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Ambiente Abitare

Stasera luci spente per un’ora anche in Trentino con l’«Ora della Terra»

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Questa sera dalle 20,30 alle 21,30 sarà “L’Ora della Terra” in contemporanea mondiale con le luci dei monumenti più importanti del mondo che si spegneranno simbolicamente per richiamare l’attenzione di cittadini, istituzioni e privati sul tema dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta.

Il WWF del Trentino Alto Adige chiede di interrompere l’illuminazione durante la serata, ma soprattutto invita a riflettere su quanto ormai l’impatto umano sull’ambiente sia preoccupante.

Per il WWF la scienza non è mai stata così chiara, la consapevolezza non è mai stata più grande ed è venuto il momento di agire in maniera incisiva.

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E’ necessaria una decisa inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la nostra vita.

La politica e l’economia non realizzano ancora questo valore immenso e il capitale naturale non viene nemmeno preso in considerazione come base indispensabile per ogni sviluppo umano.

Tutto questo deve cambiare.

Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che le abbiamo provocato.

Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend. Dopo potrebbe essere troppo tardi.

L’obiettivo è ottenere un impegno concreto e tangibile: la curva di perdita della biodiversità nel mondo deve essere significativamente invertita entro il 2030.

Per ulteriori informazioni si può scrivere a trentino@wwf.it

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Ambiente Abitare

Energenius, startup delle bollette intelligenti, triplica gli spazi in Progetto Manifattura

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Energenius, la startup che aiuta le aziende a ridurre le bollette energetiche, triplica i propri spazi in Progetto Manifattura, l’hub della green & sport economy di Trentino Sviluppo.

Nata nel 2017 con un solo dipendente, l’impresa conta oggi 7 addetti che, combinando sapientemente ingegneria e informatica, monitorano i sistemi di raffreddamento, riscaldamento, illuminazione e ventilazione, segnalando eventuali anomalie e proponendo gli opportuni correttivi.

Applicata inizialmente agli impianti industriali, questa tecnica di analisi è replicabile anche alle attività di servizio. Proprio per questo, appena ultimato il trasloco, Energenius darà avvio, grazie anche ai contributi provinciali per la ricerca, al monitoraggio dell’hub green di Trentino Sviluppo a Rovereto, suggerendo nuove soluzioni per razionalizzare il consumo energetico della storica struttura.

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I dottori della bolletta triplicano i propri spazi in Progetto Manifattura. Energenius, la startup che aiuta le aziende a limitare i costi energetici, si è trasferita la settimana scorsa in un modulo di 170 metri quadrati nell’Edificio dell’Orologio.

Nata nel 2017 con un solo dipendente in un ufficio di 16 metri quadrati – presto diventati 60 – nell’hub green di Trentino Sviluppo a Rovereto, la startup è cresciuta rapidamente. Oggi conta ben 7 addetti, esperti di ingegneria energetica ma anche di informatica, e conta tra i suoi clienti importanti marchi della moda made in Italy.

“Il nostro lavoro – spiega il fondatore Claudio Peroni – consiste nell’analizzare in tempo reale i consumi energetici degli edifici per poi fornire consigli utili su come efficientarli, per ridurre le spese ma anche l’inquinamento ambientale”.

“In pratica – gli fa eco il presidente Giuseppe Grigis – partiamo dall’esame delle bollette, per poi andare a monitorare le quattro principali sorgenti di consumo, ovvero i sistemi di raffreddamento e riscaldamento, la ventilazione e l’illuminazione, sfruttando laddove possibile sensori e sonde già esistenti che colleghiamo alla nostra piattaforma”.

A quel punto, saranno i dati stessi a segnalare in tempo reale i consumi anomali, come un eccessivo impiego notturno dell’energia elettrica derivante dalla taratura imprecisa delle apparecchiature o dei inquinamento ambientale.

Un servizio questo, utile all’industria, ma anche al settore terziario. Tra gli edifici monitorati da Energenius vi sono infatti quelli dell’Opera Universitaria di Trento, della Statale di Milano, della Fondazione Bruno Kessler e di Trentino Sviluppo.

