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Val di Non – Sole – Paganella

Cles: regolamento di conti fra minorenni a scuola. Si affrontano armati di bastone e punteruolo

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Se le erano promesse da un po’ di giorni e ieri hanno regolato i loro conti.

Lo hanno fatto nelle adiacenze della scuola, durante la ricreazione del pomeriggio, davanti ai loro compagni.

La “sfida” era stata lanciata qualche ora prima da uno dei due, tramite social network.

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L’altro l’aveva raccolta e, nell’ora stabilita, si era fatto trovare pronto.

I protagonisti, che quest’anno compiranno 18 anni e frequentano due diverse scuole superiori di Cles, si sono appartati nei per affrontarsi impugnando, rispettivamente, una mazza da baseball ed un punteruolo.

Nella contesa l’ha spuntata (se così si può dire) il primo, il quale è riuscito ad assestare sul corpo del contendente alcuni colpi, bastonate che hanno finito per fratturargli il gomito (il ragazzo ne avrà per almeno trenta giorni).

È stato il tempestivo allarme lanciato da alcuni alunni ed il primo intervento degli insegnanti ad evitare che la disputa potesse avere più serie conseguenze.

Immediata la segnalazione al 112 e l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Cles.

Quando hanno raggiunto al scuola, però, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno trovato soltanto il ragazzo ferito.

L’altro, che si era rapidamente allontanato, è stato rintracciato più tardi.

I Carabinieri hanno rinvenuto (e sequestrato) punteruolo e mazza da baseball che, per la violenza dei colpi, si era spaccata in due parti.

Adesso indagano (ieri sono stati sentiti alcuni testimoni dei fatti) per stabilire se si è arrivati a tanto per uno sguardo di troppo ad una ragazzina contesa o per altre ragioni.

Le conseguenze per i ragazzi saranno serie.

I due – che ieri sono rimasti in caserma a lungo insieme ai genitori, ai quali sono stati affidati – dovranno rispondere, rispettivamente, di lesione personale aggravata e di minaccia e porto abusivo di arma od oggetto atto ad offendere.

Questo al di là del risarcimento del danno per la lesione personale che riguarderà soltanto uno dei due.

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Simone Deromedis, magica prima volta

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Quello appena trascorso è stato un weekend da incorniciare per Simone Deromedis, salito per la prima volta sul podio in una gara di Coppa Europa (foto Fisi del Trentino)

La prima volta non si scorda mai. E sarà proprio così per il giovane Simone Deromedis di Taio, classe 2000, che sabato scorso, nella gara-1 di Coppa Europa disputatasi sulle nevi austriache di Reiteralm, ha conquistato il terzo posto nello skicross. (altro…)

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La Val di Non unita in una giornata di solidarietà per Dimaro

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Una giornata speciale all’insegna della solidarietà”. Le associazioni di volontariato della Val di Non hanno organizzato per domenica prossima, 31 marzo, la “Giornata di solidarietà x Dimaro”, che si terrà al palazzetto dello sport di Cles, con l’intento di far crescere e consolidare la cultura della solidarietà in tutti i cittadini, dai bambini fino ai nonni. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

La Provincia acquisirà e metterà in sicurezza l’area devastata a Dimaro. Entro settembre investiti più di 100 milioni di euro.

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La Commissione speciale di studio presieduta da Ivano Job (Lega), incaricata dal Consiglio di valutare i danni causati dall’eccezionale perturbazione del 29 ottobre scorso e le conseguenti misure d’intervento, ha incontrato stamane il presidente delle Provincia Maurizio Fugatti e l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Assente giustificato l’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, oggi impegnato a Belluno sul tema Dolomiti-Unesco.

Per il presidente Job questo incontro con i vertici della Provincia rappresenta il punto culminante del percorso effettuato dalla Commissione con le audizioni di questi mesi.

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L’assessora Zanotelli ha ringraziato la Commissione del lavoro svolto coinvolgendo il territorio. E ha ricordato il Piano d’azione messo in campo dalla Provincia coinvolgendo le ditte trentine attive nel settore del taglio, del trasporto e della lavorazione del legno degli alberi schiantati. Ha infine spiegato che oggi i ragionamenti riguardano anche la prospettiva della piantumazione dei boschi rasi al suolo, ma anche del recupero di prati e pascoli.

Maurizio Zanin, dirigente provinciale, ha risposto evidenziando che alla fine quantità del legname schiantato supererà i 3 milioni di metri cubi lordi provvisoriamente stimati. Non è infatti tenuto conto, anche perché non era possibile, degli schianti sparsi nei boschi e quindi non visibili.

Il rischio riguarda ora gli attacchi parassitari che questi alberi abbattuti e difficilmente recuperabili possono subire. Zanin ha sottolineato che le ditte trentine hanno una “capacità” massima di raccolta di 500.000 metri cubi di legname all’anno, mentre la filiera locale del settore può lavorarne fino a 800.000 metri cubi. massima quantità di legname che queste aziende sono in grado di lavorare.

Questo significa che le ditte trentine con la manodopera attualmente in dotazione non sono in grado di assorbire per intero il lavoro di taglio e trasformazione del legname. Ecco perché è indispensabile che le amministrazioni locali proprietarie ricorrano al supporto di ditte provenienti anche da fuori provincia, che però – ha precisato Zanin – non sono solo austriache ma anche italiane. In ogni caso la Provincia oggi affianca le amministrazioni locali proprietarie e meno esperte nella vendita anche “in piedi” del legname per una gestione adeguata di queste attività.

Il presidente Fugatti si è complimentato con la Commissione per il lavoro svolto “che – ha detto – è stato di stimolo per l’attività delle strutture della Provincia“.

Ha poi ricordato la positiva collaborazione con la precedente Giunta provinciale all’indomani dell’evento. E ha preannunciato che nel settembre prossimo, “la mole di risorse investite per gestire le conseguenze del maltempo ammonterà ad un centinaio di milioni e forse anche a qualcosa di più”. “Se alla Provincia è stato riconosciuto dal governo nazionale un intervento triennale di circa di 220 milioni – ha aggiunto Fugatti – è stato perché le nostre strutture hanno saputo gestire e rendicontare bene queste risorse, che altrimenti sarebbero state assegnate ad altri territori”.

Il presidente della Commissione Job ha chiesto un aggiornamento sugli interventi della Provincia a Dimaro, località dove maggiori sono stati i danni causati dal maltempo.

Il dirigente De Col ha risposto che la prima preoccupazione della Provincia ha riguardato la sicurezza del territorio. Il Servizio competente sta progettando la sistemazione definitiva del corso d’acqua all’origine dei danni arrecati al paese. Sono state anche definite le aree che nel futuro non più utilizzate per la residenzialità. Si è stimata inoltre la possibilità di riutilizzare gli edifici danneggiati, 10 dei quali saranno recuperati.

In ogni caso la Provincia acquisirà tutta l’area devastata dall’alluvione di fine ottobre, che sarà destinata totalmente al verde e alla tutela del territorio.

Questo per garantire anche la futura sicurezza dell’intero abitato di Dimaro, considerando che eventi devastanti di questa portata potrebbero ripetersi entro i prossimi 50 anni.

Tutti questi interventi a Dimaro richiederanno un anno e mezzo di lavoro, ma i primi risultati si potranno vedere già nel giungo del 2019.

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