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Politica

Mancano i versamenti delle quote di Gottardi e Masè: Civica Trentina rischia di chiudere i battenti

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L’assessore Mattia Gottardi e la consigliera Vanessa Masè, entrambi di Civica Trentina eletti in Provincia, non hanno fino ad oggi versato le quote della propria indennità consigliare.

Dentro il partito, che dopo la morte del suo fondatore Rodolfo Borga, si è completamente spaccato c’è un forte malessere.

Da una parte la vecchia guardia, dall’altra i due consiglieri provinciali sostenuti da alcuni membri del partito.

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Se i due consiglieri provinciali non verseranno la loro quota il partito rischia di sparire. 

Sia ben chiaro, casi del genere non sono stati gli unici nel panorama politico trentino e non configurano nessun tipo reato.

Si ricordano infatti alcuni dei casi più eclatanti, come quelli di Claudio Civettini ed Emanuela Bottamedi, che non versarono la quota mensile  a Lega e movimento cinque stelle abbandonando poi il partito.

Per entrambi però quella scelta rappresentò, a distanza di alcuni anni, la fine della loro carriera politica.

Entrambi, e questo rappresenta un fatto davvero singolare, sono saliti sul carro di Civica Trentina solo all’ultimo istante.

Gottardi, era salito sul carro dei vincitori dopo il fallimento del progetto del nuovo polo civico, che era alternativo al centro destra, forza dove poi lo stesso ex sindaco di Tione si è presentato.

Per una parte di Civica Trentina la loro presenza nel consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento è stata possibile grazie al sostegno dell’elettorato del loro partito e per questo dovrebbero dimostrare la propria lealtà e riconoscenza al movimento, versando le quote previste.

Cosa peraltro prevista in tutti i partiti in modo trasversale.

I rumors che arrivano non sono del tutto positivi per quanto riguarda l’ex partito di Borga.

Pare infatti che i due consiglieri provinciali stiano coniando un nuovo simbolo.

Non è ancora ben chiaro se per la fondazione di un nuovo partito, oppure per ristrutturare Civica Trentina, convinti ormai di esserne i legittimi proprietari.

 

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Politica

Sarà Mario Malossini il candidato di Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio

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Sarà Mario Malossini, già Presidente della Provincia Autonoma di Trento, già assessore al turismo e inventore della farfalla del Trentino, il candidato unico della Regione Trentino Alto Adige della lista Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio 2019. A darne notizia è la coordinatrice regionale Micaela Biancofiore.

«L’esperienza e la competenza riconosciute di Mario – scrive l’amazzone berlusconiana –  l’aver inventato da Presidente della provincia il coordinamento delle regioni del Nord Est, l’essere stato membro della commissione del 12 e coordinatore regionale del partito, lo hanno fatto assurgere a miglior candidato possibile per rappresentare la nostra regione e la nostra Autonomia in Europa».

«Lo abbiamo messo in campo perché crediamo, – aggiunge Biancofiore – al contrario di quanto si è detto dell’accordo storico con la Svp, che anche grazie a Mario, alla collega Savino e ovviamente al Presidente Berlusconi, riusciremo a conseguire quel 12% dei consensi nel Nord Est utile a farci eleggere due o più deputati europei e fra questo Mario è in pole position. La sua candidatura è stata condivisa con i membri del coordinamento e tutto il partito è pronto a sostenerlo con la stessa gioia e la stessa passione con la quale sosteniamo il Presidente Berlusconi».

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Politica

Il flop di Futura 2018 e di Ghezzi «Essere umano»

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A pochi mesi dalla sua costituzione, Futura 2018 ha già dimostrato di essere una scatola vuota senza contenuti, una sorta di flop post elettorale.

Sarebbe dovuta essere la bussola che dettava la rotta alla sinistra trentina, invece si è scoperta non avere nessun punto cardinale di riferimento.

La conferma è arrivata con la nomina del candidato per le suppletive di maggio.

