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Musica

Giorgio Moroder: grande attesa per l’evento del 7 aprile a san Martino di Castrozza

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Conto alla rovescia iniziato per l’appuntamento di domenica 7 aprile, alle 13, con Giorgio Moroder nello splendido scenario dell’Alpe Tognola a San Martino di Castrozza.

Si tratta di un evento unico, in un contesto davvero speciale, segnato dalla presenza di una vera leggenda vivente come Moroder con il suo dj set.

A promuovere questo appuntamento è Cristian Marin, noto albergatore, oltreché presidente del Rally di San Martino, con la produzione artistica di Pino Putignani nel segno di Piattaforma Eventi.

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L’esibizione, a quota 2.200 metri, vuole – in maniera simbolica – rendere omaggio a questo straordinario artista. La sua vita, raccontata attraverso la musica che lui ha creato, in un contesto fortemente legato alle sue origini. Le Dolomiti.

Ricordiamo che Moroder, oggi sicuramente cittadino “del mondo”, è nato a Ortisei, in Val Gardena, a pochissimi chilometri, in linea d’aria, dalla cima dove si terrà l’evento.

A dimostrazione dell’attesa per questo show in alta quota anche la richiesta di biglietti arrivata agli organizzatori da tutto il Nord Italia.

Da evidenziare come, secondo i principali siti di previsioni meteo, per domenica 7 a San Martino di Castrozza,  sia prevista una giornata di bel tempo.

«My name is Giovanni Giorgio but everybody calls me Giorgio».

Ospite di lusso nell’ultimo vendutissimo album dei Daft Punk, Giorgio Moroder è passato alla storia come il compositore che ha reinventato gli schemi musicali negli anni ’70 e coniato il sound della disco music.

La grande svolta nel 1977: Brian Eno e David Bowie sono a Berlino, nello studio di registrazione Hansa Tonstudio (allora residenza dello stesso Moroder), alle prese con la produzione di Heroes. Eno entra in studio esclamando: «Ho sentito il suono del futuro» e fa ascoltare I Feel Love di Donna Summer (firmata Summer-Moroder-Bellotte, arrangiamento di Giorgio Moroder, produzione Moroder-Bellotte). «Eccolo qui, non cercate oltre. Questo disco cambierà la musica per i prossimi 15 anni…» e la profezia si è realizzata in pieno.

Artista celebrato tanto dall‘industria discografica (più di 100 tra dischi d’oro e platino e 4 Grammy Award) quanto da quella cinematografica (3 Premi Oscar e 4 Golden Globe), ha collaborato con alcuni dei maggiori artisti internazionali: David Bowie, Barbra Streisand, Donna Summer, Cher, Kylie Minogue, Sia, Daft Punk, Freddie Mercury, Sparks, Eurythmics, Blondie, Japan, Elton John, Roger Daltrey, Janet Jackson, Kelis, Chaka Khan, Cheap Trick.

La colonna sonora del film Fuga di mezzanotte (1978) gli è valsa il suo primo Premio Oscar. Collabora alla colonna sonora di Grazie a Dio è venerdì, che si aggiudicherà l’Oscar per la migliore canzone (Last Dance), scritta da Paul Jabara e cantata nel film da Donna Summer.

Negli anni ottanta ha composto le musiche di film quali Flashdance, Top Gun (grazie ai quali ottenne due nuovi Premi Oscar), American Gigolò e Scarface.Nel 1984 ha lavorato alla riedizione del film Metropolis. Riformattata a 24 immagini al secondo e della durata di soli 87 minuti, la versione restaurata dell’omonima pellicola di Fritz Lang introduceva una nuova e moderna colonna sonora. Fra i brani presenti nella colonna sonora Love Kills, una collaborazione con Freddie Mercury dei Queen.

Insieme a Klaus Doldinger ha scritto la colonna sonora de La storia infinita (1984).

Moroder ha inoltre composto la musica per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e per i Giochi di Seul del 1988, oltre alla canzone To Be Number One per i Campionati Mondiali di Calcio di Italia ’90 (in italiano Un’estate italiana, interpretata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini). Anni più tardi scriverà anche la canzone Forever Friends per le Olimpiadi di Pechino nel 2008.

