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Valsugana e Primiero

Borgo: area sosta camper nuovamente in mano ai rom

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Sembra che ti più non si riesca a fare.

L’area di sosta camper di Borgo Valsugana è di nuovo in mano ai Rom che si sono stabilizzati ormai da oltre 15 giorni.

loro totalmente da circa 15 giorni,

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I camper sono due, e su ambedue i parabrezza, messa in bella vista si posso notare una fila di multe scadute e non pagate.

L’area purtroppo è tornata nel totale degrado.

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I cittadini sperano nei 35 mila euro promessi dal sindaco reggente Enrico Galvan, messi nel bilancio comunale per l’anno 2019 e destinati alla messa in sicurezza dell’area camper con l’installazione di barriere con apertura automatizzata.

Accanto ai camper parcheggiati ci sono passeggini e tavolini che restano sempre li, in sostanza è una fissa dimora.

I camper dei Rom utilizzano gratis l’energia elettrica, che è sempre attiva. Nelle varie siepi si trovano escrementi umani con tanto di carta igienica e fra il verde sacchi di immondizie sparsi ovunque con rifiuti non differenziati.

Per non parlare di quelli che finiscono direttamente nel Fiume Brenta

Sotto l’ultima recensione

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Valsugana e Primiero

Imer, Valle del Primiero: tutto pronto per la festa del canederlo 2019

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A Imer nel cuore del Trentino-Alto Adige nel primo weekend di settembre si terrà la Festa del Canederlo.

La Knoedelfest si svolgerà in un paesaggio incantevole quello del Gruppo dolomitico delle Pale di san Martino, dichiarate dall’Unesco patrimonio naturale dell’umanità per essere tra le creazioni più spettacolari del mondo.

Saranno presenti centinaia di tavoli sulla via principale del paese con molte varietà di canederli proposte dai ristoratori locali, tutte da gustare e oltre 20.000 canederli da quello tradizionale con lo speck, a quelli col formaggio, con i funghi e le erbette, quelli vegani e senza glutine.

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Nel 2017 Imer è entrato nel libro del guinness dei primati, grazie al canederlo più grande del mondo del peso di ben 77,15 Kg.

Ci sarà buon cibo, birra, vini e grappe trentine, ma anche musica tirolese e un brulicare per le vie di persone con costumi asburgici.

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Chi indossa un abito tirolese potrà inoltre partecipare al concorso si Miss e Mister Canederlo.

Non mancheranno inoltre degli stage per imparare a preparare i canederli e gli intrattenimenti per i bambini come le carrozze trainate dal cavalli.

E per coloro che volessero conoscere un po’ di storia sui canederli eccone un assaggio: nel 1902 appare la quarta edizione tedesca della trentina Caterina Prato intitolata “Manuale di Cucina per principianti e per cuoche già pratiche” vincitrice di vari premi tra i quali il diploma d’onore a Palma d’Oro all’Esposizione della “società della Croce Azzurra” di Vienna nel 1899.

Dal libro di Caterina Prato abbiamo estratto una ricetta di origine asburgica molto conosciuta e comune nella cucina tipica trentina: i canederli ovvero le pallottole di Speck Knoedel.

L’origine di questo piatto risale al XV secolo, quando venivano preparate nel principato vescovile di Trento diverse varietà di canederlotti, descritti ampiamente nel libro “Cucina dei principi, cucina di popolo nel principato di Trento”.

Ed ecco la ricetta:

si fa rinvenire in 100 grammi di lardo affumicato, tagliato a dadetti, una cipolla e del prezzemolo; si prendono otto panetti oblunghi del peso complessivo di 640 grammi, si aggiunge in seguito della carne porcina affumicata lessata, tagliata a quadrelli, 5 uova frullate e 2 decilitri d’acqua o latte per ammollire il pane. Si mescola tutto con 100 grammi di farina e si fa un grosso impasto non troppo denso, né troppo molle. Con un mestolo bagnato nell’acqua, si formano delle grosse pallottole che vanno bollite nel brodo di carne”.

I canederli sono tra quei piatti realizzati per non sprecare nulla, per recuperare gli avanzi e per questa ragione non conoscono tramonto.

Se non aveste in casa pane raffermo, in molti panifici lo troverete in sacchetti, già tagliato a cubetti.

I canederli tradizionalmente sono serviti in brodo, ma possono essere preparati anche con il burro fuso, il procedimento non si discosta, è solo necessario scolare il canederlo dal brodo.

