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Trento

Trentini internati ad Isernia: ferita aperta da troppo tempo, che è ora di rimarginare

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Nell’ambito del “Viaggio della memoria”, che si sta svolgendo in questi giorni per ricordare i 498 soldati trentini internati in terra molisana dopo la fine della prima guerra mondiale, il Presidente del Consiglio provinciale è intervenuto nella gremitissima sala dell’auditorium dell’ex Seminario di Isernia alla cerimonia di apertura dell’iniziativa organizzata dalla Federazione Schuetzen del Welschtirol, in collaborazione con il Comune di Isernia.

Oltre 200 i trentini arrivati fin qui, a cent’anni di distanza, per richiamare la memoria su una storia scomoda che ha lasciato un segno profondo nella comunità trentina.

“Il nostro compito di trentini del Duemila ha detto il Presidenteè di rispettare fino in fondo la complessità della nostra storia e di riconoscere dignità e rispetto a tutti coloro che hanno creduto e che hanno sofferto. Onore allora a quelle centinaia di poveri soldati del Trentino orientale, che a guerra finita – dopo anni di patimenti, lontanissimo da casa – vennero radunati in Primiero e di qui avviati verso un’assurda prigionia fuori tempo massimo, in terra molisana”.

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Il Presidente ha definito poi le guerre, tutte le guerre “una clamorosa sconfitta della ragione” e le cerimonie come questa “un inno alla concordia tra i popoli e alla pace“.

Il capo dell’assemblea legislativa trentina ha poi ringraziato i Welschtiroler ai quali si deve questo bellissimo viaggio, un associazionismo molto particolare, tuttora attivo in Trentino, le cui origini risalgono al 1511: “un originalissimo sistema di difesa basato su milizie volontarie che sempre si distinsero come scudo per il territorio, mai come forza di aggressione“.

Infine, il Presidente ha concluso con l’auspicio che lo Stato italiano faccia un esplicito gesto di riconoscimento e rammarico dell’ingiustizia perpetrata ai danni degli ex soldati austroungarici nel 1918, rimarginando una ferita della storia rimasta aperta tanti, troppi anni.

Gli onori di casa li ha fatti il sindaco che ha ricordato i prigionieri trentini chiarendo che Isernia dovette allora subire una decisione venuta dall’alto e ricordando alcuni aneddoti di grande umanità e di slancio cristiano, come la pastasciutta della notte di Natale del 1918, preparata per i trentini dai cittadini della città molisana, già ferita dalla guerra in un susseguirsi di eventi tragici che contarono moltissime vittime civili. “Nessuno come gli isernini può dunque comprendere il dolore dei trentini internati irragionevolmente qui”, ha detto il sindaco, “trentini ai quali va il pensiero della mia città in un momento di incontro importante che spero possa sancire una perenne fratellanza tra due comunità che la storia un secolo fa decise di far incontrare”.

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Sono poi intervenuti il Landeskomandant degli Schützen, il Vescovo di Isernia, la vicesindaca di Faedo Viviana Brugnara, e il sindaco di Calliano Lorenzo Conci, che ha ricordato che “non esiste futuro senza consapevolezza del passato, dalla storia si impara per non commettere più gli errori del passato”, il vicepresidente della Provincia di Isernia, il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, che ha definito l’iniziativa “un tassello significativo nella direzione della ricostruzione del patrimonio storico della comunità trentina”.

 Noi siamo impegnati come istituzioni, ha aggiunto, a spiegare quali storture può produrre una vicenda di questo tipo, una memoria non riconosciuta, che ha creato lacerazioni profonde.

Percorrere a cent’anni da quell’evento, quelle strade e quei luoghi e immaginare il dolore e il disorientamento dei soldati trentini prigionieri ad Isernia, significa operare non solo sul tasto del ricordo e dei buoni sentimenti, ma riflettere sulla guerra e sull’odio prodotto dai nazionalismi facendo dei passi in avanti: “questo lo si può fare solo non rimuovendo la storia, facendo delle macerie della storia materiale su cui costruire nuove relazioni e valori”.

infine, per inquadrare le vicende storiche, ha parlato l’autrice del volume “Reduci trentini prigionieri ad Isernia (1918-1920)”.

Il testo riconsegna alla memoria e alla consapevolezza collettive una vicenda quasi dimenticata che colpì in modo particolare le genti delle valli di Primiero e Lavarone. “Fu un fatto molto grave, un vero calvario” – ha spiegato l’autrice – “anche perché ormai si credeva che, dopo l’armistizio del novembre 1918, la guerra fosse finita”.

I 498 soldati primierotti furono richiamati e spinti ad un viaggio forzato di oltre 72 ore fino ad Isernia dove furono internati per oltre due mesi in condizioni miserevoli, stipati in camerate, con cibo scarso e senza le minime condizioni igieniche.

L’austrice ha citato due preziosi diari che ripercorrono il viaggio e descrivono quello che accadde in quei mesi, le umiliazioni, la fame e l’avvilente delusione nei confronti dell’Italia.

Accanto a questi sentimenti c’e però anche la testimonianza della commovente e compassionevole generosità dei cittadini d’Isernia.

Gli uomini furono trattati in totale inosservanza della convenzione dell’Aia e mai seppero per quale legge o per quale reato fossero stati condotti fin qui, prelevati dalle loro case a guerra finita. La memoria non fu mai elaborata, questo argomento funa lungo ignorato dalla storiografia italiana e trentina.

