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Alto Garda e Ledro

Distrutta dalle fiamme a Linfano la casa dell’ex campione di salto con l’asta Renato Dionisi

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Le fiamme sono partite dal primo piano della villetta ubicata in via Linfano ad Arco e hanno intaccato il tetto che è collassato.

L’allarme è scattato nella serata di ieri grazie ad una vicina di casa che ha subito allertato i vigili del fuoco di Arco.

La casa di Renato Dionisi, primatista italiano di salto con l’asta negli anni ’60 e medaglia di bronzo agli europei del 1971 ad Helsinki è andata completamente distrutta.

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L’ipotesi più probabile è che l’incendio sia iniziato per colpa del malfunzionamento della canna fumaria.

Ci sono anche dei dubbi sul frigorifero che era l’unico elettrodomestico accesso in casa

L’abitazione in quel momento per fortuna era vuota ma i due gatti che vivevano con l’ex campione sono stati ritrovati morti.

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Alto Garda e Ledro

Stupore in via Linfano, asino in mezzo alla strada

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Per qualche minuto ha girovagato lungo via Linfano ad Arco camminando a velocità d’uomo lungo la carreggiata fra lo stupore e un po’ di paura fra gli automobilisti.

Un stamane verso le 9.30 un asino, scappato dal recinto di qualche azienda agricola della zona, ha creato un po’ di scompiglio fra gli automobilisti e alcuni problemi al traffico.

Nel frattempo le forze dell’ordine allertate dopo qualche minuto di indagini sono riuscite ad accertare la provenienza ed avvisare i proprietari che nel pomeriggio sono arrivati per recuperare l’animale portarlo nel loro abituale recinto di casa. Per loro, i proprietari, scatterà una lieve sanzione amministrativa per il mancato controllo.

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Alto Garda e Ledro

Scontro auto – moto in via Sabbioni, 54 enne finisce al pronto soccorso

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È ancora sconosciuta la dinamica  che ha portato allo scontro in via Sabbioni ad Arco fra uno scooter guidato da un 54 enne ed un’autovettura.

Quest’ultimo è stato ricoverato in codice rosso al pronto soccorso di Arco.

Lo scontro è avvenuto poco prima delle 13.00. Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118 e le forze dell’ordine.

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Alto Garda e Ledro

“Ciclovia del Garda, completare al più presto il collegamento con la sponda bresciana”: il sopralluogo del presidente Fugatti

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“Siamo consapevoli che si tratta di un importante biglietto da visita per il Garda trentino che si affaccia verso la sponda lombarda e che, come è stato ribadito anche pochi giorni fa nell’incontro che la Giunta provinciale ha avuto con gli amministratori dell’Alto Garda e Ledro e della Vallagarina, il completamento del collegamento ciclabile con Limone è considerato prioritario. Oggi ho voluto dare seguito agli impegni presi con gli amministratori locali e verificare di persona lo stato delle cose e quali siano le soluzioni progettuali sul tavolo. Vogliamo fare presto e bene, senza nasconderci che l’opera è impegnativa”: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha commentato così il sopralluogo che ha fatto questa mattina, accompagnato dall’ingegner Mario Monaco, dirigente del Servizio opere stradali e ferroviarie, sul tratto di strada che da Riva del Garda va verso Limone, sulla sponda bresciana del lago, per vedere sul posto quali siano le soluzioni progettuali possibili per completare il collegamento ciclabile con la sponda bresciana.

La Ciclovia del Garda è un anello che, una volta completato, sarà di circa 140 chilometri e collegherà tutte le sponde del lago.

Il progetto, che coinvolge i territori delle Regioni Veneto e Lombardia e della Provincia autonoma di Trento che si affacciano sul Garda, rientra nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche previsto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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Se vogliamo andare avanti, come i sindaci ci hanno chiesto – ha aggiunto Fugatti – dobbiamo capire quali sono i progetti, quindi oggi, con i tecnici provinciali, siamo venuti a fare un sopralluogo sui vari lotti verso il confine lombardo perché crediamo che questa sia un’opera da portare avanti nel più breve tempo possibile, perché è utile ai territori, a fini turistici e per i collegamenti. Adesso si passa alla fase delle decisioni progettuali e del reperimento delle ulteriori risorse necessarie”.

E’ una fase, ha evidenziato il presidente Fugatti, che vedrà proseguire il dialogo con il territorio, anche perché si tratta di un intervento che comporta anche la sfida tecnica di coniugare efficienza strutturale con il rispetto di un paesaggio unico e conosciuto nel mondo.

Per quanto riguarda l’opera nel suo complesso sono due i tratti di competenza trentina, per collegarsi con le sponde bresciana e veronese: quello da Riva del Garda a Limone, di 6,648 chilometri di lunghezza, e quello tra Torbole a Malcesine, di 5,524 chilometri.

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