Nel 2005 Moroder è nominato Commendatore della Repubblica Italiana dal Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2013 ha composto la colonna sonora di Racer, un gioco in fase sperimentale di Google Chrome, con un pezzo omonimo. Nel 2016 ha composto per Disney per le musiche del nuovo videogioco TRON RUN/r.

Premi

Academy Awards (Oscars)

  • 1987 – Top Gun (Best Music, Original Song) – compositore e produttore
  • 1984 – Flashdance (Best Music, Original Song) – compositore e produttore
  • 1979 – Midnight Express (Best Music, Original Score) – compositore e produttore
  • (1978 – Last Dance (Best Music, Original Song) – produttore)

Golden Globes

  • 1987 – Top Gun (Best Original Song, Motion Picture) – compositore e produttore
  • 1984 – Flashdance (Best Original Score, Motion Picture) – compositore e produttore
  • 1984 – Flashdance (Best Original Song, Motion Picture) – compositore e produttore
  • 1979 – Midnight Express (Best Original Score, Motion Picture) – compositore e produttore
  • (1978 – Last Dance (Best Original Song, Motion Picture) – produttore)

Grammy Awards

  •  2014 – Random Access Memories (Album of the Year) – compositore (Giorgio By Moroder)
  • 1998 – Carry On (Best Dance Recording) – compositore e produttore
  • 1984 – Flashdance (Best Album of Original Score Written for a Motion Picture or Television Special) – compositore e produttore
  • 1984 – Flashdance (Best Instrumental Composition) – compositore e produttore
  • (1978 – Last Dance (Best Female R&B Vocal Performance) – produttore)

Dance Music Hall of Fame

  • 20 settembre 2004 – Induction

World Soundtrack Academy

  • 2011 – Lifetime Achievement Award

Ordine al Merito della Repubblica Italiana

  • 2005 – Commendatore

Più di 100 tra dischi d’oro e platino

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Musica

I suoni delle Dolomiti: musiche e parole all’alba incantano 3.500 spettatori

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È la storia di tutti quelli che la guerra hanno deciso di combatterla a colpi di musica, perché “puoi scegliere se premere un grilletto o il tasto di un organo, di stare in trincea o dietro una tastiera”, quella che hanno raccontato note e parole dell’Alba de I Suoni delle Dolomiti che oggi, sabato 20 luglio, ha richiamato 3.500 persone fino ai 2560 metri di Col Margherita, in Val di Fassa.

Un pubblico così numeroso da aver convinto autori e musicisti a replicare lo spettacolo una seconda volta, alle 8 del mattino, dopo l’esibizione delle 6.

Alle prime luci dell’alba l’appuntamento si è aperto con l’introduzione di Mario Brunello, ideatore, insieme ad Alessandro Baricco, del progetto “E intanto si suona”: una narrazione corale e orchestrale realizzata espressamente per I Suoni delle Dolomiti e ispirata dai cinque fitti diari di guerra del musicista Alessandro Silvestri, soldato durante il Primo Confiltto Mondiale. “La sua vicenda – ha detto Brunello – è il pretesto per ricordare i destini di altri uomini veri, musicisti come lui, che nel corso del Novecento e fino ai giorni nostri, hanno cercato e ancora cercano risposte, sollievo e salvazione dalle pene di aspri scontri in tutto il mondo”.

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Quello che è stato oggi lo scenario maestoso di un concerto e di un racconto struggenti, fu peraltro cento anni fa durissimo teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

Alle spalle del palco, tinte di rosa, le Pale di San Martino, il Civetta, il Pelmo, la Marmolada, la catena di Costabella. “Un posto unico – spiega Massimo Bernardi, del Muse – che si affaccia sulle Dolomiti ma che è fatto del porfido del Lagorai, e ha vegetazione e fauna caratteristici della tundra”.

  

È il momento della musica e del racconto. Con Brunello, violoncello, si esibiscono Marco Rizzi, violoncello, Regis Bringolf, violino, Danilo Rossi, viola, Florian Berner, violoncello, Gabriele Ragghianti, contrabbasso, Ivano Battiston, fisarmonica, Signum Saxophone Quartet, sax. Eseguono “Diaspora”, composta appositamente per questa occasione da Giovanni Sollima, “Quartet n.1” del siriano Malek Jandali e “4our” dell’iracheno Arisha Samsamina, che sono il cuore di “E intanto si suona”, e ancora canzoni della e sulla guerra.

