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Musica

In 1.500 sull’Alpe Tognola per Moroder: «Una magia suonare la mia musica tra le Dolomiti»

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Oltre 1500 persone hanno salutato “Giorgio Moroder – His music, His life, His legend”, l’evento musicale della stagione invernale all’Alpe Tognola, a San Martino di Castrozza.

In un contesto ambientale unico, imbiancato dalla recente nevicata, l’artista gardenese, vincitore di 3 Premi Oscar, ha regalato oggi uno spettacolo emozionante a fan e appassionati che fin dalla prima mattina erano saliti in funivia a 2.200 metri di quota.

“Nella mia vita – ha esordito Moroder – ho fatto molti concerti ma questo è uno di quelli speciali. E’ una magia suonare la mia musica tra le Dolomiti”.

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All’evento ha voluto essere presente anche l’assessore provinciale al turismo che conferma il sostegno della Provincia autonoma di Trento a questo tipo di iniziative: “Lo spettacolo di musica e la festa di pubblico a cui abbiamo assistito oggi – ha spiegato – meritano attenzione da parte delle istituzioni. Il turismo trentino, a partire da quello invernale, è chiamato a migliorare sempre più la qualità dell’offerta turistica per confrontarsi alla pari con un mercato internazionale fortemente competitivo. Questo percorso di crescita passa anche, ma non solo, attraverso eventi unici, come quello di Moroder all’Alpe Tognola. Oggi abbiamo la conferma della bontà di questa scelta”.

Giorgio Moroder, con il suo trascinante dj set sotto la neve che ha iniziato a cadere poco dopo l’inizio dello show, ha fatto ballare le 1.500 persone accorse questo pomeriggio a Cima Tognola di San Martino di Castrozza.

Nonostante le condizioni meteo non certo ottimali sono stati in tanti a salire a quota 2.200 per assistere allo show del re della disco music: persone arrivate non solo dal Trentino Alto Adige ma anche da diverse zone del Nord Italia.

La neve caduta fino a venerdì anche sull’Alpe Tognola, insieme a quella di questo pomeriggio, ha reso ancora più suggestivo il paesaggio in cui si è esibito il grande produttore e compositore altoatesino.

Giorgio Moroder, nato proprio ad Ortisei in Val Gardena, quindi a pochissimi chilometri in linea d’aria dalla cima dove si è tenuto l’evento, ha proposto un dj set in crescendo in cui ha messo in fila i grandi successi della disco music con cui ha segnato gli anni ’70 e ’80, i temi delle colonne sonore che gli hanno fatto conquistare gli Oscar fino ai pezzi che ha realizzato insieme ai Daft Punk.

Il pubblico si è divertito osservando Giorgio Moroder con le sue cuffione tuffarsi in mix di brani che hanno fatto la storia della dance ma non solo come nel caso di “From Here to Eternity”, “Looky Looky” e “Underdog”. Moroder, vestito di nero, ha sfidato il freddo, indossando poco alla volta anche un altro giaccone, un berrettone e una sciarpa, continuando a proporre la sua selezione di pezzi accompagnata anche dalle parole legate ad una serie di aneddoti sulla sua straordinaria carriera.

E’ andato in archivio dunque un evento che ha avuto come protagonista un artista celebrato tanto dall’industria discografica (più di 100 tra dischi d’oro e platino e 4 Grammy Award) quanto da quella cinematografica (3 Premi Oscar e 4 Golden Globe).

Basti dire che Giorgio Moroder ha collaborato con alcuni dei maggiori artisti internazionali come David Bowie, Barbra Streisand, Cher, Kylie Minogue, Freddie Mercury, Sparks, Eurythmics, Japan, Elton John, Roger Daltrey degli Who, Janet Jackson e Chaka Khan.

L’idea di portare Giorgio Moroder – uno dei musicisti più innovativi e influenti della musica elettronica e della disco music – sulle nevi dell’Alpe Tognola è di Christian Marin, albergatore e presidente del Rally di San Martino.

Sull’Alpe di Tognola, Moroder ha ripercorso i suoi successi, una sorta di “best of”, brani che ha prodotto per Cher, Donna Summer, Bowie, Freddie Mercury, Elton John e molti altri artisti internazionali.

L’esibizione, a quota 2.200 metri, è stata l’omaggio simbolico a questo straordinario compositore. “All’Alpe Tognola – come ha sottolineato l’assessore provinciale al turismo e allo sport – abbiamo ripercorso la vita di Moroder, raccontata attraverso la musica che lui ha creato, in un contesto fortemente legato alle sue origini, le Dolomiti”.

“Il turismo invernale – sottolinea Valeria Ghezzi, presidente del Gruppo Funivie Tognola e presidente Anec – non è solo impianti e piste, elementi fondamentali di qualsiasi destinazione. Il turista cerca sempre più un’offerta di qualità in grado di proporre anche servizi e intrattenimento di qualità. Giorgio Moroder e il suo spettacolo di musica e luci va proprio in questa direzione”. 

L’artista, re della disco music degli anni 80, è ritornato da tempo a trascorre buona parte dell’anno nella natia Ortisei, preferita alla California, terra d’adozione dove ha speso gran parte della sua vita professionale.