La ricetta dei canederli inoltre non richiede particolari doti tecniche e lascia molto spazio alla fantasia.

A questa ricetta si rifà la simpatica canzone trentina:

Per fare dei canéderli
col bròdo e col ragù
se ciapa del prezémolo
e se lo taia su
farina òvi e zìgole
lugàneghe col spéch
pan vècio sénza mìgole
e n tòch de formài sgnèch
Se fà balòtole del pangratà
trè quatro frégole de ai pestà
na mèza chìchera de lat e vin
èco i canéderli de noi trentìn
Enséma coi canéderli
noialtri ghém magnà
na tésa de lugàneghe
e n tòch de smacafàm
ne piàs polénta e fìnferli
la mòsa con el lat
capussi con le scódeghe
che vanza fór dal piàt

Il contributo per la «Voce del Trentino» è di Sabrina Andreatta

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Valsugana e Primiero

Piromani ancora in azione sulla Panarotta: terzo incendio in pochi giorni

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Ieri pomeriggio un altro incendio boschivo ha colpito i boschi della Panarotta.

Questa volta lungo la Strada dei Baiti, oltre Vetriolo.

Il rogo è avvenuto rispettivamente a undici e a venti giorni dagli ultimi due incendi nella stessa zona.

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I vigili del fuoco di Levico sono intervenuti poco dopo le 15 per domare le fiamme che stavano divampando da alcuni alberi e rami nella zona di Prati di Monte e a pochi metri dalla chiesetta di San Pietro in Vincoli.

Fortunatamente il rapido intervento dei pompieri ha evitato danni peggiori e l’intervento si è concluso in circa un’ora.

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Ad allertare i vigili del fuoco sono stati alcuni operai di un’impresa boschiva, le cui fiamme si stavano portando a poca distanza dal loro campo base dove erano presenti dei macchinari e una teleferica.

Grande merito va anche a loro che hanno provveduto a spostare alcune piante e a circoscrivere le fiamme evitando il loro propagarsi. Se questa volta non fossero stati presenti i boscaioli, data la distanza e la tortuosità della strada che sale da Levico, l’incendio avrebbe avuto modo di svilupparsi maggiormente.

Un altro incendio molto simile era accaduto appena dieci giorni fa. In quel caso le indagini degli uomini del Corpo Forestale avevano portato alla denuncia a piede libero di un sospettato, nella cui macchina erano state trovate tracce di inneschi e nell’abitazione armi e proiettili.

Il modus operandi è sempre lo stesso: avvolgere una sigaretta con della carta, permettendo così al piromane di dileguarsi prima che le fiamme si rendano visibili.

L’attività di pattugliamento e perlustrazione continua senza sosta e le indagini giudiziarie sono nuovamente in corso.

 

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Valsugana e Primiero

Il Flauto magico giovedì 22 al parco delle Terme di Levico

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Dedicato ai bambini e alle famiglie lo spettacolo Il Flauto magico tratto dall’Opera di Wolfgang Amadeus Mozart, che si terrà giovedì 22 agosto ad ore 18.00 presso la serra del Parco delle terme di Levico.

Lo spettacolo,proposto dal Tribsterill Trio, si inserisce nell’ambito della rassegna musicale Vivere il Parco organizzata dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento.

Il Flauto magico è un’opera musicale meravigliosa, una fiaba popolare, una narrazione che sa affascinare grandi e piccini, a cui la musica di Mozart ha donato sublime bellezza.

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Lo spettacolo non si esaurisce in un semplice concerto, ma si articola con parole e dialoghi.

Da una selezione delle arie dell’Opera, arrangiate dagli stessi componenti del trio di corni di bassetto, la narrazione della vicenda è affidata agli stessi musicisti, che si alternano interpretando i protagonisti della storia: il percorso avventuroso del giovane Tamino che deve liberare e conquistare la sua Pamina; il buffo Papageno, mezzo uomo e mezzo uccello, che ci richiama ad una dimensione di simbiosi colla Natura; la sete di vendetta della Regina della Notte – da cui però sgorga una delle più celebri arie del teatro musicale; il saggio Sarastro, simbolo dei valori più nobili, quali la fratellanza e l’amore tra gli uomini.

