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Trento

Scuole di musica: un progetto innovativo per motivare docenti e studenti e migliorare l’insegnamento

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Un progetto di ricerca, formazione e aggiornamento dei docenti delle scuole musicali trentine, partito dalla Scuola Musicale Giudicarie, che sta facendo da apripista, sostenuto e patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento e realizzato dalla Federazione dei Corpi Bandistici del Trentino e dalle Scuole Musicali del Trentino: l’iniziativa, unica nel suo genere, è stata presentata oggi presso il Dipartimento istruzione della Provincia, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura, il presidente della Scuola Musicale Giudicarie e rappresentante delle Scuole Musicali del Trentino Margherita Cogo, il presidente della Federazione Corpi Bandistici del Trentino Renzo Braus, ed Emanuela Chemolli, ricercatrice e formatrice, che sta curando con il suo staff la realizzazione del progetto, nelle sue varie fasi.

L’obiettivo, che coinvolge sia gli studenti che il corpo docente, non è tanto la formazione tecnica, ma comportamentale, ed è qui la sua carica di novità. Attraverso la somministrazione di questionari e il confronto diretto con gli interessati, si punta a rafforzare gli atteggiamenti positivi del docente, creare in aula un clima di maggior soddisfazione, vitalità e partecipazione, alleviare la fatica emozionale e fisica dei docenti, stimolare la motivazione degli studenti. Tutte cose che, in particolare in un percorso di studi centrato su una attività artistica, sono naturalmente fondamentali.

I risultati del progetto, che ha come partner anche l’Università degli studi di Verona, la Korean University di Seoul e la comunità della Self-determination Theory, verranno presentati alla Conferenza internazionale EAS che si terrà a Malmö, Svezia, dal 15 al 18 maggio.

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“Odio quello strumento, quel professore me l’ha fatto detestare”, oppure “studio perché sono obbligato, ma quando entrerò nella banda, abbandonerò”: sono commenti che a volte si sentono pronunciare, anche nelle migliori scuole musicali. Il progetto avviato nella Scuola Musicale Giudicarie ha come obiettivo quello di affrontare proprio questi snodi problematici, che attengono più alla sfera emozionale e comportamentale che a quella dell’insegnamento in senso stretto.

Si tratta di un progetto di formazione ma anche di ricerca, che si articola in vari momenti. Vediamo di sintetizzarli:

Formazione: 3 incontri, il 20 febbraio, 13 marzo, 3 aprile. 13 i docenti coinvolti, mentre gli altri rappresentano il gruppo statistico di confronto (quello che evidenzierà se ci sono state differenze o meno fra il frequentare e il non frequentare). Il gruppo di docenti, a formazione conclusa, consiglia la partecipazione a tutti i colleghi: “Perché è un corso ritenuto ricco di spunti, che sa mettere in discussione l’approccio all’insegnamento consolidato e che riesce a migliorare l’autostima come insegnante”. Interessante anche notare come alcuni docenti affermino che il metodo possa essere applicato alla vita di tutti i giorni extra lavorativa.

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Somministrazione di questionari agli studenti: anche qui per tre volte in tre intervalli di tempo diversi – da febbraio ad aprile – si va ad indagare come lo studente si sente, qual è la sua motivazione, quali sono le sue intenzioni riguardo ad un eventuale prosieguo degli studi in ambito musicale, cosa vorrebbe cambiare nel suo percorso di formazione e così via.

Osservazione: l’attività, che si è svolta lo scorso marzo, ha avuto come obiettivo quello di studiare come il docente fosse in grado di creare un ambiente favorevole nel sostenere le motivazioni intrinseche all’apprendimento.

Il progetto sta arrivando ora alle sue fasi finali.

Al primo turno sono stati raccolti 307 questionari (70% della popolazione scolastica): i risultati sono al momento valutati positivamente, ed il team dei ricercatori sottolinea come, fra le altre cose, quasi un terzo degli interpellati abbia fornito utili indicazioni e suggerimenti sia su di sé e sul proprio insegnante sia sul miglioramento del clima in aula.

I risultati, finali, come abbiamo detto, verranno illustrati a maggio. Per anticipare solo alcune delle evidenze raccolte, fra le principali aspettative degli studenti vi è quella di entrare prima in una banda, ma anche suonare con alunni di differenti sedi, fare più duetti, organizzare giornate ed eventi rivolti anche ad un pubblico composto non di soli familiari, garantire la continuità scolastica dei docenti.

Scheda: le scuole musicali del Trentino

Le Scuole Musicali del Trentino rappresentano una realtà importante perché:

– coprono l’intero territorio provinciale, con 13 Scuole presenti in ogni valle (I Minipolifonici e Il Diapason a Trento, il CDM, la Jan Novak e la Zandonai a Rovereto, l’Opera Prima ad Ala, Avio, Mori e Brentonico, la Celestino Eccher a Cles, Val di Sole e Val di Non, la SMAG a Riva del Garda, la SMG a Tione di Trento, la C. Moser a Pergine, la SIM a Borgo Valsugana, Il Pentagramma a Tesero e la Scuola Musicale di Primiero;

– rappresentano una realtà lavorativa importante con 382 docenti regolarmente assunti con un CCPL;

– erogano un servizio di formazione musicale di base a 6.000 allievi;

– hanno stipulato una convenzione con la Federazione dei Corpi Bandistici del Trentino, erogando un servizio di formazione musicale di base a 1.800 bandisti;

– raggiungono con i progetti realizzati nelle scuole altri 10.000 allievi;

– il totale degli studenti “raggiunti” dalle scuole musicali è di circa 18.350;

– il bilancio complessivo dalle scuole supera gli 11 milioni di euro (il finanziamento provinciale costituisce circa la metà del bilancio di ciascuna scuola);

– le 13 Scuole sono iscritte al Registro provinciale delle Scuole Musicali dopo un accreditamento che si accerta che vengano rispettati i seguenti parametri:

– applicazione del CCPL del Trentino;

– assunzioni attraverso selezioni pubbliche;

– assunzioni di personale diplomato al Conservatorio;

– rispetto del calendario scolastico;

-applicazione degli Orientamenti Didattici Provinciali.

Il progetto illustrato oggi rientra nella decisione strategica assunta dalla Federazione dei Corpi Bandistici del Trentino e dalle Scuole Musicali di investire di più in ricerca, aggiornamento e formazione. Il progetto è sostenuto e patrocinato dalla Provincia autonoma ed è realizzato a cura dello staff della dott.ssa Emanuela Chemolli.

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