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Arte e Cultura

Le strane scelte del Fai per le giornate di primavera

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Palazzo della Regione, scuola Sanzio e i dipinti di Gino Pancheri all’interno del palazzo Inail sono le curiose scelte per le “ Giornate Fai di Primavera” per la città di Trento.

Negli anni precedenti le proposte erano state quelle di palazzi antichi normalmente chiusi al pubblico o scavi archeologici, ma per quest’anno sembrano proprio scelte dettate da mancanza di alternative.

Ma vediamo le motivazioni alla base delle tre proposte.

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Il palazzo della Regione per il quale si consiglia un contributo di 5 euro, alla pari delle altre mete, per visitarlo, è stato realizzato tra il 1958 ed il 1965 su un progetto dell’architetto Adalberto Libera.

Le particolarità? Si articola in tre volumi caratterizzati ciascuno da diversa forma e dimensione: il corpo Giunta, che ospita gli uffici della presidenza sia della Giunta che del Consiglio, prospiciente Piazza Dante con il sottostante porticato e ingresso a vetrata; il corpo Assessorati, che ospita gli uffici amministrativi, dislocato lungo via Gazzoletti con facciata continua in metallo definita da una serie di splendidi pilastri ad albero che risolvono la funzione portante con un porticato lungo la via stessa; infine il Parlamentino, che ha struttura a tronco di cono rovesciato che si eleva dal cortile interno, e che ospita l’emiciclo del Consiglio Regionale. Per le Scuole Sanzio invece;

I corpi di fabbrica che ospitano le luminose aule, la palestra e due torri scalari impreziosite da una serie di finestre “a nastro”, il cortile interno trapezoidale e gli edifici di servizio definiscono uno spazio urbano di impatto quasi rivoluzionario per il contesto degli anni Trenta del Novecento, dando un volto razionalista alla piazza dominata dal fronte rettangolare della Scuola con i suoi cinque finestroni tripartiti.

Nel vano scale interno il pittore Gino Pancheri (1905-1943) realizzò due grandi dipinti murali a tempera, con scene di vita scolastica.

Nel Palazzo dove ha sede l’Inail si trovano due tempere raffiguranti scene di lavoro agricolo e nelle miniere di Gino Pancheri (1905-1943), pittore attivo in Trentino negli anni Trenta del Novecento.

A Trento si possono inoltre ammirare gli affreschi “Decorazioni per le scuole Raffaello Sanzio” (1935), il mosaico celebrativo de “La donna del Fascio” (1937).

D’accordo che l’obiettivo è quello di far conoscere più da vicino le opere architettoniche di Adalberto Libera e i dipinti di Gino Pancheri, ma le scelte fatte non sono certo di quelle per le quali ci sarà da aspettarsi la fila per entrare.

In tutta la città non c’era nulla di più attrattivo?

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Musica

«Sogno e son desto 400 volte»: successo per Massimo Ranieri ieri all’auditorium di Trento

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Due ore abbondanti di concerto ieri sera (giovedì per chi legge) presso il teatro Auditorium Santa Chiara di Trento, in cui il cantante Massimo Ranieri ha interpretato i suoi intramontabili successi “Rose rosse”, ”Erba di casa mia” “,Perdere l’amore”, accanto a classici della canzone napoletana come “ ‘O marenariello” ,”Anema e core”,” ‘O sarracino”,per citare le più celebri.

Massimo è un evergreen, un artista poliedrico , conosciuto ed amato da più generazioni di pubblico, ben rappresentate in sala da nonne accompagnate dai nipoti, oltre che da un’ampia fetta di pubblico di mezza età.

Due ore di emozioni palpabili nella partecipazione e negli applausi del pubblico, e visibili, soprattutto alla fine, quando si sono riaccese le luci nella sala ed apparivano gli occhi umidi soprattutto delle signore non più giovani e l’entusiasmo nell’espressione dei fan più giovani.

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Uno show, ideato e scritto da Massimo Ranieri con Gualtiero Peirce, arrivato ormai alle oltre 400 repliche che ha saputo rinnovarsi e si conferma un must delle scene, rinvigorito ad ogni stagione dall’inesauribile maestria live del suo protagonista.