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Se Futura 2018 o meglio “ Paolo Ghezzi essere umano” avesse creduto nei mezzi del suo movimento ed avesse avuto una minima personale autostima, sarebbe stato lui il candidato ideale.

Il contesto è ottimale.

La sinistra trentina ha perennemente le porte spalancate in attesa di un leader in grado di dettarle la linea. “Ghezzi essere umano” ha la certezza di avere dalla sua parte la stampa cittadina: una testata che è ancora in grado di condizionare fin da quanto ne era direttore, e l’altra che non aspetta altro che mettersi a disposizione.

Le pagine disponibili per lui quindi ci sarebbero, numerose e senza nemmeno pagarle.

Poi la grande occasione di mettersi al comando di tutte le forze delle sinistra trentina, facendo leva su un fronte antileghista.

Insomma se “Ghezzi essere umano” avesse creduto in quello che sta facendo da fine agosto dello scorso anno, si sarebbe preso la scena e avrebbe puntato dritto su Roma.

Invece al termine della riunione di sabato pomeriggio dalla quale non è uscita una proposta che fosse una, ma nemmeno un’idea e si è parlato a lungo della solita aria fritta che tanto compiace la sinistra trentina, “ Ghezzi essere umano “ ha preferito accostare, spegnere il motore e lasciare andare avanti gli altri.

Al suo posto Giulia Merlo che è attesa da quella sconfitta che Ghezzi ha voluto evitare con (scarsa) abilità.

Se sarà bocciata, “ Ghezzi essere umano” potrà dire che Futura 2018 non aveva dato indicazione e che la responsabilità è del PD che l’ha appoggiata. 

La sua eventuale elezione sarebbe invece un merito di Futura 2018 che le ha dato la precedenza.

Insomma, nulla di nuova nella sinistra trentina.

Del resto Futura dalle stesse parole di Ghezzi, che ad agosto non era ancora “ essere umano”, era nata per vincere le elezioni e le ha perse.

E i pochi consensi sono arrivati dal quartiere della Bolghera, dove i radical chic trentini si sono radunati nel loro ultimo e traballante baluardo ormai espugnabile da chiunque.

Era nata per intercettare i voti di sinistra ed in particolar modo schiacciare il PD e non ce l’ha fatta.

Doveva essere la novità assoluta della politica trentina e come tale sbarrare la strada alla Lega e al centro destra ma ha fallito anche questo obiettivo.

E dire che tra i padrini di Ghezzi c’era anche il “ grande vecchio” della sinistra trentina Marco Boato e  molti intellettuali e Futura è finita anche per fare tendenza.

Tutto inutile perché il PD ha surclassato Futura con 35.518 voti contro 17.660 per il 13,92% dei voti contro 6.92%.

A quel punto Ghezzi invece di trasformarsi in “ essere umano” si sarebbe dovuto trasformare in “ dimissionario” e tornare a fare il pensionato di lusso.

Invece il PD viveva e vive una profonda crisi di leadership, crisi che ha fatto da stampella a Ghezzi che è sopravvissuto fino alla nomina Merlo.

Con questa mancanza di coraggio politico, con questa dimostrazione di non credere nemmeno nella potenzialità del partito che lui stesso ha fondato, farebbe decisamente meglio a uscire dalla scena politica trentina, lasciando liberi i pochi militanti di Futura di tornare da dove erano partiti: nel PD.

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Politica

Agire per il Trentino, Mauro Corazza nuovo coordinatore di Trento.

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Il Coordinamento Provinciale di AGIRE per il Trentino ha nominato Mauro Corazza coordinatore per la città di Trento; già vice-coordinatore territoriale, alle elezioni provinciali dello scorso ottobre era stato candidato nella lista di AGIRE per il Trentino.

Il precedente coordinatore del capoluogo Sandro Bordignon è stato invece nominato vice segretario politico: assieme ad Elena Sester coadiuverà l’Assessore regionale Claudio Cia, segretario di AGIRE, nell’attività politica del movimento civico e territoriale.

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