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Fiemme, Fassa e Cembra

Castello di Fiemme, il parcheggio alle bocce finisce nella bufera

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Il parcheggio alle bocce di Castello di Fiemme entra nell’occhio del ciclone e diventa un caso sui “Social”

Pubblicato originariamente sulla pagina Facebook del Gruppo “Impegno Civico”, un video che in poche ore ha raggiunto oltre 2.000 visualizzazioni elenca con una grafica semplice e diretta i motivi per i quali il parcheggio sarebbe un grave danno per Castello. A darne notizia è il portale Valledifiemme.it

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Quella che i creatori del video definiscono “la colata d’asfalto”, servirebbe solo a compiacere la pigrizia e l’egoismo di chi, pur di non fare 50 metri a piedi, è disposto a compromettere l’ambiente e la vivibilità del borgo. Basterebbe invece riorganizzare i numerosi molti posti auto esistenti in zona per riuscire a migliorare la disponibilità per le soste brevi.

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Come sostengono gli artefici della protesta “Social”, il progetto distruggerebbe un’area tradizionalmente destinata a spazio di incontro e gioco per i più piccoli. Nel video si parla di una cementificazione massiccia (ben 17 posti auto), definita inutile, costosa e dannosa.

Nel filmato si evidenziano molteplici svantaggi: il luogo dove si vorrebbe realizzare il parking di tipo metropolitano si trova nel centro di Castello di Fiemme, di fronte all’asilo e a pochi metri dalle scuole. Per questo si creerebbero pericoli e problemi di sicurezza legati all’aumento del traffico automobilistico, oltre a mettere a rischio la salute dei bambini che proprio in quella zona passano molto del loro tempo.

Tra le argomentazioni elencate vi è pure quella ecologica: risulta evidente il danno ambientale che si provocherebbe distruggendo una collinetta e sostituendola con asfalto e muri di cemento. Anacronistica viene definita l’idea di cementificare il paese proprio mentre sta rinascendo una coscienza ecologista e i giovani in tutta Europa lottano per difendere l’ambiente e il loro futuro.

Inoltre, l’intervento risulterebbe decisamente antiestetico: una vera bruttura proprio al centro del paese.

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Nella parte finale si annuncia che verranno diffuse le alternative possibili e verranno fornite informazioni sulle iniziative di protesta in atto. Tale fermento fa pensare che a breve ci saranno novità sull’argomento.

Castello altro scempio in arrivo "Il parcheggio alle bocce"

I tanti motivi per non fare il mega parcheggio alle bocce. 🙁

Gepostet von Impegno Civico – Castello_Molina di Fiemme am Montag, 1. April 2019

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Fiemme, Fassa e Cembra

Valli Fiemme e Fassa, Operazione «Sciamano»: si consegnano gli ultimi due latitanti albanesi

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Nella serata del 10 ottobre 2019 sono finiti nella rete degli inquirenti gli ultimi due latitanti, dei 18 trafficanti (tutti condannati) colpiti dalle misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, nell’ambito dell’indagine “Sciamano” condotta dal N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Cavalese, che ha decapitato un florido traffico di sostanza stupefacente di tipo cocaina attivo nelle Valli di Fiemme e Fassa con articolazioni nel Milanese.

Nel merito i carabinieri ricordano che alle operazioni di cattura del 20 novembre 2018, BEJTE Afrim ed ARAPI Arber organici al segmento Milanese deputato al rifornimento dei flussi di cocaina sulla tratta Rozzano – Castello di Fiemme, erano infatti sfuggiti in quanto si trovavano in terra Albanese.

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A seguito delle condanne inflitte il 4.10.2019 dal Giudice del Tribunale di Trento nei confronti dei due e alla pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione e 14.000,00€ di multa ed in ragione del mandato di cattura internazionale emesso a loro carico, i due latitanti hanno deciso di consegnarsi alle autorità Italiane attraverso una rapida intermediazione sviluppata tra i loro legali di fiducia e l’Autorità Giudiziaria coadiuvata dagli investigatori del N.O.R. di Cavalese in esito alla quale veniva concordata, la consegna dei due latitanti alle autorità Italiane, presso lo scalo aeroportuale Valerio Catullo di Verona.

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Alle 19.00 del 10 Ottobre quindi, gli operatori della Pol Aria della Polizia di Stato di Verona, su attivazione dei Carabinieri di Cavalese, hanno notificavano le richiamate misure cautelari ai due albanesi appena sbarcati da un volo proveniente da Tirana. I due poi venivano trasferiti al carcere di Verona Montorio e messi a disposizione dell’A.G.

Nel merito si ricorda ARAPI Arber, collaboratore dell’apicale ARAPI Petrit era parte del gruppo che nell’aprile 2018 aveva pianificato un’incursione all’interno del perimetro della caserma dei Carabinieri di Cavalese, con l’obbiettivo di recuperare 210 grammi di cocaina dall’autovettura utilizzata da un loro corriere, ritenendo erroneamente non fossero stati ancora rinvenuti dagli operanti.

Analogamente anche BEJTE Afrim era risultato essere uno dei uomini di fiducia del Boss ARAPI Petrit che gestiva i rifornimenti in favore del Gruppo Fiemmese del Bar Anny.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Predazzo: una targa in memoria di Roberto Degaudenz, per non dimenticare….

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Roberto Degaudenz vigile del fuoco di Predazzo è scomparso il 20 gennaio 2017 all’età di 53 anni colpito da un improvviso ictus che non gli ha lasciato scampo. Per ricordarlo i suoi colleghi hanno affisso una targa su un castello di manovra a servizio della caserma dei Vigili del Fuoco Volontari di Predazzo.La data riportata è quella del 5 ottobre 2019. La dicitura del post: «In sua memoria, per non dimenticare….» Roberto era titolare del notissimo «Bar Caorèr», e godeva di grande popolarità, grazie alle due innate doti di sportivo. Faceva parte ormai da 25 anni  del Corpo dei pompieri, dove si è sempre distinto per una costante e generosa disponibilità ogni qual volta ci fosse bisogno della sua presenza. Roberto Degaudenz, poco prima di morire era stato anche uno dei quattro premiati per 25 anni di servizio.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Travolto da un tronco nel Cermis: ferito boscaiolo

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E’ grave ma non in pericolo di vita il boscaiolo rumeno di 51 anni vittima oggi di un incidente sul lavoro, avvenuto poco prima delle 16, nei boschi della val di Fiemme. L’uomo, dipendente di una ditta austriaca, è stato travolto da un tronco mentre si trovava nella zona del Cermis per interventi dovuti ai danni causati dalla tempesta Vaia dello scorso ottobre. L’albero che lo ha colpito alla schiena era appena stato tagliato e in procinto di essere caricato e portato a valle.

Sul posto gli uomini del soccorso alpino e l’elicottero dei vigili del fuoco permanenti che assieme ai volontari di Cavalese hanno trasportato il ferito all’ospedale Santa Chiara.

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