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Trento

Università di Trento, domani via ai test di primavera

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Sono 4253 le iscrizioni per le prove selettive nelle prime due date in calendario: domani e venerdì prossimo a Trento e nelle sedi decentrate di Mantova, Roma, Bari, Palermo e Bruxelles.

Per diventare studenti e studentesse dell’Ateneo è prevista anche una sessione estiva di ammissione ai corsi.

Trento, 28 marzo 2019 – Sono 2452 le iscrizioni alle prove selettive che si svolgono domani, venerdì 29 marzo, prima giornata di test per la sessione primaverile di ammissione ai corsi di studio dell’Università di Trento.

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Sono, infatti, in programma le prove per l’iscrizione ai corsi di laurea che afferiscono al Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale (Servizio sociale; Sociologia; Studi internazionali), del Dipartimento di Psicologia e scienze cognitive (Interfacce e tecnologie della comunicazione; Scienze e tecniche di psicologia cognitiva) e della Facoltà di Giurisprudenza (corso di laurea in inglese in Comparative, European and International Legal Studies; corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza).

Tutte le prove si svolgeranno domani pomeriggio a Palazzo Prodi (Trento – Via Tommaso Gar, 14), fatta eccezione per quelle di ammissione a Scienze e tecniche di psicologia cognitiva che saranno al Palazzo di Economia (Via Inama 5).

La settimana successiva, il 5 aprile, è prevista un’altra importante data di test della sessione primaverile per la quale sono 1801 le iscrizioni registrate. In questa data, rispettivamente nella sede di via Inama e di via Tommaso Gar, si svolgeranno le prove per l’ammissione ai corsi di studio del Dipartimento di Economia e Management (Amministrazione aziendale e diritto; Economia e management; Gestione aziendale; Gestione aziendale part time) e del Dipartimento di Lettere e Filosofia (Beni culturali; Filosofia; Lingue moderne; Studi storici e filologico-letterari).

Il totale delle iscrizioni (4253) nelle due giornate di prove conferma l’interesse per i corsi dell’Università di Trento con un lieve aumento rispetto all’anno scorso (quando, per le medesime prove, erano state 4191).

L’Ateneo prevede anche quest’anno la possibilità di sostenere le prove, oltre che a Trento, in una delle sedi decentrate di Mantova, Roma, Bari e Palermo. Opportunità molto apprezzata da aspiranti iscritti e iscritte all’Università di Trento: un quinto delle iscrizioni totali, infatti, è associato a una delle sedi decentrate. Nello specifico, è Mantova a registrare il maggior numero di iscrizioni (318), seguita da Bari (220), Roma (172) e Palermo (116).

Dall’anno scorso, inoltre, è attiva la prima sede decentrata all’estero a Bruxelles (Belgio), dove si può affrontare la prova selettiva per il corso di laurea in Comparative, European and International Legal Studies.

Per chi non fosse riuscito a iscriversi a una o più delle prove previste nelle giornate del 29 marzo e del 5 aprile o per chi volesse sostenere un ulteriore test, sarà possibile partecipare alla sessione estiva del 22 agosto quando in un’unica giornata verranno nuovamente programmate tutte le prove sia nella sede di Trento sia nelle sedi decentrate.

Nei giorni 10, 11 e 12 aprile sono previste le prove Tolc per accedere ai corsi di Fisica, Matematica, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Informatica, Ingegneria informatica, delle Comunicazioni ed Elettronica, Viticoltura ed enologia e Scienze e Tecnologie biomolecolari (iscrizioni sul sito UniTrento fino al 15 aprile ore 12).

È richiesta l’iscrizione sia sul sito di Cisia (Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso) sia sul sito UniTrento. Oltre che a Trento nelle date indicate, è inoltre possibile sostenere la prova in una delle altre sedi convenzionate con Cisia. Per tutti i corsi di area agraria e scientifica (a esclusione di Matematica e Fisica) è in programma anche una prova a luglio, il 15 e il 16 luglio (iscrizioni sul sito UniTrento dal 27 maggio al 17 luglio ore 12).

Il 29 e 30 agosto sono previste, con le stesse modalità di aprile, le prove Tolc per accedere ai corsi di Fisica, Matematica, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Informatica, Ingegneria informatica, delle Comunicazioni ed Elettronica, Viticoltura ed enologia e Scienze e Tecnologie biomolecolari.

A inizio estate sarà inoltre definita la data unica per sostenere le prove di ammissione per Ingegneria Edile-Architettura, Educazione professionale, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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Trento

Enti locali: la Regione studia come ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie da parte dei Comuni.

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E’ di questi giorni la notizia del concorso organizzato dal Consorzio dei Comuni trentini, per la selezione e la formazione di nuovo personale.

L’obiettivo è quello di reclutare 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino in grado di essere subito idonee al lavoro nella pubblica amministrazione, per questo il corso-concorso prevede anche un percorso di 10 giornate formative.

Le graduatorie formate a conclusione del percorso avranno una validità di tre anni.

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E’ in questo contesto che si inserisce la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia, che vorrebbe introdurre nell’assestamento di bilancio, in discussione a fine mese, delle modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo di simili graduatorie in tutto il territorio regionale.

In particolare la modifica proposta, ripresa da analoghe disposizioni statali, vuole integrare la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo.

In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta, che dovrà essere approvata in Consiglio regionale con la discussione dell’assestamento di bilancio, consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato in questi giorni, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma.

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