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Trento

In Aula il 9 e 10 aprile con nomine, risoluzione per Unione europea e caccia

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La Conferenza dei capigruppo, convocata stamane dal presidente del Consiglio provinciale, ha definito l’ordine del giorno della tornata d’aula di martedì 9 e mercoledì 10 aprile prossimi.

Ci sarà il question time, poi la ripresa del nutrito pacchetto di nomine già affrontato il mese scorso: Commissione dei 12, Difensore civico, Garante dei detenuti, Garante dei minori, Commissione pari opportunità, Consulta per la famiglia, Opera universitaria, Interbrennero spa, Itea spa, parco Adamello-Brenta, parco Paneveggio-Pale di San Martino.

A seguire è stata inserita la proposta di risoluzione promossa dalla V Commissione e relativa al lavoro che verrà svolto sul tema europeo. Infine due disegni di legge: il primo è il ddl 10/XVI della Giunta in tema di caccia e per esso oggi le minoranze consiliari hanno chiesto e ottenuto la discussione senza tempi contingentati; il secondo è il ddl 11/XVI di marca Patt e ancora relativo alla caccia, per esso sono state previste 6 ore di discussione.

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Dreier Landtag. – Il presidente del Consiglio provinciale ha concordato con i capigruppo anche gli impegni in vista del Dreier Landtag del 16 ottobre prossimo nella Kurhaus di Merano.

E’ stata confermata l’impostazione delineata venerdì scorso dai tre presidenti delle assemblee legislative di Trento, di Bolzano e di Innsbruck. Entro il 21 giugno dovranno essere depositate le proposte di mozione per l’assemblea congiunta plenaria, in numero di 3 per le minoranze e di altre 3 per la maggioranza consiliare.

Si sommeranno ad altre 6 del Consiglio di Bolzano e 6 del Land Tirol, con lo spazio ulteriore di 3 proposte riservate rispettivamente ai tre presidenti, con la sottoscrizione degli altri due.

Confermate le aree tematiche: rapporti istituzionali dentro l’Euregio, lavoro-formazione-famiglia-giovani, assistenza e welfare, sport e salute, economia e turismo, traffico e ambiente.

Le proposte di mozione dei presidenti si occuperanno di gestione dei pericoli derivanti da calamità naturali nelle terre di confine; autostrada del Brennero; accordo di alto livello per specializzazione in ambito sanitario; valorizzazione dei prodotti tipici dei territori di montagna (con l’idea di un evento gastronomico e promozionale al Brennero, dedicato ai prodotti tipici dei tre territori).

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Trento

In Clarina si va al Nido anche ad agosto. E per i bimbi della materna c’è l’Animazione estiva a Maso Ginocchio

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Anche quest’anno il Comune di Trento ha attivato nel mese di agosto il servizio di Nido estivo per garantire la possibilità di frequenza anche nel periodo di chiusura delle strutture.

Il servizio, rivolto ai bambini iscritti ai nidi comunali, verrà realizzato nel nido d’infanzia Clarina nel periodo dal 5 al 31 agosto, in turni settimanali (con possibilità di frequenza per un periodo da 1 a 4 settimane) con orario a tempo pieno o a tempo parziale.

Il servizio di Nido estivo, gestito dalla cooperativa Pro.Ges. Trento, viene realizzato con uno specifico progetto educativo che garantisce particolare attenzione alla composizione dei gruppi, ai delicati momenti di cura e alle attività educative proposte.

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Tenuto conto della disponibilità di posti per singola tipologia di servizio, a tempo pieno e a tempo parziale al mattino, nonché degli spazi a disposizione per le diverse fasce orarie, risultano mediamente iscritti una cinquantina di bambini a settimana.

Già da diversi anni il Comune, tramite il Servizio Infanzia, accanto al servizio di Nido estivo, propone per i mesi di luglio e agosto il servizio di Animazione estiva rivolto ai bambini che frequentano la scuola dell’infanzia.

L’edizione 2019 si svolge presso la Scuola infanzia provinciale “Maso Ginocchio” (via Giusti 56) per il periodo 2 luglio – 23 agosto, con orario giornaliero dalle 8.30 alle 15.30 e, se richiesto, con anticipo alle 7.30 e prolungamento di orario fino alle 17.30.

Il numero dei bambini iscritti varia ogni settimana: si arriva fino a 140 bambini nelle settimane di luglio per diminuire in quelle di agosto a circa 96.

Il servizio viene gestito rispettando il medesimo rapporto personale/numero bambini definito dalla normativa provinciale per la scuola infanzia.

I pasti vengono preparati e confezionati nella cucina della scuola dove si svolge il servizio e rispettano i contenuti delle tabelle dietetiche stabilite dall’Azienda Provinciale per i Servizi sanitari. Gli alimenti sono di provenienza biologica per il 50 %.