L’evento è stato accompagnato dalle note musicali della banda di Faedo.

Oggi è stata deposta una corona al monumento caduti X settembre 1943 nella Chiesa di Santa Chiara.

Dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal vescovo nella cattedrale un corteo ha raggiunto la Chiesa di Santa Maria delle Monache, uno dei luoghi di prigionia, dove oltre alla deposizione di una corona è stata scoperta una targa in memori dei reduci.

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Trento

Scade la prima rata di 150 mila euro: il nuovo centro islamico chiede la donazione per l’acquisto.

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Non sappiamo se la cosa sia vera, ma di certo la richiesta è inconsueta.

Sta di fatto che sulla bacheca dell’esercizio commerciale di via Prepositura Friends fast food  la richiesta è chiarissima: per l’associazione culturale islamica Fezane Mustafa di Trento ubicata in via Franceschini è necessario reperire 150 mila euro subito perché è in scadenza la prima rata da pagare per l’acquisto.

Stiamo parlando della struttura in via Ezio Franceschini 30  il cui destino d’uso (D/8) dovrebbe esclusivamente essere di “ Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa”, e che è diventata invece la sede di un altro centro culturale islamico.

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Nella richiesta di donazione ci sono anche tutti gli estremi per il bonifico.

Non è nemmeno un caso forse che la richiesta sia stata affissa in via Prepositura, luogo noto per lo spaccio e quindi per le numerose risorse economiche che la malavita e i criminali possono far girare.

Certo è che reperire attraverso delle donazioni 150 mila euro non è facile.

A sollevare la questione di via Franceschini in questi giorni è stato il consigliere comunale della Lega Nord Trentino, Vittorio Bridi primo firmatario di un’interrogazione della quale si richiede risposta in aula. (qui articolo)

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Se, come pare, la struttura è stata acquistata, si vocifera per 400 mila euro, sarebbe interessante capire chi ha finanziato l’operazione.

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Trento

Sostegno disoccupati in Trentino: l’Agenzia del lavoro e l’Unione Europea mettono in campo 3,7 milioni di euro

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Favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti con maggiori difficoltà e a rischio di disoccupazione di lunga durata.

Con questo obiettivo, la Giunta provinciale ha approvato ieri la delibera a firma dell’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli, riguardante l’avviso per la presentazione di proposte progettuali per la ricerca attiva del lavoro, nell’ambito del Programma operativo del Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia.

A fronte di un impegno di 2 milioni di euro, che saranno assegnati all’Agenzia del lavoro, si avrà un cofinanziamento di 1,7 milioni di euro dallo Stato e dall’Unione Europea.

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“Questa iniziativa prevede il coinvolgimento di enti pubblici e privati per il potenziamento delle competenze dei disoccupati, al fine di sostenerli nella ricerca di un’occupazione – evidenzia l’assessore Spinelli -. La Giunta è particolarmente attenta alle esigenze delle fasce deboli della popolazione e ritiene fondamentale sostenere chi ha difficoltà a proporsi o a rientrare nel mercato del lavoro”.

Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro domanda-offerta, anche attraverso l’utilizzo di canali informatici. In particolare, si vogliono supportare gli utenti – con diversi background – nel conoscere i canali per la ricerca attiva ed autonoma del lavoro, nel creare e presentare il proprio curriculum vitae (inserendolo nel portale Trentino lavoro), nell’acquisire le più moderne ed efficaci tecniche di presentazione presso i datori di lavoro e nel saper gestire opportunamente i colloqui di selezione.

L’obiettivo generale dell’avviso, è di alleggerire i Centri per l’impiego di una parte di attività ora gestita prevalentemente con colloqui individuali di natura standardizzata, tecnicamente definiti colloqui di accoglienza ed orientamento di primo livello, e consentire dunque agli operatori dei Centri per l’impiego di dedicare la propria attività prevalentemente alle funzioni orientative più specialistiche e personalizzate, in funzione della definizione del patto di servizio e in risposta ad esigenze informative e consulenze individualizzate.

 

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Trento

Nuova telecabina a Madonna di Campiglio: via libera al progetto dalla Giunta provinciale

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Una telecabina a 10 posti denominata “Fortini – Pradalago” in sostituzione dell’attuale seggiovia quadriposto e una nuova area parcheggio da destinare a zona di interscambio per i pulmini.

E’ il progetto che sarà realizzato dalle Funivie Madonna di Campiglio spa e per il quale il Comune di Pinzolo aveva chiesto, lo scorso 24 settembre, l’autorizzazione a realizzarlo in deroga alle norme di attuazione del Piano Regolatore Generale.

Nella giornata di ieri la Giunta provinciale, con una delibera proposta dal vicepresidente, Mario Tonina, ha dato il proprio assenso alla richiesta avanzata dal Comune della Val Rendena. 

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La nuova telecabina si è resa necessaria in quanto l’attuale seggiovia ha una portata non più sopportabile visto il numero di passaggi, inoltre, il nuovo parcheggio porterà ad un incremento della sicurezza, dato che l’attuale area di parcheggio è prossima alla strada provinciale.

Particolarmente rilevante risulta essere la ridistribuzione dei flussi degli sciatori sulla zona Fortini con lo spostamento della stazione di valle della nuova telecabina sul lato opposto della strada statale SS 239. In ordine al rilascio della deroga si era espresso favorevolmente anche il Consiglio comunale di Pinzolo.

 

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