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Trento

Negozi di montagna: sospensione delle domande solo per ragioni tecniche legate alla precedente legge di Bilancio

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Con riferimento a quanto apparso oggi su alcuni organi di informazione circa la mancanza di risorse per gli interventi a sostegno dei “negozi di montagna” o multiservizi, ovvero delle attività commerciali in zone svantaggiate e/o lontane dai principali centri urbani, la Provincia autonoma precisa che il provvedimento recentemente assunto dalla struttura competente, di sospensione dei termini del procedimento, è legato alla necessità di evitare che qualche richiedente, per motivi meramente procedurali, potesse rimanere escluso dal finanziamento.

Va considerato infatti che in occasione della manovra di Bilancio 2019, approvata dalla precedente amministrazione, non sono state previste disponibilità finanziarie in conto corrente e in conto capitale sui capitoli relativi ai contributi per i negozi multiservizi; il Consiglio provinciale ha poi approvato così come proposto il Bilancio tecnico per l’anno 2019 (e pluriennale 2020-2021).

La nuova Giunta proporrà a fine primavera-inizio estate la manovra di assestamento di Bilancio.

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Nel frattempo l’amministrazione ha provveduto alla sospensione dei termini di decorrenza dell’attività istruttoria relativa alle domande di contributo pervenute, al fine di permettere il mantenimento delle richieste di contributo anche sul corrente anno, che in caso contrario avrebbero dovuto essere rigettate.

Le istruttorie riprenderanno dunque successivamente all’approvazione della legge di assestamento, procedendo in funzione degli stanziamenti che l’esecutivo effettuerà sul capitolo.

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Trento

Assestamento di bilancio, Moranduzzo chiede il sottopasso al passaggio livello di Spini di Gardolo

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Devid Moranduzzo consigliere provinciale della Lega, ha presentato una proposta di ordine del giorno da inserire tra i provvedimento previsti nell’ambito dell’assestamento di bilancio in corso di discussione.

La richiesta è quella di un intervento definitivo per ridisegnare la viabilità in Via Palazzine, accessi alla rotonda Bermax che nelle intenzione doveva essere la soluzione di molti problemi, nella realtà invece ne ha creati una quantità imprevista.

La proposta è quella di un sottopasso stradale in corrispondenza dei binari della Trento-Malè che permetta l’accesso diretto alla zona industriale di Spini di Gardolo.

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Il commento di Devid Moranduzzo: “ Sono convinto che sia di primaria importanza dare risposta a un problema che si sta trascinando oramai da decenni e che le precedenti amministrazioni di centro sinistra hanno continuato a posticipare, di volta in volta con motivazioni differenti, vuoi per presunte mancanze di fondi, vuoi per dare la precedenza ad improbabili progetti faraonici come quello dell’interramento dell’intera linea ferroviaria, puntualmente mai tradottosi in realtà.

Tutto questo ha causato solo l’accumulo di un enorme ritardo, decidendo di non decidere e ottenendo solo di rinviare il problema negli anni. Sono migliaia le persone interessate ogni giorno dalla problematica degli ingorghi causati dal passaggio a livello di Spini, con code che nelle ore di punta arrivano fino alla rotatoria del Bermax, paralizzando il traffico che gravita su di essa.

Nel 2005 era stata progettata, contestualmente alla sopra citata rotatoria, la realizzazione di una bretella che collegasse la futura rotatoria del Bermax a Spini con contestuale sottopassaggio, progetto che poi era stato stralciato ed accantonato, lasciando tale infrastruttura fondamentalmente incompiuta. Tale problematica va a interessare un considerevole numero di persone in ragione del fatto che la zona è sede, oltre che del nucleo abitativo di Spini, anche di numerose attività artigianali, commerciali ed industriali ed è, inoltre, l’accesso al casello autostradale di Trento Nord e alla tangenziale Trento-Rocchetta. I mezzi interessati sono sia quelli provenienti da nord, come dall’abitato di Lavis, sia quelli che scendono dalla collina (Meano, Vigo Meano, Gazzadina), sia quelli provenienti da sud, come dall’abitato di Gardolo e dalla città di Trento”.

