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Trento

Una targa per Massarelli, il poliziotto – eroe ucciso durante la sanguinosa rapina del 1977 a Trento

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E’ stata scoperta stamattina in via San Pietro la targa in memoria del maresciallo Francesco Massarelli, morto il 27 settembre 1977 durante una rapina alla banca nazionale del lavoro.

Collocata in seguito a una deliberazione del Consiglio comunale di Trento, la targa ricorda il sacrificio di un uomo che, come ha detto il sindaco Alessandro Andreatta, “di fronte a una pistola puntata, ha pensato prima di tutto all’incolumità dei dipendenti della banca tenuti sotto tiro, dei passanti, dei banditi stessi”.

Alle cerimonia erano presenti, tra gli altri, il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, il commissario di governo Sandro Lombardi, il questore di Trento Giuseppe Garramone e il questore di Bolzano Enzo Giuseppe Mangini, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente nazionale dell’associazione polizia di Stato Claudio Savarese, il presidente della sezione locale Raffaele Sinapi, e i due presidenti del consiglio provinciale e regionale Walter Kaswalder (che era stato presente allora del fatto di sangue) e Roberto Paccher.

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Presenti alla cerimonia ufficiale con i testimoni di quel terribile fatto, l’agente Giuseppe Romano, che fu gravemente ferito, l’autista Antonino Calì che sparò ai rapinatori e Piergiorgio Aloisi, il cassiere preso in ostaggio che era nell’auto e rimase miracolosamente indenne.  (foto sotto)

“Grazie sindaco per la sensibilità, grazie per aver raccolto la proposta di collocare questa targa. Che non è solo l’esercizio di uno scontato ricordo – ha dichiarato il capo della polizia Gabrielli – E’ un investimento per noi, per tutti quelli che passeranno di qui e che, in questi tempi in cui la solidarietà e la capacità di intercettare i bisogni della gente sembrano più che mai difficili, faranno propri i valori per i quali il nostro collega è morto. Come ha detto il Santo Padre, solo radici forti fanno crescere gli alberi. Radici come quelle rappresentate dal sacrificio del maresciallo Massarelli”.

“Il sacrificio del Maresciallo Francesco Massarelli, a più di quarant’anni da quei tragici eventi, è ancora oggi un esempio di dedizione al proprio lavoro, ma ancor più di un senso civico che va oltre il dovere. Questa targa è un tributo ad un uomo che ha incarnato i valori più alti della Polizia di Stato e delle Istituzioni e oggi abbiamo avuto modo di rendergli onore attraverso una targa che rimarrà a memoria per le nuove generazioni”. Così invece il Presidente Roberto Paccher,

“Questa targa – spiega il Presidente Paccher – ricorda un evento drammatico e permetterà a molti cittadini di conoscere una vicenda umana che non deve essere dimenticata. Erano anni difficili, dove esisteva, come è stato ricordato durante la cerimonia, una violenza che oggi facciamo fatica a comprendere. L’auspicio è che i tanti che avranno modo di vederla e tra loro spero molti giovani, possano fermarsi un istante a leggerla e capire il valore di un uomo che si prese la responsabilità in prima persona, nel tentativo di salvare delle vite umane, a rischio della propria”.

LA TRAGICA RAPINA DI TRENTO – Il tragico evento di 42 anni fa segnò profondamente la comunità trentina.

Alle 14.50 di quel lontano pomeriggio, 4 banditi, durante un tentativo di rapina, uscì dalla filiale della Bnl con un ostaggio, Piergiorgio Aloisi, presente alla cerimonia di oggi, e si trovò di fronte il maresciallo Massarelli che intimò loro di liberare l’ostaggio e di arrendersi.

Ma uno dei banditi reagì sparando un colpo che fulminò il poliziotto, un padre di famiglia di 54 anni alle soglie della pensione e che, dopo l’allarme, aveva voluto accorrere con la volante sul posto della rapina.

Immediatamente dopo l’uccisione del maresciallo, anche due banditi furono colpiti a morte da una raffica di mitra sparata dall’agente Antonio Calì,che oggi ha scoperto la lapide, ma l’auto proseguì la sua corsa lungo via Suffragio.

In piazza Sanzio, infine, i due rapinatori superstiti si impossessarono di un auto di passaggio e riuscirono a scappare.

Gli echi dei colpi delle pistole si sentono quasi in tutta Trento.

Ma nessuno poteva immaginare che si trattasse di una rapina finita nel sangue.

L’intervento dell’agente Antonio Calì , assieme al collega Giuseppe Romano (entrambi nelle foto sotto, allora e oggi) colpito ad una gamba, consentirono di mettere in fuga i banditi: due come detto rimasero colpiti a morte

Mente dell’operazione, Daniele Celestino Lattanzio, torinese, 53 anni, soprannominato ‘il re delle evasioni”, ergastolano in semilibertà con una lunga carriera criminale alle spalle: una prima condanna nel 1973 a soli 15 anni per rapina e furto e subito la prima evasione dalle ‘Nuove” di Torino.

 

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Trento

Esce di strada e si schianta sulle macchine parcheggiate in via Ghiaie

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Questa notte verso le ore 01.30 è avvenuto un’incidente stradale in Via Ghiaie a Trento.

