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Politica

Il ricorso agli antagonisti nelle piazze: in Trentino mai un centro sinistra così debole

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Quanto è successo venerdì sera all’interno e all’esterno del palazzo della Provincia non è stato un fatto occasionale, perché quella è l’unica piazza che la sinistra trentina può mandare in strada.

Come non è pura coincidenza che ad ogni manifestazione partecipino una marea di sigle.

Aspetto che viene spacciato come indice di forza, quando in realtà è una palese dichiarazione di debolezza.

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Partito Democratico e Futura messi insieme non riuscirebbero mai a riempire da soli una piazza: hanno classe dirigente e voti (pochi), ma non militanti.

Ma la scelta che l’opposizione alla Giunta di centro destra ha fatto, è stata quella di portare la politica all’esterno del Palazzo.

All’interno, essendo in netta minoranza per scelta dei cittadini trentini, è infatti troppo difficile.

Prima di tutto perché politici che per anni hanno comandato, dovrebbero imparare a “fare opposizione”: cosa possibile solo con quell’umiltà che dovrebbe avere chi è costretto a ricominciare da zero. Umiltà sconosciuta perché Ghezzi, Rossi e i loro seguici si comportano ancora con quella strafottenza tipica del potente.

Il problema sottovalutato è che essere in piazza porta alla conta dei presenti e qui PD, Futura e sigle varie non riuscirebbero ad allestire nemmeno qualche tavolo per un torneo di briscola.

L’alternativa è coinvolgere “ tutte e tutti” allegramente come fosse una scampagnata di primavera : pessima idea anche questa, perché ne i sindacati, ne tanto meno l’Anpi e le varie sigle che finiscono per rappresentare solo i fondatori, riescono a dare una mano concreta.

A risolvere tutto arriva la sinistra antagonista che riesce a portare in piazza qualche decina di persone, ma proprio per questo ne diventa padrona.

Questa situazione è alla base di quanto è successo venerdì sera e che potrà ripetersi tutte le volte che ci sarà una mobilitazione promossa dal centro sinistra.

Non solo, ma anche l’opposizione all’interno del Palazzo finirà per essere sempre più radicalizzata perché PD e Futura saranno condizionati o peggio ancora ricattati, da chi di fatto risolve il problema della partecipazione alle manifestazioni.

Ma questo è il destino di una sinistra trentina e non solo, diventata sempre più borghese, sempre meno indipendente e sempre più lontana dalla gente.

Il richiamo alla resistenza come forma di opposizione ad una maggioranza democraticamente eletta dalla gente trentina, è uno slogan molto pericoloso che potrebbe ritorcersi contro chi lo ha lanciato.

Ma ormai il centro sinistra ha fatto la sua scelta e mobiliterà sempre la stessa gente, anche perché non ha alternative.

In più può sempre contare su una stampa locale a cui piace molto il ruolo di fiancheggiatrice che è pronta a giustificare, a criminalizzare la maggioranza e non chi i crimini li commette.

Ma non durerà molto, perché il centro sinistra di oggi è ormai indifendibile.

Insomma un gioco – molto pericoloso – già visto in tante altre occasioni che però avrà in un centrodestra di governo molto compatto e unito un avversario troppo forte da battere.

Da una parte insomma un centro sinistra che grida, urla, insulta, aggredisce, diffama e calunnia con i soliti slogan vecchi e polverosi, dall’altra invece chi lavora in silenzio, chi passa dalle parole ai fatti, chi davvero finalmente pensa al bene di tutto il Trentino usando uno slogan umile ed altruista: «testa bassa, pancia piatta, e pedalare…….» quello in fondo che la comunità trentina, con la sua cultura, carattere, e tradizione vuole.

 

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Politica

Civica Trentina pronta a rinnovarsi: Ludovica Borga presidente

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Civica Trentina, dopo la donazione fatta dal consigliere provinciale Claudio Cia, torna ad avere il proprio simbolo interamente di proprietà.

È stata Ludovica Borga a decidere di mettere nelle mani dei fondatori il logo del movimento voluto dal padre.

Ma ora potrebbe cambiare anche la guida del partito.

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I rumors infatti parlano di Ludovica Borga, la figlia del fondatore Rodolfo nel ruolo di presidente del partito. 

