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Piana Rotaliana

A Mezzocorona tutti gli aspetti della violenza in famiglia che non coinvolge solo le donne

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Venerdì 15 Marzo alla Biblioteca Comunale di Mezzocorona è stato affrontato un argomento antico e purtroppo sempre attuale, quale quello della violenza in famiglia.

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Acat Paganella Cembra Rotaliana in collaborazione con il Comune di Mezzocorona e la Comunità Rotaliana Königsberg.

«Ringraziamo non solo il Sindaco Mattia Hauser per aver promosso e sostenuto l’evento, – sottolinea l’organizzazione dell’evento –  ma anche l’Assessore con competenze alle Attività culturali, Istruzione e Sanità Monica Bacca, presente all’evento, l’Assessore con competenze alle Attività economiche, alle Politiche del lavoro, alle Politiche giovanili e alle Attività Socio Assistenziali Monika Furlan che ha aperto la serata e il Vice Presidente della Comunità Rotaliana Königsberg Gabriella Pedroni che ha sottolineato come, ancora oggi, sia difficile per le donne, non solo denunciare, ma anche solo parlare della violenza subita. Ringraziamo infine e non da ultimo il Presidente dell’Associazione Acat Giorgio Varignani per l’organizzazione e la voglia di approfondire e riflettere su questa importante tematica».

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Un ringraziamento va fatto anche a tutte le persone presenti che hanno partecipato con domande e riflessioni davvero molto interessanti.

Durante la serata i due relatori, l’Avvocato Roberto Perghem e la Dottoressa Marica Malagutti hanno affrontato non solo la violenza che subiscono le donne, ma anche la sofferenza che vivono gli uomini manipolati e tiranneggiati dalle donne e il dolore che vivono i figli in queste situazioni.

Ma che cos’è la violenza?

La violenza si può definire come forza impetuosa e incontrollata, come quell’azione volontaria esercitata da un soggetto verso un altro in modo da portarlo ad agire contro la sua volontà.

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Nello specifico la violenza psicologica consiste nell’utilizzare parole, minacce, intimidazioni per aggredire e obbligare gli altri ad agire contro la loro volontà.

Di questi tempi l’uomo viene tiranneggiato dalla donna soprattutto durante la separazione e gli strumenti di guerra sono in genere i soldi, ma purtroppo anche i figli che in questo caso diventano a loro volta delle vittime.

Quello che prima era l’uomo amato e da amare diventa ora semplicemente l’ex che non ha mai fatto niente né per lei né per il figlio.

L’uomo che prima era definito ideale diventa qualcosa da eliminare con tutti mezzi distorcendo anche la realtà a proprio uso e consumo coinvolgendo parenti, amici, ma anche insegnanti, medici e operatori dei vari servizi a cui la famiglia o semplicemente la signora si era rivolta.

Importante è sapere che chi subisce ed è indebolito da maltrattamenti psicologici, donna o uomo che sia, cerca di isolarsi o meglio viene isolato dal proprio aggressore, sviluppa un forte bisogno di approvazione ed arriva spesso a provare una rabbia sotterranea che logora e difficilmente si manifesta in modo aperto.

I sintomi possono essere vari, ma i più comuni sembrano essere disturbi del sonno e dell’ansia in generale.

Nella famiglia esistono diversi tipi di violenza che a volte sono interconnessi tra loro, ma ancora emerge dalla stampa e dalla TV che le donne purtroppo sono le vittime protagoniste della violenza.

Nell’ultimo anno infatti si sono contate più di 100 femminicidi, circa uno ogni 72 ore, che tuttavia risulta il 7% in meno rispetto all’anno precedente.

Quindi la buona notizia è che siamo sulla strada giusta anche se vi è molto ancora da fare per evitare violenza e uccisioni che creano solo immenso dolore.

Ma come fare per uscire dal circuito della violenza quando non è ancora troppo tardi e si è costretto a chiedere aiuto?

