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Politica

Aggressione provincia: il centro sinistra perde il controllo e dimostra il suo vero volto

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Alla sinistra saltano i nervi e così facendo dimostra il suo vero volto.

L’obiettivo dei disordini di venerdì sera era chiaro: impedire il regolare svolgimento del convegno “Donne e uomini, solo stereotipi di genere o bellezza delle differenze?” al quale prendevano parte gli assessori Segnana e Bisesti.

Perché? Perché la sinistra “democratica” non accetta che si possano avere idee differenti dalle sue che sono le uniche giuste, praticabili e di elevato tasso scientifico e culturale.

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Insomma la sinistra – secondo i suoi illustri rappresentanti – è la verità assoluta.

Cosa hanno fatto venerdì sera?

Un “democratico” assalto al palazzo della Provincia e chi non è riuscito ad entrare dalla porta principale, lo ha fatto da quelle laterali e una volta dentro, i portatori della verità hanno lanciato slogan, offese e cercato di entrare nella sala della conferenza.

Ovviamente tutto all’insegna della democrazia.

Dopo le dichiarazioni a caldo con le quali si sono presi il centro della scena anche grazie ad una stampa accondiscendente che non aspetta altro che dare spazio agli esponenti della sinistra locale, hanno parato il colpo.

Poi però di fronte ad un fatto grave con precedenti solo da parte degli anarchici e con il rischio di vedersi accusare di una serie di reati che indubbiamente sono stati compiuti, è arrivata la farsa delle giustificazione per quanto è successo.

Si, perché il governatore del Trentino Maurizio Fugatti, che è uno che non si fa cento intimidire, ha già annunciato che denuncerà gli aggressori e quelli che hanno occupato il palazzo di piazza Dante.

Fra questi, oltre ai soliti noti, anche sindacalisti, politici del Pd e via dicendo.

Ma tranquilli che, partendo dal presupposto di essere portatori di verità, la sinistra è certa di essere creduta.

Per il centro sinistra trentino e vari e annessi pianetini, cespugli, sconosciute associazioni, anarchici e centri sociali, il convegno era una pagliacciata – come lo sono sempre le opinioni non allineate al pensiero sinistro – e quindi la reazione era giustificata. (pensate, si giustificano da soli, questa si che è vera democrazia)

Per Ghezzi «essere umano» e Sara Ferrari gli anarchici e i centri sociali non c’erano venerdì sera, e se ce ne fosse stato qualcuno, era li per caso.

È già, i presenti erano tutti insegnanti, studenti, maestre talmente ansiosi di partecipare al convegno che per colpa di chi ne impediva l’ingresso, sono stati costretti ad accedere da porte laterali che non erano aperte, quindi forzandole, ma chiariamo: sempre in nome della Democrazia, e ci mancherebbe.

Bene, se quelli che insultavano e diffamavano l’assessore all’istruzione con urla e grida all’uscita del palazzo della provincia erano degli educatori, hanno davvero dato un bel esempio.

I cartelli offensivi, gli striscioni ? Errori di gioventù.

La carica delle forze dell’ordine? Inutile perché una volta entrati nella sala dove si svolgeva la conferenza avrebbero ascoltato in silenzio le opinioni diverse dalle loro.

Dimenticandosi che un convegno aperto al pubblico, può essere anche chiuso per motivi di sicurezza.

Ma qualcosa non torna.

Si, perché vedere Ianeselli segretario della Cgil che da quando c’è la giunta di centro destra ha riscoperto la strada e le barricate come mai il sindacato aveva fatto nei decenni precedenti, è una novità.

E chiedere di incontrare il Questore per protestare per l’azione delle forze dell’ordine: non si caricano studenti, insegnanti, donne e cittadini che vogliono democraticamente prendere parte ad un convegno è un vero e proprio sprezzo del pericolo.

E che dire dell’essere umano Paolo Ghezzi? A disonorare il palazzo, secondo lui, non è stato chi lo ha invaso, quanto piuttosto gli organizzatori del convegno.

Il problema reale è che la sinistra non si capacita ancora di aver perso le elezioni; ce l’ha a morte con chi non l’ha votata e non accetta che la giunta di centro destra attui il programma elettorale e che i consensi siano in costante aumento.

Per la sinistra trentina è in arrivo un’altra tempesta, quella delle elezioni europee e nazionali nei collegi della Valsugana e di Trento di fine maggio.

Per lei potrebbe essere l’ennesima ecatombe e la probabile estinzione con buona pace della maggior parte dei Trentini. Ma chiariamo, sempre democraticamente però.