Appena ultimato il trasloco nei nuovi spazi, la startup comincerà a monitorare l’Edificio dell’Orologio, suggerendo ai referenti della società di sistema provinciale, ma anche ai propri “coinquilini” imprenditori, nuove idee per razionalizzare il consumo energetico della struttura.

L’iniziativa si colloca in un quadro più ampio, che vede Energenius protagonista di un progetto di ricerca finanziato tramite la Legge provinciale 6 del 1999 e destinato a studiare un modello che, attraverso il ricorso a connessioni e automazione, massimizzi il comfort d’utilizzo e riduca i consumi energetici nei luoghi dediti allo studio, alla progettazione, all’amministrazione, al commercio e alle altre attività terziarie.

Si pensi ad esempio all’accensione diversificata dei condizionatori negli uffici a seconda dell’esposizione al sole delle stanze o della temperatura esterna.

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Ambiente Abitare

Al via la seconda edizione del Premio “Fare Paesaggio”

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Il paesaggio è una grande opera collettiva a cui tutti, e in modo diverso, contribuiamo attraverso le nostre azioni: un piano regolatore, la costruzione di un edificio, la ristrutturazione di una casa, il recupero di un paesaggio rurale, un progetto educativo nelle scuole o una campagna informativa.

Azioni che possono candidarsi a partecipare al Premio internazionale triennale “Fare paesaggio” presentato ieri a Trento.

Il Premio, giunto alla sua seconda edizione, è curato dall’Osservatorio del Paesaggio del Trentino della Provincia autonoma di Trento che si avvale, per la sua organizzazione della tsm-step Scuola.

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“Il paesaggio – ha detto intervenendo alla presentazione il vicepresidente della Provincia, Mario Tonina – non è più inteso come un oggetto statico, ma come un elemento in continuo mutamento, la cui gestione deve bilanciare in modo equilibrato e attento le istanze di tutela degli elementi di valore con la qualità delle trasformazioni, che inevitabilmente investono un territorio vivo e attivo come il nostro.”

“Per supportare questi processi abbiamo da tempo compreso che ad una tradizionale azione di tutela paesaggistica devono essere necessariamente affiancate iniziative di carattere culturale e tecnico, in grado di far crescere e maturare la percezione collettiva del valore del paesaggio e di assicurare una generalizzata crescita qualitativa nelle azioni di trasformazione dei luoghi, siano esse di carattere architettonico, di pianificazione o di gestione del territorio, concetto emerso con forza anche nei recenti Stati generali della Montagna.”

“L’auspicio è che questa seconda edizione del premio “Fare paesaggio” possa servirci, grazie agli esempi virtuosi che saranno presentati, a rendere sempre più efficaci le nostre azioni, proprio sotto il profilo della qualità, l’elemento che dovrà distinguere le nostre politiche.”

“Se tutti lavoreremo nella stessa direzione, – ha concluso – potremo garantire un futuro ad un territorio di montagna come il nostro”.

“Obiettivo del premio, come ha evidenziato nel corso della presentazione l’archittetto Giorgio Tecilla direttore dell’Osservatorio del Paesaggio, è sostenere la salvaguardia e la gestione del paesaggio sensibilizzando in tal senso, cittadini, amministratori, liberi professionisti, associazioni e istituzioni culturali ed educative.”

“Il Premio consiste in una selezione triennale di opere, progetti e iniziative realizzate nel territorio europeo definito dalla Convenzione delle Alpi, che sappiano esprimere obiettivi di elevata qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale”.

La “selezione” riguarderà tre distinti ambiti tematici:

“programmazione, pianificazione e gestione del territorio”;

“segni nel paesaggio”;

“cultura, educazione e partecipazione”.

Per questa edizione in occasione del decennale del riconoscimento UNESCO delle Dolomiti è prevista l’attribuzione di una “Menzione speciale” riservata a tutte le candidature, di qualsiasi sezione che ricadono nei territori dolomitici.