Moroder, 78 anni, si trova attualmente in tour: “A Celebration of the 80’s” è infatti il titolo della tournée che è partita ai primi di aprile da Birmingham  e che attraverserà l’Europa, passando anche da Milano, Firenze e Roma (17, 18 e 19 maggio).

“Il concerto di Moroder – come conclude Antonio Stompanato, presidente dell’Apt di San Martino di Castrozza – è l’occasione per far conoscere San Martino e il Primiero ad un pubblico di persone molto vasto, che va oltre il target dello sci e degli sport invernali. Crediamo in questa formula perché  coniuga divertimento e spettacolo, valorizzando le bellezze ambientali”. 

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Musica

«Je t’aime moi non plus»: compie 50 anni la canzone più censurata al mondo

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Nella foto Jane Birkin allora e adesso

Era il 15 agosto 1969 e dalla Francia arrivò la bomba “Je t’aime moi non plus“, una canzone che scandalizzò larga parte dei benpensanti del nostro paese, che si affrettarono a censurarla e a far sequestrare il disco.

Je t’aime… moi non plus è un singolo del musicista francese Serge Gainsbourg e dell’attrice britannica Jane Birkin, pubblicato nel 1969.

Il brano era stata originalmente registrato da Gainsbourg assieme all’attrice Brigitte Bardot nell’autunno del 1967, ma la sexy bionda francese poi ci ripensò e non volle più pubblicarlo.

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Verrà pubblicata soltanto nel 1986. Ma ormai non c’era più nulla di cui scandalizzarsi perché nel frattempo s’era visto e sentito ben altro.

Il brano ha provocato uno spropositato scandalo nell’estate del 1969, soprattutto in Italia e Regno Unito, poiché mima un rapporto sessuale in diretta.

La canzone è infatti una delle prime a trattare il tema dell’erotismo in modo così esplicito, con i suoi sospiri e le sue parole, che descrivono l’atto sessuale tra un uomo e una donna, e, con passaggi come «vado e vengo tra le tue reni» («Je vais et je viens entre tes reins» in francese), lascia poco all’immaginazione.

Nonostante l’erotismo esplicito il brano non può essere considerato pornografico: il carattere del brano è infatti malinconico e romantico, tipico esempio culturale della rivoluzione sessuale.

In seguito il brano finisce per divenire oggetto di numerose censure e sequestri, ma anche per riscuotere un grande successo discografico, cui fanno seguito un grande numero di reinterpretazioni, imitazioni e parodie.

Della canzone ne fanno addirittura una cover Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, coppia regale del teatro e nella vita.

La riprende anche Ombretta Colli, da sola.

Ci si buttano pure all’estero: in inglese Donna Summer e Nick Cave con Anita Lane. Nel 1976 Gainsbourg dirige un film con lo stesso titolo: interpreti Jane Birkin e Joe Dallesandro.

 

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Musica

A Levico Terme i canti sacri al sorgere del sole

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Suggestivo appuntamento al sorgere del sole con i canti sacri nel parco di Levico Terme nell’ambito di “Vivere il Parco“, la rassegna musicale che anima l’estate del parco proponendo generi e stili musicali diversi pensati per portare i suoni fra gli alberi ed i fiori del parco.

Il concerto si terrà sabato 17 agosto ad ore 6.15 del mattino presso l’installazione Sequoia.

Si esibirà il Gruppo Vocale «Laurence K.J Feininger».

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Il gruppo è nato nell’anno giubilare 2000 con l’intento di valorizzare e far conoscere al pubblico l’immenso e trascurato repertorio sacro conservato nella celebre Biblioteca Musicale Laurence Feininger, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, una delle maggiori biblioteche di musica liturgica esistenti al mondo.

Le novità ritmiche, melodiche e interpretative del canto liturgico tardo e periferico proposte dal gruppo, dopo attento studio dei libri liturgici manoscritti e a stampa, sono assolutamente inedite nel panorama delle incisioni e dei concerti dedicati al canto gregoriano e svelano un volto sinora nascosto del tesoro musicale della tradizione cattolica.

Voci di Roberto Gianotti, Marco Gozzi e Salvatore De Salvo Fattor.

In caso di maltempo il concerto si terrà al chiuso.

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Musica

Gli ospiti della 76esima Mostra del Cinema : Roger Waters (Pink Floyd) e Mick Jagger (Rolling Stones)

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Roger Waters e Mick Jagger sono due mostri sacri della musica rock mondiale. E poterli incontrare in un festival del cinema è una grande occasione. Anche perché non essendo impegnati per un concerto, possono essere avvicinati più facilmente dai fans e questo gratifica molto.

Roger Waters, presenterà in anteprima al Festival il suo docufilm (Us + Them), distribuito successivamente nelle sale italiane dal 7 ottobre 2019. E’ la narrazione dell’ultimo tour mondiale del leader dei Phink Floyd, che ha toccato oltre 150 città in tutto il pianeta. Il tour si è concluso nel dicembre 2018, con un concerto a Monterrey in Messico.

