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Val di Non – Sole – Paganella

I 500 anni della Pieve di Santo Stefano a Revò tra banchetti, cortometraggi, concerti e convegni

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A Revò proseguono con fervore ed entusiasmo le celebrazioni per i 500 anni della Pieve di Santo Stefano, iniziate lo scorso 26 dicembre in occasione della festa del patrono. Da una parte procedono attraverso il lavoro di ricerca del gruppo di studiosi trentini incaricati di analizzare l’archivio parrocchiale, con lo scopo di portare alla luce nuove informazioni e documenti interessanti, dall’altra con i numerosi eventi che il Comitato Organizzatore propone a tutta la popolazione.

Il prossimo appuntamento, l’ “Antica cena del pievano”, in programma mercoledì 27 marzo alle 20, sarà un vero e proprio banchetto negli antichi vouti di Casa Campia. Gli ospiti che vorranno partecipare sono invitati a salire sulla macchina del tempo e ritornare per una sera indietro di qualche secolo, per deliziare il palato con antiche ricette della tradizione contadina, mentre personaggi storici redivivi racconteranno storie e leggende del passato accompagnati da antiche musiche. Le iscrizioni sono aperte fino al 24 marzo, chiamando il numero 349-7821061.

Questi eventi, anche conviviali come quello in programma a fine marzo, sono utili per coltivare l’interesse e l’attenzione della popolazione verso il progetto di riscoperta della storia e dello splendore dell’antica pieve, mantenendo sempre vivi la curiosità e lo spirito verso un bene che è tale non solo per la comunità di Revò, ma per l’intera valle” spiega Alessandro Rigatti, assessore alla cultura del Comune di Revò e tra i principali ideatori e sostenitori del progetto insieme alla parrocchia di Revò, all’Associazione G.B. Lampi e ad Anastasia Val di Non.

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Il calendario delle celebrazioni si prospetta fitto per i prossimi mesi. L’appuntamento successivo sarà davvero esclusivo con la riproposizione, per la prima volta in Italia dopo il suo lancio al Cinema di Cles e dopo aver fatto il giro di mezzo mondo in importanti Festival cristiani, del cortometraggio “Crisi Mistica” con Michele Bellio e Lorenzo Ferrari. La serata si delinea come un dialogo su arte e fede, tra bellezza terrena e metafisica con fra Adriano Cavallo e padre Placido Pircali.

Ma sarà il mese di maggio a segnare un momento di grande intensità per questo ambizioso progetto. In quel periodo, infatti, è prevista una visita guidata dal titolo “Dallo scrigno della Pieve”, che si terrà domenica 12 maggio alle 14 nell’ambito dell’iniziativa provinciale “Palazzi Aperti 2019”; sarà possibile ammirare anche alcuni pezzi (quasi) mai svelati prima.

Il 18 maggio, poi, avrà luogo un concerto di musica sacra dal titolo “Note di maggio”, organizzato in collaborazione con la Pro Loco di Revò e inserito nel Festival di Musica Sacra. Saranno ospiti il coro Santa Lucia di Magras e il Dipartimento di musica antica del conservatorio di Trento, nell’intento di ripercorrere l’evoluzione della musica liturgica nei secoli, da quella gregoriana al cecilianesimo.

In tre puntate sarà invece l’importante convegno che vedrà alternarsi gli studiosi nel condividere e divulgare a interessati e curiosi le novità emerse dalle ricerche in corso in questi mesi. Il convegno si terrà in orario serale il 15, il 22 e il 29 maggio prossimi. Gli atti saranno poi raccolti in una preziosa pubblicazione che uscirà a chiusura delle iniziative nella festa del patrono a fine anno.

Grande sforzo e dedizione stiamo riversando in questa iniziativa – aggiunge l’assessore – con una buona risposta da parte della gente che sembra apprezzare il lavoro che stiamo facendo, divenendo maggiormente consapevole dell’immenso patrimonio culturale racchiuso tra le mura di una chiesa, madre per secoli di più comunità che da essa hanno tratto nutrimento”.

Il progetto di restauro integrale della chiesa, infine, avvenuto a cavallo tra la fine dello scorso millennio e l’inizio di quello attuale, ha beneficiato di un contributo dell’Unione Europea.

Per questo motivo tale progetto è ora in gara nel concorso #176volteeuropa lanciato da “Siamo Europa” della Provincia di Trento e nel quale Revò ha già passato la prima fase.

Fino al 22 marzo è possibile votare e scegliere se portare alla finale questo progetto accedendo al sito siamoeuropa.provincia.tn.it (qui il link).

L’assessore Rigatti conclude con un auspicio: “Sarebbe bello poter arrivare in finale proprio in questo speciale anno di celebrazioni di un monumento che ancora molto può dare alla storia delle nostre comunità”.