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Trento

Cooperazione internazionale, Cia e Ambrosi: «È ora di dire basta e chiudere con il parassitismo»

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Giornata dedicata alla discussione sui tagli alla cooperazione internazionale quella di ieri in consiglio provinciale.

Ad iniziare dal mattino quando le organizzazioni trentine che si occupano di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale sono scese sotto il palazzo di piazza Dante per protestare apertamente contro la cancellazione del vincolo minimo di finanziamento annuo (pari allo 0,25 per cento del bilancio) da parte della Giunta provinciale.

La  manifestazione era promossa dal coordinamento «FaRete», che riunisce 53 delle oltre duecento organizzazioni impegnate nel settore della cooperazione allo sviluppo.

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Poi la discussione è proseguita in aula nel pomeriggio con un’apparente calma fino all’intervento della consigliera di minoranza Sara Ferrari, «Dichiarare oggi che una parte delle risorse finora destinate alla cooperazione internazionale potranno andranno a sostegno di politiche sociali e di famiglie trentine in difficoltà, equivale a mettere in alternativa bisogni che andrebbero invece entrambi soddisfatti»ha esordito Ferrari.

La Giunta ha dichiarato di non essere interessata a questa strategia di educazione alla cittadinanza “perché i risultati sono immateriali”.

«Certo, ha replicato Ferrari, nel settore educativo i risultati sono sempre immateriali. Inoltre i 200.000 euro su bandi che finanziano l’educazione alla cittadinanza globale servivano ad intervenire sui e con i cittadini trentini. Bene – ha stigmatizzato – da oggi in poi queste attività non si faranno più”. “Fate pure le scelte che avete il diritto di fare, ma dopo aver visto e dopo aver capito», ha concluso.

A Sara Ferrari hanno replicato Claudio Cia e Alessia Ambrosi con due interventi di grande effetto.

La verità per Claudio Cia è che questa Giunta non ha cancellato la solidarietà internazionale dalla propria agenda. Però ci vuole vedere chiaro, perché di abusi ne sono stati fatti e molti, in nome della solidarietà.

Perché la Giunta ha la responsabilità di amministrare il denaro pubblico. Lo 0,25% del bilancio, pari secondo qualcuno a poco meno di un caffè al giorno (5 centesimi).

«Invito tutti i trentini a comperare campi e coltivare caffè. Un caffè che in 5 anni, dal 2013 al 2018 è costato alla comunità trentina oltre 40 milioni di euro».

Un esempio per Cia riguarda un progetto di 4.490.000 euro per l’Uganda, assegnati attraverso una determina di un dirigente. Nello stesso periodo, dal 2013 al 2018 la regione ha pagato il caffè per oltre 16 milioni di euro. Ma in questo caso c’era la responsabilità politica di una delibera di Giunta.

«In 5 anni il nostro caffè è costato 56 milioni di euro», ha lamentato Cia.

Certo vi sono stati progetti che hanno prodotto ricadute positive nei territori in cui le risorse provinciali venivano investite.

Ma Cia ha espresso dubbi circa la buona fede di chi ha finanziato questi progetti, come nel caso della marsupioterapia in Vietnam, costato in un anno 100.000 euro.

Vi sono stati anche associazioni che promuovevano feste e danze non all’estero ma a Riva del Garda (15.000 euro tolti dalle casse di chi magari non riesce a pagarsi una bolletta o l’affitto).

Sono stati anche finanziate 60 storie di fumetti con 13.000 euro.

Piccole cifre che sommate fanno maturare le grandi cifre fino ai 56 milioni di caffè.

Quando quindi l’assessore Spinelli dice che c’è stato anche un impiego un po” allegro” di queste risorse, non gli si può dare tolto.

La sinistra parla tanto di solidarietà internazionale sostenendo che le politiche della Giunta contrastano con lo slogan della Lega “aiutiamoli a casa loro”. Ma è accaduto che la Provincia per la cooperazione internazionale abbia finanziato con 15.000 euro un festival e con appena 8.000 gli aiuti ad una popolazione colpita da un’alluvione.