Sotto la protesta contro l’assessore Bisesti che secondo il centro sinistra sarebbe stata opera di professori, docenti universitari e maestre di scuola. 

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Politica

Bilancio preventivo 2019-2021: è muro contro muro tra maggioranza e minoranza

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Sono oltre 10.000 gli emendamenti che i consiglieri provinciali di Trento hanno depositato ieri a palazzo Trentini in corrispondenza del bilancio preventivo 2019-2021 della Provincia.

Un’alzata di scudi senza precedenti.

Una nota informa che le minoranze hanno presentato il maggior numero di emendamenti, principalmente a carattere ostruzionistico.

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Se maggioranza e minoranza non dovessero andare d’accordo si andrebbe verso un lungo braccio di ferro.

Per conoscere il dettaglio ripartito per gruppi bisogna aspettare il completamento delle procedure di verifica, in corso presso gli uffici competenti del Consiglio.

Nel frattempo si sa che il Patt ne ha presentati poco meno di 4.000, circa 600 il Movimento 5 Stelle, 1.600 Futura e 1.500 il Pd.

Per quanto riguarda i 5 Stelle lo scopo è reintrodurre le agevolazioni sull’addizionale regionale.

I Pentastellati chiedono che il sovrintendente scolastico sia  nominato dal consiglio provinciale con i due terzi dei componenti.

I 5 Stelle chiedono anche l’esenzione dalla tassa di soggiorno per i trentini che vanno in ferie in Trentino e che il costo delle aziende venga coperto fino al 70% per le aziende che iscrivono i propri dipendenti ai corsi di alta formazione professionale.

Gli emendamenti del partito democratico puntano invece sulla famiglia, scuola e cooperazione internazionale, mentre Futura si concentra maggiormente sugli aiuti alla famiglia (maggiori agevolazioni sulle tariffe degli asili nido e un calcolo dell’Icef che non tenga conto del reddito della madre).

Altri emendamenti riguardano il mantenimento del tedesco e dell’inglese nelle scuole.

In arrivo anche alcuni emendamenti della Lega, anche se saranno veramente pochi quelli che aggiungeranno proposte all’assestamento.

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Politica

La Lega esulta per la vittoria di Alessandro Savoi

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Alessandro Savoi rimane seduto al suo posto dentro il consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento.

È questo che ha sentenziato il consiglio di Stato che ha così metto una pietra tombale sulla questione avviata dal ricorso di Giacomo Bezzi dopo il risultato delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Ricorsi, esposti e contro ricorsi non sono serviti, i giudici del Consiglio di Stato infatti dopo un’attenta analisi hanno riconosciuto altri voti precedentemente non assegnati al candidato della Lega che quindi si è riportato in vantaggio sull’avversario. 

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Esulta la Lega che quindi vede rimanere inalterato il numero di consiglieri dentro il consiglio provinciale.

«Come Segretario e a nome di tutta la Lega Salvini Trentino esprimo massima soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata odierna, sentenza che finalmente rende giustizia al nostro Presidente dopo un iter processuale durato per mesi, ma che finalmente ha riconosciuto quanto da noi sempre ribadito. Una battaglia legale che ha visto il nostro Presidente guerriero ancora una volta in prima fila nel difendere quanto deciso dagli elettori» – Così il segretario della Lega Mirko Bisesti pochi minuti dopo aver avuto la notizia della vittoria del suo presidente

Felice anche il capogruppo Mara Dalzocchio: «Sono felice che la delegazione di rappresentanti della Lega Salvini Trentino possa ancora avvalersi della figura storica di Alessandro Savoi, nostro Presidente e figura storica della Lega in Trentino. Oggi si è dato ragione a chi effettivamente l’aveva. Ora, tutti insieme, affronteremo con maggior serenità le battaglie che la Lega si pone per portare quel cambiamento richiesto dai trentini lo scorso 21 ottobre».

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Politica

Cattura e uccisione lupi e orsi, la Consulta: “Legittime le leggi di Trento e Bolzano”

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Per la Corte costituzionale le leggi provinciali di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale abbattimento dei grandi predatori alpini sono legittime.

I due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome è stato esaminato in camera di consiglio ed è di oggi la conferma da parte della Consulta che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome“.

Si legge in una nota:”Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. 

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Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra“.

Il gruppo consiliare dell’UPT (Unione per il Trentino) ha chiesto nel frattempo che si lavori sulla norma di attuazione dello Statuto per il pieno affidamento alle due Province della gestione dei grandi carnivori.

L’iniziativa approderà presto in Consiglio provinciale per il mandato al Presidente in previsione dell’avvio dei lavori della Commissione dei 12.

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