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Trento

Ospedale Santa Chiara di Trento: in pronto soccorso 260 accessi al giorno

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Continua il giro visite negli ospedali del Trentino del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana che, in mattinata, si sono recati all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Ad accogliere gli amministratori il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon, il direttore dell’integrazione socio sanitaria Enrico Nava, il direttore del Servizio ospedaliero provinciale Giovanni M. Guarrera e il direttore della direzione medica Mario Grattarola.

Dopo un breve giro in alcuni reparti Presidente e Assessore hanno incontrato in auditorium i responsabili delle unità operative e dei servizi dell’ospedale.

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«Siamo qui per testimoniare l’attenzione della Giunta provinciale – ha esordito il presidente Fugatti – che, pur avendo a cuore le realtà di Valle, è perfettamente consapevole dell’importanza di un’unità centrale, che con la professionalità di chi ci lavora, le tecnologie, le specializzazioni e l’esperienza di cui dispone è il fulcro del nostro sistema sanitario».

«Vogliamo continuare a confrontarci – ha aggiunto l’assessore Segnana – come già stiamo facendo con i vertici dell’Azienda e per questo nei prossimi mesi metteremo in agenda altri incontri perché vedere dal vivo l’ambiente in cui fate il vostro lavoro ci aiuta nel momento in cui si tratta di prendere delle decisioni».

L’occasione è servita per porre l’accento sui problemi più pressanti.

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Tra questi la logistica del Santa Chiara («Confidiamo che la vera soluzione arrivi una volta concluso il bando per il nuovo ospedale» ha detto Fugatti) alla cronica carenza di professionisti di cui soffre tutto il sistema nazionale («Conosciamo l’impegno dell’Azienda – ha aggiunto ancora il presidente – ma occorre puntare sull’eccellenza delle nostre strutture per esercitare una certa attrazione su nuovi professionisti»).

Il direttore della direzione medica Mario Grattarola ha illustrato alcuni dati riferiti all’ospedale principale della provincia: «Il Santa Chiara è un ospedale di riferimento di secondo livello con 661 posti letto tra ordinari e day hospital e 38 strutture complesse. In questo ospedale lavorano professionisti afferenti a tutte le specialità per un totale di 2.725 dipendenti di cui 38 primari, 496 medici, 944 infermieri, 74 ostetriche, circa 225 persone tra personale tecnico sanitario e della riabilitazione, 404 operatori socio sanitari e operatori tecnici dell’assistenza oltre a 220 amministrativi. Un ospedale in cui in un giorno qualsiasi della settimana lavorano più di 1.800 persone che servono a far funzionare il Santa Chiara, ogni giorno sono circa 500 i pazienti presenti (esclusi i day hospital) in ospedale con una degenza media di 5 giorni.

Nel 2018 sono stati circa 35.220 i ricoveri e oltre 93.600 il numero di accessi al Pronto soccorso, corrispondenti a una media di 260 accessi giornalieri, 2.348 il numero di parti e 2.396 i nati, più di 17 mila le procedure chirurgiche e più di 456 mila le prestazioni ambulatoriali con 3 milioni e 200 mila prestazioni di laboratorio».

«L’ospedale di Trento – ha evidenziato il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon – con le sue specialità e professionisti è la struttura hub che all’interno della rete ospedaliera permette di assistere i pazienti con le patologie più complesse dove il fattore tempo e la casistica fanno la differenza. Un presidio che è da una parte ospedale di primo livello per i residenti nel capoluogo e, dall’altra, ospedale di secondo livello e quindi di riferimento per tutti cittadini trentini che necessitano di cure ad alta intensità dove sono concentrate funzioni legate non solo all’emergenza urgenza ma anche a specialità multizonali nell’interesse dell’intero sistema provinciale».

«Una storia di eccellenza – ha proseguito Bordon – dal punto di vista dei risultati conseguiti in questi anni, pur con le criticità dovute alle difficoltà logistiche, riconosciuta anche da soggetti terzi, non a caso siamo l’unica struttura pubblica che si è sottoposta per cinque volte al ciclo di accreditamento volontario di eccellenza della Joint Commission International questo è un motivo di soddisfazione per noi e per questa comunità di operatori che può ritenersi attrattiva anche per professionisti provenienti da altre realtà italiane».

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Trento

Federazione, si dimette il vicepresidente Marco Misconel

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“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo.  “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”. Misconel era stato eletto vicepresidente nel giugno del 2018 e consigliere del fondo comune delle casse rurali trentine il 25 ottobre 2019

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Nomina del 08/06/2018

 

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sulla tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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