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Valsugana e Primiero

Primiero, Cento anni dopo Schuetzen e Alpini ricordano i reduci di Isernia

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Alpini e Schuetzen hanno sfilato insieme domenica mattina a Primiero, per ricordare i reduci prigionieri ad Isernia nel 1918.

Una storia poco conosciuta, ma che nasconde tra le sue pieghe, il passato ancora vivo e molte sofferenze per una intera comunità.

A più di cento anni da quei giorni bui, la comunità locale ha deciso di dedicare un evento solenne agli ex combattenti austro-ungarici di Primiero, deportati nel campo di internamento a Isernia dal novembre 1918 alla primavera 1919.

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Alla fine della Prima Guerra mondiale, quattrocentonovantotto trentini, orginari del Primiero e del Vanoi, già ritornati nei loro paesi al termine del conflitto, furono dichiarati prigionieri di guerra dall’esercito italiano e trasferiti ad Isernia, insieme a centinaia di altri trentini e veneti, che avevano combattuto con l’esercito austroungarico.

Considerati tedeschi dagli italiani e italiani dai tedeschi, vissero un durissimo periodo di incertezza e vennero costretti a lavorare in una terra per loro straniera.

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La loro vicenda fu a lungo dimenticata e tramandata solo dalle famiglie che ne furono coinvolte.

LA COMMEMORAZIONE – La mattina è iniziata con una solenne celebrazione religiosa alle 10.30 – presieduta dal decano di Primiero, don Giusepe da Pra – nella Chiesa Arcipretale di Fiera alla presenza del presidente della Comunità di Primiero con i sindaci del territorio in fascia tricolore e i molti rappresentanti delle associazioni locali.

In prima fila anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il Presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder e il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi.

Al termine della solenne celebrazione liturgica, un lungo corteo – sulle note della banda di Primiero – con penne nere e cappelli piumati a sfilare insieme, fino alla chiesa della Madonna dell’Aiuto, dove sono intervenute le autorità presenti, ricordando l’importanza di questo evento.

Il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel si è soffermato sull’importanza e sul valore della pace, senza dimenticare il nostro passato e i personaggi che hanno unito popoli e generazioni.

Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, ha evidenziato invece il valore della storia trentina, di fondamentale importanza anche per le nuove generazioni.

Il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher ha invece annunciato che sosterrà la richiesta di un atto formale, indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte degli abitanti del Primiero, per ricordare i reduci trentini che furono arrestati dopo la fine del primo conflitto mondiale e internati a Isernia, senza averne mai saputo le ragioni, “Un atto formale, ancorché simbolico, come segno di riconciliazione e ricompensa per l’ingiustizia subita dai cittadini di Primiero”.

“Quanto accaduto un secolo fa agli abitanti del Primiero – ha aggiunto Paccher – deportati senza nemmeno sapere le motivazioni, è stata solo una delle ingiustizie avvenute al termine di un lungo e doloroso conflitto e che la storiografia ufficiale ha voluto dimenticare per molto tempo. Abbiamo il dovere di ricordare: sono convinto che un atto formale di riconoscimento da parte della massima autorità dello Stato possa essere un gesto di riconciliazione con il passato. Oggi, a cento anni da quegli eventi, vedere sfilare insieme Schützen e Alpini è una preziosa testimonianza di fratellanza e amicizia e di un cambiamento della storia”.

“La memoria è il bene più prezioso che possiamo trasmettere alle nuove generazioni – ha concluso Paccher – come rappresentante delle istituzioni sento come un mio dovere quello di portare la testimonianza di tutta la comunità trentina e sudtirolese in un evento così significativo. Permettetemi di ringraziare tutti i sostenitori e i promotori di questa iniziativa. Il nostro pensiero va oggi dunque a tutti coloro che vissero questa tragedia e a tutte le vittime di quella guerra”.

Il direttore del Museo storico, Giuseppe Ferrandi ha ricordato quanto sia importante un evento come quello di Primiero per non dimenticare il passato, soprattutto alla luce degli eventi di cronaca di questi giorni, che richiamano periodi molto bui.

Dopo i discorsi delle autorità presenti, il Corpo musicale folcloristico di Primiero ha intonato le note dell’Inno europeo per la scopertura da parte di una giovane, di una lapide di ricordo dei reduci trentini, sulla torre civica di Fiera di Primiero.

Una memoria che rimarrà viva anche ai posteri, evidenziando la storia degli ex combattenti austro-ungarici di Primiero deportati nel campo di internamento ad Isernia nel 1918.

LA LAPIDE SULLA TORRE CIVICA – Particolarmente significativo il testo della lapide sulla Torre civica di Fiera di Primiero: “In memoria degli ex combattenti austro-ungarici di Primiero che qui radunati furono deportati nel campo di internamento di Isernia in Molise novembre 1918 – primavera 1919. Primiero ricorda riconoscente, marzo 2019”.

Nelle prossime settimane, si terrà anche un viaggio della memoria organizzato dagli Schuetzen di Primiero e della Valsugana – con altre cerimonie ufficiali a Isernia – per non dimenticare questa importante pagina di storia della comunità trentina.

A questo link la relazione storica sui “fatti di Isernia” inviata al Presidente della Repubblica

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Valsugana e Primiero

Levico Terme: presentata ieri la proposta di referendum sul Municipio

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Ieri, venerdì 20 settembre 2019, si è tenuta la conferenza stampa di Lega e Impegno per Levico dove i Consiglieri di minoranza hanno spiegato il motivo della richiesta di referendum consultivo per definire se i Cittadini vogliono che la sede del nuovo Municipio venga costruita al posto dell’ex cinema.

Presenti Cristian Libardi per la Lega, Tommaso Acler e Laura Uez per Impegno per Levico.

