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Fiemme, Fassa e Cembra

Incidente in Val di Fiemme: alle 6.40 del mattino alla guida con un tasso alcolemico 4 volte superiore al consentito.

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Gli sforzi della Compagnia Carabinieri di Cavalese atti ad intensificare i controlli stradali a tutela degli utenti, hanno portato a significativi e sorprendenti risultati.

In tal senso, la specifica attività di prevenzione svolta in orario diurno e notturno dalle Stazioni Carabinieri di Cembra-Lisignago e San Giovanni Di Fassa – Sen Jan e dalle gazzelle del Nucleo Radiomobile nel territorio di competenza in quest’ultimo periodo hanno consentito di rilevare 6 infrazioni di particolare gravità a carico di alcuni soggetti che si mettevano alla guida dopo aver abusato in maniera considerevole di bevande alcoliche.

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Di particolare rilevanza assume l’intervento eseguito dal Nucleo Radiomobile in collaborazione con la Stazione Carabinieri di Molina a seguito di un sinistro stradale registrato alle ore 6.40 di mattina dell’ l’11.3.2019 a Cavalese.

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Il controllo alcolemico effettuato dai militari sui conducenti delle autovetture dava esito positivo su una di esse, rilevando un tasso di ben quasi 4 volte quello consentito ai termini di legge.

Il conducente veniva quindi deferito all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 186 del Cds per guida in stato d’ebrezza ed il mezzo in suo uso sequestrato ai fini delle confisca.

Nella rete dei Carabinieri di Canal San Bovo è inoltre finito un giovane residente in Primiero individuato a seguito della capillare attività di controllo svolta sul territorio, lo stesso noto ai militari operanti, veniva sottoposto ad un approfondita verifica che dava esito positivo in quanto sulla sua persona venivano rinvenute alcune dosi di eroina poste poi sotto sequestro.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ruba 1.800 euro dal ristoro di Segonzano. Denunciato 43 enne Trentino

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Nella notte tra il 27 ed il 28 maggio 2019 il punto di ristoro del Santuario Madonna dell’Aiuto di Segonzano veniva interessato da un furto con scasso ai danni di due distributori automatici dai quali venivano asportati denaro contante e generi alimentari per un danno quantificato in 1.800,00 euro.

Nell’occasione il ladro, introdottosi all’interno del locale attraverso la forzatura della porta d’ingresso e di una finestra laterale, danneggiava seriamente anche gli infissi.

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I Carabinieri del Comando Stazione di Segonzano raccolta la denuncia, avviavano tutta una serie di accertamenti che consentivano di individuare il responsabile del colpo in una 43enne trentino non nuovo a questi fatti.

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Preziosi in questo caso sono stati i sistemi di sorveglianza passiva che sono riusciti a catturare il volto del malvivente, portando gli inquirenti ad una sua veloce identificazione.

Lo stesso veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto aggravato.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Rapina Canazei: per il pensionato di Moena oggi l’udienza di convalida in carcere

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Nelle prossime ore il 69 enne di Moena, arrestato per tentata rapina all’ufficio postale, comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida in carcere.

Giglio Pianezze, idraulico in pensione, si era presentato alle poste con il casco e una pistola giocattolo in mano e aveva minacciato le dipendenti di consegnargli 800 euro.

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Il suo piano però non è andato a buon fine. (qui articolo) Le dipendenti, nonostante la paura, hanno mantenuto il sangue freddo. Hanno spiegato all’uomo che nelle casse non c’erano contanti e che avrebbero dovuto attivare il timer per aprire la cassaforte. In questo modo sono riuscite ad avere il tempo necessario per far scattare l’allarme rapina.

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Quando il 69 enne ha capito che il tempo passava e che la cassaforte non si sarebbe aperta ha tentato la fuga, ma è stato fermato dai carabinieri.

A spingere il pensionato verso questo gesto anomalo, potrebbe essere stata l’esasperazione per un disservizio nella consegna dei pacchi.

Infatti mentre minacciava le dipendenti, ha raccontato loro di aver fatto degli acquisti online dal valore di 800 euro per la nipote, e che non gli era stato recapitato nulla.

Il pensionato quindi potrebbe essere stato anche truffato. Oltre al danno insomma, anche le beffe.

La pistola giocattolo usata nella rapina

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ruba la borsetta al parco di Cavalese. Arrestato giovane del posto

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Ieri mattina verso le dieci bruttissimo episodio a Cavalese presso il campetto di calcio del parco.

Un giovane ragazzo italiano residente a Cavalese ha rubato la borsetta ad una signorina per poi darsi alla fuga verso il nuovo cimitero.

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La donna stava giocando insieme al nipotino ed aveva lasciato per un attimo incustodita la sua borsa.

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Il ragazzo, approfittando della disattenzione, è piombato come un falco sulla borsetta della ragazza portandosela via.

Il giovane dopo aver trascorso qualche ora sul prato dell’oratorio a prendere sole ed aver studiato le possibili “vittime”, individuava la borsetta della possibile vittima che stava tenendo compagnia al nipotino e, avvicinatosi alla stessa, riusciva a sfilare il portafoglio prelevando del denaro.

L’azione però non sfuggiva all’occhio della giovane vittima che intimava al ragazzo di interrompere la sua condotta e restituirgli il denaro, di contro lo stesso minacciava la minorenne a non avvicinarsi a lui impaurendola.

A seguito degli urli, il rapinatore si dava alla fuga di corsa con una modesta somma di denaro.

La derubata nonostante, lo choc riusciva, ad avvertire immediatamente una sua parente che allertava direttamente un Ispettore della Compagnia Carabinieri di Cavalese che, avuta la descrizione del reo, ne associava senza difficoltà la sua identità a quella di un giovane locale, ben noto al Comando per fatti analoghi.

Di qui partiva una serrata ricerca del rapinatore in tutta la Val di Fiemme che veniva anche estesa nelle Stazioni Ferroviarie di Ora e Trento, grazie alla collaborazione delle rispettive Compagnie Carabinieri.

Il giovane, che nel frattempo si era nascosto nei boschi tra Cavalese e Varena, veniva informato da conoscenti delle ricerche condotte nei suoi confronti dai Carabinieri.

Successivamente il ragazzo locale sentitosi braccato rispondeva alla chiamata telefonica di un Maresciallo della locale Compagnia che ben conosceva il rapinatore per ragioni d’ufficio.

L’improvvisato rapinatore veniva quindi convinto dal sottufficiale a consegnarsi e, dopo pochi minuti seguendo le indicazioni impartite, scendeva dai boschi sino a raggiungere una strada dove vi erano ad attenderlo i Carabinieri di Cavalese che lo trasferivano in Caserma.

Lo stesso veniva pertanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto e su disposizione del Magistrato di turno dr. Davide Ognibene, poi trasferito presso la casa circondariale di Trento .

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