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Trento

Visioni: il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo

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E’ una storia lunga, quella del Trento Film Festival, che inizia nel lontano 1952 a Trento e si snoda per decenni di trasformazioni sociali, culturali ed economiche nel mondo della montagna, dell’alpinismo e dell’esplorazione.

Questa storia è al centro di “Visioni. Il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo”, un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e il Trento Film Festival, che andrà in onda a partire da sabato 30 marzo alle 20.30 (in replica la domenica alle 10.00, alle 15.00, alle 20.00) su History Lab, canale 602 del digitale terrestre.

Quattro le puntate di questa prima stagione, quattro approfondimenti che ruotano attorno ad alcuni temi che hanno attraversato il Festival nei suoi quasi settant’anni di vita. In studio, il giornalista Rosario Fichera (ufficio stampa del Trento Film Festival) dialoga con alpinisti, scrittori, appassionati di montagna, giornalisti; a seguire, Gianluigi Bozza (già Direttore del Festival) introduce i quattro film che vanno in onda in anteprima assoluta su un canale televisivo trentino.

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Il programma è stato realizzato da Busacca Produzioni Video, con allestimento dello studio Anålogo.

Si parte sabato 30 marzo con “Il Festival e la città. Luoghi e persone di una storia lunga 66 anni”, che grazie alla testimonianza della giornalista Sandra Tafner ripercorre il profondo legame che la rassegna ha intessuto con Trento.

A seguire, lo straordinario film di Ermanno Olmi “Il tempo si è fermato” (Italia/1958/83’), il debutto alla regia di uno dei più grandi autori del cinema italiano. Ermanno Olmi, classe 1931, dopo gli studi all’Accademia d’Arte Drammatica di Milano per guadagnarsi da vivere si impiega presso la EdisonVolta, dove organizza il servizio cinematografico dirigendo, fra il 1953 e il 1961 una trentina di documentari. Debutta sul grande schermo con questo lungometraggio, dove non a caso narra l’amicizia fra il guardiano di una diga e uno studente.

Secondo appuntamento sabato 6 aprile con “Conquistatori e esploratori. Dall’alpinismo all’avventura”: in studio il giovane alpinista trentino Andrés Banal, il fortissimo veterano Marco Furlani e Corrado Kerschbaumer della SAT dialogano sull’evoluzione della cultura alpinistica, in un intenso confronto tra generazioni.

Un dibattito coinvolgente che anticipa il film di Jon Herranz Panaroma (Spagna/2015/28′) dedicato all’impresa alpinistica dello spagnolo Edu Marin e di suo padre, il sessantaduenne Francesco Marin “Novato”, sulla Pan Aroma, la leggendaria via sulla Cima Ovest di Lavaredo aperta e liberata nel 2007 da Alex Huber, con due tiri di grado 8b+ e 8c considerati tra i più difficili al mondo.

Sabato 13 aprile è la volta di “Vivere in montagna. Popoli e culture delle terre alte”, con in studio un ospite d’eccezione: lo scrittore Paolo Cognetti, membro della giuria del Premio ITAS del Libro di Montagna e già membro della giuria del Trento Film Festival.

Non poteva mancare, a completare questa riflessione, uno dei documentari del regista trentino Michele Trentini, uno degli sguardi più sensibili sui fenomeni sociali ed economici della montagna contemporanea. Con “Ritratti in malga” (Italia/2018 /50’) Trentini porta lo spettatore sul Massiccio del Cesen, Prealpi Trevigiane, dove non lontano dalle rinomate terre del prosecco pochi “resistenti” portano avanti l’allevamento delle mucche e la produzione di formaggi di qualità lavorando latte crudo presso piccole malghe un tempo attive su tutto il territorio.

L’ultima puntata, sabato 20 aprile, è dedicata a uno dei fiori all’occhiello del Trento Film Festival, Montagnalibri, l’esposizione internazionale dell’editoria di montagna che permette al pubblico del Festival di viaggiare tra centinaia di volumi che mettono al centro la montagna e le terre alte, nelle loro mille sfaccettature.

In “Una montagna di parole” Rosario Fichera dialoga sulla nascita e l’evoluzione di Montagnalibri con Wolftraud Schreiber de Concini, scrittrice e tra le prime animatrici della rassegna.

A seguire “Libros y Nubes” (Italia/2013 /95′) di Pier Paolo Giarolo, l’emozionante racconto dell’esperienza delle biblioteche rurali della Ande peruviane, dove uomini e libri viaggiano insieme, in un paesaggio incontaminato a pochi passi dalle nuvole.

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Trento

Il Sindaco Andreatta ha incontrato la direttrice del Carcere di Trento Anna Rita Nuzzaci

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Questo pomeriggio il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha incontrato Anna Rita Nuzzaci, direttrice della Casa circondariale di Trento dalla scorsa metà di marzo.

Per la Nuzzaci si tratta di un ritorno a Trento, dopo un’esperienza come direttrice del carcere di Bolzano.

