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Trento

Dal Vietnam all’Italia in bicicletta per oltre 18 mila km: l’incredibile avventura di una 33 enne trentina

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La protagonista è la trentina Valentina Brunet, 33 anni di Tonadico nella Valle del Primiero, sui social conosciuta come “Valentinaonwheels” che da sola sta viaggiando in bicicletta dal 2017.

Il suo viaggio ufficialmente è iniziato nel 2016 con un biglietto di sola andata per il Giappone.

Pensava di essersi persa un po’ di caldo negli ultimi anni infatti già nel 2013 aveva lavorato, perfezionando il suo inglese in Nuova Zelanda ed Australia. Ho pensato che tra una cosa e l’altra avevo una voglia immensa di ritrovarmi nella migliore primavera della mia vita”.

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Valentina cercando il caldo senza meta e senza un mezzo definito per lo spostamento si è diretta verso la sua avventura.

Prima di saltare sulla bici si è spostata in autostop in Giappone e Taiwan ma si è resa conto che stare chiusa all’interno di un veicolo non riusciva a darle le emozioni e l’indipendenza che tanto desiderava.

Così nel 2017 appena atterrata nel sud del Vietnam ha recuperato quella che da più di due anni è la sua inseparabile amica, la bicicletta “ Non sapevo dove sarei andata, sapevo solo che volevo pedalare”.

Ha già percorso 18.000 km, attraversato 14 Stati partendo dal Vietnam e viaggiato tra diversi Paesi fra cui Cina Hong Kong, Russia, Emirati Arabi, Tajikistan dove ha percorso la Pamir Highway (considerata la seconda strada più alta del mondo raggiungendo i 4665 mslm) e più di 4 stati dell’Asia Centrale.

Tutto questo senza volare, prendendo solo un paio di traghetti, il resto in sella alla sua bici.

Ogni giorno pedala dai 70 ai 90 km da quando è partita disegna il suo itinerario giorno per giorno in base ai cambiamenti climatici o semplicemente in base al posto da visitare.

Sulla bici, insieme a lei cinque 5 borse: Armadio e prodotti da bagno, cucina (gas, pentolino, cereali, spezie e legumi), casa (tenda, materassino, lenzuolo, sacco a pelo), ufficio (il telefono con il quale condivide tutti i suoi splendidi momenti sui social ed un e.-reader) e da non dimenticare ovviamente l’officina (pezzi di ricambio, attrezzi e kit da cucito).

Racconta che per il pernottamento cerca di evitare guesthouse ed ostelli.

Preferisce decisamente il campeggio se in presenza di buone condizioni climatiche, altrimenti moschee, chiese e piattaforme internet come couchsurfing o warmshowers (specifico per cicloviaggiatori) sono un ottima soluzione.

Ma anche la grande ospitalità di molte famiglie le stanno alleggerendo il viaggio.

Infatti in molte di esse ha potuto passare la notte ed imparare insieme alle donne della famiglia a cucinare ed a dilettarsi in varie faccende.

Questo, insieme ai paesaggi, ai tramonti, ai cieli stellati ed alle persone incontrate sono le cose che più le rimarranno nel cuore.

Valentina racconta come, una donna che viaggia sola venga vista diversamente nei vari Paesi.

In Medio Oriente per esempio dove le donne per motivi culturali e religiosi non viaggiano da sole ma solo accompagnate, e quindi non venga accettata.

Ma tutto questo spiega è colpa dei media che descrivono le donne occidentali come figure troppo lascive lasciando gli uomini liberarsi dei propri istinti primitivi.

Anche a lei successo lei di essere stata vittima di diverse sfumature di molestie sia fisiche che verbali.

Ma questo succede anche al contrario infatti l’Iran diversamente da quanto si potrebbe pensare è un Paese molto ospitale, ed essere donna le ha fatto essere partecipe a diversi momenti di vita quotidiana.

Valentina è la prima trentina e forse la prima donna italiana a pedalare dal Vietnam fino all’Italia.

Non sa quanti km dovrà ancora percorrere e neanche quanti e quali Stati attraverserà, sa solo che vorrebbe essere in Italia il 17 maggio per partecipare al BAM, un evento di ciclo viaggiatori.

Di un’altra cosa è sicura, vivere il viaggio della propria vita, magari non sarà l’ultimo e lo consiglia a tutti “ Ovviamente il tutto riesce molto meglio pedalando!

  

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Trento

Trento: una firma per Amaya

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Hanno scelto di partire da Amaya Eva Coppens, studentessa del quinto anno di medicina dell’Università Autonoma del Nicaragua, con sede a Leòn, arrestata il 10 settembre del 2018 a causa della sua partecipazione a un movimento di protesta nazionale.

E così, studenti e studentesse dell’Università di Trento, dopo aver approfondito la situazione della libertà accademica e, in particolare, il suo caso hanno organizzato alcune giornate di raccolta firme, in varie sedi, per la sua liberazione.