Nel comitato organizzatore del Premio, presieduto dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, sono presenti:

Giulio Andreolli, rappresentante dell’Ordine Ingegneri della provincia di Trento, Elena Dai Prà dell’Università degli Studi di Trento, Gianluca Cepollaro direttore di tsm-step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, Federico Giuliani, presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della provincia di Trento, Giorgio Tecilla, direttore dell’Osservatorio del Paesaggio e Susanna Serafini, rappresentante dell’Ordine degli architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Trento.

Per la valutazione delle proposte è stata istituita una giuria internazionale di esperti presieduta dal paesaggista portoghese João Nunes e che vede la partecipazione dell’architetto svizzero Armando Ruinelli, della geografa Viviana Ferrario dell‘Istituto universitario di architettura di Venezia e dell’architetta slovena Maja Ivanič.

La Giuria considererà in particolare gli aspetti relativi all’innovazione e alla sostenibilità, al valore esemplare, alla partecipazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza ai temi del paesaggio.

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Ambiente Abitare

La rinascita della foresta di Paneveggio parte dai violini

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I violini nel bosco ferito dal maltempo. Quella in programma il prossimo 13 luglio nel Parco di Paneveggio è un’iniziativa simbolo di speranza e di rinascita, dopo la tempesta che si è abbattuta sulle foreste del Trentino a fine ottobre 2018.

A promuoverla è Eusalp – la macro regione che comprende 48 territori di sette Paesi dell’arco alpino – in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, Regione Trentino Alto Adige e Regione Lombardia che coordina l’organizzazione.

La location scelta per questo straordinario evento è la Val Venegia, dove nascono gli abeti rossi di Stradivari utilizzati dai liutai per la fabbricazione dei violini.

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Un luogo simbolo della devastazione provocata da Vaia.

Ad esibirsi sarà un’orchestra d’archi composta dai giovani dell’Istituto superiore di studi musicali “Claudio Monteverdi” Conservatorio di Cremona con la collaborazione del Museo del violino della città lombarda. In Val Venegia ci saranno anche gli artigiani della liuteria di Cremona (bene immateriale riconosciuto DALL’UNESCO).

Numerosi sono gli obiettivi di questa iniziativa.

In primis si vogliono promuovere i temi che stanno al centro dell’azione della presidenza italiana Eusalp con la green economy che vede nell’artigianato – soprattutto quello artistico – un grande motore di sviluppo per l’intero territorio alpino. Gli organizzatori intendono inoltre mettere in luce il contributo che un’economia circolare forte può dare allo sviluppo di tutta l’area montana e padana.

L’evento servirà dunque a tenere alta l’attenzione sugli effetti della tempesta Vaia nei boschi del Trentino ed in particolare a Paneveggio dove crescono pregiati abeti, le cui caratteristiche vengono ritenute eccellenti per la costruzione dei violini.

Il suono degli archi si diffonderà dunque nella natura in un territorio in cui gli effetti degli schianti di alberi sono ancora molto forti.

L’appuntamento è per sabato 13 luglio alle 14.45 a malga Venegia.

Alle 15 interverranno le autorità per i saluti istituzionali, quindi avrà inizio il concerto dell’Orchestra d’archi dell’Istituto superiore di Studi musicali “Claudio Monteverdi” (Conservatorio di Cremona) diretta dal maestro Francesco Fiore con musiche di Vivaldi, Bach, Pachelbel e Mozart.

Dell’orchestra fanno parte anche i giovani allievi della scuola di liuteria di Cremona. Al termine del concerto il presidente di Ersaf Lombardia donerà alla Provincia autonoma di Trento alcune piante di abete rosso provenienti dal vivaio di Regione Lombardia di Curno.

Nel corso della giornata sarà possibile visitare la Bottega del Liutaio al bordo della foresta, con una dimostrazione del maestro Sandro Asinari, vicepresidente del Consorzio liutai “A. Stradivari” di Cremona.

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