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Trento

Povo, palazzina ITEA vetusta e malsana. L’allarme degli inquilini e la denuncia di Gabriella Maffioletti

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La denuncia è arrivata a Gabriella Maffioletti presidente Ataies (Associazione tutela assegnatari inquilini edilizia sociale)  da parte degli inquilini di una stabile Itea di via Borino a Povo

Alcuni assegnatari ITEA si sono rivolti alla presidente di Ataies per essere tutelati rispetto ad una situazione che vede evidenti carenze infrastrutturali negli alloggi situati al primo piano del condominio in oggetto composto di ben 19 appartamenti che fanno corpo unico. Carenze che purtroppo riguardano un po tutti gli appartamenti.

Secondo Gabriella Maffioletti la costruzione  degli immobili risale a 20 anni fa e probabilmente anche in questo caso, la ditta costruttrice è stata “aiutata” nella operazione di mancato realizzo di vendita immobiliare dalla società partecipata in indirizzo che ne ha acquisito il lotto.

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«Anche in questo caso, come in numerosi altri (vedi Magnete) le evidenti carenze in impiego di materiale edilizio sono palesi»Denuncia la Maffioletti.

Detto ciò entriamo nel merito della questione.

Va detto innanzitutto che tali rimostranze sono state poste dagli inquilini più volte all’ITEA senza ricevere nessuna risposta nel merito.

Più volte tali criticità strutturali sono state evidenziate attraverso la figura del geometra di zona incaricato ed alla referente di zona.

Uno di questi alloggi è particolarmente devastato, ed appare evidente dalle fotografie allegate come tutti i locali siano invasi dalla forte presenza di muffa.

Sono molto pesanti gli addensamenti sia nei locali adibiti a stanze da letto, sia nel locale – bagno.

Al di la del fatto estetico e ambientale si temono anche delle ripercussioni sulla salute dei soggetti che ne respirano le particelle di pulviscolo molto nocive a livello polmonare.

Nell’appartamento in questione vive una famiglia con 4 figli minori, due dei quali continuamente oggetto di otiti e bronchiti (entrambi hanno problemi alle membrane timpaniche tanto da fare ricorso ad intervento chirurgico ).

Maffioletti in questo caso richiama l’Art. 1578 del codice civile  che certifica che «in caso di presenza di umidità e muffa in una casa in affitto, autorizza il locatario a richiedere la risoluzione del contratto». Vizi come l’umidità e la muffa, infatti, sono riconosciuti «diminuire in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito”.

L’articolo 1578 del Codice Civile stabilisce anche che «il locatore è tenuto a risarcire al conduttore (locatario n.d.r.) i danni derivati da vizi della cosa»

Nel caso in cui la muffa sia presente al momento della stipula del contratto (ed il vizio non è stato dichiarato o non era immediatamente riconoscibile) il locatore verrebbe meno al primo punto, mentre nel caso in cui la muffa si presenti successivamente, verrebbero meno i due punti successivi.

Infatti se la muffa è presente in grandi quantità, l’appartamento in affitto non risulterebbe più adeguato all’uso abitativo e il locatario non ne potrebbe godere pacificamente

In questi casi quindi il locatario può chiedere la risoluzione del contratto di affitto.

La Corte di Cassazione si è già espressa in merito. Con la sentenza n.20346/2010 definisce la presenza di muffa un “deterioramento rilevante” e afferma che se l’immobile è affetto da umidità il giudice può decretare il risarcimento danni (dovuti all’ammuffimento dei suppellettili) in favore dell’inquilino a carico del proprietario.

Con la sentenza n.915/1999, la Corte di Cassazione ha confermato che il locatore è tenuto a risarcire l’affittuario anche per i danni alla salute che la muffa gli ha causato durante l’utilizzo dell’immobile locato-

Ma andiamo avanti.

Le carenze infrastrutturali degli appartamenti della palazzina sono visibili per lo più ai piani terra e riguardano anche gli infissi che sono vetusti e la cui tenuta termica è assolutamente insufficiente.

Dalle finestre e dalle porte finestre nelle stagioni fredde entrano spifferi e gli inquilini specie anziani e quelli con bambini piccoli hanno temperature nei loro alloggi che non superano i 18 gradi termici.

Per quanto concerne poi i poggioli con travi in legno che necessitano di manutenzioni straordinarie importanti il geometra incaricato signor Tabarelli ha rinviato tutte le operazioni di ripristino manutentivo a carico degli inquilini.

Anche la basculante del locale garage risulta guasta da parecchio tempo.

Anche in questo caso la risposta con la quale personale incaricato da ITEA ha liquidato la segnalazione dicendo che non vi sono più i pezzi di ricambio dei serramenti.

