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Trento

Verso il 22 marzo: tra Del Poggetto e Poggio non c’è partita

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Da sinistra: Barbara Poggio e Maria Cristina Del Poggetto

Da giorni il quotidiano on line, megafono dei centri sociali e di quello che rimane del PD Trentino ospita le invettive del suo direttore e di svariati personaggi della sinistra contro l’evento del 22 marzo, intitolato «Donne e uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?»

Le accuse sono molteplici, in perfetto stile ideologico: “chi sono, gli altri, per avere diritto di parola? La patente per poter parlare la diamo noi!”.

Per anni la Provincia, tramite l’assessore Sara Ferrari, ha propinato a tutti, in tutte le salse, senza mai un dibattito, una ben precisa visione del rapporto maschio-femmina; ha propagandato l’utero in affitto, ha dato uno spazio incredibile al mondo Lgbt, da cui evidentemente attinge non pochi voti, dimenticando del tutto ogni altra realtà pro vita e famiglia…

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Ed ora, l’immancabile Sara Ferrari, l’Arcigay, Paolo Ghezzi eccetera eccetera, vorrebbero che la nuova amministrazione non abbia una sua visione, e che l’assessore Segnana si adegui ad obbedire ai loro diktat.

Che governino, o meno, devono comandare sempre gli stessi, deve risuonare sempre la medesima musica, altrimenti comincia la canea urlante e delegittimante.

Per fortuna, la democrazia dell’alternanza è un’altra cosa, e chi sino a ieri non ha mai avuto diritto di parola, alcuna possibilità di accedere allo spazio pubblico, da oggi speriamo possa farlo.

L’altra accusa che rimpalla di bocca in bocca, rilanciata soprattutto da Barbara Poggio, sociologa dell’Università di Trento, è la seguente: gli oratori del 22 marzo sarebbero persone senza arte ne parte, senza titoli accademici. Mica come lei!

Di fronte a tanta, ingiustificata spocchia, verrebbe da ricordare alla professoressisima Poggio almeno tre cosette.

La prima è che la sua assidua frequentazione con certe realtà, come l’Arcigay, la rende molto meno neutrale, credibile e super partes di quello che lei cerca di far credere.

La seconda è che al mondo non esistono solo gli accademici come lei: vi sono medici, magistrati, avvocati, teologi ecc… che non insegnano in Università, ma non per questo appartengono ad un mondo di “inferiori”, non legittimato a parlare perchè privo del bollino di qualità concesso dall’accademica Poggio!

La terza è che le due donne relatrici, verso cui l’esimia professoressa lancia i suoi strali, con ben poca solidarietà femminile, hanno tutte le carte in regola, anche più di lei, per parlare (per non dire nulla, per pietà, dei titoli a riguardo di Paolo Ghezzi e Sara Ferrari!)

Maristella Paiar, infatti, è un avvocato, e non risulta che il suo titolo valga meno della laurea in sociologia; inoltre il suo libro sul femminicidio è stato presentato, meno di due anni fa, presso il Liceo Classico Prati, con introduzione dell’allora assessore Sara Ferrari. (vedi locandina sopra, in fondo a destra)

Viene da chiedersi: l’avvocato Paiar va bene, ha tutte le carte in regola, se parla presente l’assessore Ferrari, ma non va più bene se al posto della pasionaria del Pd, vi è un altro assessore, sempre donna, come Stefania Segnana?

Quanto al Maria Cristina Del Poggetto, è il caso di dirlo: prof. Poggio, questa volta la ha fatta proprio fuori dal vaso.

Tra Del Poggetto e Poggio, a parlare di identità maschile e femminile, cioè di un tema che ha implicazioni biologiche, mediche e psicologiche, non c’è partita.

Perchè, se proprio dobbiamo stare ai titoli di studio (concezione perversa cui ci costringe l’ottica poggiolesca), la laurea in sociologia della Poggio non può neppure competere, scientificamente parlando, con i titoli della deprecata oratrice (con esperienza accademica anch’essa).

La Del Poggetto, infatti, oltre a possedere una laurea in Medicina e Chirurgia, una Specializzata in Psichiatria con lode presso l’Università degli studi di Pisa (forse la più prestigiosa in Italia, in questo campo), ed una Specializzata in Psicoterapia ad Indirizzo Sistemico-Relazionale, e oltre ad essere referente scientifico per l’area psichiatrica dell’Associazione Medico-Scientifica Promed Galileo, è stata co- docente all’IPR di Pisa (2006-1010) e Segretario-tesoriere della SIPR (dal 2008-2012), cioè la Società Italiana di Psicoterapia Relazionale.

La Poggio e gli amici Ghezzi, Tonini, Ferrari, insieme a direttori vari di quotidiani piombati in disgrazia dopo il 21 ottobre, ecc ecc… facciano uno sforzo: siano più tolleranti, più aperti al confronto, più umili (c’è persino gente più titolata di loro, al mondo, ma la vita può essere bella lo stesso) e per una volta vengano a sentire un’altra campana.