In ogni magica replica, sospesa tra le emozioni e i sogni che solo un’artista unico come lui è in grado di regalare immutati nel tempo, Ranieri ha vestito il triplice ruolo di cantante, attore e narratore per interpretare i suoi grandi successi musicali, proporre tutto il meglio del suo repertorio più amato, senza perdere di vista il gusto irrinunciabile della tradizione napoletana, gli omaggi ai grandi sognatori e i grandi classici del cantautorato italiano.

Lo spettacolo si intitola “Sogno o son desto. 400 volte” e proseguirà domani sera (venerdi 25/05 per chi legge) con tappa ad Udine.

A cura di Gilberto Tessaro.

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Arte e Cultura

“Sulle tracce dei segreti di Tridentum e del suo territorio”

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È giunto alla terza edizione “Sulle tracce dei segreti di Tridentum e del suo territorio”, il progetto dedicato alle scuole volto alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio archeologico nascosto nel sottosuolo di Trento.

Oltre 400 studentesse e studenti, tra i 10 e i 16 anni, di Istituti comprensivi e Istituti superiori del Trentino hanno ripercorso la storia più antica della città confrontandosi con le affascinanti testimonianze di epoca romana.

I risultati del progetto saranno presentati giovedì 23 maggio, alle ore 16, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti.

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Gli elaborati degli studenti sono esposti in una mostra visitabile fino al 23 giugno (da martedì a domenica con orario 9-13/14-17.30 fino al 31 maggio; 9.30-13/14-18 dal 1 al 23 giugno). Il progetto è stato curato da Maria Raffaella Caviglioli archeologa dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali.

Al progetto e alla realizzazione della mostra hanno partecipato gli alunni delle scuole primarie di Tiarno di sopra, Villa Agnedo, Ronzo Chienis, Gandhi di Rovereto e E. Bernardi di Cognola-Trento; gli studenti dell’Istituto tecnico tecnologico G.Marconi di Rovereto, del Liceo B.Russell di Cles, del Liceo Artistico Vittoria, dell’Istituto Tecnico Tecnologico Michelangelo Buonarroti- Pozzo, del Liceo G.Prati di Trento.

Un particolare contributo è stato fornito dagli studenti dell’Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti grafiche che hanno individuato soluzioni creative per valorizzare al meglio i siti della Tridentum romana, il S.A.S.S. e l’area archeologica di Palazzo Lodron.

Al progetto hanno contribuito anche due classi del Liceo musicale e coreutico F.A.Bonporti di Trento: i risultati saranno esposti in una occasione a loro specificatamente dedicata nel corso del prossimo anno scolastico.

Curiosità, fantasia, inventiva, voglia di conoscere e trasmettere l’importanza della salvaguardia del proprio patrimonio culturale hanno caratterizzato il lavoro dei ragazzi che hanno trovato numerosi stimoli per affrontare il tema della valorizzazione dei beni culturali, non solo di Tridentum ma anche quelli presenti sui rispettivi territori.

Il progetto ha permesso di focalizzare l’attenzione e osservare con occhio diverso la ricchezza culturale del territorio che spesso sfugge ad uno sguardo frettoloso.

L’approccio proposto è stato quello del metodo archeologico, basato sull’osservazione scientifica, l’analisi delle fonti e del contesto.

Il lavoro svolto ha fatto scaturire nei partecipanti un senso di appartenenza e di orgoglio per le proprie radici e per l’eredità trasmessa dal passato e dunque la volontà di comunicarlo e farlo conoscere agli altri attraverso i loro elaborati.

Una vera e propria onda creativa che ha prodotto materiali promozionali, racconti, un sito web, foto e installazioni a dimostrazione di come il passato possa essere vivo, coinvolgente e fonte di stimoli continui.

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Arte e Cultura

Venerdì la mostra euregionale «Signora fotograf(i)a. Collezioni storiche Tirolo – Alto Adige – Trentino»

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Sarà inaugurata il prossimo venerdì 24 maggio alle 17.30, nella prestigiosa cornice di Palazzo Roccabruna, la sezione trentina della mostra euregionale “Signora fotograf(i)a.

Collezioni storiche TiroloAlto Adige – Trentino”, realizzata con il contributo della Provincia autonoma di Trento e il coordinamento locale della Soprintendenza per i beni culturali, nell’ambito del progetto interregionale Italia-Austria “Argento vivo”, per la prima volta esteso anche al Trentino.

