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Trento

Agricoltura in Trentino: il monito visionario di Enrico Pruner e l’avvertimento di Claudio Cia

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Tutti sappiamo che il progressivo abbandono delle terre porta ad un depauperamento del territorio, con conseguenti disastri ecologici di incalcolabile portata” (…) “Gli schianti degli alberi, numerosissimi, in quest’inverno, marciscono perché nessuno ripulisce i boschi. Perché non fare una cooperativa e impratichirsi di questo lavoro? Potrebbe essere magari un lavoro in attesa di trovarne un altro, ma frattanto in questo modo si raggiungerebbero due scopi: quello di occupare produttivamente il tempo e quello di contribuire alla salvezza ecologica del Trentino. E se proprio vogliamo, anche quello di dimostrare ai nostri governanti che hanno sbagliato nel sottovalutare l’importanza dell’agricoltura e della terra nel Trentino”.

Quelle citate appena sopra non sono, come sarebbe legittimo pensare, le parole di commento di uno dei nostri politici a seguito dell’eccezionale perturbazione metereologica che ha colpito il Trentino alla fine del mese di ottobre del 2018, ma fanno parte di un illuminato e visionario articolo di Enrico Pruner apparso sul periodico del P.P.T.T. U.E. “Autonomia Integrale” nell’aprile 1986 (Enrico Pruner:” Agricoltura: si paga una scelta sbagliata”).

Negli ultimi mesi mi sono trovato spesso a pensare a queste parole e mi sono altrettanto spesso chiesto se, negli ultimi trent’anni, la politica trentina si sia fatta carico di queste preoccupazioni.

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Credo che gli avvenimenti di fine ottobre 2018 abbiano dato risposta ai miei dubbi. Sicuramente non si è sobbarcato questo peso il P.A.T.T. che negli ultimi trent’anni è stato quasi sempre alla guida della Provincia Autonoma di Trento (spesso con gli assessori competenti in materia di agricoltura e patrimonio boschivo) e che, soprattutto nel corso dell’ultima legislatura, ha mortificato chi vive nelle nostre valli – con il taglio dei servizi periferici e l’assenza di ascolto delle istanze della nostra gente – e presidia il territorio mantenendo quel paesaggio “da cartolina” per cui i turisti scelgono la nostra provincia come meta per le loro vacanze; oltre a questo essi sembrano non avere ancora capito dove sta il problema, come dimostrano le parole dell’ex Assessore Michele Dallapiccola quando, a pochi giorni dal disastro di ottobre, ci ha ricordato che “la superficie boschiva del Trentino sessant’anni fa era molto meno estesa di oggi, o quanto meno di prima di questa terribile catastrofe”.

Sia chiaro che con questo mio intervento non voglio scaricare la colpa sugli autonomisti (a Madre Natura non si comanda) ma voglio invece tendere una mano, a chi la vorrà cogliere, per fare tesoro dell’esperienza passata.

Credo, per questo motivo, che sia necessario agire secondo tre direzioni: la prima, che è quella della ricostruzione, è sulla buona strada (visti anche i fondi che il Governatore Fugatti è riuscito a portare a casa recentemente) ma richiede che la Commissione speciale, presieduta dal consigliere provinciale Ivano Job, esca dalla ritualità delle audizioni ed inizi, fattivamente, a fornire un contributo pratico alla ricostruzione; la seconda, che è quella della prevenzione, richiede un impegno collettivo del Consiglio, della Giunta Provinciale e degli Enti Locali cosicché si possano adottare degli atti in grado di far sì che, in futuro, eventi simili causino meno danni possibili; la terza, che è quella del sostegno a chi presidia il nostro territorio, è già iniziata con la riapertura dei primi servizi periferici ma necessita di maggior impegno per garantire il supporto necessario a chi vive e lavora nelle valli.