Fino ad oggi non ne hanno mai avuto occasione…

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Trento

La trentina Energy fornisce al mercato ortofrutticolo di Bologna il sistema di accumulo e scambio sul posto industriale più grande d’Italia

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Il mercato ortofrutticolo di Bologna si fa green e si dota del più grande impianto di storage per autoconsumo industriale d’Italia.

A fornirlo, in cordata con altre imprese del settore, la trentina Energy, nata e cresciuta in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo.

Nello specifico Energy ha progettato e installato la tecnologia di accumulo che permetterà di consumare durante le ore di buio l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici durante il giorno.

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Ciò è particolarmente funzionale alle esigenze del mercato ortofrutticolo, il cui fabbisogno energetico notturno è particolarmente elevato a causa degli orari di carico-scarico della merce. Significativo, oltre al positivo impatto sull’ambiente, anche il risparmio in bolletta, circa 23 mila euro, per il consorzio ortofrutticolo.

C’è anche la trentina Energy nella cordata di aziende green-tech che hanno da poco ultimato la realizzazione del più grande impianto di storage per autoconsumo d’Italia presso il Centro Agroalimentare di Bologna, in sigla CAAB.

L’impresa, nata nel 2013 in Progetto Manifattura, l’hub della green economy di Trentino Sviluppo a Rovereto, si è occupata nello specifico di progettare ed installare il sistema di accumulo, ovvero un serbatoio interconnesso dove immagazzinare l’energia generata dai pannelli stessi, per poterla poi riutilizzare quando il sole non c’è.

“La necessità di dotare l’impianto di un sistema di storage – spiega Davide Tinazzi, fondatore di Energy – emerge dalle caratteristiche stesse delle attività tipiche di un mercato di tali dimensioni, che prevedono una forte concentrazione dei consumi elettrici nelle ore notturne per l’illuminazione durante le operazioni di carico-scarico di frutta e ortaggi”.

Il progetto di efficientamento energetico del Centro Agroalimentare, di cui fa parte anche FICO- Eataly World, è stato coordinato da REA-Reliable Energy Advisors ed ha portato all’installazione di una copertura fotovoltaica con una potenza di 450 kWp, abbinata a un innovativo impianto di accumulo dell’energia che permetterà attraverso l’applicazione del time shift di auto consumare nelle ore di buio una parte significativa dell’energia prodotta in quelle di luce.

L’impianto alimenta inoltre due colonnine per la ricarica di veicoli elettrici in grado di servire fino a tre auto contemporaneamente.

In questo modo, d’ora in poi, tutte le utenze del mercato ortofrutticolo saranno servite in regime di autoconsumo con scambio sul posto, con importanti benefici per l’ambiente ed un notevole risparmio in bolletta per il CAAB, stimato in circa 23 mila euro l’anno.

Nello specifico, Energy ha fornito al progetto la tecnologia di storage, che si compone di inverter ibridi in grado di integrare al proprio interno sia le funzioni di inverter che quelle di accumulo.

Gli inverter dell’impresa trentina sono inoltre dotati di un innovativo software di “inseguimento” della curva di carico, che permette di ottimizzare l’utilizzo dell’energia accumulata all’interno delle batterie dei pannelli fotovoltaici.

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Trento

Camion e autovettura bloccati dentro la galleria dei crozi

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Si sono improvvisamente fermati nella galleria dei Crozi, pochi minuti uno dall’altro.

Stavano procedendo in direzione Bassano quando il camion di è fermato sulla destra della carreggiata e la Panda sulla sinistra. La presenza dei due mezzi fermi in galleria rende la percorribilità molto pericolosa

La manovra ha provocato subito gravi rallentamenti in una giornata funesta per la viabilità del capoluogo e zone limitrofe.

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Trento

Roberto Dei Giudici starebbe andando in Francia

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Roberto dei Giudici, il 35 enne trentino scomparso da stamane alle 5.30 sarebbe vicino al confine Francese. 

Le forze dell’ordine l’avevano individuato stamane dopo le 8.00 alla stazione di Verona, ma non sapevano ancora della sua scomparsa.

Alcune ore più tardi saputo che era la persona cercata sono tornati alla stazione per verificare la destinazione del suo biglietto.

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Roberto sarebbe quindi in viaggio verso la Francia.

Non è ben chiaro il perché di questa scelta, visto che in Francia non ha ne parenti ne amici.

Ma c’è un ipotesi: nei giorni scorsi sul suo cellulare avrebbe cercato più volte notizie sulla legione straniera francese.

Ricordiamo che insieme a quella spagnola, la legione francese è l’unica rimasta

Roberto era  uscito da casa alle 5.30 del mattino e dopo mezz’ora ha lasciato la macchina nel piazzale di via Rienza a Gardolo dove risiede la ex moglie insieme ai figli.

Dentro la sua macchina era stato trovato il suo cellulare.

Roberto aveva messo la chiave dell’autovettura nella bussola delle lettere della sua ex moglie lasciando anche due lettere, una per la sua ex moglie ed una per i figli. 

Da quel momento Roberto è scomparso nel nulla. 

Se qualcuno ha delle informazioni telefoni a questo numero 3459964354

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