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Fisco e condominio

Lotta alla processionaria nei condomini: l’obbligo è dell’amministratore

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La processionaria, a causa dei cambiamenti climatici, sta piano piano invadendo il nostro territorio al punto di diventare un problema per la gestione delle aree a verde.

Questo insetto, che deve il proprio nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processionaria”, attacca le nostre piante, principalmente il pino nero e il pino silvestre, provocando il totale depredamento dagli aghi di ogni singolo ramo, grazie a delle forti mandibole di cui sono dotate le larve.

Mentre un tempo i nidi erano visibili nei boschi, ora gli avvistamenti sono segnalati anche nei giardini della città e della periferia.

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La situazione critica ha imposto all’ente pubblico l’emanazione di una ordinanza nella quale si specifica che la lotta alla processionaria è obbligatoria anche sui suoli privati (Delibera della Giunta provinciale n. 2874 del 14 dicembre 2007).

Questa imposizione nasce dal fatto che l’insetto, oltre ad intaccare il patrimonio alberato sul territorio, può causare problemi di ordine sanitario all’uomo e agli animali che entrano in contatto con i peli urticanti di cui sono provviste le larve.

I peli urticanti possono provocare reazioni allergiche con sintomi a carico della pelle, degli occhi o del sistema respiratorio.

Sugli animali, in particolar modo i cani, può causare la necrosi dei tessuti, che a volte può avere conseguenze tali da richiedere la soppressione dell’animale.

Ma nel condominio è il condomino o l’amministratore che devono intervenire per la disinfestazione?

Stando all’art. 1130 del codice civile è l’amministratore di condominio che ne ha l’obbligo.

Infatti il comma 4 evidenzia che l’amministratore ha il dovere di compiere atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio.

Pertanto essendo la processionaria un insetto che può distruggere le alberature (pino nero e pino silvestre) piantumate negli spazi comuni del condominio, l’intervento contro questo parassita è un atto conservativo della pianta che costituisce un bene comune, quindi di tutti i condomini.

E’ evidente che non può essere l’amministratore ad intervenire, ma deve avvalersi di personale esperto che conosca le procedure, le tempistiche esatte e disponga di mezzi adeguati.

I metodi sono molteplici, si passa dall’installazione di trappole all’ utilizzo di insetticidi, oppure all’utilizzo di insetti predatori fino alla rimozione meccanica del nido.

Il periodo migliore per procedere alla disinfestazione della processionaria è indicativamente tra la primavera e l’estate, quando questo insetto è ancora nel suo stadio larvale e si cerca di impedire che raggiunga la sua massima crescita e di conseguenza il suo grado di pericolosità.

A cura di Cristina Chemelli – amministratore di condominio

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Fisco e condominio

Condominio: è possibile l’apertura di una porta sul pianerottolo condominiale?

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La proprietà comune, e quindi di più soggetti, nella nostra provincia è accertabile presso il Libro Fondiario attraverso la “lettura” del piano di casa materialmente diviso e della descrizione in partita tavolare.

Quanto detto significa che una persona, fisica o giuridica (esempio una società) è titolare di un diritto reale di proprietà solo se questo risulta presso il Libro Fondiario o Tavolare.

Nei fabbricati plurifamiliari ogni proprietario è individuato da una porzione materiale (pm), cioè da un numero che identifica il bene (appartamento, cantina, garage, giardino, ecc) a lui intavolato.

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In un condominio composto da 10 appartamenti troveremo 10 porzioni materiali che risulteranno ciascuna intestata tavolarmente, e quindi di proprietà, di un soggetto (persona fisica o giuridica).

Ogni singolo soggetto può essere proprietario di una o più porzioni materiali.

Se ogni appartamento, cantina o garage è identificato tavolarmente da una porzione materiale, i pianerottoli e le scale, che collegano ogni piano del condominio, e che quindi sono utilizzati da più porzioni materiali, riporteranno il numero di ogni singola porzione materiale che l’utilizza.

Questo “utilizzo” comune fa si che quel bene (vano scala) sia di proprietà di più persone (fisica o giuridica), pertanto è definito tavolarmente “bene comune” fra le varie porzioni materiali.