Quando ci si accorge che qualcosa non va nella coppia e il mondo comincia restringersi sentendosi privi della propria libertà forse è meglio ritrovare le proprie passioni, riprendere contatti con le persone a cui si vuole bene, ma non si frequenta più per “amore dell’altro”, fare sport in modo regolare e soprattutto pensare che se si sbaglia non deve essere e diventare un dramma.

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Piana Rotaliana

Inaugurato il Giardino dei Ciucioi a Lavis con il presidente Fugatti

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C’era anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, oggi nel tardo pomeriggio, all’inaugurazione del Giardino Bortolotti a Lavis, più comunemente noto come Giardino dei Ciucioi, accanto agli amministratori della Rotaliana e al sindaco Andrea Brugnara. “Tommaso Bortolotti fu davvero un precursore – ha commentato Fugatti – un appassionato di botanica che quasi duecento anni fa ha realizzato un complesso straordinario, che ora, dopo un lungo e accurato intervento di restauro, restituiamo alla comunità”.

Il complesso si lega al nome di Tommaso Bortolotti (1796-1872), uomo colto con competenze tecniche e scientifiche e appassionato di botanica, che ha dedicato gran parte della sua vita alla realizzazione del proprio giardino, iniziato negli anni Trenta del XIX secolo su preesistenti terrazzamenti utilizzati come orto, e arricchito negli anni con numerosi interventi di architettura. Oggi all’inaugurazione vi era una vera e propria folla, per visitare questo straordinario unicum botanico e architettonico del Trentino.

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Piana Rotaliana

Ospedale di Mezzolombardo: partite le cure intermedie

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“Le cure intermedie sono già partite in settimana ed entro la fine della prossima saranno occupati tutti i 12 posti letto messi a disposizione, che ospiteranno i pazienti dimessi dai reparti. Pazienti colpiti da episodi acuti che necessitano di assistenza costante in ambiente protetto”. Così l’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, in relazione ad un articolo di giornale uscito oggi sul presidio Ospedaliero di Mezzolombardo.

“Per quel che riguarda l’inaugurazione ufficiale del presidio – aggiunge Segnana – posticipata più volte dalla precedente amministrazione provinciale a causa di varie complicazioni progettuali, si precisa che l’Hospice è già attivo, al pari dei servizi ambulatoriali e della fisioterapia, e che a breve vi sarà un incontro con l’Amministrazione comunale e con i rappresentanti delle Comunità di Valle della Rotalina e dell’Altopiano della Paganella, per fare il punto della situazione e discutere, fra le altre cose, anche della data in cui inaugurare la struttura“.

“Per quel che riguarda l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno del presidio ospedaliero, previsto dai protocolli tra Azienda sanitaria provinciale e Comune è iniziata l’attività di alcuni medici di MMG e di un pediatra, oltre alla continuità assistenziale notturna e festiva, con l’auspicio che tutti gli altri che sono presso i servizi comunali si possano trasferire definitivamente negli ambienti a disposizione all’interno del presidio. A tal fine è ripreso il confronto con i sindacati al tavolo del Comitato Provinciale MMG per arrivare insieme ad una soluzione che possa dare risposte ai cittadini”.

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Piana Rotaliana

La giunta ha discusso lo spostamento del corso Scienze Umane al “Cason”. La votazione della mozione e tutti gli interventi completi

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La scottante questione dello spostamento dell’intero corso Scienze Umane del Martino Martini al  vecchio “Cason” è finalmente arrivata sul tavolo del comune.

Ieri sera nella sala civica del comune di Mezzolombardo si è discussa la mozione di giunta presentata dal consigliere Konrad Vedovelli (capo del gruppo consiliare Mezzolombardo, partecipa!) e di tutti i consiglieri di minoranza (Corrado Aldrighetti, Luca Girardi, Paolo Mazzoni, Luigi Rossi e Danilo Viola).

Di fronte a genitori e studenti il sindaco Girardi ha preso atto delle disapprovazioni sulla scelta fatta e ha cercando di “dribblare” le colpe attribuendo il volere di tutto ciò alla Provincia. Dal canto suo promette di impegnarsi nel sollecitare la Provincia stessa a riguardare e ad analizzare fino in fondo il problema del Martino Martini cercando in tempi rapidi una soluzione.