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Gli arrangiamenti per tre Corni di bassetto sono è stato curato dal Tribsterill Trio formato da Beatrix Graf, Roberto Alotti e Marco Milelli (corni di bassetto).

Il testo è liberamente tratto dal libretto di Emanuel Schikaneder.  Qui puoi scaricare il programma completo

Chi è Beatrix Graf? – Nasce in Svizzera dove si diploma alla Hochschule der Künste Bern nella classe di Ernesto Molinari in clarinetto e didattica dello strumento.

Si trasferisce in seguito a Londra per perfezionarsi al Royal College of Music (RCM) dove si laurea con lode sotto la guida di Richard Hosford, conseguendo il Postgraduate Diploma in Advanced Performance.

Durante i suoi studi consegue una borsa di studio istituita dalla sua città natale, la Kulturförderpreis der Stadt Thun, ed a Londra la Stephen Joseph Bursary dal Wall Trust; riceve inoltre il premio Stephen Trier Award dal Royal College of Music per il clarinetto basso ed il Marjorie&Dorothy Whyte Memorial Award.

Musicista versatile, ha tenuto concerti in Inghilterra, Svizzera, Germania, Grecia, Italia, Slovenia, Italia, Spagna, negli Stati Uniti e nell’America del Sud, presso l’Orquestra Filarmónica de Santiago de Chile.

E’ fondatrice dello Zalas Trio (www.zalastrio.com) le cui attività concertistiche includono anche apparizioni nella Purcell Room e nella Wigmore Hall di Londra.

Nel 2010, per motivi personali, Beatrix si trasferisce a Trento, dove attualmente svolge attività d’insegnamento di clarinetto presso la Scuola Musicale Jan Novák di Villa Lagarina e la Scuola Media Statale S.Pedrolli di Gardolo, Trento.

Chi è Roberto Alotti – Nato a Trento, ha studiato clarinetto presso il Conservatorio della sua città con Giulio.

Cappello diplomandosi nel 1987 con il massimo dei voti.

Nello stesso anno ha suonato, in qualità di solista, con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento E’ risultato idoneo come primo clarinetto presso l’Orchestra del Teatro del Giglio di Lucca, e ancora idoneo presso il Laboratorio Lirico di Alessandria, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra Rossini di Pesaro, l’Orchestra dell’Ente Lirico Arena di Verona.

Nel 1990 ha frequentato i Corsi Internazionali di Musica di Sermoneta tenuti da Antony Pay, con il quale si è successivamente perfezionato in un corso triennale presso l’Accademia Internazionale L. Perosi di Biella, ottenendo la valutazione Excellent.

Ha collaborato con l’Orchestra dell’Accademia Filarmonica Trentina, con il Laboratorio Permanente Nuova Musica, con i Cameristi di Verona e Trento, con il Nuovo Ensemble Europeo sotto la direzione del M° Mauricio Kagel, con l’Orchestra Accademia Filarmonici di Verona.

In varie formazioni ha preso parte ad importanti rassegne musicali in Italia quali, Bologna Festival, Festival ‘900 di Trento, Società aquilana dei concerti B. Barattelli, Atelier ‘900 di Aosta, Accademia Nazionale S. Cecilia, Società Filarmonica di Trento, Amici della musica di Perugia, Festival Opera Barga.

Nel 2006 ha conseguito con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio di Trento, il Diploma accademico di II livello in clarinetto indirizzo orchestrale.

Nel corso dell’anno accademico 2010/2011 ha collaborato con il Conservatorio A. Bonporti di Trento in qualità di docente di clarinetto.

Chi è Marco Milelli – Diplomato con il massimo dei voti e la lode in clarinetto e in saxofono, ha avuto la

possibilità di arricchire il proprio percorso di studi per il clarinetto con Luigi Michieletto, Anthony Pay, Luca Lucchetta, Lorenzo Guzzoni, Mate Bekavac, Davide Lattuada – e per il sax con Gabriele Giampaoletti, Mario Giovannelli, Mario Marzi, Francesco Bearzatti e Dick Oatts.

E’ un versatile musicista, che si alterna agevolmente tra la famiglia dei clarinetti e quella dei saxofoni.

Grazie all’aiuto di Luca Lucchetta, si è avvicinato alla prassi filologica del clarinetto storico, approfondendo le tecniche esecutive ed interpretative con strumenti originali.

E’ docente di clarinetto e sax presso la Scuola musicale Il Diapason di Trento.

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