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Trento

Disordini in provincia: dietro al lavoro «sporco» dei centri sociali quello che rimane della sinistra trentina

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Dopo quello che è accaduto ieri sera nei corridoi del palazzo della Provincia, la sinistra in tutte le sue variegate sfumature, non dovrà nemmeno perdere il tempo a prendere le distanze da un’azione di forza che aveva come unico scopo quello di impedire il regolare svolgimento del convegno “ Donne e uomini” dichiaratamente contrario alla teoria gender e che avrebbe trattato “ la bellezza e complementarietà dell’uomo e della donna”.

Il convegno era organizzato dall’assessorato alle Pari Opportunità con la partecipazione degli assessori Bisesti e Segnana.

“Dura contestazione di femministe, studenti e sindacato Cgil oggi al convegno sull’identità di genere organizzato dalla giunta provinciale e dall’assessore Segnana”

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Questo è un passo del lancio di ieri sera del quotidiano Adige che riporta nome e cognome di chi era presente.

Non si è  trattato di un presidio all’esterno del palazzo, ma di un’aggressione ad un convegno regolarmente autorizzato.

Al lato pratico il “ lavoro sporco” lo hanno fatto gli anarchici, ma il supporto lo hanno dato sinistra e sindacati.

La loro presenza fisica ha di fatto coperto l’azione anarchica, ha intralciato l’intervento delle Forze dell’Ordine contribuendo a creare quel caos utile all’azione.

Si è così venuto a creare un’asse tra tra le forze di sinistra tradizionale, sindacati, centri sociali e anarchici.

Sarà interessante sentire che spiegazione daranno dell’aggressione.

Quello di eri sera è stato un atto gravissimo che le forze di sinistra non potranno nemmeno condannare, perché lo hanno compiuto in prima persona.

Però, ci sono già i primi tentativi di giustificazione: gli agenti in assetto antisommossa avrebbero bloccato l’ingresso alle persone dichiaratamente – striscioni e cartelloni parlavano da soli – contrari al convegno. Per Ghezzi di Futura rivolto ai manifestanti“ ‘non siete stati certo voi a disonorare questo palazzo, ma sono stati altri”.

Sulla pagina facebook Sara Ferrari definisce «giovani inermi» i centri sociali e gli anarchici che forzano il cordone di polizia per entrare con la forza nel palazzo della provincia.

Claudio Cia aggredito verbalmente dai sindacati e solo per essere davanti al portone della provincia.

«Nel momento di maggiore tensione un personaggio vicino ai sindacati mi ha elegantemente apostrofato così: “Invece di farti le seghe in Consiglio provinciale, prendi posizione contro sta roba!”. Diciamolo chiaramente: chi non rispetta la libertà della persona, anche di fronte ad eventi che non sono di suo gradimento, non si può certo dire “democratico”, semmai una m…(omissis) con la differenza che quest’ultima serve a concimare e rivitalizzare la terra in primavera, mentre questi personaggi non servono a nulla» – Scrive il consigliere provinciale sulla sua pagina facebook

Un Cia che replica al segretario della Cgil Ianeselli: «Dice il falso quando afferma che non sono stato provocato. Inoltre io non ho “gridato ai quattro venti”… ma la mia reazione era indirizzata esclusivamente a chi mi aveva provocato».

Come al solito la sinistra ha sempre ragione, anche quando a nome di quel senso di democrazia che le è tanto caro, avrebbe voluto come minimo togliere la parola a chi democraticamente avrebbe avuto il diritto di esprimere la propria opinione e in considerazione della situazione che si era venuta a creare, nessuno dei “democratici” si sarebbe tirato indietro a menare le mani.

Il problema è che il reato oggi è parlare di famiglia e sessualità tradizionale.

La sinistra lo vieta, imbarazza il Vaticano col papa in prima persona e chi lo fa è omofobo, razzista ed a seguire una lista infinita di epiteti vari.

Probabilmente quello che è successo ieri sera in Provincia andrà in replica il prossimo fine settimana quando Verona ospiterà il Congresso Mondiale della Famiglia.

Ma l’idea di democrazia per la sinistra, i sindacati, centri sociali e anarchici è molto semplice: a poter essere espresse sono unicamente le loro idee.

A chi ne ha altre va tappata la bocca.

Democraticamente è ovvio, proprio com’è successo venerdì sera con una manifestazione che non era nemmeno autorizzata.

Per la sinistra trentina una pagina triste che ormai sancisce la sua lenta ed inesorabile fine.

Un autogol clamoroso che dimostra la poca visione politica di una classe dirigente che in Trentino è ormai alla frutta.

Bravo invece l’assessore Mirko Bisesti ad uscire dalla porta principale seppur scortato dalla Polizia.

Davanti a lui 30 ragazzini esaltati, confusi, e guidati dalla mano nascosta del centro sinistra, dietro di lui invece il grande consenso del voto del 4 marzo e del 21 ottobre 2018.

Un segnale forte e coraggioso di chi non ha paura di esprimere le proprie idee, democraticamente, e grazie soprattutto all’enorme consenso del popolo Trentino e nazionale.

Perché se a qualcuno fosse sfuggito, in Italia e in democrazia governa chi vince.