L’iniziativa ha come slogan “We Are Amaya. UniTrento per la libertà accademica” ed è promossa da Pietro Carra, Ion Foltea, Francesca Ongaro, Federica Tagliavini e Clelia Zardini, studenti e studentesse dei seminari di “Advocacy for Academic Freedom” coordinati dalla docente Ester Gallo (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale).

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Questa mattina il gruppo ha incontrato il rettore Paolo Collini per presentargli il caso della studentessa del Nicaragua detenuta per motivi politici e proporgli la petizione. Invito che è stato accolto. Il rettore ha, infatti, sottoscritto la lettera a favore della liberazione di Amaya.

L’Università di Trento da novembre 2017 aderisce a “Scholars at Risks” (Sar), rete internazionale di università, che promuove la libertà accademica, intesa come libertà di ricerca e insegnamento e come diritto di accesso allo studio, nonché come diritto di espressione nella sfera pubblica da parte di docenti, studenti e staff amministrativo.

L’Ateneo trentino è, inoltre, tra i fondatori della sezione Sar-Italia, che è stata istituita lo scorso 19 febbraio. Ester Gallo è delegata Sar per UniTrento. La petizione per la liberazione di Amaya Eva Coppens è rivolta alla comunità universitaria e a tutta la cittadinanza e può essere sottoscritta anche online.

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Trento

Ultimi avvistamenti dell’orso, Binelli (AGIRE): «Comodo difendere gli orsi dai palazzi romani»

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Di recente gli avvistamenti degli orsi sono aumentati considerevolmente: dai quattro cuccioli filmati nella zona di Dorsino all’esemplare urtato da un’auto a Padergnone, passando per Sella Giudicarie dove l’orso M49 (che definire problematico sarebbe un eufemismo) sta lasciando dietro di sé carcasse su carcasse di bestiame da allevamento.

Verrebbe da chiedersi cosa stia aspettando il Ministro per l’ambiente pentastellato Sergio Costa per intervenire, dinanzi ad una situazione che sta peggiorando sempre di più.

Una volta dire che “ gli orsi ce li troviamo in casa” poteva essere un’esagerazione, adesso invece è letteralmente la realtà.

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Secondo Sergio Binelli, responsabile organizzativo di Agire per il Trentino«Basterebbe già questo per intervenire, tuttavia non si può scordare tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni per rendere chiaro il quadro della situazione: grazie ad un’interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia si era scoperto – ad esempio – che la Provincia autonoma di Trento spendeva la bellezza di 18 mila euro annui per la conta genetica degli orsi, con un impiego di quasi 40 persone tra guardie forestali, guardiacaccia e volontari. E sempre grazie al lavoro dell’opposizione, nella scorsa legislatura si sono potute denunciare molte altre criticità che hanno portato con sé i progetti sui predatori carnivori, fra cui le aggressioni dei plantigradi verso gli esseri umani».

E ancora: «Le proposte (sia in Consiglio Provinciale di Trento che in Parlamento) ci sono, ora bisogna vedere se c’è anche la buona volontà da parte del Ministero. Difendere questi animali, in maniera quasi ideologica, stando seduti comodamente dentro i palazzi del potere di Roma è facile; parlare con gli allevatori, le forze dell’ordine e con i cittadini è sicuramente più difficile perché mostrerebbe quanto malessere hanno portato questi progetti».

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Trento

Al via il corso per assistente odontoiatrico

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L’Azienda provinciale per i servizi sanitari organizza un corso base per assistente di studio odontoiatrico della durata complessiva di 700 ore (300 teoriche e 400 di tirocinio) e uno ridotto di 60 o 80 ore, dedicato a persone che, al 21 aprile 2018, erano inquadrate come assistente alla poltrona e differenziato sulla base dei requisiti posseduti.

L’assistente di studio odontoiatrico è un operatore che assiste l’odontoiatra e i professionisti sanitari del settore svolgendo attività finalizzate alla predisposizione dell’ambiente e dello strumentario, all’accoglimento dei pazienti e alla gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori.

Non può intervenire direttamente sul paziente anche in presenza dell’odontoiatra e degli altri professionisti sanitari del settore.

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Sono previsti 50 posti, dei quali il 60% riservati ai residenti in provincia di Trento, per il corso base e 80 posti per il corso abbreviato.

Il corso Aso ha frequenza obbligatoria per almeno il 90% delle ore; i partecipanti al corso Aso base occupati in studi odontoiatrici potranno svolgere il tirocinio nel luogo di lavoro.

Il bando – con i requisiti richiesti e relativi moduli – è disponibile sul sito internet dell’Apss all’indirizzo: https://www.apss.tn.it/it/assistente-studio-odontoiatrico-aso-.

La domanda di partecipazione ai due corsi si presenta entro il 10 giugno alla segreteria del Polo universitario delle professioni sanitarie di Trento.

L’esame di ammissione al corso base di 700 ore si terrà giovedì 27 giugno, alle ore 11, nella sede del Polo universitario delle professioni sanitarie in via Briamasco 2 a Trento. (rc)

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