Il servizio è gestito dalla cooperativa Bellesini che, per questa edizione, ha proposto come tema “Un’estate per viaggiare”, filo conduttore di un progetto che faccia vivere il tempo della vacanza, sostenendo il piacere della scoperta, della ricerca, dell’incontro e dell’immaginazione.

I percorsi ludico – educativi sono proposti in modo che ogni bambino possa parteciparvi come può e come desidera. “Un’estate per viaggiare” si declina quindi in attività, giochi e laboratori volti ad offrire ai bambini la possibilità di conoscere, sperimentare ed esprimere se stessi e la propria creatività, attraverso l’incontro con i diversi personaggi di una storia suddivisa in percorsi settimanali, in modo da permettere ai bambini che frequentano da più di una settimana di non ripetere un’esperienza nota e ai nuovi arrivati di iniziare una storia prendendovi parte dall’inizio.

Ogni settimana, infatti, è progettata lungo un filo narrativo che non ha connessioni troppo vincolanti con ciò che seguirà nelle settimane successive.

Viene inoltre proposto un progetto di approfondimento linguistico nella fascia pomeridiana con personale educativo con competenze linguistiche e con la collaborazione di tirocinanti dell’Istituto Universitario per Mediatori linguistici di Trento che affiancano gli educatori.

Per valorizzare le attività all’aperto e differenziarle da quelle proposte nel corso dell’anno lo spazio esterno è stato attrezzato di piscina di grande dimensioni (60 cm di profondità) per introdurre i bambini all’acquaticità e alla ludicità in acqua.

Tale attività viene sempre proposta a gruppi poco numerosi e con la presenza dell’educatrice in acqua.

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Trento

Fugatti: “Appalti pubblici strategici per lo sviluppo del Trentino”

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“Il Trentino ha bisogno di liberare risorse ed energia per esprimere tutto il potenziale economico e imprenditoriale per una nuova stagione di sviluppo. In questo contesto gli appalti rappresentano un passaggio strategico e l’obiettivo della nuova giunta è di accelerare, semplificando le procedure nel rispetto della legge e della tutela della sicurezza dei lavoratori”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha aperto ieri mattina il convegno organizzato dal Tavolo appalti e dedicato alla legge provinciale su semplificazione e competitività, e alla legge “sblocca cantieri”.

“In questi mesi – ha ribadito il presidente – abbiamo avviato un percorso che deve mettere le parti, dalle imprese ai tecnici e alle amministrazioni pubbliche, nelle condizioni di operare al meglio e garantire una spinta forte all’economia. Complessivamente – ha concluso il presidente – abbiamo a disposizione risorse per 1,60 miliardi di euro”.

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Nel suo intervento, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha ribadito l’importanza del con segno organizzato dal Tavolo appalti perché consente di spiegare il percorso e il metodo adottati per la formulazione della nuova legge provinciale in tema di appalti e le opportunità future:

“Abbiamo scelto di discutere e di condividere gli elementi cardini della nuova normativa all’interno del Tavolo appalti perché crediamo, e così è successo, nel contributo costruttivo delle parti alla realizzazione di un nuovo contesto per quanto riguarda gli appalti. L’obiettivo è di semplificare e di accelerare nella realizzazione di opere importanti, tenendo ben presente le regole. Il percorso – ha aggiunto – non finisce qui ma stiamo lavorando per dare una prospettiva  al settore, in attesa della legge quadro, che definirà i principi comuni all’interno di un testo unico”.

Il presidente Fugatti ha insistito sul principio della semplificazione, fattore in grado di imprimere una nuova spinta a beneficio l’economia trentina:

“Vogliamo accelerare sull’utilizzo delle risorse destinate ai lavori pubblici. Riaprire i cantieri significa non solo garantire occupazione ma concorrere al rilancio della nostra economia”.

I lavori pubblici possono contare – lo ha confermato il presidente Fugatti – di risorse per complessivi 1,60 miliardi di euro.

“Semplificare ed accelerare non significa – ha aggiunto Fugatti -dimenticare principi fondamentali, quali la sicurezza di lavoratori, e su questo non faremo mancare il nostro supporto”.

Un altro tema toccato dall’intervento del presidente è il coinvolgimento:

“Il nostro percorso ha bisogno delle osservazioni e degli stimoli fondamentali delle categorie economiche, dei sindacati, del personale delle diverse pubbliche amministrazioni e della cooperazione. Vogliamo liberare le potenzialità delle forze economiche e produttive del Trentino. Il vostro compito è anche quello di supportare l’amministrazione provinciale”.

Il convegno di oggi è stato organizzato dal Tavolo appalti della Provincia autonoma di Trento presso la Sala della Cooperazione in via Segantini a Trento. Come spiegato dagli organizzatori, l’incontro rappresenta l’occasione per fare il punto della situazione sugli appalti e raccogliere ulteriori indicazioni dagli stakeholder.

Dagli interventi è arrivata la conferma del ruolo importante della formazione, elemento strategico per dare concretezza ad un settore complesso qual è quello degli appalti.