L’incontro è servito a capire meglio la realtà del carcere e il suo rapporto colla città e al contempo a valutare la possibilità di iniziative di collaborazione tra le due istituzioni come è già successo in passato.

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Trento

Morte Cristina Pavanelli, i tifosi della Trentino Volley: «Continua a tifare con noi»

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L’incidente avvenuto nei pressi di Lipsia in Germania si è portato via Cristina Pavanelli di Baselga del Bondone

La donna, 63 anni,  era a bordo di un pullman Flixibus, in viaggio da Berlino a Monaco, che è uscito fuori di strada e si è rovesciato. (qui le foto e l’articolo)

Nell’incidente sono rimasti feriti 60 passeggeri, 9 dei quali gravi.

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Per lei purtroppo non c’è stato nulla fare.

Feriti anche i due figli, ma non in pericolo di vita.

Aveva deciso insieme ai due figli di seguire dal vivo le due finali della Champions League di pallavolo, vinte dalle squadre italiane di Civitanova Marche nel maschile e Novara nel femminile.

Da anni Cristina era tesserata per la curva gialloblù, ed era una presenza immancabile sulle tribune della Blm Group del Palatrento.

Cristina era tifosa, ma l’aveva colpita soprattutto il clima familiare che si respirava nei palazzetti, anche fra tifosi di squadre diverse.

Gli amici della Curva Gislimberti hanno voluto ricordarla con un breve messaggio: «Tutta la curva Gislimberti vuole salutare per l’ultima volta Cristina Pavanelli, una propria tesserata ma prima di tutto una vera appassionata di Volley. Siamo vicini ai figli Martina e Michele e a tutta la famiglia. Ciao Cristina, continua a tifare con noi. Un abbraccio.»

Era sempre pronta a partire, e proprio nelle trasferte non doveva mai mancare il tempo per qualche visita culturale.

Al funerale i tifosi trentini saranno presenti con una delegazione.

Quella per la pallavolo era una passione di famiglia: la figlia Martina ha militato per alcuni anni fra le fila del Marzola, storica società di Povo.

Solo due anni fa aveva perso l’adorato marito.

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Trento

Precariato: le grandi «scoperte» e responsabilità dei sindacati trentini

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nella foto il segretario della CGIL trentina Ianeselli

Sindacati trentini ancora sotto la lente d’ingrandimento e in continuo calo di consenso da parte degli stessi tesserati.

L’ultima scoperta di Cgil, Cisl e Uil è infatti di ieri: hanno aperto gli occhi sul fatto che la povertà risiede anche nei lavori precari e sottopagati.

Verità sacrosanta, ma chi ha avvallato negli anni tutti i nuovi contratti atipici?

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Chi ha permesso leggi che mettono in condizione le cooperative di assumere senza diritti?

Chi ha votato a favore dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori?

E poi Job Act, lavori a chiamata per citarne solo una parte?

Sempre loro: Cgil, Cisl e Uil.

Solamente che quando al governo c’era la sinistra, loro se ne stavano zitti e non si sarebbero mai permessi di “ disturbare il guidatore”.

Ai sindacati in versione governativa, andava più che bene che ci fossero retribuzioni nell’ordine degli 800 euro quindi ben al di sotto del minimo vitale, ma posizioni utili per abbassare il tasso di disoccupazione e quindi parlare di successo della sinistra.

Che poi con 800 euro il lavoratore non arrivasse nemmeno a un quarto del mese, ai sindacati nulla importava.

Adesso che il governo è cambiato il gioco sindacale vorrebbe essere quello di utilizzare tutto quanto andava bene con la sinistra al potere, per dare il via ad una nuova stagione di rivendicazioni sindacali, consapevoli che tra i lavoratori serpeggia il malcontento.

Le richieste?

Un nuovo piano di edilizia pubblica, contrattazione integrativa e sostegno alle aziende che innovano.

Non male come faccia tosta. Facciamo un esempio.

C’è un’azienda che fa riferimento al mondo della cooperazione che sta assumendo lavoratori da un’agenzia interinale con contratti a chiamata giornaliera che prevedono una paga lorda oraria al di sotto dei 9 euro.

Il tutto per non richiamare al lavoro quei dipendenti titolari di un contratto stagionale.

Il rapporto di lavoro è perfettamente legale, ma grazie a quanto hanno avvallato e fatto finta di non vedere i sindacati, impegnati a enfatizzare la politica governativa di sinistra, infischiandosene dei lavoratori.

Serve un nuovo piano di edilizia pubblica? Un’altra scoperta.

Peccato che con un clima diverso per i sindacati la capacità abitativa di Itea era perfetta e tutto sembrava andare per il meglio.

Cgil, Cisl e Uil prima di avanzare pretese, farebbero meglio a fare autocritica riconoscendo gli errori commessi a danno dei lavoratori e invece di rivendicare, chiedere aiuto per riparare alle troppe castronerie commesse.

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