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Dopo l’attenta lettura della mozione da parte di Konrad Vedovelli (qui l’articolo in dettaglio sulla mozione), si sono susseguiti vari interventi. Di seguito tutti gli interventi completi:

Consigliere Danilo Viola: «Ritengo che i ragazzi che si apprestino a dover frequentare il corso Scienze Umane al Cason, provino un po’ di avvilimento per il fatto che quando sono andati a far l’iscrizione abbiano scelto l’Istituto Martini perchè è all’avanguardia.

Il Cason è una scuola che è stata abbandonata anni fa e successivamente ripristinata temporaneamente per i ragazzi delle scuole medie di Mezzocorona.

I ragazzi del Martino Martini hanno provato quello che si prova prenotando le ferie in un resort a cinque stelle e invece ci si ritrova a dormire nelle scuderie

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Questa non è una cosa giusta. Il gruppo che io rappresento è favorevole a questa mozione».

Consigliere Luigi Rossi. «Quella del Cason è stata una situazione quasi obbligata, ma con il tramite del comune ci deve essere già da subito un investimento da parte della Provincia: per esempio un accorpamento con gli edifici confinanti, o una sopraelevazione.

Il tutto deve essere fatto in tempi rapidi evitando che passino otto anni. Questo è qualcosa di inaccettabile. Anche da parte nostra c’è la totale condivisione della mozione».

Consigliere Paolo Mazzoni. «Nel punto primo della mozione si chiede al Sindaco e alla giunta comunale se potessero riferire i passi intrapresi per risolvere questa soluzione provvisoria».

Assessore Francesco Betalli. «Nelle due occasioni nelle quali abbiamo avuto modo di parlarle in consiglio provinciale, il Cason è stata la prima ipotesi che si è palesata, perché garantisce alcuni elementi di comodità logistica, ma non di funzionalità strutturale.

Non so in questo momento le date esatte degli incontri che sono stati fatti con i funzionari della Provincia, ma si è verificato dal punto di vista organizzativo che la cosa fosse plausibile.

Ovviamente per ovviare alla situazione provvisoria non si potranno aspettare otto anni perché c’è il rischio che si pregiudichino le potenzialità di sviluppo».

Consigliere Paolo Mazzoni. «Vorrei sapere con quali interlocutori si è interfacciato e se questi incontri siano stati verbalizzati».

Sindaco Christian Girardi. «Prima di rispondere al consigliere Mazzoni vorrei fare un preambolo della situazione.  Sicuramente l’impianto della mozione è condivisibile e riassume quello che nell’aula consiliare è stato ripetuto più volte: il Martini ha avuto uno sviluppo importante, merito della gestione interna e della Provincia.

La risposta di studenti e genitori è stata più che positiva. Per permettere che questo sviluppo prosegua è stato messo a disposizione della provincia e dell’istituto scolastico un immobile che possa per intanto far sì che si vada avanti con i corsi stabiliti per l’anno scolastico in corso.

C’è stata quindi la fortuna o sfortuna di aver spostato l’indirizzo nel Cason. Altrimenti non avremmo avuto immobili disponibili.

ùSono stati numerosi gli incontri, e la provincia avrà sicuramente qualche verbale, ma io mi sono incontrato anche con alcuni privati che si sono resi disponibili  per concedere un’area a disposizione scolastica. Noi non abbiamo fatto altro che segnalare ciò alla provincia.

Credo che l’impianto di questa mozione sia assolutamente condivisibile. Da parte nostra ci sarà l’impegno per sollecitare alla Provincia tale problematica e che venga risolta in tempi rapidi».

Consigliere Konrad Vedovelli. «L’utilizzo del fabbricato Cason non può essere ritenuta una situazione ideale e protratta nel tempo. L’edificio è vecchio e le caratteristiche si discostano parecchio da quello principale.