In particolare, l’iniziativa si sviluppa in cinque sedi tra Lienz, Innsbruck, Brunico e Bolzano (18 maggio – 30 giugno 2019), trovando completamento a Trento (24 maggio – 27 luglio 2019), con l’obiettivo di valorizzare la fotografia storica in quanto specchio di trasformazioni culturali e tecniche e parte integrante del patrimonio culturale.

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Maria Bolognini, moglie del fotografo, in viaggio di nozze, 1905 Foto: Enrico Unterveger; Archivio fotografico storico, Soprintendenza per i beni culturali PAT
In ogni città, la selezione delle fotografie, sempre diversa, affianca esemplari provenienti da tutte le istituzioni coinvolte.

Trova così espressione la ricchezza dei numerosi archivi fotografici qui uniti in un inedito percorso di collaborazione, con precisi rimandi alla materialità delle raccolte e alle pratiche archivistiche.

Il progetto espositivo, a cura di Giusi Campisi e Luca Bertoldi, si collega inoltre alle ricerche ancora in corso sulla costruzione delle identità femminili e la presenza delle donne nella storia della fotografia, nel periodo compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la stagione tra le due guerre mondiali, quando i territori del Tirolo storico, divisi tra Italia e Austria, conobbero diversi destini.

Per le donne furono anni di cambiamenti e conquiste, ma anche di ritardi, persistenze e involuzioni, documentati e riletti con diversi focus nelle cinque cittàpartner.

Presso la Spitalskirche di Lienz (Le età della donna), una scelta di ritratti in atelier e fotografie vernacolari documenta i riti di passaggio, quelle tappe fondamentali di costruzione identitaria che scandiscono le fasi dell’esistenza delle donne in tutte le classi sociali.

Gli scatti in mostra al Museo Civico di Brunico (Lavoro) seguono il mutamento, più o meno evidente, delle professioni e delle attività femminili, dall’agricoltura alla meccanizzazione e al terziario.

L’esposizione al Museo Civico di Bolzano (Atelier) si concentra sulla produzione dei fotografi d’atelier e degli ambulanti, e sui rispettivi contributi allo sviluppo, non privo di contraddizioni, della rappresentazione del femminile. La Zeughaus di Innsbruck (Fotografe) dà invece uno spazio alle donne dietro l’obiettivo, con opere di Maria Egger, Trude Fleischmann, Erika Groth-Schmachtenberger, Erika Ketzler e di Catina Unterweger.

È infine dedicata agli Stili di vita la sezione trentina, che sarà inaugurata il prossimo venerdì 24 maggio, alle ore 17.30, con il coordinamento locale della Soprintendenza per i beni culturali e il sostegno del Servizio attività culturali.

Grazie alla collaborazione della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, sarà la prestigiosa cornice di Palazzo Roccabruna ad accogliere il percorso tra le espressioni fotografiche di ciò che oggi chiamiamo “tempo libero”, in relazione con le nuove libertà, reali e/o illusorie, sperimentate dalle donne nel corso di una storia che coinvolge il corpo e il mutevole concetto del pudore. Speciale attenzione sarà dedicata a quel peculiare dispositivo di auto rappresentazione e conservazione della memoria che è l’album fotografico.

Alle immagini si aggiungerà un montaggio video dedicato alle donne nei filmati storici dei F.lli Pedrotti, che dalla fine degli anni Venti si distinsero nei campi della musica, dell’alpinismo, della fotografia e del cinema di montagna; l’elaborazione, a cura di Format – Centro audiovisivi per l’Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento, si segnala tra l’altro per le rare immagini di sciatrici su pendii ancora privi di impianti di risalita.

A Trento la mostra resterà aperta fino al 27 luglio 2019 con orario: mar-mer 10-17, gio-ven 10-20, sab 17-20.

Ai primi 10 visitatori che completeranno la visita di tutte le sedi della mostra, l’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi offrirà gratuitamente il Museum pass e l’occasione di approfondire la conoscenza delle attrazioni culturali trentine.

Nell’occasione, Palazzo Roccabruna ospiterà anche un calendario di iniziative collaterali, con proposte laboratoriali a cura dell’Ufficio per il sistema bibliotecario trentino PAT e la presentazione del volume miscellaneo in cui sono approfonditi i temi dell’esposizione.

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