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Valsugana e Primiero

Lupi: nuova strage di animali in Valsugana

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Sabato mattina sopra Villa Agnedo sono state ritrovare le carcasse di alcune pecore sbranate dai lupi.

Purtroppo, quello di sabato, non è che l’ultimo tragico ritrovamento. Nella stessa zona vengono infatti segnalate, solo nelle ultime settimane, le morti di 10 pecore, due maiali, e un cane.

I responsabili sono sempre gli stessi. Due grossi lupi che sono stati visti spesso dai contadini aggirarsi nella zona.

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Gli stessi contadini che ora chiedono a gran voce la soluzione del problema in modo definitivo.

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Valsugana e Primiero

Furto e danneggiamenti alla stazione di Pergine Valsugana, denunciato 22 enne marocchino

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E’ stato identificato e denunciato in stato di libertà, dai Carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana, l’autore dei gravi danneggiamenti e del furto perpetrati la notte tra giovedì e venerdì alla omonima stazione ferroviaria.

Si tratta di E.K.M. marocchino 22enne, già ritenuto responsabile di altri reati perpetrati in Valsugana nelle ultime settimane.

Nella tarda serata di giovedì scorso, dopo essere riuscito a forzare una porta, danneggiava arredi ed impianti.

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Poi passava lungo i binari, spaccava una panchina con basamento in cemento e la gettava lungo i binari ed infine, dopo aver forzato una finestra, rubava il fondo cassa della tabaccheria, qualche centinaio di euro il bottino.

Ad incastrarlo, immagini della videosorveglianza, che ne riprendevano i movimenti.

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Rintracciato e condotto in caserma, l’uomo non ha opposto resistenza ed ha ammesso le proprie responsabilità.

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Valsugana e Primiero

Pergine: stop alle feste medievali, ma arriva il grande Rugby nazionale

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E’ giusto annullare le ormai tradizionali “Feste Medievali” di Pergine, dirottandone i fondi sul ritiro della nazionale di rugby?

Di certo a Pergine il dibattito si preannuncia molto lungo e animato.

In considerazione della riduzione dei finanziamenti, Pro Loco e Apt hanno deciso di tagliare le feste, ma di saldare il conto relativo alle spese di ospitalità della nazionale.

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Il problema è che i commercianti del centro storico di Pergine non se la passano bene per tutto l’anno ed avevano decisamente bisogno dei mercatini natalizi e dell’appuntamento rievocativo dell’estate, per provare a far quadrare i bilanci.

Le Feste Medievali richiamavo turisti dal lago e dalle montagne vicine, ma anche da tutto il Trentino; di certo non avrà lo stesso richiamo il ritiro della nazionale di uno sport che è ancora di nicchia.

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Ma per Pro Loco, Apt e l’assessore Franco Demozzi con delega al turismo, va bene così.

Dopo 13 anni l’evento, a parte la possibilità dell’arrivo di un nuovo specifico finanziamento, non si farà più.

L’annuncio ufficiale sarà dato martedì in occasione dell’assemblea elettiva della Pro Loco, ma già c’è chi garantisce che i fine settimana di giugno e luglio a tutto rugby, avranno la stessa ricaduta delle Feste Medievali.

A non essere di questa opinione sono i commercianti perché andranno a perdere degli incassi sicuri concentrati in pochi giorni e che sono decisamente scettici che con la nazionale di rugby ci potrà essere la stessa ricaduta relativamente alle attività del centro storico.

Una nazionale di rugby, vale le Feste Medievali?

Forse a livello di paese potrà anche essere così, più difficile che lo possa essere per quelle attività che si troveranno lontane dall’evento.

C’è chi dice anche che le ultime edizioni delle Feste Medievali erano alquanto ripetitive e che avevano perso quella freschezza delle prime edizioni.

Forse un anno potrà anche servire a rigenerare l’evento che magari potrebbe essere riproposto con un’altra regia.

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Valsugana e Primiero

Operazione “TigreNera”, vendita Porsche Macan: aveva truffato un cittadino di Levico, arrestato 40 enne

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Soprannominandola “TigreNera”, i Carabinieri della Stazione di Levico Terme hanno dato il via alla complessa attività di indagine che nella mattinata del 18 marzo ha permesso di trarre in arresto un astuto truffatore, stanandolo dal proprio covo di Pavia con l’astuzia e l’ingegno a cui, il personale dell’Arma, è giunto caparbiamente al termine di mesi di paziente e intricata opera di analisi investigativa tecnica.

