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Trento

Reddito di cittadinanza: ok dal Governo all’emendamento che garantisce l’Autonomia. Risparmiati 13 milioni di euro

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La commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha approvato nella notte l’emendamento Lega/5s/Svp che consente alla Provincia di Trento (e, analogamente, a quella di Bolzano) di continuare a gestire le misure a sostegno delle persone in difficoltà in base alla proprie politiche.

“Si tratta di un provvedimento che attendevamo e che dà piena garanzia alle prerogative statutarie dell’Autonomia – commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – dal momento che rende compatibili gli interventi statali previsti dal cosiddetto reddito di cittadinanza con quelli aggiuntivi stabiliti in sede locale”.

Per questi, come noto, la Giunta provinciale ha proposto il requisito dei dieci anni di residenza, ora sancito dalla legge provinciale 1/2019 recentemente approvata dal Consiglio provinciale.

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La norma entrerà a regime nel 2020, in modo da armonizzare gli strumenti su base annuale, consentendo così alla Giunta provinciale di operare a partire dall’anno prossimo, in senso ulteriormente migliorativo, attraverso gli aiuti previsti dall’assegno unico.

Saranno oltre 4.000 i beneficiari in Trentino del reddito o della pensione di cittadinanza, per un volume di risorse stimato di circa 10 milioni di euro che verranno quindi “risparmiati” dalla Provincia.

Ulteriori 3 milioni saranno risparmiati dall‘introduzione del requisito dei 10 anni di residenza per poter godere dei benefici. “Vogliamo comunque mantenere – spiega Fugatti – gli attuali livelli di reddito garantiti ai nostri cittadini con più di dieci anni di residenza. Conseguentemente, per circa 1.200 beneficiari provvederemo ad integrare il reddito di cittadinanza con l’assegno unico provinciale”. Secondo le stime la Provincia dunque continuerà ad erogare l’assegno unico a circa 4.900 nuclei che non beneficeranno del reddito di cittadinanza per una spesa complessiva di circa 11 milioni di euro.“Il ringraziamento per questo risultato – spiega Fugatti – va al Governo Lega/5s che ha accettato la proposta della Provincia di Trento e di quella di Bolzano, al Ministro Fraccaro, che si è adoperato in tale senso, e alla delegazione parlamentare trentina e sudtirolese che, in modo collegiale, ha operato fin dall’inizio. L‘approvazione dell’emendamento segue l‘approvazione della norma provinciale delle scorse settimane e garantisce un percorso complementare tra le norme provinciali e nazionali così come la giunta fin dall’inizio aveva impostato, permettendo così di risparmiare circa 13 milioni di euro annui dal 2020, che saranno investiti in altre priorità utili alla comunità trentina”.

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Soddisfazione anche da parte Vanessa Cattoi e Diego Binelli parlamentari della lega e firmatari dell’emendamento che “esprimono soddisfazione per il voto favorevole di questa notte durante i lavori congiunti delle commissioni XI e XII all’emendamento 13.11 (identico al 13.12 a firma dei colleghi 5s) che permetterà alla Regione Trentino Alto Adige di ricevere diciannove milioni di euro annui a partire dal 2020 per la copertura della quota parte inerente al reddito di cittadinanza. I cittadini continueranno a ricevere gli stessi interventi economici di sostegno al reddito che attualmente vengono erogati totalmente a carico delle Province Autonome solo che a partire dal 2020, grazie a questo emendamento, la quota parte pari al reddito di cittadinanza verrà finanziata dallo Stato. Come prima firmataria dell’emendamento voglio ringraziare tutto il governo, il Ministro Fraccaro per aver sostenuto politicamente l’emendamento (è stato infatti presentato un identico a firma dei colleghi del movimento 5s), le relatrici delle commissioni per la riformulazione proposta e tutti i colleghi e funzionari che si sono adoperati per l’ottenimento di questo importante risultato per la Regione Trentino Alto Adige. Grazie al lavoro di squadra abbiamo ottenuto un importate risultato per il nostro Territorio che consentirà ai governatori delle due Province di avere maggiori disponibilità finanziare che si libereranno consentendo loro di realizzare maggiori servizi a favore della nostra comunità.”

Testo emendamento 13.11

Al comma 2, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: Le Province autonome di Trento e Bolzano possono provvedere all’erogazione di servizi destinati ai beneficiari del reddito di cittadinanza nell’ambito della propria competenza legislativa e relativa potestà amministrativa, perseguendo le finalità del presente decreto. Le Province possono prevedere che misure aventi finalità analoghe a quelle del reddito di cittadinanza, adottate e finanziate secondo il proprio ordinamento, siano comunicate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, affinché le stesse non siano computate ai fini dell’accesso, della quantificazione e del mantenimento del reddito di cittadinanza.

Firmatari:

Vanessa Cattoi, Binelli, Caffarato, Caparvi, Legnaioli, Eva Lorenzoni, Moschioni, Piccolo.

Riformulazione emendamento 13.11.

  Al comma 2, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: Le Province autonome di Trento e Bolzano possono provvedere all’erogazione di servizi destinati ai beneficiari del reddito di cittadinanza nell’ambito della propria competenza legislativa e relativa potestà amministrativa, perseguendo le finalità del presente decreto. Le Province possono prevedere, a decorrere dal 2020, che misure aventi finalità analoghe a quelle del reddito di cittadinanza, adottate e finanziate secondo il proprio ordinamento, siano comunicate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, affinché le stesse non siano computate ai fini dell’accesso, della quantificazione e del mantenimento del reddito di cittadinanza. Agli oneri derivanti dal presente comma pari a 19 milioni di euro annui a decorrere dal 2020 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

Conseguentemente,

all’articolo12, comma 1, sostituire le parole “di 7.131 milioni di euro nel 2020, di 7.355 milioni di euro nel 2021 e di 7.210 milioni di euro annui a decorrere dal 2022”, con le seguenti: “di 7.150 milioni di euro nel 2020, di 7.374 milioni di euro nel 2021 e di 7.229 milioni di euro annui a decorrere dal 2022”.

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