George Roger Waters è nato a Great Bookham il 6 settembre 1943, ed è uno dei fondatori del gruppo pop Phink Floyd, nel 1965, con Syd Barrett.

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Gli altri membri sono stati David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason, Bob Klose.

L’assenza del padre, arruolatosi in guerra e morto nel 1944, resterà sempre un trauma nella vita del musicista britannico, perché lui non potè mai conoscerlo. Questo stato d’animo, si può percepire nel suo più grande successo “Another brick in the wall”, interpretato quando era parte dei Phink Floyd.

L’esperienza nel gruppo, per lui finirà nel 1984, quando deciderà di continuare la sua carriera di musicista come solista.

Tra i più grandi successi con i Phink Floyd ci sono “The dark side of the moon” del 1973, “Wish we here” del 1975, “Animals” del 1977, e l’album “The Wall”, pubblicato nel 1979, il successo più importante della Band, e uno degli album più venduti di sempre, ascoltatissimo anche oggi. Fu l’album (doppio) più venduto dell’anno in USA nel 1980. L’enorme successo segnò anche il gruppo, fino al 1983 con la pubblicazione dell’album “The Final cut”, a cui segui l’abbondono di Roger Waters.

Roger Waters torna a Venezia, dopo che i Phink Floyd (allora in causa contro di lui) tennero il mitico concerto del 1989 in Piazza San Marco davanti a 200.000 persone e fu trasmesso in mondovisione. Un evento che fu ricordato dalla canzone dei Pitura Fresca “Oi nemo a veder i Pin Floid”.

A Venezia c’erano il chitarrista David Gilmour, il tastierista Richard Wright e il batterista Nick Mason, che nel 1987 aveva inciso il disco “A momentary lapse of reason, ma non Roger Waters, che era uscito qualche anno prima dalla band.

Sir Micheal Philip Jagger, è nato a Dartford il 26 luglio 1943, ed ha fondato i Rolling Stones, una delle band più importanti della storia del rock.

Al Festival del cinema verrà per il film The Burnt Orange Heresy, diretto dal regista Giuseppe Capotondi, film di chiusura della Mostra del Cinema, realizzato in Italia sul lago di Como.

A partire dal 1962, in più di 50 anni di carriera i Rolling Stones, nati dal suo sodalizio musicale con l’amico Keith Richards, hanno realizzato tantissimi album, e hits mondiali, tra cui Satisfaction (1965), Sympatil for Devil, Paint it Black, in album famosi come Beggar’s Banquet e Let it Bleed.

E poi negli anni ’70 Angie (1973), Sugar Sugar, Smart me up e tante altre.

Mick Jagger, ha avuto una vita molto intensa, attraversando varie epoche, fin dagli anni 60, protagonista dell’atmosfera hippy london style.

La popolarità di Mick Jagger è planetaria, e come frontman dei Rolling Stones, ha condiviso con i Beatles, una stagione di rock in cui si sono divise le preferenze dei fans.

Mick Jagger vs John Lennon, era il leitmotiv di quegli anni, in cui il primo incarnava l’anima dissacrante, basti pensare al brano I cant get no satisfaction, mentre John Lennon e i Beatles, davano corpo ad un pop più melodico, comunque totalmente nuovo per quegli anni.

Ha avuto 8 figli, ed è diventato bisnonno. L’età non conta per Mick Jagger, visto che a 73 anni nel 2016 ha avuto un figlio della sua compagna ventinovenne Melanie Hamrick.

Nel 2003 è stato nominato dal principe Carlo D’Inghilterra Sir.

Ancor oggi, appena compiuti 76 anni, Mick Jagger mantiene l’entusiasmo di un tempo.

Phink Floyd e Rolling Stones sono nella classifica dei 10 musicisti e gruppi che hanno venduto più dischi nella storia.

Quest’anno al Festival del Cinema di Venezia, per gli appassionati di musica pop, l’occasione è veramente imperdibile per poter avvicinare due mostri sacri, protagonisti della scena musicale degli ultimi cinquantenni. E poter avere come ricordo, un autografo o una foto, ma anche un semplice saluto.

Nel programma di Roger Waters c’è infatti l’incontro con il pubblico, per cui non c’è possibilità di sbagliare, chi vuole conoscerlo stavolta può farlo, senza troppi filtri che ci sono ai concerti.

Per Mick Jagger, questo non è, per ora, in programma.

Di solito comunque le stars al di fuori degli impegni dei concerti, in occasioni di celebrazione come può essere il Festival del Cinema, sono propensi a concedersi ai fans e a gratificarli del loro affetto, anche per invogliare il pubblico a vedere il film che stanno presentando, lasciando un bel ricordo di sé.

Infatti un concetto molto importante, che magari sfugge, è che si diventa star, anche perché il pubblico ti sceglie, e ti ricambia con tanta affettività, spesso anche eccessiva. Molte stelle del cinema e della musica, lo hanno capito, e per loro diventa un piacere concedersi con autografi e selfie.

Quindi è probabile aspettarsi un mare di foto e autografi, per i più tenaci e fortunati.

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