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Simone Deromedis, magica prima volta

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Quello appena trascorso è stato un weekend da incorniciare per Simone Deromedis, salito per la prima volta sul podio in una gara di Coppa Europa (foto Fisi del Trentino)

La prima volta non si scorda mai. E sarà proprio così per il giovane Simone Deromedis di Taio, classe 2000, che sabato scorso, nella gara-1 di Coppa Europa disputatasi sulle nevi austriache di Reiteralm, ha conquistato il terzo posto nello skicross. (altro…)

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La Val di Non unita in una giornata di solidarietà per Dimaro

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Una giornata speciale all’insegna della solidarietà”. Le associazioni di volontariato della Val di Non hanno organizzato per domenica prossima, 31 marzo, la “Giornata di solidarietà x Dimaro”, che si terrà al palazzetto dello sport di Cles, con l’intento di far crescere e consolidare la cultura della solidarietà in tutti i cittadini, dai bambini fino ai nonni. (altro…)

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La Provincia acquisirà e metterà in sicurezza l’area devastata a Dimaro. Entro settembre investiti più di 100 milioni di euro.

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La Commissione speciale di studio presieduta da Ivano Job (Lega), incaricata dal Consiglio di valutare i danni causati dall’eccezionale perturbazione del 29 ottobre scorso e le conseguenti misure d’intervento, ha incontrato stamane il presidente delle Provincia Maurizio Fugatti e l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Assente giustificato l’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, oggi impegnato a Belluno sul tema Dolomiti-Unesco.

Per il presidente Job questo incontro con i vertici della Provincia rappresenta il punto culminante del percorso effettuato dalla Commissione con le audizioni di questi mesi.

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L’assessora Zanotelli ha ringraziato la Commissione del lavoro svolto coinvolgendo il territorio. E ha ricordato il Piano d’azione messo in campo dalla Provincia coinvolgendo le ditte trentine attive nel settore del taglio, del trasporto e della lavorazione del legno degli alberi schiantati. Ha infine spiegato che oggi i ragionamenti riguardano anche la prospettiva della piantumazione dei boschi rasi al suolo, ma anche del recupero di prati e pascoli.

Maurizio Zanin, dirigente provinciale, ha risposto evidenziando che alla fine quantità del legname schiantato supererà i 3 milioni di metri cubi lordi provvisoriamente stimati. Non è infatti tenuto conto, anche perché non era possibile, degli schianti sparsi nei boschi e quindi non visibili.

Il rischio riguarda ora gli attacchi parassitari che questi alberi abbattuti e difficilmente recuperabili possono subire. Zanin ha sottolineato che le ditte trentine hanno una “capacità” massima di raccolta di 500.000 metri cubi di legname all’anno, mentre la filiera locale del settore può lavorarne fino a 800.000 metri cubi. massima quantità di legname che queste aziende sono in grado di lavorare.

Questo significa che le ditte trentine con la manodopera attualmente in dotazione non sono in grado di assorbire per intero il lavoro di taglio e trasformazione del legname. Ecco perché è indispensabile che le amministrazioni locali proprietarie ricorrano al supporto di ditte provenienti anche da fuori provincia, che però – ha precisato Zanin – non sono solo austriache ma anche italiane. In ogni caso la Provincia oggi affianca le amministrazioni locali proprietarie e meno esperte nella vendita anche “in piedi” del legname per una gestione adeguata di queste attività.

Il presidente Fugatti si è complimentato con la Commissione per il lavoro svolto “che – ha detto – è stato di stimolo per l’attività delle strutture della Provincia“.

Ha poi ricordato la positiva collaborazione con la precedente Giunta provinciale all’indomani dell’evento. E ha preannunciato che nel settembre prossimo, “la mole di risorse investite per gestire le conseguenze del maltempo ammonterà ad un centinaio di milioni e forse anche a qualcosa di più”. “Se alla Provincia è stato riconosciuto dal governo nazionale un intervento triennale di circa di 220 milioni – ha aggiunto Fugatti – è stato perché le nostre strutture hanno saputo gestire e rendicontare bene queste risorse, che altrimenti sarebbero state assegnate ad altri territori”.

Il presidente della Commissione Job ha chiesto un aggiornamento sugli interventi della Provincia a Dimaro, località dove maggiori sono stati i danni causati dal maltempo.

Il dirigente De Col ha risposto che la prima preoccupazione della Provincia ha riguardato la sicurezza del territorio. Il Servizio competente sta progettando la sistemazione definitiva del corso d’acqua all’origine dei danni arrecati al paese. Sono state anche definite le aree che nel futuro non più utilizzate per la residenzialità. Si è stimata inoltre la possibilità di riutilizzare gli edifici danneggiati, 10 dei quali saranno recuperati.

In ogni caso la Provincia acquisirà tutta l’area devastata dall’alluvione di fine ottobre, che sarà destinata totalmente al verde e alla tutela del territorio.

Questo per garantire anche la futura sicurezza dell’intero abitato di Dimaro, considerando che eventi devastanti di questa portata potrebbero ripetersi entro i prossimi 50 anni.

Tutti questi interventi a Dimaro richiederanno un anno e mezzo di lavoro, ma i primi risultati si potranno vedere già nel giungo del 2019.

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