Insieme a loro, Neri Marcorè interpreta i testi scritti dalla Scuola Holden sulla scorta delle memorie a matita di Silvestri. Storie che attraversano gli ultimi cento anni: si parla di guerra, di amore, di speranza, e della musica naturalmente, forma di resistenza e promessa di pace.

Il filo rosso è la vita del soldato, organista in tempo di pace, fante dell’esercito italiano in tempo di guerra.

La trincea, la diserzione, la prigionia, i pensieri alla famiglia, alla Dorina che lo aspetta, a casa. Le amicizie e gli incontri (quella con il soldato Facciotti, quello con il bambino che indicandogli il fucile gli dirà “Ammazzate quello che ha fatto la guerra, non gli uomini”).

Si intersecano alla sua le vite degli altri: di quelli che dopo di lui hanno trascinato violoncelli tra le macerie di Baghdad, insegnato musica ai bambini dei campi profughi alle porte di Damasco. Fino a quella di Baris Yazgi, violinista curdo che cerca di raggiungere l’Europa per realizzare un sogno, “per diventare sempre più bravo”.

E siamo alla cronaca del 2017, quando il gommone sul quale il giovane si è imbarcato si inabissa al largo dell’isola di Lesbo. Altri profughi si salveranno. Lui, Baris, viene ritrovato sulla spiaggia, ancora abbracciato al suo violino, senza vita.

Ai piedi di vette che sembrano canne d’organo lo spettacolo si è chiuso in un coro che, intonato dagli strumentisti, ha infine coinvolto il pubblico intero. L’esibizione è poi ripresa, per chi era arrivato in ritardo e per chi desiderava restare per un bis generale di quello che è stato un vero e proprio viaggio nel Secolo breve, dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri.

Numerosi anche gli spettatori che, al termine dell’evento, hanno aderito all’escursione con le Guide Alpine del Trentino.

 

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Musica

Val di Fassa, «I Suoni delle Dolomiti»: all’alba voci e musiche per una promessa di pace

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Torna uno degli eventi simbolo de I Suoni delle Dolomiti per un mix di natura, arte e atmosfera davvero irripetibile.

Si tratta de L’Alba de “I Suoni delle Dolomiti” che per l’appuntamento di sabato 20 luglio (alle ore 6) si ammanterà di significati molto speciali grazie al progetto “E intanto si suona”.

I primi raggi di sole che toccheranno il Col Margherita in val di Fassa – da qualche anno palcoscenico ideale per salutare il passaggio dalla notte al giorno dai suoi 2560 metri di quota –  permetteranno al pubblico di guardare con animo diverso le tante cime che si levano attorno, portando con sé anche le memorie e i segni di quello che fu un durissimo  teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

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Il tutto grazie a un progetto espressamente ideato per I Suoni delle Dolomitie che riunisce attorno a un’idea di Mario Brunello e Alessandro Baricco, l’apporto di numerosi artisti come Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet.

Saranno loro a interpretare le parole del soldato Alessandro Silvestri e le musiche di Giovanni Sollima – tra cui “Diaspora” composta appositamente per questa occasione –, Malek Jandali e Arisha Samsamina che sono il cuore di “E intanto si suona”.

“E intanto si suona” è una sorta di racconto corale e orchestrale che affronta il tema della musica, della guerra e della pace, e che narra come la musica sia stata e sia ancora una forma di resistenza e una promessa di pace.

Lo spunto per quello che si presenta come un vero e proprio viaggio nel Secolo breve dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri sono – come accennato sopra – le parole che il soldato Alessandro Silvestri ha affidato ormai 100 anni fa ai propri diari, cinque in tutto, segnati da una calligrafia fitta, scritti a matita che aveva spedito a casa mentre era al fronte, tutti eccetto il quinto, riportato con sé tornando dal campo di prigionia di Belgrado.

La musica è per lui ancora di salvezza nella bestialità della guerra e qui diventa occasione per seguire vicende personali e collettive, per muoversi tra parole e suoni e per tornare, o meglio andare, là dove la parola guerra non è un semplice ricordo ma è ancora drammatica realtà dove le note si confondono con il rumore assordante di spari ed esplosioni.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo del concerto è raggiungibile dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita aperta per l’occasione dalle ore 3 alle 6 (portata oraria 1.300 persone) e quindi a piedi per 20 minuti (dislivello 100 metri in discesa, difficoltà E).

