realizzare recinzioni e steccati, in comodato gratuito, ai privati cittadini che hanno a disposizione orti e campi nel settore trentino del Parco dello Stelvio e che vogliono difenderli dagli effetti della presenza degli ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi.

I materiali non saranno concessi a chi beneficia di ulteriori forme di contributo o indennizzo per lo stesso appezzamento oggetto della richiesta. La struttura provinciale che istruirà le pratiche di richiesta di materiali è il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette che cura la gestione trentina del Parco.

Il provvedimento adottato oggi definisce quali sono i soggetti che possono beneficiare di questa possibilità, quali sono le coltivazioni ammesse e con quali limiti dimensionali, come deve essere presentata la domanda e come si svolgerà l’istruttoria, come devono essere realizzate le recinzioni, quali sono gli obblighi e le sanzioni.

 

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Trento

Per Ghezzi «essere umano» sono gli stranieri che possono compensare il calo demografico

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Nella foto il consigliere provinciale Paolo Ghezzi

Per l’ideologia della sinistra l’antidoto per la compensazione del calo demografico è l’arrivo indiscriminato di stranieri che una volta stabiliti in Italia farebbero figli e lavorerebbero andando a pareggiare quel deficit che sarebbe a responsabilità unica, a carico cioè degli italiani.

Il paradosso è che ogni volta che vengono divulgati i risultati di indagini demografiche con percentuali negative, la sinistra viene avvolta da un senso di compiacimento come se fosse una bella notizia.

L’ultimo in ordine di tempo è Paolo Ghezzi “ essere umano” che compiaciuto sentenzia che “senza immigrati in Trentino crollerebbe la qualità della vita” e per questo attacca la giunta Fugatti per la sua politica di centro destra che secondo lui è conseguenzialmente strumentale.

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Ma la proiezione demografica dovrebbe essere contestualizzata e approfondita, cosa che naturalmente la sinistra si guarda bene dal fare.

Prima considerazione. Dopo anni nei quali la famiglia è passata in secondo ordine per colpa della sinistra di governo, oggi i governi di centro destra puntano ad una politica di supporto economico alla famiglia ed alla nascita dei figli che ovviamente non può dare risultati immediati.

Di certo se le agevolazioni e contributi riservati ai nuclei famigliari stranieri, fossero erogate in pari misura anche agli italiani, gli indici demografici sarebbero diversi.

Quanto la politica per la famiglia sia necessaria e utile, lo conferma il fatto che anche la sinistra ha recuperato lo stesso tema e non solo questo, riproponendolo uguale a quello applicato dai governi di centro destra.

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Seconda considerazione. La politica della giunta Fugatti non è assolutamente rivolta contro quegli immigrati che si sono integrati ed hanno un lavoro regolare.

Anzi le soglie introdotte per poter accedere alle agevolazioni tutelano anche loro, preservandoli dall’attacco dei nuovi migranti che sono parte integrante del business dell’immigrazione e che non sono arrivati in Italia per lavorare o costituire allegre famiglie con tanti figli come vorrebbero far credere Ghezzi e compagni.

Il concetto reale è semplice. Gli italiani fanno meno figli a causa di un’impossibilità economica per supportarne il costo.

Risolviamo questo problema e la controtendenza sarà immediata. Alla pari del fatto che non esistono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma sono le retribuzioni proposte che sono inaccettabili.

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Trento

Giunta Fugatti: anche nel «Progettone» vengono prima gli italiani

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Saranno 1374 le opportunità occupazionali attivabili nel 2020 con l’Intervento 19, che prevede progetti di accompagnamento al lavoro di soggetti deboli attraverso i lavori socialmente utili.

Di queste, 336 sono già assegnate, in quanto richieste da enti che nel 2018-2019 hanno presentato progetti della durata di più anni, mentre altre 1037,5 sono ancora da assegnare.

Si aggiungono inoltre 40 opportunità riservate a persone con disabilità di tipo psichico/intellettivo pari o superiore all’80%, 15 opportunità per progetti pluriennali riguardanti servizi domiciliari a persone anziane, 20 opportunità per madri di famiglie monoparentali e 40 per lavoratori coinvolti in progetti nuovi o ad integrazione di progetti già approvati che tengano conto di particolari esigenze e situazioni sui territori.

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“Si conferma – sottolinea l’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, che ha presentato la delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale – l’impegno dell’amministrazione in questo settore, con l’intento di non lasciare indietro nessuno”.

Riguardo al Progettone, che costituisce assieme all’Intervento 19 l’altro fondamentale strumento provinciale di intervento nell’ambito dei lavori socialmente utili, l’assessore Spinelli ha detto che in futuro qualche ragionamento dovrà essere fatto.

“Attualmente è gestito molto bene dal Servizio Sova della Provincia. – ha spiegato – Si tratta di capire se in termini di efficienza e di risparmio sia ipotizzabile portare almeno alcune delle attività  ad Agenzia del Lavoro. E’ possibile qualche piccola rifocalizzazione anche per quanto riguarda i criteri di accesso, confermando comunque l’impegno Provinciale per il sostegno delle persone con maggiori difficoltà ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro”.

L’intenzione della Giunta Fugatti  è quella di tutelare prima di tutto i trentini ed i nostri cittadini che sono meno forti sul mercato del lavoro. «Stiamo valutando su quali parametri intervenire – ha sottolineato Fugatti – pensiamo ad esempio al calcolo Icef oppure a possibili dieci anni di residenza in Trentino. Non ci sarà comunque nessuna strage sociale».

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