Mi rendo conto che un impegno come quello richiesto dal sottoscritto possa risultare anacronistico nell’epoca dei grandi annunci che stiamo vivendo, specie perché prevede – soprattutto nella fase della prevenzione – un aumento dei costi e delle restrizioni maggiori rispetto a quelle attualmente previste, tuttavia confido nel nuovo Governo Provinciale, e in particolare nel Presidente Maurizio Fugatti, che ci si muova in questa direzione, anche a piccoli passi, “per dimostrare ai vecchi governanti che hanno sbagliato nel sottovalutare l’importanza dell’agricoltura e della terra nel Trentino”.

Claudio Cia consigliere provinciale e assessore regionale 

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Trento

Disordini Provincia. Cia: «Ieri in scena i figli dell’odio». Dalzocchio: «Orgogliosi di questa Giunta»

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Arrivano le prime reazioni politiche sugli spiacevoli episodi successi ieri, dove centri sociali, sindacati e militanti del centro sinistra hanno tentato di occupare con la forza il palazzo della provincia durante la conferenza che approfondiva il no alla cultura gender dentro le scuole trentine.

Claudio Cia, rimasto suo malgrado coinvolto nella rissa e offeso ripetutamente afferma che «Negli Anni ‘60 c’erano i figli dei fiori: sognatori, ingenui forse, ma desiderosi di cambiare la società in modo sincero. Mezzo secolo dopo assistiamo al fenomeno opposto: per evitare il cambiamento della società abbiamo i figli dell’odio. Si professano difensori della libertà, promotori dei “diritti civili”, ma la verità è che questi epigoni in negativo dei figli dei fiori, invece che di ideali, discutibili o meno che fossero, sono infarciti di odio e di disprezzo verso coloro che non la pensano allo stesso modo».

Secondo il consigliere provinciale di Agire, «Questi veri e propri mistificatori si atteggiano a democratici per celare il loro vero pensiero, che rifugge da un confronto civile, anche animato, ma pur sempre rispettoso.  Al contrario per essi provocare, disprezzare, accusare di ogni nefandezza gli altri è il loro stile».

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Claudio Cia punta il dito anche verso i sindacati e le forze del centro sinistra trentino: «La mancanza di rispetto per ogni forma di diritto, la connivenza di certe forze politiche e sindacali alimenta i loro atteggiamenti antidemocratici, che minacciano la libertà di cittadini e Istituzioni. È tempo di dire basta, di riacquisire il diritto fondamentale di essere e sentirsi liberi di poter manifestare il proprio pensiero, senza minacce e paure.  La libertà non può e non deve essere un privilegio per coloro che fanno parte di una minoranza, che si sente in diritto, per non si sa bene quale presunto complesso di superiorità culturale, intellettuale o sociale, di poter minacciare e aggredire impunemente chi non la pensa allo stesso modo».

Dal capogruppo della lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio arriva invece un fermo sostegno alla Giunta

«La Giunta provinciale si sta adoperando su tematiche chiare come gli stereotipi di genere, le pari opportunità e le differenze sessuali, – dichiara Dalzocchio – concetti di un’importanza tale da rendere imprescindibile la presenza di un dibattito in cui venga coinvolta la popolazione con l’obiettivo primo quello di giungere a una migliore e più completa comprensione»

La capogruppo leghista affonda sulla serata di ieri, «Alla luce di tutto ciò, gli individui che hanno manifestato con violenza, sia verbale che fisica, hanno dato prova della loro totale estraneità ai concetti basilari della democrazia come la libertà di pensiero e il diritto alla pluralità di visioni, facendosi sberleffo di quelli che dovrebbero essere i pilastri fondanti di una società avanzata come la nostra».

E ancora: «La reazione scomposta, caotica e disordinata ad un evento organizzato da due assessorati con la partecipazione di esperti e studiosi a livello universitario, con oggetto tematiche su cui una discussione sana e aperta dovrebbe essere ampiamente accettata e anzi, ben accolta, ci fa capire ancora di più l’importanza di questa battaglia di libertà».