Tra le novità annunciate c’è l’introduzione della piattaforma “l’esperto risponde” dell’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac), a cui potranno rivolgersi i tecnici di imprese e enti, oltre agli imprenditori, per ottenere informazioni e chiarimenti sui diversi aspetti della nuova normativa.

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Trento

Rinnovo contratto sanità: nuova fumata nera tra Apran e i sindacati

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La Provincia intende soddisfare le legittime aspettative dell’intero comparto della sanità, e non solo quelle di alcune professionalità.

Un principio sulla base del quale l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale – che agisce su mandato della Giunta provinciale – si è seduta al tavolo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del personale del comparto sanità (infermieri, altri operatori sanitari, oss, tecnici ed amministrativi).

In occasione dell’incontro di mercoledì, alle organizzazioni sindacali è stata presentata una proposta che tiene conto ovviamente anche delle risorse ancora a disposizione per la chiusura del triennio contrattuale 2016/2018 (si tratta di circa 11 milioni di euro, compreso lo stanziamento previsto nella manovra di assestamento 2019).

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La Provincia propone un incremento del 75% per l’indennità su tre turni; un incremento del 44% per l’indennità di coordinamento; lo stanziamento delle risorse necessarie per dare avvio al processo di armonizzazione del trattamento economico-normativo dei dipendenti della sanità con quello delle autonomie locali, attenendosi alle direttive della giunta provinciale che lo circoscrivono al solo personale tecnico e amministrativo.

La riqualificazione del personale inquadrato in categoria A in possesso dell’abilitazione alle funzioni di oss, che risulta assegnato ai servizi di assistenza al malato.

Oltre a queste iniziative, l’Agenzia ha proposto una molteplicità di misure, le principali delle quali sono volte a: valorizzare il ruolo degli esperti nelle professioni sanitarie con la costituzione di un apposito fondo che incentiva le funzioni; stabilire o incrementare le indennità per alcune categorie di personale, ossia gli addetti al servizio di alcologia, il personale che opera presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) e presso la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), gli addetti alle attività di front office in via continuativa e il personale inquadrato nel profilo professionale di operatore tecnico specializzato.

E ancora: attribuire una retribuzione aggiuntiva al personale oss inquadrato in categoria B con livello economico Bs; riconoscere contrattualmente il tempo di vestizione e svestizione, recependo quanto statuito dai recenti pronunciamenti della Cassazione; recepire e migliorare il trattamento previsto a tutela della maternità in armonia con quanto previsto dalla legislazione nazionale e dal Contratto collettivo provinciale di lavoro delle autonomie locali; riconoscere il diritto anche alla trasformazione in part time definitivo per i soggetti deboli (disabili, persone affette da gravi patologie o che si trovano in particolari condizioni psico-fisiche e over 55enni).

Per il restante personale la trasformazione definitiva del contratto a tempo pieno in contratto a tempo parziale può essere esclusa soltanto se comporta pregiudizio alla funzionalità del servizio.

Nel rispetto di quanto previsto dalla legge, è stato inoltre proposto che il riposo settimanale possa essere fruito entro un lasso di tempo di 14 giorni solo in caso di comprovate esigenze organizzative.

Già all’inizio dell’incontro, le sigle sindacali Uil Fpl sanità e Nursing up – che rappresentano la maggioranza dei lavoratori del comparto – hanno rigettato la proposta dell’Apran e presentato formalmente e in maniera dichiaratamente ultimativa le seguenti richieste: il raddoppio dell’indennità su tre turni; il raddoppio dell’indennità di coordinamento; l’estensione del processo di armonizzazione anche al personale delle professioni sanitarie e il passaggio di categoria per tutti gli operatori socio sanitari (oss).

Esaminata questa controproposta, l’Apran ha dichiarato che le richieste economiche non possono essere accolte, poiché le risorse contrattuali ancora disponibili devono soddisfare le legittime aspettative di tutto il personale del comparto e non solo di alcune professionalità.

L’Apran si è resa peraltro disponibile ad apportare le modifiche condivise alla parte normativa. Uil Fpl sanità e Nursing up hanno quindi abbandonato il tavolo negoziale allontanandosi dal luogo dell’incontro.

L’Apran ha proseguito brevemente la riunione con le altre sigle sindacali per fornire alcune delucidazioni sul testo proposto, per poi chiudere la riunione essendo venuta a mancare la maggioranza di parte sindacale.

Apran ritiene di aver formulato una proposta equilibrata, nel rispetto e in considerazione delle molteplici professionalità del comparto, dei rapporti di forza che caratterizzano il tavolo negoziale nonché delle esigenze organizzative dell’Azienda sanitaria.

Per queste ragioni, auspica che le organizzazioni sindacali aderiscano alla proposta presentata e ribadisce al contempo la disponibilità ad apportare al testo le “precisazioni” condivise che dovessero rendersi necessarie.

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