«Nulla fino ad oggi ha prodotto esiti risolutivi delle problematiche e dei vizi di locazione qui brevemente segnalati. Nello stabile vivono anche soggetti anziani ed un nucleo con un soggetto affetto da disabilità che rientrano per legge nelle categorie dei soggetti classificati per leggi nelle fasce dei cittadini deboli da tutelare. Degli inquilini mi riferiscono inoltre che sono stati posizionati da personale tecnico di ITEA s.p.a degli specchietti nei garages per verificare eventuali cedimenti strutturali del caseggiato. Le fotografie allegate comprovano che vi sono delle forti presenze di crepe nelle mura esterne specie al terzo piano che potrebbero connotare un cedimento strutturale»Conclude Maffioletti

Le sequenze fotografiche sono eloquenti quanto basta per sottolineare ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, quanto ITEA dopo la sua trasformazione in società per azioni abbia totalmente perso anche la più intrinseca vocazione per cui era stata ideata dai Padri costituenti di dare anche alle fasce povere ai meno abbienti una casa.

Va ricordato che ITEA è stata decretata dalla Provincia autonoma di Trento in una legge L.P. 21/92 che aveva pensato di dare casa ai meno abbienti, alla fascia più debole della nostra società.

Oggi, poco o nulla è rimasto di quella visione politica e amministrativa del bene pubblico.

Oggi purtroppo ITEA s.p.a un tempo fiore all’occhiello del nostro patrimonio pubblico è divenuta a tutti gli effetti società commerciale e di affari.

Si guarda al bilancio e alle operazioni di marketing di facciata (vedi recente progetto denominato “Stardust” alle Torri di Villazzano dal costo di realizzo esorbitante e assolutamente sproporzionato nei termini economici e di opportunità ) e si lasciano interi stabili vecchi e vetusticadere a pezzi”, o con vizi strutturali che ne inficiano i termini del rispetto civilistico. Un paradosso nei termini.

Maffioletti ha ricordato anche che sono oltre 11 mila le unità immobiliari presenti sul territorio provinciale che fanno capo ad ITEA e che molti inquilini hanno lasciato anche dopo trenta anni di occupazione ininterrotta le loro dimore per i numerosi vizi e carenze in materia sia di mancati interventi di manutenzione straordinaria.

Rimangono spesso o gli ultimi, – sottolinea la presidente di Ataies –  ossia quelli che sono confinati ai margini della società, che contribuiscono spesso al deterioramento del settore in materia di convivenza civile, o quelli che dignitosamente vivono di bassi stipendi o di pensioni minimali per cui pensare di lasciare un alloggio pubblico (tanto lungamente sognato un tempo) diventa un miraggio irraggiungibile.

Vent’anni di politiche di welfare dissennate che hanno comportato l’attuale situazione di totale caos e malagestione pubblica.

«Auspico che questo nuovo governo abbia nel proprio core business una totale riforma del sistema tante e troppe sono le mancanze in materia di diritti inviolabili ed civili» – termina Gabriella Maffioletti.

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Trento

Ecco i nuovi leader del partito Democratico

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Il PD agli ordini di Carola Rackete e l’orso trentino M49

La coppia di fatto sta ormai spopolando sul web e il PD su di loro scommette sulla prossima campagna elettorale.

I parlamentari della sinistra sono saliti sulla nave dell’amazzone tedesca per sostenerla nel salvataggio dei 41 migranti.

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Per inciso giusto ricordare che tutti i parlamentari hanno poi ricevuto una multa di 1.500 euro perché non avevano nessuna autorizzazione per salire sulla Sea Watch

La fuga dell’orso M49 invece ha resuscitato le minoranze trentine che hanno preso fiato e soprattutto argomenti (pensate un po’) per attaccare la maggioranza.

E se questi sono gli argomenti, Maurizio Fugatti può stare tranquillo finché arriva l’ora della pensione.

Sui social quelli del PD si sono scatenati (si fa per dire) lanciando battute all’indirizzo della giunta.

Pietose quelle di Luca Zeni, che come comico non avrebbe futuro, meglio invece quelle di Ugo Rossi che si sono dimostrate sarcastiche e pungenti.

Ma intanto la coppia Carola M49 gongola e sogna una vita insieme ai politici della sinistra.

Gli innamorati cercano le coordinate via mare e nei boschi per convogliare a giuste nozze, mentre quelli della sinistra la bussola l’hanno persa da un bel pezzo. 

Carola sarà dimenticata presto e l’orso M49 nelle prossime ore sarà catturato e così tutti i politici trentini potranno andarsene in vacanza. 