Ricordiamo che la precedente Giunta aveva stipulato un accordo con la PAT e con Patrimonio del Trentino S.p.a. che prevedeva lo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione del nuovo Municipio a fronte della cessione da parte del Comune di Levico dei fabbricati dell’ex polo scolastico ora ospitante uffici del Comune e associazioni.

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Detto accordo risulta scaduto a maggio 2019 come affermato dallo stesso Comune e da Patrimonio del Trentino S.p.a. nonostante il Sindaco Beretta e la sua Giunta insistano nel dichiarare che “l’operazione prosegue”.

Laura Uez, vicepresidente del Consiglio Comunale e Consigliere di Impegno per Levico ci dice: “proprio perché l’accordo scaduto dovrà essere riformulato intendiamo chiedere ai Cittadini se vogliono davvero che la nuova sede del Municipio venga costruita al posto del Cinema”; aggiunge anche che: “i Cittadini devono sapere che qualsiasi spesa al di fuori della cifra stanziata dalla PAT per la realizzazione dell’opera sarà a carico del Comune”.

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In parole povere se non dovessero bastare i milioni di euro previsti, il rimanente sarà preso dalle tasche dei Cittadini di Levico.

Anche Tommaso Acler interviene rimarcando che: “Latino, Consigliere del PD, ha già detto no al referendum ed è strano perché fu proprio il suo PD a portare in Consiglio Provinciale la legge che ne consente l’utilizzo; oltre questo lo stesso Statuto del Comune di Levico che Latino in qualità di Presidente del Consiglio Comunale dovrebbe conoscere bene, recita che il Comune riconosce il referendum come strumento di diretta partecipazione alle scelte politico amministrative dei Cittadini”.

In effetti è singolare la posizione del PD che dichiara spesso di voler fare politica con il popolo e poi nega al popolo di esprimersi liberamente.

Insomma della serie: «Il referendum sì ma solo se conviene a loro».

La posizione del PD si aggrava se pensiamo a ciò che è accaduto in occasione della nascita del nuovo Governo Nazionale per il quale è stato necessario attendere l’esito dell’espressione di parte del popolo attraverso un blog rappresentato da una insignificante minoranza di cittadini e sulla cui attendibilità per molti rimangono dei grossi dubbi.

Se questa è coerenza, se questa è serietà…Ma come sempre spetta ai lettori l’ardua sentenza e l’eventuale giudizio su chi fa scattare i valori e la democrazia ad orologeria e chi per gli avversari le leggi le applica in modo ferreo, mentre per gli «amici» le interpreta come meglio crede.

Non solo referendum alla conferenza stampa. Cristian Libardi, Lega, infatti annuncia che è stato chiesto anche l’annullamento di una delibera fatta dal Commissario Straordinario con la quale si adottava in via definitiva una variante al PGTIS riguardante proprio la questione Municipio.

Il TAR del Lazio n. 24 agosto 2018, n. 457 afferma:Il Commissario straordinario nominato in sostituzione degli organi di gestione ordinaria del Comune non è legittimato ad adottare varianti ai piani generali dell’ente, né ad operare altre scelte innovative di natura pianificatorio-territoriale, giacché la modifica dell’assetto urbanistico previsto dal piano regolatore generale non può che essere espressione di una volontà politica di rinnovamento nel territorio, sottratta alla gestione straordinaria del Comune”.

La settimana prossima durante il Consiglio Comunale sarà portata la richiesta di referendum al voto all’attenzione della maggioranza che dovrà esprimersi nel merito.

Pare però che da una prima sommaria analisi i Levicensi vogliano dire la loro sulla questione Municipio. Poi qualsiasi sia il risultato tutti si metteranno il cuore in pace, politici compresi naturalmente.

Stando a quanto dichiarato dai rappresentanti della maggioranza si presume che la richiesta sarà bocciata anche se qualche ripensamento dell’ultima ora potrebbe modificare il risultato.

Se la Giunta boccerà la richiesta delle minoranze sarà una sconfitta per i Cittadini indipendentemente dal loro credo politico e non certo per coloro che invece credono nel dialogo.

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Valsugana e Primiero

Trovato con il coltello nell’autovettura. Denunciato straniero residente a Borgo

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I militari della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, impegnati in servizi coordinati del territorio, disposti dal Comando Provinciale di Trento, hanno denunciato una persona per porto abusivo di coltello. Durante un servizio di controllo del territorio, una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri Borgo Valsugana notava alcuni giovani all’interno del “parco della pace”.

Insospettiti dal loro comportamento i militari procedevano a perquisizione rinvenendo su di uno dei giovani italiani 3 grammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, e nell’autovettura di un altro giovane, di nazionalità straniera, ma residente in zona, un coltello artigianale con lama di 10 cm.

Il giovane straniero detentore del coltello veniva accompagnato in caserma ove veniva sottoposto alle operazioni di routine e denunciato all’Autorità Giudiziaria di Trento.

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Valsugana e Primiero

Nuovo intervento del soccorso Alpino: 63 enne salvato sul Lagorai dopo una caduta

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Un uomo, un escursionista originario della provincia di Modena di  63 anni si è infortunato scivolando per circa 5 metri in un canale sulla cresta est di cima Cece (catena del Lagorai).

È stato lui stesso a lanciare l’allarme verso le 12.30 tramite l’Applicazione GeoResQ, poiché non era più in grado di proseguire in autonomia a causa dei traumi riportati nella caduta.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e l’equipe medica.

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Il ferito è stato quindi stabilizzato, imbarellato e imbarcato sul velivolo per il trasporto all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Non è stato necessario l’intervento dei quattro operatori della Stazione di Caoria, pronti in piazzola in caso di bisogno.

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