Protagonista una Nissan che dopo aver perso il controllo si è schiantata addosso ad altre tre auto parcheggiate sul ciglio della strada.

La Nissan una volta sbandata sul lato sinistro ha centrato in pieno una Lancia, una Peugeot, e una Classe A scatenando un tamponamento a catena.

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La velocità della Nissan era tale da riuscire a scaraventare la prima autovettura investita sopra il marciapiede.

Sul posto è arrivata una pattuglia della Rangers gruppo Battistolli che interveniva chiamando il 112 e nello stesso tempo avvisava la sua centrale operativa per supporto incidente fino all’arrivo della volante della questura di Trento.

Ai poliziotti il compito di ricostruire la dinamica dell’incidente e capire i motivi che hanno portato il conducente della Nissan a perdere il controllo della propria autovettura.

 

 

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Trento

Arriva la risposta del commercianti trentini all’e-commerce

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La risposta dei commercianti all‘e-commerce potrebbe essere quella di far pagare la prova dei vestiti 10 euro come hanno iniziato a fare in Liguria ed in modo meno diffuso anche a Trento, dove in alcuni negozi è assolutamente vietato fare fotografie.

Succede infatti che per non sbagliare la taglia, convincersi della portabilità dell’abito, non commettere errori nella scelta dei colori, il potenziale acquirente entri in un negozio della stessa marca, provi con calma e molta attenzione ed una volta deciso, torni a casa ad ordinare sul sito internet.

Meglio evitare i costi di restituzione che spesso sono molto costosi e con una complicata procedura.

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Per pesare meglio il fenomeno calcoliamo che nel 2018 sono stati 25 milioni gli italiani che hanno comprato sul web.

Il fatturato dell’e-commerce solo in Italia, è stato di 35,1 miliardi e 20 mila le imprese italiane che hanno un sito online.

Di contro in dieci anni – dal 2008 al 2018 – la differenza dei negozi in attività ha un saldo negativo di -63.826 attività commerciali.

Quella dei camerini a pagamento specialmente per i piccoli negozi è una mossa molto diffusa negli Stati Uniti, praticamente un’abitudine.

Pagare per provare è anche un tentativo a quanto pare efficace, per contrastare lo strapotere di Amazon e dei siti similari che in un anno hanno fatto registrare un incremento delle vendite pari al 15% col picco del 21 per l’abbigliamento.

In Italia gli e-shopper sono 25 milioni ed il 78% acquista almeno una volta al mese.

Ad essere colpite dal fenomeno della “prova senza acquisto” sono in particolar modo i negozi delle grandi firme dove oltre alla vestibilità, si può confrontare il prezzo e capire se si tratta di un capo dell’ultima campagna o meno.

Da Mara’s di Sarzana il costo camerino viene trasformato in un caparra restituita al momento dell’acquisto, in caso contrario diventa un buono sconto utilizzabile su un prossimo acquisto.

Ovviamente tutto accompagnato da un regolare scontrino fiscale.

A Trento Cadin Sport ha deciso di esporre la merce con una doppia etichetta: quella del prezzo web lo stesso che si trova negli store online ed il costo con la prova.

Ad esempio chi sceglie di provare un paio di scarpe tecniche e chiede una consulenza specifica, ma decide di non acquistarle subito paga 10 euro a titolo di consulenza.

Tutto regolare a patto che questa modalità sia chiaramente pubblicizzata come conferma anche Lino Giacomoni comandante della Polizia Municipale di Trento: “ Questo comportamento non è un abuso, ma deve essere pubblicizzato”.

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Trento

La sinistra disperata strappa e copre i manifesti elettorali di Casapound e Lega

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La sinistra ha una congenita incapacità a restare nell’ambito di un confronto politico democratico, controbattendo le idee diverse con dei contenuti.

Quando non usa la violenza come è successo in queste settimane a Napoli, Firenze, Bologna e Genova opta per la “democratica” scelta di coprire i manifesti elettorali ed il altri casi li straccia proprio.

CasaPound denuncia come in Piana Rotaliana i manifesti di Matteo Segatta de “La Sinistra” siano andati a coprire millimetricamente quelli del movimento di destra.

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Non si tratta di un errore, perché il proprio spazio contrassegnato da un numero identificativo, “ La Sinistra” lo aveva regolarmente occupato.

Poi chissà sarà avanzata un po di colla o i compagni temevano che i manifesti rimasti fossero in numero superiore ai voti che la sinistra andrà a prendere ed ecco d’incanto materializzarsi la democratica idea di coprire tra tutti quelli disponibili, unicamente quelli di CasaPound.

Tutto questo gran lavoro sicuramente notturno ed in ore nelle quali era impossibile incontrare qualcuno, è stato documentato con un video da Filippo Castaldini referente di CasaPound Trentino.

Ma non finisce qui.

In Via Maccani i manifesti della Lega del candidato Gazzini sono stati strappati e quelli di CasaPound coperti con un manifesto demode che come sfondo ha falce e martello e la scritta “ vota comunista”.

Consideriamo che i manifesti elettorali non spostano un voto e quindi strapparli o coprirli è unicamente un gratuito quanto inutile atto vandalico.

Ma la sinistra è fatta così: teme il confronto a tutti i livelli e preferisce agire nell’ombra. Questo modo di fare è la loro logica democratica.

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