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Cani Gatti & C

Inaugurata in corso Buonarroti la prima aiuola toilette per cani

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E’ l’unico distributore di sacchetti per cani col portacenere incorporato di Trento, ma è anche l’unica aiuola toilette della città.

Insomma la realizzazione dell’Anffas di Corso Buonarroti è da primato.

E’ stata inaugurata ieri mattina in coincidenza con l’ Anffas Open Day, ma è funzionante da alcune settimane con un bilancio decisamente positivo: 70 i sacchetti prelevati in cinque giorni.

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La realizzazione ha coinvolto i ragazzi che frequentano il Centro, i commercianti ed i residenti per un progetto di inclusione che ha portato ogni singola realtà a collaborare.

La recinzione è stata fatta dalla cooperativa La Sfera, l’associazione cinofila “ Al Campo” ha offerto la propria consulenza tecnica per rendere lo spazio il più possibile a “dimensione di cane” ed il risultato è stato dei migliori.

Anche perché riqualificata l’aiuola, il Comune ha provveduto a sistemare le due vicine e quel tratto di Corso Buonarroti è diventato decisamente più gradevole.

Poche e semplici le regole da osservare: il cane va sempre tenuto al guinzaglio; il proprietario può restare all’esterno o entrare, le deiezioni dei cani vanno raccolte con gli appositi sacchetti che vanno poi gettati nel bidone che si trova a fianco del distributore e dopo il passaggio.

Lo spazio dev’essere lasciato pulito.

Alla realizzazione hanno contribuito anche il Salone Dario, l’Angolo del Pane che ha offerto una spettacolare torta a tema col disegno di un cane felice dietro lo steccato ed il Bar Magnani.

Soddisfatti i ragazzi del Centro Anffas che ormai si sono inseriti nella realtà della strada: la passeggiata della mattina fa tappa nei negozi dove si fermano a chiacchierare con i gestori ed ormai sono conosciuti per nome.

All’inaugurazione ha partecipato Claudio Cia Consigliere Provinciale di Agire.

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La triste storia del cucciolo di san Bernardo Berny

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Questa è la storia di Berny, un cucciolo di San Bernardo di 2 mesi che è nato in una casa di montagna della Val di Non, da una mamma che veniva usata solo come fattrice in un allevamento amatoriale.

La triste vicissitudine di Berny inizia quando una signora visita l’allevamento e lo acquista.

Quel giorno Berny era spaventato, ma felice e i primi mesi sono stati fantastici; vita in famiglia, passeggiate a giocare nei campi e conoscenza con altri cani.

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Purtroppo un giorno i proprietari si sono accorti che il cucciolo di San Bernardo stava crescendo ben oltre le loro aspettative e al momento dell’acquisto, l’argomento crescita non era stato nemmeno preso in considerazione.

A quel punto Berny viene allontanato da casa e relegato in un recinto costruito in giardino.

Un isolamento rotto solo nel momento in cui gli portavano da mangiare per un pasto che spesso era solo pane vecchio.

Il tempo passa e il recinto diventa sempre più piccolo, tanto da rendere difficile la possibilità di girarsi e di muoversi

Ad un primo intervento dei volontari, segue la costruzione di una casetta in legno che però non cambia di molto la situazione di un cane che intanto aveva raggiunto gli 80 chili.

L’assenza di movimento ha creato a Berny problemi muscolari e a soli due anni, presentava difficoltà a stare in piedi.

In paese Berny comincia ad essere un caso.

La gente parla, ma nè un secondo intervento dei volontari e delle guardie zoofile, riescono a ridare la libertà al piccolo Berny il cui ultimo pensiero riteniamo possa essere stato più o meno questo: “Le mie gambe non reggono più e io sono ancora un cucciolone, non capisco perché nessuno riesca a convincere la mia “mamma” a farmi uscire da qui per farmi curare, per poi darmi l’affetto che merito. Io sono Berny e sono un gigante buono, ma con me il destino è stato cattivo. Lo sapete che di solitudine e isolamento si può anche morire? Ora io non ci sono più, la mia vita è stata breve e triste, sono volato sul ponte dell’arcobaleno, e ora vivo la bella vita che tutti gli animali meriterebbero. Nonostante tante persone abbiano provato ad aiutarmi la mia sofferenza finalmente è finita anche se nel peggiore dei modi”

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La foto del giorno

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Il canguro stanco: in questa particolarissima foto del National Geographic un canguro viene immortalato in una strana “posa relax”.

Non è infrequente nel mondo animale ritrovare comportamenti tipicamente umani e questo ne è un esempio.

Atteggiamenti che pensavamo solamente “nostri” si ritrovano anche nelle scimmie. Una gamma inaspettata di espressioni, reazioni, comportamenti e interazioni sociali: dall’uso di sex toys al valore consolatorio del cibo fino al riconoscimento di situazioni sleali o l’uso del bacio per esprimere affetto.

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La foto del giorno: l’aquila cattura un drone

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L’aquila cattura un drone – Cosa significa sognare un’aquila.

L‘aquila incarna il senso della luce, del calore, della altezza, dell’ illuminazione e quindi anche la spiritualità.

Simbolo del sole in molte culture, dagli aztechi che le offrivano il cuore dei sacrificati, agli indiani d’America che si adornavano con le sue piume considerandola messaggera del grande spirito, agli sciamani siberiani che ne invocavano il potere, rappresenta il “volare alto” sopra la materia, in un principio attivo di sapienza ed autorità regale.

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