Per saperne qualcosa telefonate a Renzi, Gentiloni, Lorenzo Dellai e Ugo Rossi  

 

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Trento

La trentina Energy fornisce al mercato ortofrutticolo di Bologna il sistema di accumulo e scambio sul posto industriale più grande d’Italia

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Il mercato ortofrutticolo di Bologna si fa green e si dota del più grande impianto di storage per autoconsumo industriale d’Italia.

A fornirlo, in cordata con altre imprese del settore, la trentina Energy, nata e cresciuta in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo.

Nello specifico Energy ha progettato e installato la tecnologia di accumulo che permetterà di consumare durante le ore di buio l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici durante il giorno.

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Ciò è particolarmente funzionale alle esigenze del mercato ortofrutticolo, il cui fabbisogno energetico notturno è particolarmente elevato a causa degli orari di carico-scarico della merce. Significativo, oltre al positivo impatto sull’ambiente, anche il risparmio in bolletta, circa 23 mila euro, per il consorzio ortofrutticolo.

C’è anche la trentina Energy nella cordata di aziende green-tech che hanno da poco ultimato la realizzazione del più grande impianto di storage per autoconsumo d’Italia presso il Centro Agroalimentare di Bologna, in sigla CAAB.

L’impresa, nata nel 2013 in Progetto Manifattura, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo a Rovereto, si è occupata nello specifico di progettare ed installare il sistema di accumulo, ovvero un serbatoio interconnesso dove immagazzinare l’energia generata dai pannelli stessi, per poterla poi riutilizzare quando il sole non c’è.

“La necessità di dotare l’impianto di un sistema di storage – spiega Davide Tinazzi, fondatore di Energy – emerge dalle caratteristiche stesse delle attività tipiche di un mercato di tali dimensioni, che prevedono una forte concentrazione dei consumi elettrici nelle ore notturne per l’illuminazione durante le operazioni di carico-scarico di frutta e ortaggi”.

Il progetto di efficientamento energetico del Centro Agroalimentare, di cui fa parte anche FICO- Eataly World, è stato coordinato da REA-Reliable Energy Advisors ed ha portato all’installazione di una copertura fotovoltaica con una potenza di 450 kWp, abbinata a un innovativo impianto di accumulo dell’energia che permetterà attraverso l’applicazione del time shift di auto consumare nelle ore di buio una parte significativa dell’energia prodotta in quelle di luce.

L’impianto alimenta inoltre due colonnine per la ricarica di veicoli elettrici in grado di servire fino a tre auto contemporaneamente.

In questo modo, d’ora in poi, tutte le utenze del mercato ortofrutticolo saranno servite in regime di autoconsumo con scambio sul posto, con importanti benefici per l’ambiente ed un notevole risparmio in bolletta per il CAAB, stimato in circa 23 mila euro l’anno.

Nello specifico, Energy ha fornito al progetto la tecnologia di storage, che si compone di inverter ibridi in grado di integrare al proprio interno sia le funzioni di inverter che quelle di accumulo.

Gli inverter dell’impresa trentina sono inoltre dotati di un innovativo software di “inseguimento” della curva di carico, che permette di ottimizzare l’utilizzo dell’energia accumulata all’interno delle batterie dei pannelli fotovoltaici.

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Trento

Camion e autovettura bloccati dentro la galleria dei crozi

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Si sono improvvisamente fermati nella galleria dei Crozi, pochi minuti uno dall’altro.

Stavano procedendo in direzione Bassano quando il camion di è fermato sulla destra della carreggiata e la Panda sulla sinistra. La presenza dei due mezzi fermi in galleria rende la percorribilità molto pericolosa

La manovra ha provocato subito gravi rallentamenti in una giornata funesta per la viabilità del capoluogo e zone limitrofe.

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Trento

Roberto Dei Giudici starebbe andando in Francia

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Roberto dei Giudici, il 35 enne trentino scomparso da stamane alle 5.30 sarebbe vicino al confine Francese. 

Le forze dell’ordine l’avevano individuato stamane dopo le 8.00 alla stazione di Verona, ma non sapevano ancora della sua scomparsa.

Alcune ore più tardi saputo che era la persona cercata sono tornati alla stazione per verificare la destinazione del suo biglietto.

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Roberto sarebbe quindi in viaggio verso la Francia.

Non è ben chiaro il perché di questa scelta, visto che in Francia non ha ne parenti ne amici.

Ma c’è un ipotesi: nei giorni scorsi sul suo cellulare avrebbe cercato più volte notizie sulla legione straniera francese.

Ricordiamo che insieme a quella spagnola, la legione francese è l’unica rimasta

Roberto era  uscito da casa alle 5.30 del mattino e dopo mezz’ora ha lasciato la macchina nel piazzale di via Rienza a Gardolo dove risiede la ex moglie insieme ai figli.

Dentro la sua macchina era stato trovato il suo cellulare.

Roberto aveva messo la chiave dell’autovettura nella bussola delle lettere della sua ex moglie lasciando anche due lettere, una per la sua ex moglie ed una per i figli. 

Da quel momento Roberto è scomparso nel nulla. 

Se qualcuno ha delle informazioni telefoni a questo numero 3459964354

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