Per i due eroi della sinistra un’estate da protagonisti, per la sinistra l’unico argomento su cui far leva per finire sui giornali.

La vignette è di Domenico La Cava 

 

 

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Trento

Il Vescovo Tisi tra le immagini del Sacro Cuore di Gesù

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Ha apprezzato, l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi.

Stamane è stato ospite a palazzo Trentini per una approfondita visita alla mostra in corso su “Il cuore divino di Gesù – storia e devozione” (che resta aperta fino alla fine di luglio).

L’hanno accolto il presidente Walter Kaswalder e il consigliere provinciale Claudio Cia spiegando che l’intento è stato quello di contribuire alla preservazione e valorizzazione della memoria storica di tradizioni forti e vere della nostra comunità trentina.

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Una mostra dunque pensata per dire che le radici culturali devono essere conosciute e trasmesse alle nuove generazioni, esattamente come il patrimonio di idee cui attinge il nostro assetto istituzionale basato sull’autonomia.

Monsignor Tisi ha ascoltato la curatrice dell’esposizione, Rosanna Cavallini, e ha prestato attenzione a ogni dettaglio degli oggetti e delle opere esposti.

Ha ricordato che papa Francesco ha basato il suo pontificato sul tema della misericordia di Dio, quindi proprio sul concetto del Sacro Cuore di Gesù come segno d’amore infinito.

Tisi ha citato il teologo Karl Rahner e poco oltre – ammirando un’iconografia del cuore di Gesù trafitto e sgorgante sangue – ha ricordato come fu la mistica polacca Maria Faustina Kowalska a mettere al centro, sulla scorta delle sue visioni, l’idea del sangue come simbolo dell’amore incondizionato verso gli uomini.

Osservando le immagini fotografiche delle processioni in Trentino dedicate al Sacro Cuore, il vescovo ha voluto sottolineare la grandissima distanza tra gli atteggiamenti della gente nelle foto d’un tempo e quelli delle rievocazioni odierne.

Purtroppo – ha detto – la differenza sta nella grande fede in Dio, che c’era e non c’è più.

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Trento

Studi post-diploma, il sostegno alle famiglie con il Contributo provinciale

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Sostenere economicamente gli studenti trentini che affronteranno un percorso di studi post diploma, con un contributo provinciale proporzionale a quanto accantoneranno le famiglie di ciascuno studente durante la scuola superiore.

Questo, in sintesi, l’obiettivo della misura che fissa al 31 agosto la scadenza per effettuare il versamento annuale per gli studenti del secondo ciclo di studi.

Un’iniziativa di aiuto alle famiglie, che potranno così dare vita a un piano di risparmio al quale concorrerà la Provincia al momento dell’iscrizione all’università, con una somma in denaro tale da aumentare in maniera importante il capitale accumulato per le spese universitarie.

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Si continua così ad investire nelle risorse umane, nella convinzione che una maggiore preparazione sia per i giovani un elemento determinante nella ricerca di lavoro.

Il contributo per gli studi post diploma è una misura voluta dalla Provincia autonoma di Trento per aiutare le famiglie trentine a sostenere le spese per gli studi dei propri figli.

La misura prevede, a fronte di un piano di risparmio effettuato dalla famiglia, l’erogazione di una somma di denaro al momento dell’iscrizione  ai percorsi di studi post-diploma, universitari e di alta formazione proporzionale a quanto accantonato.

Accedere al contributo è facile, sarà sufficiente:

– aprire un libretto di risparmio o un conto corrente o un piano di accumulo di capitale (PAC) o polizze assicurative;

– versare per ogni anno scolastico, entro il 31 agosto, una somma di denaro per un periodo da 3 a 5 anni precedenti all’iscrizione a percorsi di studio post diploma;

– accumulare una somma complessiva compresa tra 3.000 e 6.000 euro;

– avere un indicatore ISEE famigliare compreso tra 23.001 e 32.000 euro.

Si tratta di una misura importante se si pensa che, se una famiglia risparmia una cifra tra i 3.000 e i 6.000 euro negli anni delle scuole superiori, quando lo studente si iscriverà a un corso post-diploma, sia in Trentino che fuori provincia o all’estero, potrà ricevere un aiuto pubblico provinciale fino al doppio di quanto risparmiato.

La domanda dovrà essere presentata agli Uffici provinciali nell’anno di iscrizione ai percorsi post diploma, completa della documentazione che attesta l’avvenuto accumulo e dell’indicatore ISEE della famiglia. Ogni anno viene pubblicato un bando con le modalità e le scadenze per inoltrare la richiesta.

I versamenti per costituire il risparmio dovranno essere effettuati entro il 31 agosto.

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