Dopo il risultato delle ultime Provinciali e le polemiche che hanno creato una frattura fra i «vecchi» del movimento e i due assessori provinciali, Civica Trentina è pronta per un rinnovamento interno.

Una diatriba interna che continua, vista anche l’assenza dei due alla presentazione del simbolo e che ha portato alle dimissioni di alcuni militanti e tesserati.

Fra i temi che verranno affrontati quello di un congresso, anche se per il momento l’importante è che il simbolo è tornato di proprietà del direttivo.

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Politica

Ecco i candidati per le elezioni suppletive del 26 maggio

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Sei in lizza per due posti in Parlamento.

Il 26 maggio 2019, in concomitanza con le elezioni europee, in Trentino si voterà nuovamente per eleggere i sostituti in parlamento di Giulia Zanotelli e Maurizio Fugatti, dopo la loro elezione ad assessore e governatore del trentino il 21 ottobre durante le elezioni provinciali.

Ieri alle ore 20 scadevano i termini per le candidature uninominali per le suppletive della Camera dei deputati in Tribunale presso la Corte d’appello.

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Confermata l’assenza del Patt, che ha stabilito di non prendere parte alle suppletive.

Nel collegio di Trento a sfidarsi saranno la dem Giulia Merlo (sostenuta dall’Alleanza democratica autonomista), la consigliera comunale della Lega Martina Loss (sostenuta dalla coalizione di centrodestra) e il grillino Lorenzo Leoni, forestale di lunga data.

Nel collegio di Pergine la sfida riguarderà il consigliere di Ospedaletto della Lega Mauro Sutto, l’ex procuradora ladina Cristina Donei (sostenuta dall’Alleanza di centrosinistra) e la grillina Rosa Rizzi.

I candidati della Lega saranno presentati ufficialmente oggi dal ministro dell’interno Matteo Salvini a Pinzolo, dove il leader del lega si trova per passare alcuni giorni di vacanza.

L’ufficialità delle candidature del centro sinistra (Merlo e Donei) invece avverrà domani mercoledì 24 aprile.

Questa mattina la Corte d’Appello ha iniziato le operazioni di verifica in vista  del 26 maggio, giorno delle elezioni.

Il 26 maggio le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 e agli elettori potranno essere consegnate fino a tre schede: si voterà per le suppletive nei collegi uninominali 4 (Trento che comprende anche la Piana Rotaliana, Valli di Non e Sole, Altopiano Paganella, Valle dei Laghi e Cembra), e 6 (Pergine Valsugana con Primiero, Tesino, Fiemme e Fassa), per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo, oltre che per l’elezione dei sindaci e consiglieri comunali di Borgo Valsugana, Folgaria, Levico Terme, Terre d’Adige e Tione.

Le operazioni di scrutinio avverranno la sera stessa per le elezioni dei membri del Parlamento, mentre inizieranno lunedi 27 alle 14 per le comunali.

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Politica

Sarà Mario Malossini il candidato di Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio

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Sarà Mario Malossini, già Presidente della Provincia Autonoma di Trento, già assessore al turismo e inventore della farfalla del Trentino, il candidato unico della Regione Trentino Alto Adige della lista Forza Italia per le elezioni Europee del 26 maggio 2019. A darne notizia è la coordinatrice regionale Micaela Biancofiore.

«L’esperienza e la competenza riconosciute di Mario – scrive l’amazzone berlusconiana –  l’aver inventato da Presidente della provincia il coordinamento delle regioni del Nord Est, l’essere stato membro della commissione del 12 e coordinatore regionale del partito, lo hanno fatto assurgere a miglior candidato possibile per rappresentare la nostra regione e la nostra Autonomia in Europa».

«Lo abbiamo messo in campo perché crediamo, – aggiunge Biancofiore – al contrario di quanto si è detto dell’accordo storico con la Svp, che anche grazie a Mario, alla collega Savino e ovviamente al Presidente Berlusconi, riusciremo a conseguire quel 12% dei consensi nel Nord Est utile a farci eleggere due o più deputati europei e fra questo Mario è in pole position. La sua candidatura è stata condivisa con i membri del coordinamento e tutto il partito è pronto a sostenerlo con la stessa gioia e la stessa passione con la quale sosteniamo il Presidente Berlusconi».

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