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Spettacolo

È morto Mario Marenco, aveva 85 anni

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Marenco è morto oggi, domenica 17 marzo, a 85 anni, presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma dove era ricoverato.

Nato a Foggia nel 1933, viveva nella Capitale.

Celebri le sue interpretazioni come attore e umorista che hanno segnato tappe importanti nella storia della televisione italiana, quasi sempre al fianco di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.

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Tra tutte, la più celebre resta “Riccardino” durante lo show televisivo “Indietro tutta”.

Dopo la laurea in architettura nel 1957, a Napoli, nel 1960 aprì il proprio atelier di architettura e design: lo Studio DEGW a Roma.

Il suo debutto televisivo risale agli inizi del 1970 quando con Cochi e Renato nel programma “Il buono e il cattivo” ma qualche anno prima aveva già dato prova del suo talento in un programma radiofonico “Alto gradimento” condotto da Arbore e Boncompagni.

Fu Mr Ramengo ne “L’altra domenica”, strampalato inviato che dopo ogni reportage urlava “Carmine!” e protagonista dei programmi Odeon e L’uovo e il cubo.

Negli anni ottanta partecipò a diverse trasmissioni televisive, tra cui Sotto le stelle dove si produsse nel Prof. Aristogitone e in diversi altri sketch, e Indietro tutta! dove interpretò il personaggio del bambino Riccardino.

 

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Spettacolo

Lunedì al cinema: “L’ultimo imperatore”

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Appuntamento con “Lunedì al cinema“, rassegna di film sotto le stelle dedicata al regista Bernardo Bertolucci, organizzata da Comune di Trento, Trentino film Commission e Opera universitaria.

Il 19 agosto è in programma “L’ultimo imperatore“.

Il prezzo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto per ragazzi fino a 15 anni), la proiezione si terrà alle 21 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; la vendita dei biglietti inizia alle 20.

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Sinossi – La vera storia di Pu-Yi, incoronato nel 1908 all’età di tre anni imperatore della Cina.

Il colossal italiano più conosciuto al mondo segue le tappe della sua crescita nella Città Proibita, alternandole con il rimpatrio come criminale di guerra e la rieducazione impostagli dalla Cina maoista dopo la detenzione.

Alla sua morte, nel 1967, Pu-Yi è un cittadino qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese. La pellicola, agli Oscar del 1988, ha fatto incetta di premi, aggiudicandosene ben 9 tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior fotografia.

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Spettacolo

L’addio alla Toffa nel Duomo di Brescia, grande folla. Don Patriciello: “Nadia non è morta”

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L’applauso della grande folla all’arrivo della bara nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Brescia, la lunga e commovente cerimonia cominciata alle 10. 30 di questa mattina e conclusasi intorno alle 11.45, con la messa celebrata da Padre Maurizio Patriciello, il prete della terra dei Fuochi.

Un evento commovente, a tratti straziante quello dei funerali di Nadia Toffa, ai quali erano presenti vip e cittadini per l’ultimo saluto alla giornalista e conduttrice delle Iene, morta a soli 40 anni per un tumore al cervello contro il quale combatteva da quasi due anni.

Il feretro bianco ricoperto di rose è stato accolto da un lungo applauso da parte di centinaia di persone. Prima dell’inizio delle esequie l’autore delle Iene Davide Parenti ha deposto sulla bara chiara la cravatta nera, simbolo della redazione.

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«Se qualcuno oggi ti dice “Nadia è morta”, non ci credere, è una menzogna», ha detto durante l’omelia don Patriciello ,ricordando la personalità di Nadia e la sua grande voglia di vivere e di lottare contro le ingiustizie.

«Abbiamo il dovere di ricordare a tutti la sua lotta. Dobbiamo raccogliere quello che ha lasciato perché nulla di quello che ha lasciato, nulla vada perduto», ha sottolineato il sacerdote.

Fuori dal Duomo, dopo i funerali, uno ad uno i colleghi della redazione della trasmissione di Italia 1 sono sfilati davanti al feretro per rendere omaggio alla collega. Il carro funebre ha poi lasciato piazza Paolo VI accompagnato da un altro commosso, interminabile applauso.

«È come perdere una sorella», ha affermato l’amico e collega Giulio Golia. «La gente l’amava perché era autentica e l’ha capito. Nadia ha reso concrete azioni per la giustizia in un’epoca di odio“, ha detto di lei Enrico Lucci.

Sui social oltre 10 mila persone hanno deciso di seguire l’evento.

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Spettacolo

Camera ardente per Nadia Toffa. In migliaia per renderle omaggio. Venerdì i funerali in cattedrale

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Resterà aperta fino a Ferragosto la camera ardente di Nadia Toffa, la conduttrice e inviata de “Le Iene” morta a 40 anni appena compiuti dopo una lunga battaglia contro il cancro. (qui articolo)

A dare l’ultimo saluto alla “guerriera” presso il teatro Santa Chiara di Brescia centinaia di persone arrivate da tutta Italia.

Nadia Toffa era nata a Brescia il 10 giugno 1079. Un tumore al cervello se l’è portata via in poco meno di due anni ma la lotta contro la malattia ha fatto di lei una testimone d’eccezione per resistenza e coraggio.

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Ed era stato proprio in seguito ad un malore che la colpì nel dicembre del 2017, durante un servizio in Friuli, che la diagnosi era arrivata, inesorabile, come un fulmine a ciel sereno: tumore al cervello.

Le sue condizioni di salute si erano aggravate a maggio di quest’anno e agli amici aveva riferito di sentirsi sempre più debole. Da inizio luglio era ricoverata alla Domus Salutis, clinica della sua città natale, dove si è spenta ieri mattina alle 7:39.

Era insofferente alle ingiustizie, e non mollava mai“, ha detto di lei la storica Iena Enrico Lucci.

Commovente il post su Facebook pubblicato dalla redazione della trasmissione di Italia1:”Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi“.

Venerdì i funerali si svolgeranno alle 10.30 nella cattedrale di Brescia. Ad officiare sarà il parroco della Terra dei Fuochi, padre Maurizio Patriciello.

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