Connect with us
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Mori: anfore a teatro, in comune e negli orti

Pubblicato

-

La maestra Dolores Anderlini, vicario della scuola elementare, con l’assessore Mura
Pubblicità

Pubblicità

Il sequestro di un grosso quantitativo di anfore di terracotta, circa 150 unità, si è tradotto in un’occasione di abbellimento degli stabili comunali e darà vita a un particolare progetto che si innesta su quello degli orti didattici attivati nelle scuole di Mori. Ma partiamo dall’inizio.

Nei mesi scorsi, la Guardia di finanza ha operato un sequestro di anfore da un venditore che stava svolgendo la sua attività sul territorio comunale di Mori.

Quanto ritirato è stato dunque assegnato, dalla giustizia, all’amministrazione locale. Quest’ultima aveva davanti a sé due possibilità: la prima era quella di indire un’asta, un po’ come si fa, da qualche anno, con le biciclette che vengono rinvenute, abbandonate, sul territorio. L’altra ipotesi, quella che poi è stata scelta dalla giunta e in particolare dall’assessorato alla cultura, era quella di utilizzarle per l’abbellimento del patrimonio comunale.

Pubblicità
Pubblicità

I numerosi manufatti sono stati dunque suddivisi tra il teatro, l’auditorium, gli uffici comunali e altri locali dove si svolge l’attività amministrativa.

L’uso più curioso e innovativo è però quello che ne è stato proposto dalle scuole elementari della borgata. Qui, come comunicato in tempi recenti, è attivo un progetto di giardinaggio e orticoltura con gli alunni, e le anfore potranno diventare protagoniste all’interno di questa iniziativa.

Altrettanto interessante il progetto che sarà attivato alle scuole medie: qui le anfore serviranno al “laboratorio del fare” di artistica e saranno dipinte dagli alunni.

Pubblicità
Pubblicità

A entrare nel dettaglio del lavoro di giardinaggio e orti è la maestra Antonia Tulipano, portavoce del folto gruppo di colleghe che hanno pensato all’idea della coltivazione, che sta già dando – letteralmente – i suoi frutti: prima delle vacanze estive si punta a far gustare, ad esempio, le fragole agli alunni che le hanno piantate.

«Recentemente mi è capitato – spiega la maestra – di assistere a una trasmissione televisiva durante la quale si spiegava che Coldiretti sta rivalutando un sistema antichissimo di irrigazione: dove non si può installare un impianto a goccia, le anfore, naturalmente porose, possono essere utilizzate per un rilascio graduale dell’acqua.

Per noi potrebbe essere una soluzione ideale soprattutto per l’estate, con la scuola chiusa, per non compromettere il lavoro fatto con gli alunni. Certo, periodicamente, le anfore andranno comunque riempite».

Si tratta, specifica ancora la maestra, di una sperimentazione. Ad ogni modo, a prescindere dalla sua efficacia nel contrastare la disidratazione estiva, rappresenterà un nuovo spunto di apprendimento per le classi coinvolte. Tra i temi affrontati, infatti, ci sono la sostenibilità dell’agricoltura, la scelta delle piante ma anche, appunto, le tecniche di irrigazione.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

di tendenza