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Val di Non – Sole – Paganella

Predaia vende la «Bel Coredo spa»: in una lettera le forti preoccupazioni delle minoranze

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Con delibera di Giunta, n.37 d.d. 21/02/2019 l’amministrazione di Predaia ha indetto per la seconda volta un confronto concorrenziale nelle forme dell’asta pubblica, per la cessione dell’intero pacchetto azionario Bel Coredo Spa detenuto dal Comune, nel bando di gara la dismissione della partecipazione è stata motivata in quanto non strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionale dell’ente (comune Predaia).

Secondo le minoranze però la dismissione sarebbe un grave errore ed a peggiorare le cose sembra ci siano anche alcune anomalie nelle procedure.

In tal senso Predaia Unita e Predaia Futura attraverso una lettera inviata al Sindaco Paolo Forno hanno chiesto alcuni chiarimenti.

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LA LETTERA – La nostra opinione sulla Bel Coredo è sempre stata chiara e l’abbiamo pubblicamente sostenuta più volte, attraverso due interrogazioni, una mozione e con il nostro voto contrario nella seduta del Consiglio comunale del 21 dicembre 2015, quando è stato scelto di dismettere la partecipazione societaria da parte dell’attuale maggioranza.

In Trentino vi sono altre numerose realtà nelle quali i comuni sono azionisti di reti pubbliche alimentate a biomassa e non hanno ritenuto di dismettere le loro quote. Importa far notare all’attuale sindaco, che forse non ne è a conoscenza, che in un comune della Val Giudicarie è in fase di ultimazione una nuova rete pubblica di teleriscaldamento con annessa nuova centrale alimentata a biomassa voluta fortemente dall’attuale amministrazione comunale e finanziata per il 70% dalla Pat (5,5 milioni di euro).

È chiaro quindi che la legge non obbligava assolutamente le dismissioni, come si vuol far credere.

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Riteniamo che se la questione fosse stata affrontata per tempo, con volontà, si sarebbe potuto trovare e studiare la soluzione migliore in sostegno di questa società dei suoi azionisti e degli utenti che usufruiscono del servizio.

Con verbale di deliberazione n° 68 d.d. 21 dicembre 2016 è stato deliberato: ”di demandare al Sindaco, alla Giunta comunale, secondo le rispettive competenze, le procedure di dismissioni della quota societaria, precisando che, a seguito dell’adozione dei provvedimenti societari in grado di ripristinare la legittimità della presenza del Comune di Predaia all’interno della società Bel Coredo vengano adottate le procedure di retrocessione dal procedimento di dismissione”, provvedimenti ai quali la società ha adempiuto.

A tal riguardo nel Gennaio 2017 il primo cittadino Paolo Forno in merito alla nomina dell’amministratore unico da parte dell’assemblea della società Bel Coredo dichiarava alla stampa:” Questa era una delle condizioni dirimenti per il Comune di Predaia per rimanere nella società, adesso c’è lo spazio e la volontà di andare avanti perché la Bel Coredo è patrimonio di questa comunità e l’amministrazione comunale metterà in campo tutte le possibili azioni per garantire un futuro alla società; … i consiglieri rimasti, con in testa Marco Forno come presidente pro tempore, hanno consentito di raggiungere oggi questo punto di ripartenza che siamo determinati a proseguire, e per questo li ringrazio».

Ma la cosa più vergognosa è che nell’ultima assemblea dei soci, in adunanza neanche un mese fa, alla quale hanno partecipato il sindaco Paolo Forno ed il suo vice Lorenzo Rizzardi, il primo cittadino sollecitato dai soci aveva garantito che non vi era nessuna intenzione da parte dell’amministrazione di vendere a breve le proprie quote, dimostrando gradimento per le scelte operative fatte, ed aveva rammentato che non vi erano tempistiche brevi da rispettare in quanto i termini da lui richiamati erano stati prorogati.

Esaminando il bando di vendita abbiamo notato alcune anomalie.

Una volta attivata la procedura dell’alienazione della partecipata la normativa prevede la necessità di avviare procedure ad evidenza pubblica per la cessione delle partecipazioni societarie.

Con la delibera della giunta comunale n. 313 d.d. 13/12/2016 veniva rimarcato che per la cessione delle partecipazioni societarie dovranno essere esperite procedure ad evidenza pubblica precedute da una perizia giurata di stima per la valutazione finalizzata alla definizione dell’importo a base d’asta per la vendita delle quote di proprietà del Comune di Predaia nelle società partecipate in dismissione sulla base dei criteri stabiliti dall’art.2437 ter C.C..

Perizia di stima affidata allo studio dott. comm. Erspamer Claudio dello Studio Fronza Commercialisti Associati di Trento, per un costo totale di euro 5.709,60.

Con delibera n. 233 d.d. 14/09/2017 la giunta comunale ha deciso di procedere al primo tentativo di gara tramite procedura di evidenzia pubblica per l’alienazione dell’intera quota di partecipazione azionaria del comune di Predaia, per un valore complessivo di Euro 151.200,00 importo derivato dalla perizia giurata del tecnico esterno, perizia a quanto pare indispensabile per poter indire l’asta, gara andata deserta.

Ora si è deciso di ritentare ed è stata indetta una nuova gara per un importo a base d’asta di euro 240.133,47, ora il prezzo non è più dettato dalla perizia giurata, commissionata e costata 5.709,60 euro ma viene stimato in base alle quote societarie di proprietà del comune di Predaia 28,24 % ed al patrimonio netto della società pari ad euro 850.331,00 (850.331,00/100×28,24 = 240.133,47 euro).

Il primo cittadino Paolo Forno ha sempre dichiarato che avrebbe potuto fare un passo indietro se la società avesse adempiuto alla richieste dell’amministrazione comunale, ma nonostante che la società abbia esaudito quanto richiesto si è deciso di provvedere alla vendita.

La procedura di dismissione delle quote è un segnale di chiaro disinteresse del Comune nei confronti della Bel Coredo, al punto tale da dichiarare che il progetto teleriscaldamento non è strettamente necessario per il perseguimento delle finalità istituzionale dell’ente.

Riteniamo invece che il teleriscaldamento persegua finalità pubbliche ed i vantaggi per la popolazione siano importanti: ambientali, come specificati nella direttiva 2009/29/CE che impone di ridurre le emissioni di CO2 e di alzare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. L’utilizzo di biomasse legnose permetterà la sostituzione dei combustibili fossili e il conseguente rispetto di quanto prescritto nel piano energico ambientale della Provincia autonoma di Trento 2013/2020. Lo sviluppo di una filiera corta del legno e lo sviluppo di una cultura ambientale.

Quindi il teleriscaldamento è un progetto che va oltre la produzione di energia, per abbracciare anche la dimensione ambientale, sociale e di salute dei cittadini: un progetto che si occupa quindi di benessere e qualità della vita.

Siamo preoccupati anche perché l’uscita dalla società non gioverà a nessuno, men che meno agli utenti che non avranno più un garante che vigilerà sul prezzo e sulla qualità del servizio offerto. Alcuni cittadini allacciati all’impianto si pongono domande a cui sarebbe utile qualcuno rispondesse in modo veritiero:

  • ­c­osa succederà quando subentrerà un privato al posto del pubblico a gestire la Bel Coredo?

  • chi ci tutelerà?

  • dovremo cambiare tipologia di impianto? A quali costi?

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