La definizione di “bene comune” fa sì che qualsiasi intervento su quel bene debba rispettare quanto previsto nella Riforma di condominio che prevede fra i vari articoli anche l’utilizzo da parte dei singoli condomini, e quindi dei singoli proprietari, della “cosa comune”.

Infatti l’art. 1102 del c.c. evidenzia che ciascun condomino può servirsi della cosa comune, nel nostro caso il vano scala, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso secondo il loro diritto. Il codice civile stabilisce anche i principi di questo utilizzo e cioè il divieto di pregiudicare la statica del fabbricato, la sicurezza e il decoro.

Da quanto espresso sopra risulta evidente che un condomino, rispettando la statica del fabbricato e “l’equilibrio” dei fori, può aprire, a proprie spese, un nuovo foro porta sul vano scala comune.

A cura di Cristina Chemelli – amministratore condominiale (sito web)

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Fisco e condominio

Le detrazioni fiscali ad hoc per i single nel modello 730

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Le recenti indagini Istat evidenziano che in Italia 1 famiglia su 3 è unipersonale cioè composta da una sola persona.

Tale fenomeno è conseguenza di “profonde trasformazioni demografiche e sociali” che hanno investito il nostro paese, un esempio ne è l’invecchiamento, l’aumento delle separazioni e dei divorzi, l’arrivo di cittadini stranieri.

I single nel nostro paese sono persone che preferiscono vivere in affitto piuttosto che comperare casa, prediligono vivere in città piuttosto che in periferia.

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La maggior parte preferisce utilizzare per gli spostamenti l’automobile, bassa la percentuale che utilizza i mezzi pubblici per muoversi.

Anche i single possono avere dei vantaggi nel rivolgersi ad un professionista fiscale per predisporre, e inviare all’Agenzia dell’Entrate, il 730, vediamo quali:

detrazione per spese sanitarie: per i costi sostenuti dal contribuente lo stato riconosce una detrazione del 19% per l’importo eccedente la franchigia di Euro 129,11;

detrazione per il contratto d’affitto: la detrazione d’imposta è riconosciuta in misura diversa a seconda dell’ammontare del reddito complessivo dichiarato dal contribuente e del tipo di detrazione di cui si fruisce (locazione ordinaria-locazione convenzionale-locazione giovani 20-30 anni). Il minimo della detrazione, con i redditi ammessi, ammonta ad Euro 150,00;

Detrazione per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale/regionale e interregionale: per questa tipologia di spesa, se riportata nel 730, spetta una detrazione del 19% su un importo massimo di Euro 250,00.

A cura di Cristina Chemelli consulente Fiscale (link sito web) che è a disposizione gratuitamente per le consulenze al numero 347 1315111

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Fisco e condominio

L’amministratore di condominio in «Prorogatio imperii»

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Trova attuazione anche nel nostro ordinamento legislativo una norma dell’ antica Roma detta “prorogatio imperii”, cioè la proroga, deliberata dal Senato, con cui il console o il pretore, allo scadere dell’anno di carica, conservava il potere, assumendo, per un altro anno, la funzione di proconsole o propretore.

Infatti l’amministratore di condominio, come gli antichi consoli romani, nel caso di mancato raggiungimento del quorum per la sua riconferma o per la nomina di un nuovo amministratore, può proseguire (prorogatio) nella carica in via provvisoria.

L’amministratore in prorogatio ha l’obbligo, secondo l’art. 1129 c.c, di “eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi”.

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Pertanto sembra che possa solo esercitare le attività ordinarie non rinviabili, nell’attesa del passaggio di consegne al successore.

E’ di diverso orientamento la Suprema Corte di Cassazione la quale con la sentenza n. 1445/1993 sostiene che “l’amministratore di un condominio, anche dopo la cessazione della carica per scadenza del termine di cui all’articolo 1129 c.c. o per dimissioni, conserva ad interim i suoi poteri e può continuarli ad esercitare fino a che non sia stato sostituito da altro amministratore.”

Con la nomina del nuovo amministratore, l’amministratore in prorogatio è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso relativa al condominio e hai singoli condomini.

La mancata e ingiustificata consegna della documentazione delinea una appropriazione indebita secondo l’ex art. 646 cp.

A cura di Cristina Chemelli – amministratore di Condominio (Link Sito)

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