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Trento

A Trento striscioni per ricordare il centenario della nascita dei «Fasci Italiani di Combattimento»

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Quella di sabato è stata una notte in bianco per chi ha deciso di trascorrerla ad attaccare manifesti e striscioni.

In Via Innsbruck sulla recinzione dell’area occupata da Trentino Trasporti il sindacato U.S.B. (Unione Sindacale di Base) ne ha esposti tre che esprimevano altrettanti concetti che dovrebbero essere alla base sia del lavoro che della società: + Diritti, Stop ai privilegi e + Dignità.

In Lung’Adige Braille invece, è stato posto da ignoti un lungo striscione con scritto: “ Noi riconquisteremo tutto come tanti anni fa” 1919 – 2019 a firma con un Fascio Littorio stilizzato.

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Lo striscione è stato tolto solo alle 15.oo del pomeriggio dalla polizia locale

La notte precedente nella zona di Via Fogazzaro, ma in molte altre città d’Italia è comparso un manifesto con una grafica in stile fumetto con la scritta “ 100 anni di Giovinezza”.

Oggi ricorre il centenario di fondazione dei fasci di Combattimento fondati da Benito Mussolini che si presentavano con un programma rivoluzionario: giornata lavorativa di 8 ore; minimo salariale; ingresso dei lavoratori nella gestione delle industrie e dei servizi pubblici; tassa patrimoniale progressiva sui grandi capitali; sequestro dei beni delle congregazioni religiose e laicità della scuola pubblica.

Alcune di queste proposte si trasformarono poi in leggi e in diritti acquisiti dei lavoratori.

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Fascisti lo diventarono dopo, perché all’epoca erano di ispirazione socialista o meglio ancora “ ne di destra ne di sinistra” come scriveva allora Mussolini.

Il contesto non era dei più facili per collocarsi politicamente.

A sinistra il Psi nelle elezioni del ‘19 aveva ottenuto il 32% dei voti, lasciando ben poco spazio agli avversari.

La classe dirigente liberale era collassata e ci vollero ancora due anni prima che i Fasci di Combattimento trovassero una loro collocazione politica.

Curioso quello che disse Lenin quando anni dopo ricevette a Mosca una delegazione del Partito Socialista: “ In Italia c’è un solo socialista che poteva fare la rivoluzione, Mussolini, ma ve lo siete lasciati scappare”.

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Trento

Una mozione per intitolare il Centro di Protonterapia di Trento al suo ideatore, il Prof. Renzo Leonardi

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Renzo Leonardi, scienziato, docente e fondatore del Centro europeo di fisica nucleare teorica a Trento è scomparso a luglio 2019 all’età di 79 anni.

Il professor Renzo Leonardi nato a Tuenno è stato colui che ha progettato il centro di protonterapia a Trento.

Il Centro, nato – primo in Italia – nell’ottobre 2014, ha già curato centinaia di pazienti e rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama della sanità italiana ed europea.

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Inoltre, grazie ad una linea fissa di protoni che si aggiunge alle due linee dedicate ai trattamenti clinici, il Centro è stato pensato ed opera anche come infrastruttura di ricerca nazionale e internazionale, sostenuta da diversi enti, tra i quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il Prof. Renzo Leonardi, che questa struttura ha ideato, progettato e realizzato, e che ad essa ha dedicato parte della sua vita, è stato giustamente appellato come “Padre” della Protonterapia di Trento

Oltre che un grande scienziato, il professore emerito dell’Ateneo trentino conosciuto in tutta Europa, era uno dei massimi esperti di arte fiamminga e negli ultimi tempi si stava dedicando alla scrittura di un volume su Leonardo Da Vinci.

Membro del Laboratorio culturale noneso nato nel 2003 su iniziativa dell’allora Comune di Tuenno in collaborazione con alcune personalità del mondo accademico trentino, Renzo Leonardi era intervenuto in qualità di relatore in occasione di cinque edizioni della tradizionale settimana di studio autunnale.

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Scienziato di riconosciuto livello mondiale, si è dedicato con caparbietà e intelligenza a questo disegno di reale crescita del Territorio, con il coinvolgimento di grandi capacità, di altri scienziati e premi Nobel.

Il suo è stato un impegno straordinario, giocato sul più elevato livello teorico, poi calato sulla concreta attuazione dei suoi grandi sogni, a beneficio di una Comunità che egli ha sempre voluto immaginare priva di confini.

Il professor Renzo Leonardi ha lasciato la moglie Anna Maria e i figli Antonio e Alessandra

Proprio perché il suo ricordo sia sempre vivo e non solo nel cuore delle persone che gli hanno voluto bene e come segno di riconoscenza nei sui confronti i consiglieri comunali della Lega hanno presentato un mozione al Sindaco Andreatta dove chiedono che si attivi la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda Sanitaria e l’Università affinché, «come primo segnale di stima, riconoscenza e doverosa memoria, il Centro di Protonterapia di Trento sia intitolato al nostro illustre concittadino, il Prof. Renzo Leonardi».

La mozione è stata redatta con il consenso della famiglia dello scienziato e pare che il governatore Fugatti, già preventivamente avvisato, abbia dato parere favorevole in caso di risposta positiva della giunta Andreatta

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Trento

Urla e minacce, straniero dà in escandescenza in Cristo Re

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Episodio concitato verso le 19.00 nei pressi del parco Braille nel quartiere di Cristo Re. 

Un giovane dall’apparente età di 30 anni indonesiano ha dato completamente in escandescenza cominciando ad urlare frasi sconnesse alzando le mani verso il cielo.

Il giovane, il cui passo appariva molto incerto, si è aggirato per alcuni minuti nelle via Pancheri e Moggioli. 

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Molte le persone che incrociandolo si sono spaventate e sono fuggite a gambe levate.

Io straniero ha fermato anche due macchine minacciando e inveendo contro i conducenti che sono fuggiti evitando il contatto. 

Numerosi residenti hanno assistito alla scena sui poggioli delle proprie case attirati dalle grida dell’uomo. Poi qualcuno ha allertato il 112 e i Carabinieri si sono messi sulle tracce del giovane.

 

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Trento

La sezione di Trento dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato festeggia il 40° anniversario di fondazione

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Compleanno da ricordare per la Sezione A.N.P.S. di Trento che, in occasione della celebrazione del 40° anniversario della sua fondazione, ha organizzato nella mattinata di ieri, giovedì 19 settembre, nella propria sede di Via F.lli Perini, il 5° Raduno dei componenti della 4° Compagnia del 2° Reparto celere di Padova, che nella metà degli anni 70 era distaccata a Trento. (altro…)

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