«Anche oggi la Giunta ha dato prova, ancora una  volta, – conclude Mara Dalzocchio – di quella connessione ideologica con la maggioranza silenziosa dei cittadini trentini per i quali non è più possibile tacere, ma che ora sentono la necessità di alzare la voce e parlare liberamente, e nella massima serenità, di temi che dovrebbero essere considerati ordinari quali quelli affrontati nell’evento di questa sera. Spiace infine vedere che si dia ancora una volta importanza a taluni soggetti che, con in mano megafoni e volantini inneggianti alla violenza nei confronti di un assessore, facciano ora la parte delle vittime».

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Trento

Centro contrasto Cadine: al via tutte le iniziative

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C’è ancora tempo fino al 15 aprile per presentare le domande di servizio civile da prestare presso il Centro Contrasto di Cadine.

La proposta è quella di un anno a contatto con i bambini, ragazzi e le loro famiglie per un progetto educativo che coinvolge anche tutto il territorio che prenderà il via a partire dal primo maggio.

E’ previsto un compenso mensile di 433,80 euro ed i posti disponibili sono tre.

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Nel frattempo sono aperte le iscrizioni al centro estivo “ Un’Estate con noi” riservato ai ragazzi di età compresa tra i 5 ed i 14 anni che prevede sia l’iscrizione che la possibilità della libera partecipazione.

L’attività estiva sarà presentata alle 18 di lunedì primo aprile e durerà dal 10 giugno al 26 luglio. “ Teen Zone” è invece l’appuntamento serale -dalle 19 alle 21,30 del giovedì – per i ragazzi della prima e seconda superiore.

Si tratta di una proposta utile per trascorrere del tempo insieme, confrontarsi e conoscere nuovi amici.

La partecipazione è gratuita ed è sufficiente portare qualcosa da mangiare da consumare tutti insieme durante la serata.

L’adesione è possibile dal giorno precedente contattando i numeri 0461-865481 oppure 349-7086622 anche via Whatsapp.

Le attività del Centro Contrasto non sono esclusivamente rivolte ai ragazzi , ma spesso riescono a coinvolgere anche i genitori che partecipano così attivamente ad un aspetto educativo dei loro figli.

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Trento

Passerella 2 Laghi, nella notte del 28-29 marzo il varo con chiusura della SS45bis

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La nuova passerella pedonale sul canale 2 laghi, a fianco della SS 45bis Gardesana Occidentale, nel comune di Madruzzo, sarà posata nella notte tra il 28 e il 29 marzo.

Le operazioni di varo della passerella, che collegherà il percorso pedonale lungo il lago di Toblino con la piazzola a fregio della SS45bis in prossimità dell’inizio del nuovo marciapiede che conduce a Padergnone, comporteranno la chiusura completa della SS45bis dalla mezzanotte alle ore 6 del 29 marzo con deviazione del traffico lungo la SP84 di Cavedine.

La passerella è costituita da una struttura portante a campata unica di 33 m, realizzata da un cassone chiuso in acciaio “corten” verniciato, con una larghezza utile netta di 3 m e dal peso complessivo di circa 33 tonnellate. I parapetti sono costituiti da montanti sagomati e corrimano tubolare realizzati entrambi in acciaio inox. Il parapetto è inoltre integrato da cavetti in acciaio inox.

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Considerati i lavori di finitura necessari ed i tempi per il collaudo statico, si prevede di aprire al transito la passerella verso il prossimo mese di maggio.

L’importo dei lavori è stato quantificato in 245.013,78 euro a base d’asta di cui 18.159,24 euro per oneri per la sicurezza.

L’importo contrattuale di 226.438,93 euro è comprensivo degli oneri per la sicurezza, al netto del ribasso percentuale del 8,188%.

La ditta che eseguirà i lavori è la Metalcarpenterie Dalfovo S.r.l.di Mezzolombardo

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