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Trento

Tribunale del riesame: gli anarchici rimangono tutti in carcere

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Tutte le misure cautelari sono state confermate.

Le prove per i giudici sono state ritenute schiaccianti a tal punto da pensare che i 7 anarchici possano ancora essere pericolosi se lasciati liberi prima del processo.

E’ arrivata ieri a mezzogiorno la decisione del Tribunale del riesame, confermando il carcere per associazione terroristica a Luca Dolce, Roberto Bottamedi, Giulio Berdusco, Agnese Trentin, Andrea Parolari e Nicola Briganti (i primi quattro in regime di 41 bis), mentre Marie Antonia Sacha Beranek ai domiciliari.

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Le motivazioni verranno depositate entro trenta giorni, e solo dopo un’attenta lettura, gli avvocati difensori sceglieranno le prossime mosse.

Molto probabilmente ci sarà un ricorso in Cassazione.

Nella lunga memoria difensiva gli avvocati Davide Ognibene e Pasquale Profiti sostenevano:”l’esiguo numero dei sodali, la scarsità di mezzi, la territorialità dell’azione politica degli indagati e il riconosciuto carattere “rudimentale” della presunta associazione eversiva, sono tutti elementi che contrastano in maniera irrimediabile con la finalità di sovvertire violentemente gli ordinamenti“.

Opinione diversa per i giudici del Tribunale del riesame, che hanno deciso nel mantenere le misure cautelari previste.

Il gruppo anarchico insurrezionalista ha organizzato sabato alle 15 un manifestazione a sostegno degli anarchici arrestati. Il corteo partirà da Piazza Dante.

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Trento

Esce di strada e si schianta sulle macchine parcheggiate in via Ghiaie

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Questa notte verso le ore 01.30 è avvenuto un’incidente stradale in Via Ghiaie a Trento.

Protagonista una Nissan che dopo aver perso il controllo si è schiantata addosso ad altre tre auto parcheggiate sul ciglio della strada.

La Nissan una volta sbandata sul lato sinistro ha centrato in pieno una Lancia, una Peugeot, e una Classe A scatenando un tamponamento a catena.

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La velocità della Nissan era tale da riuscire a scaraventare la prima autovettura investita sopra il marciapiede.

Sul posto è arrivata una pattuglia della Rangers gruppo Battistolli che interveniva chiamando il 112 e nello stesso tempo avvisava la sua centrale operativa per supporto incidente fino all’arrivo della volante della questura di Trento.

Ai poliziotti il compito di ricostruire la dinamica dell’incidente e capire i motivi che hanno portato il conducente della Nissan a perdere il controllo della propria autovettura.

 

 

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Trento

Arriva la risposta del commercianti trentini all’e-commerce

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La risposta dei commercianti all‘e-commerce potrebbe essere quella di far pagare la prova dei vestiti 10 euro come hanno iniziato a fare in Liguria ed in modo meno diffuso anche a Trento, dove in alcuni negozi è assolutamente vietato fare fotografie.

Succede infatti che per non sbagliare la taglia, convincersi della portabilità dell’abito, non commettere errori nella scelta dei colori, il potenziale acquirente entri in un negozio della stessa marca, provi con calma e molta attenzione ed una volta deciso, torni a casa ad ordinare sul sito internet.

Meglio evitare i costi di restituzione che spesso sono molto costosi e con una complicata procedura.

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Per pesare meglio il fenomeno calcoliamo che nel 2018 sono stati 25 milioni gli italiani che hanno comprato sul web.

Il fatturato dell’e-commerce solo in Italia, è stato di 35,1 miliardi e 20 mila le imprese italiane che hanno un sito online.

Di contro in dieci anni – dal 2008 al 2018 – la differenza dei negozi in attività ha un saldo negativo di -63.826 attività commerciali.

Quella dei camerini a pagamento specialmente per i piccoli negozi è una mossa molto diffusa negli Stati Uniti, praticamente un’abitudine.

Pagare per provare è anche un tentativo a quanto pare efficace, per contrastare lo strapotere di Amazon e dei siti similari che in un anno hanno fatto registrare un incremento delle vendite pari al 15% col picco del 21 per l’abbigliamento.

In Italia gli e-shopper sono 25 milioni ed il 78% acquista almeno una volta al mese.

Ad essere colpite dal fenomeno della “prova senza acquisto” sono in particolar modo i negozi delle grandi firme dove oltre alla vestibilità, si può confrontare il prezzo e capire se si tratta di un capo dell’ultima campagna o meno.

Da Mara’s di Sarzana il costo camerino viene trasformato in un caparra restituita al momento dell’acquisto, in caso contrario diventa un buono sconto utilizzabile su un prossimo acquisto.

Ovviamente tutto accompagnato da un regolare scontrino fiscale.

A Trento Cadin Sport ha deciso di esporre la merce con una doppia etichetta: quella del prezzo web lo stesso che si trova negli store online ed il costo con la prova.

Ad esempio chi sceglie di provare un paio di scarpe tecniche e chiede una consulenza specifica, ma decide di non acquistarle subito paga 10 euro a titolo di consulenza.

Tutto regolare a patto che questa modalità sia chiaramente pubblicizzata come conferma anche Lino Giacomoni comandante della Polizia Municipale di Trento: “ Questo comportamento non è un abuso, ma deve essere pubblicizzato”.

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Trento

La sinistra disperata strappa e copre i manifesti elettorali di Casapound e Lega

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La sinistra ha una congenita incapacità a restare nell’ambito di un confronto politico democratico, controbattendo le idee diverse con dei contenuti.

Quando non usa la violenza come è successo in queste settimane a Napoli, Firenze, Bologna e Genova opta per la “democratica” scelta di coprire i manifesti elettorali ed il altri casi li straccia proprio.

CasaPound denuncia come in Piana Rotaliana i manifesti di Matteo Segatta de “La Sinistra” siano andati a coprire millimetricamente quelli del movimento di destra.

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Non si tratta di un errore, perché il proprio spazio contrassegnato da un numero identificativo, “ La Sinistra” lo aveva regolarmente occupato.

Poi chissà sarà avanzata un po di colla o i compagni temevano che i manifesti rimasti fossero in numero superiore ai voti che la sinistra andrà a prendere ed ecco d’incanto materializzarsi la democratica idea di coprire tra tutti quelli disponibili, unicamente quelli di CasaPound.

Tutto questo gran lavoro sicuramente notturno ed in ore nelle quali era impossibile incontrare qualcuno, è stato documentato con un video da Filippo Castaldini referente di CasaPound Trentino.

Ma non finisce qui.

In Via Maccani i manifesti della Lega del candidato Gazzini sono stati strappati e quelli di CasaPound coperti con un manifesto demode che come sfondo ha falce e martello e la scritta “ vota comunista”.

Consideriamo che i manifesti elettorali non spostano un voto e quindi strapparli o coprirli è unicamente un gratuito quanto inutile atto vandalico.

Ma la sinistra è fatta così: teme il confronto a tutti i livelli e preferisce agire nell’ombra. Questo modo di fare è la loro logica democratica.

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