«E’ quindi ora di dire basta – ha tuonato Cia – di potare i rami secchi e di liberarci di quanti vivono all’ombra di un valore distintivo della nostra terra»

“Curioso è poi anche il fatto che la maggioranza delle delibere con le quali sono stati ammessi i finanziamenti dei progetti siano in realtà delibere di Dirigenti e non dell’Esecutivo, fatto che sicuramente solleva qualche perplessità circa l’autonomia dei dirigenti pubblici e l’assunzione della responsabilità politica da parte della Giunta per progetti che, de facto, approva o respinge

Alessia Ambrosi (Lega) ha dichiarato di credere nella cooperazione internazionale, ma proprio per questo in un periodo di spending rewiew nei settori della sanità, dell’assistenza e di altri servizi essenziali, non si vede perché la cooperazione internazionale sia intoccabile, godendo di una quota fissa nel bilancio provinciale.

Il centrosinistra che difende questa quota fissa del bilancio provinciale per la cooperazione internazionale non si capisce perché non abbia difeso una quota fissa per finanziare i servizi essenziali.

Di particolare effetto la frase riportata dalla consigliera della Lega pronunciata anni addietro dal professor Gianfranco Miglio sulla cooperazione internazionale che a livello globale si è rivelata talvolta fonte di parassitismo.

Il professor Gianfranco Miglio ha definito la cooperazione internazionale un fenomeno più dannoso della fame stessa che vorrebbe combattere. La cooperazione internazionale corrode i ricavi dei cittadini che producono, e sottrae risorse preziose che servono per la comunità dove vengono prodotte.

«Il grado di civiltà politica di un Paese dipende dal modo con cui si riesce a limitare la quantità e la presenza dei parassiti. I parassiti sono nella società così come sono sugli animali. Chi di voi ha un cane o un gatto sa che a un certo punto, se i parassiti crescono al di là di un certo limite l’animale muore. E muore una società.
Ci sono esempi storici di società che sono scomparse per eccesso di parassitismo». – Scrisse Miglio

Questi tratti mal si sposano con la cooperazione internazionale che i trentini intendono. L’aiuto internazionale attualmente offerto rischia di apparire un business. Di certo occorre per Ambrosi cambiare registro. La lotta al sottosviluppo e alla povertà è importante per frenare le ondate migratorie.

La revisione della spesa promossa dalla Giunta è quindi solo uno stimolo a crescere e a responsabilizzarsi. Se un’associazione è credibile non avrà difficoltà a reperire i fondi di cui ha bisogno, La Provincia deve limitarsi a valutare le associazioni e i loro progetti per quel che sono e non per quel che pretendono. “Lungi da noi una carità che uccide, finto perbenista. La vera sfida è offrire un’attività di supporto ai Paesi più poveri e non di sostituzione alle responsabilità e alle iniziative locali”.

Ambrosi ha concluso criticando il fatto che senza lo 0,25% non si possano più effettuare operazioni di sensibilizzazione alla solidarietà internazionale nelle scuole. L’impressione che si dà allora è che la cooperazione sia sostenuta dal centrosinistra a fini di lucro.

Oggi la risposta del Governatore che comunque tirerà diritto e confermerà i tagli. «Si è spesso troppo in questi anni»– ha dichiarato Fugatti a margine del consiglio provinciale ieri.

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Trento

Centra un agente con la bicicletta nel tentativo di fuga, arrestato e condannato nord africano

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Piccolo parapiglia con inseguimento nello scorso week end tra le vie del centro storico a Trento.

Un nord africano finito nel mirino degli agenti della polizia ha tentato di fuggire a bordo della «sua» bicicletta.

Purtroppo nel tentativo di sfuggire ai controlli tra via del Suffragio e via San marco ha centrato con la sua in bici un agente che tentava di fermarlo

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Dopo essere caduto, ha continuato la sua corsa a piedi tentando di disfarsi di un involucro.

Operazione che però non è sfuggita agli agenti che dopo averlo bloccato sono andati a recuperare l’involucro.

Si trattata di alcune barrette di hashish, dal peso complessivo di poco meno di quaranta grammi.

Dopo essere stato trasferito negli uffici della Questura di viale Verona, il giovane è stato arrestato con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Lunedì  mattina il nordafricano, già noto alle forze dell’ordine per altri episodi simili, è stato condotto in Tribunale e giudicato per direttissima.

E’ stato condannato ad una pena di otto mesi, sospesa visti i benefici della condizionale.

Il nord africano quindi è stato liberato.

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