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Val di Non – Sole – Paganella

“7×7 ComunInsieme”: la bassa Val di Non tra condivisione, progettualità e sfide future

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Il Tavolo dei Sindaci di 7x7 ComunInsieme, riunitosi lunedì sera a Cunevo

Condivisione, giovani, progettualità. E ascolto del territorio, proposte che vengono dal basso, iniziative che tendono al coinvolgimento e al confronto.

Sono state queste le parole chiave emerse lunedì sera a Cunevo, durante il Tavolo dei Sindaci di 7×7 ComunInsieme, progetto nato in bassa Val di Non nel 2003 su iniziativa degli allora sette Comuni, diventati ora cinque (Contà, Campodenno, Denno, Sporminore e Ton), per avere una visione più ampia, condivisa, e andare oltre gli orizzonti comunali.

Nel corso dell’incontro i membri del Tavolo di Lavoro hanno illustrato ai primi cittadini e a tutti i presenti, tra cui la vicepresidente della Comunità della Val di Non Carmen Noldin, i risultati ottenuti lo scorso anno e gli obiettivi e i programmi per il 2019.

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A introdurre la serata è stata Barbara Poletti, assessore di Contà, Comune capofila, che ha presentato il consuntivo per l’anno 2017: 28.535,62 euro la spesa totale, ripartita in 17.121 euro come contributo da parte della Comunità di Valle e 2.283 euro di quota per ogni Comune, con un leggero risparmio rispetto al preventivo.

La parola è poi passata all’operatrice di 7×7 ComunInsieme Federica Tolotti che ha fissato gli assi prioritari d’intervento per il 2019: sovracomunalità, inclusione e interculturalità, famiglie e giovani saranno i 4 macro ambiti d’interesse.

L’idea è di valorizzare il lavoro delle associazioni, di creare spazi dedicati ai genitori, sostenendo il loro protagonismo, e di promuovere il sistema 7×7 con una visione che vada oltre i confini comunali. L’intento è quello di offrire occasioni di scambio, partecipazione e condivisione – ha spiegato Federica Tolotti –. Quest’anno abbiamo poi vinto un bando provinciale nell’ambito delle pari opportunità che ci garantirà più di 9 mila euro di risorse aggiuntive alla comunità. Da sottolineare anche il lavoro prezioso che ci viene garantito col servizio civile da Ilaria Maurina, 19enne di Sporminore che per noi è un valore aggiunto”.

Per quanto riguarda i giovani, invece, a spiegare obiettivi e metodo di lavoro è stata Veronica Pedò, referente tecnico-organizzativo del Piano Giovani della Bassa Val di Non, strumento integrato al progetto 7×7 ComunInsieme dal 2011.

L’obiettivo è quello di rilanciare il Piano e attivare progetti che promuovano la conoscenza reciproca, coinvolgendo i gruppi, anche informali, già esistenti in zona che però non sono ancora entrati in contatto col Piano – ha detto Pedò –. Vogliamo dare valore al territorio mantenendo le tradizioni, anche attraverso azioni di formazione”.

Da sinistra Oscar Pedò, Fulvio Zanon, Angelo Fedrizzi, Fabrizio Inama, Carmen Noldin e Giovanni Formolo

Importanti, in questo senso, sono i numeri che 7×7 ha fatto registrare lo scorso anno e che aiutano a rendere l’idea dell’ampiezza del lavoro svolto: 10 progetti attivati, 515 persone e 62 realtà coinvolte, 62 incontri territoriali.

Da parte dei sindaci Fabrizio Inama di Denno, Angelo Fedrizzi di Ton, Fulvio Zanon di Contà, Giovanni Formolo di Sporminore e del vicesindaco di Campodenno Oscar Pedò sono arrivate parole d’elogio e di ringraziamento per l’impegno profuso finora dal Tavolo e per i programmi futuri. Rilancio, volontà e investimento saranno le parole chiave.

I primi cittadini hanno sottolineato l’importanza di saper leggere la realtà in cui si opera per lanciare proposte nuove ed evitare l’abitudine, rendendo i giovani protagonisti della società in cui vivono.

Negli ultimi anni il Tavolo è cresciuto, è diventato uno strumento vivace, simbolo della capacità di ragionare insieme, di condividere e di pensare a qualcosa di organico sul territorio della bassa Val di Non.