Il parcheggio alla partenza degli impianti verrà aperto alle 2.45 del mattino.

I biglietti della funivia (venduti per l’occasione a € 10 A/R) possono essere acquistati in prevendita dall’ 11 luglio presso la cassa dell’impianto e gli Uffici Turistici di Moena.

Escursioni con le Guide Alpine – È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino al termine dell’evento con itinerario che dal luogo del concerto segue il segnavia nr. 628 e attraverso forcella della Vallazza, forcella Juribrutto e Col dalle Palue riporta a Passo San Pellegrino. Durata ore 3 di cammino, dislivello in discesa 650 metri in discesa, difficoltà E.

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Musica

I «tormentoni» musicali dell’estate 2019

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Ogni estate ha il suo tormentone.

20 anni di tormentoni iniziati timidamente con Britney Spears con “…Oops! I did it again“, mentre Tom Jones seduceva il mondo con “Sex bomb” e i Bon Jovi rockeggiavano con “It’s my life“. 

A cavallo degli anni duemila Jarabe De Palo filosofeggiava con “Depende” ma il popolo italico andava davvero in visibilio quando partiva “Vamos a bailar” di Paola e Chiara.

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Nel 2003 era la volta de “La canzone del Capitano” che ha segnato in modo indelebile la carriera di Francesco Facchinetti e poi via via  Dj Bobo con la memorabile “Dragostea Din Tei,  Juanes con “La camisa negraChecco Zalone  con “Siamo una squadra fortissimi“, diventato un inno quasi alla pari di “Seven Nation Army” dei White Stripes.

Per arrivare negli ultimi anni a Pharrell Williams, con “Happy“, “Bailando” di Enrique IglesiasAlvaro Soler con  “El mismo sol“ ed infine “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez e  Volare” di Fabio Rovazzi.

Ma quali saranno i potenziali tormentoni dell’estate 2019?

In seguito riportiamo una serie di potenziali “ tormentoni” ognuno con un breve commento ed il video che potrete vedere ed ascoltate.

Anche se l’estate 2019 si presenta alquanto avara in fatto di tormentoni.

Partiamo dai big: l’ineffabile duo Takagi & Ketra sforna da qualche anno orecchiabilissime canzoni.

Peccato solo che l’ispirazione sia una brutta gatta, e se in passato hanno avuto le loro crisi mostri sacri come Bennato o Battiato: ce ne faremo una ragione se per una volta anche T & K hanno avuto un passaggio a vuoto.

E infatti JAMBO di Giusy Ferreri, in collaborazione con OMI, è una specie di versione reloaded della pluripremiata Amore & Capoeira di summer 2018. Per carità, si ascolta volentieri e siamo sicuri che tanti saranno i passaggi nei “chiringuiti” della spiaggia di Rimini, ma questo mix fra elettronica ed etnica (sudamericana?) non brilla di certo per originalità. Autoplagio?

Takagi & Ketra, consapevoli della debolezza di JAMBO, non lasciano ma raddoppiano e insieme all’inossidabile J Ax producono un’altra canzone dal titolo “Ostia Lido”. Assomiglia a “Italiana” di una estate fa? Che strano, ma come detto anche Bennato e Battiato hanno avuto le loro crisi…

Il gruppo del momento – per chi non lo sapesse – si chiama Thegiornalisti e nelle ultime estati ci ha deliziato con pezzoni come “Felicità puttana” e “Riccione”. Il 2019 vede un’ispirazione calcistica ed ecco qui il singolo “Maradona y Pelè”. Non male il ritornello, anche se non immediatamente orecchiabile come si converrebbe a un tormentone estivo.

Per trovare qualcosa di più originale dobbiamo scrivere di un cantante che ormai è sulla cresta dell’onda dalla fine degli anni 80: parliamo di Jovanotti con la sua “Nuova Era”. Non sappiamo ancora quante volte sarà scaricato questo ultimo singolo che veleggia come sempre fra pop e rap, ma sicuramente lui ha già vinto con i ripetuti sold-out del Jova Beach Party, ambiente marino permettendo.

Per finire: e il reggaeton che ormai imperversa da un decennio nelle nostre orecchie? Come si direbbe in Italia, un genere ormai alla frutta, tanto che i due pezzoni più gettonati si intitolano “Calma” e “Con calma”, le cui sonorità ormai conosciamo a memoria. Basta, per carità.

 

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