Inoltre confinando un intero percorso formativo in questa struttura obsoleta si crea un elemento di disparità e di disuguaglianza  con gli altri corsi e con gli altri studenti.

Lo spostamento è considerato un tradimento e uno sgarbo che le famiglie di quel corso hanno ricevuto. Loro si riferiscono alla scuola perché con essa hanno un rapporto diretto, ma i responsabili possono essere considerati altri.

A gennaio le famiglie hanno versato la quota d’iscrizione e verso giugno hanno comprato i libri per l’anno scolastico corrente, gravando sul bilancio familiare. In agosto poi le famiglie degli studenti del corso Scienze Umane hanno ricevuto la comunicazione che i loro figli non avrebbero più frequentato le classi in via Perlasca, ma sarebbe stati spostati al Cason.

È un danno economico: ormai è tardi per poter cambiare scuola e andare a Trento o a Cles con altri libri e altre strutture.

Se io facessi  l’abbonamento alla stagione teatrale del Cinema San Pietro e poi scoprissi che il mio posto fosse nel piazzale la cosa non mi farebbe molto piacere.

ùCi si adoperi fin da subito per trovare soluzioni adeguate, altrimenti il rischio è che già dal prossimo anno ci possa essere un riscontro negativo in termini di iscrizioni alla scuola».

Sindaco Christian Girardi«È un dovere da parte degli amministratori comunali sollecitare la Provincia. Questo è sempre stato fatto. Da parte nostra non mancherà la voglia di sollecitare ancora una volta chi di dovere, e nella speranza che si possa lavorare nella direzione auspicata stasera».

Consigliere Paolo Mazzoni. «Quando ho letto la delibera 103 per quanto riguarda il “Cason”, mi sono sentito ferito. Io è dal 2000 che sono all’interno di questo comune.

ùNel 2000 quando sono entrato a farne parte, una delle prime scelte fu quella di individuare un’area dove costruire la nuova scuola media e vedere che oggi, dopo tanta fatica, si pensi ancora ad utilizzare quell’edificio lo considero un affronto alla precedente amministrazione e agli studenti e ai genitori coinvolti.

Ci potevano essere anche delle altre soluzioni (es. lo stabile in località Rupe). La cosa che più mi dà fastidio è che tutti quanti siamo d’accordo nel sostenere e nell’approvare la mozione quando poi nella camera del consiglio della Giunta leggo un provvedimento di rigetto alla delibera di giunta.

Con un contratto di utilizzo dell’edificio per quattro anni rinnovabili,  il rischio è che per otto anni il problema del Martino Martini rimanga stagnante. Non c’è in mano nemmeno un pezzo di carta in cui si affermi cosa abbia fatto di concreto la Provincia.

Si stanno utilizzando delle belle parole, ma a oggi ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano. Date un tempo più ristretto alla giunta provinciale e formalizzate nero su bianco l’intervento della Provincia. Questo è il succo della nostra opposizione».

Sindaco Christian Girardi. «Da questo consiglio comunale dobbiamo uscire con la consapevolezza di sapere purtroppo che le decisioni non dipendono da noi, ma il nostro impegno è quello di non abbassare mai la testa e di guardare dritto negli occhi la giunta provinciale chiedendo quello che secondo noi è sacrosanto per l’istituzione scolastica».

Dopo che la mozione sia stata votata all’unanimità, i genitori e gli studenti hanno lasciato l’aula, ma i malumori sono rimasti sempre i medesimi. Una studentessa del secondo anno: «L’interno della scuola è rimasto identico ad anni fa. Una volta che una persona si alza, trema tutto. Passa un trattore di sotto e lo sente tutta la scuola. È vietato andare al piano di sopra perché è inagibile. I bagni sono molto piccoli».

Un genitore: «Dà fastidio il fatto che sia sembrata una cosa strategica. La comunicazione è avvenuta il 19 agosto, e dai documenti  si sapeva  che fosse già previsto di andare lì.  Gli studenti e i genitori sono stati messi in maniera furba di fronte a un dato incontrovertibile».

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