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Simone Deromedis, magica prima volta

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Quello appena trascorso è stato un weekend da incorniciare per Simone Deromedis, salito per la prima volta sul podio in una gara di Coppa Europa (foto Fisi del Trentino)

La prima volta non si scorda mai. E sarà proprio così per il giovane Simone Deromedis di Taio, classe 2000, che sabato scorso, nella gara-1 di Coppa Europa disputatasi sulle nevi austriache di Reiteralm, ha conquistato il terzo posto nello skicross. (altro…)

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La Val di Non unita in una giornata di solidarietà per Dimaro

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Una giornata speciale all’insegna della solidarietà”. Le associazioni di volontariato della Val di Non hanno organizzato per domenica prossima, 31 marzo, la “Giornata di solidarietà x Dimaro”, che si terrà al palazzetto dello sport di Cles, con l’intento di far crescere e consolidare la cultura della solidarietà in tutti i cittadini, dai bambini fino ai nonni. (altro…)

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La Provincia acquisirà e metterà in sicurezza l’area devastata a Dimaro. Entro settembre investiti più di 100 milioni di euro.

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La Commissione speciale di studio presieduta da Ivano Job (Lega), incaricata dal Consiglio di valutare i danni causati dall’eccezionale perturbazione del 29 ottobre scorso e le conseguenti misure d’intervento, ha incontrato stamane il presidente delle Provincia Maurizio Fugatti e l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Assente giustificato l’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina, oggi impegnato a Belluno sul tema Dolomiti-Unesco.

Per il presidente Job questo incontro con i vertici della Provincia rappresenta il punto culminante del percorso effettuato dalla Commissione con le audizioni di questi mesi.

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L’assessora Zanotelli ha ringraziato la Commissione del lavoro svolto coinvolgendo il territorio. E ha ricordato il Piano d’azione messo in campo dalla Provincia coinvolgendo le ditte trentine attive nel settore del taglio, del trasporto e della lavorazione del legno degli alberi schiantati. Ha infine spiegato che oggi i ragionamenti riguardano anche la prospettiva della piantumazione dei boschi rasi al suolo, ma anche del recupero di prati e pascoli.

Maurizio Zanin, dirigente provinciale, ha risposto evidenziando che alla fine quantità del legname schiantato supererà i 3 milioni di metri cubi lordi provvisoriamente stimati. Non è infatti tenuto conto, anche perché non era possibile, degli schianti sparsi nei boschi e quindi non visibili.

Il rischio riguarda ora gli attacchi parassitari che questi alberi abbattuti e difficilmente recuperabili possono subire. Zanin ha sottolineato che le ditte trentine hanno una “capacità” massima di raccolta di 500.000 metri cubi di legname all’anno, mentre la filiera locale del settore può lavorarne fino a 800.000 metri cubi. massima quantità di legname che queste aziende sono in grado di lavorare.

Questo significa che le ditte trentine con la manodopera attualmente in dotazione non sono in grado di assorbire per intero il lavoro di taglio e trasformazione del legname. Ecco perché è indispensabile che le amministrazioni locali proprietarie ricorrano al supporto di ditte provenienti anche da fuori provincia, che però – ha precisato Zanin – non sono solo austriache ma anche italiane. In ogni caso la Provincia oggi affianca le amministrazioni locali proprietarie e meno esperte nella vendita anche “in piedi” del legname per una gestione adeguata di queste attività.

Il presidente Fugatti si è complimentato con la Commissione per il lavoro svolto “che – ha detto – è stato di stimolo per l’attività delle strutture della Provincia“.

Ha poi ricordato la positiva collaborazione con la precedente Giunta provinciale all’indomani dell’evento. E ha preannunciato che nel settembre prossimo, “la mole di risorse investite per gestire le conseguenze del maltempo ammonterà ad un centinaio di milioni e forse anche a qualcosa di più”. “Se alla Provincia è stato riconosciuto dal governo nazionale un intervento triennale di circa di 220 milioni – ha aggiunto Fugatti – è stato perché le nostre strutture hanno saputo gestire e rendicontare bene queste risorse, che altrimenti sarebbero state assegnate ad altri territori”.

Il presidente della Commissione Job ha chiesto un aggiornamento sugli interventi della Provincia a Dimaro, località dove maggiori sono stati i danni causati dal maltempo.

Il dirigente De Col ha risposto che la prima preoccupazione della Provincia ha riguardato la sicurezza del territorio. Il Servizio competente sta progettando la sistemazione definitiva del corso d’acqua all’origine dei danni arrecati al paese. Sono state anche definite le aree che nel futuro non più utilizzate per la residenzialità. Si è stimata inoltre la possibilità di riutilizzare gli edifici danneggiati, 10 dei quali saranno recuperati.

In ogni caso la Provincia acquisirà tutta l’area devastata dall’alluvione di fine ottobre, che sarà destinata totalmente al verde e alla tutela del territorio.

Questo per garantire anche la futura sicurezza dell’intero abitato di Dimaro, considerando che eventi devastanti di questa portata potrebbero ripetersi entro i prossimi 50 anni.

Tutti questi interventi a Dimaro richiederanno un anno e mezzo di lavoro, ma i primi risultati si potranno vedere già nel giungo del 2019.

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