L’uomo, L.M., un italiano originario della Campania 40enne, era ormai specializzato nell’acquisto di auto di lusso da rimpiazzare sul mercato automobilistico estero.

Servendosi di false identità, i suoi affari si perfezionavano in diverse provincie italiane, giungendo fino a Levico.

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Una Porsche Macan, una lussuosa supercar che ha dato il nome (derivato dalla lingua indonesiana) all’intera indagine.

Sempre uguale la modalità utilizzata: la vittima ha posto in vendita su internet, nel mese di novembre 2018, la propria autovettura semi nuova, con l’auspicio di poter trovare un appassionato ammiratore disposto a spendere oltre sessantamila euro per il felino a quattro ruote dal colore nero fiammante.

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Incredibilmente, dopo qualche giorno, viene contattato da una persona che si presenta come venditore di auto della provincia di Rovigo, il quale contratta il prezzo sino a giungere all’accordo per l’acquisto della macchina, da pagare con la massima garanzia di un assegno circolare postale.

Tutto appare vero: il giorno seguente si presenta alla vittima l’acquirente, Mario, un uomo ben vestito e palesemente interessato alla macchina, in possesso di una carta di identità e di un gustoso assegno circolare con l’importo ed il destinatario già stampato.

La prova del veicolo, una chiacchierata, un caffè per conoscersi meglio ed apprezzare da entrambe le parti il vero affare.

Poi il via alle operazioni di vendita: in banca per depositare l’assegno, la telefonata all’ufficio emittente per riceverne l’esito di presunta genuinità ed infine col documento di identità presso l’ACI di Trento per formalizzare l’immediato passaggio di proprietà. Tutti soddisfatti, temporaneamente.

Il giorno seguente la banca contatta il proprio cliente annunciandogli che l’assegno è completamente falso.

Ma la macchina è già andata e tra l’altro con un passaggio di proprietà già concluso.

Senza soldi e senza macchina, la vittima si rivolge disperato ai Carabinieri di Levico Terme .

Partono le indagini, precise e repentine dell’intero gruppo investigativo della cittadina. Diretti dal Dott. Pasquale Profiti, Sost. Proc. alla Procura della Repubblica di Trento, i Carabinieri della Stazione di Levico Terme analizzano nel dettaglio tutte le operazioni raccontate dalla vittima, acquisendo ogni utile informazione dalle persone coinvolte nelle operazioni di raggiro ed evidenziando ogni dettaglio che, seppur apparentemente inutile, avrebbe poi indotto gli investigatori a delineare un giusta direzione inquisitoria.

E’ stata quindi ricostruita l’intera attività illecita del malfattore: il possesso e la fabbricazione di documenti di identità e titoli di credito completamente fasulli, la disponibilità di linee telefoniche virtuali, tutte intestate a persone inesistenti sul territorio nazionale.

La creazione fittizia di siti internet, tra cui quelli dell’ufficio postale emittente dell’assegno circolare. La mancata tracciabilità dei viaggi delle autovetture acquistate, tutte portate via a bordo di carro attrezzi.

Accertamenti ardui, che non consentivano facilmente di associare una reale identità al responsabile ma che, come ogni illecita attività condotta in un lasso di tempo stimabile, ha lasciato emergere errori ed imprudenze che hanno ben ricompensato la tenacia dei carabinieri.

L’autovettura è stata sequestrata in Germania, in stretta sinergia con i Carabinieri per la Cooperazione Internazionale.

Il malfattore, individuato nelle sue esatte generalità ma senza una fissa dimora nel territorio nazionale, è stato quindi catturato ed arrestato alle prime luci dell’alba in una abitazione sita nel centro cittadino di Pavia, a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria da cui l’uomo si serviva come base di partenza per i suoi spostamenti a lungo raggio verso le località da colpire.

La collaborazione tra i militari dell’Arma e la fitta capillarità diffusa sul territorio nazionale, ha permesso quindi ai Carabinieri di Levico Terme – supportati dall’Arma locale di Pavia – di assicurare alla giustizia un truffatore di ampio calibro e di recuperare, oltre che il bene giuridico frodato alla vittima, anche ulteriori prove incriminanti emerse durante le perquisizioni ed ogni altra attività di polizia giudiziaria connessa all’indagine “TigreNera”.

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