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Spettacolo

“La Gioia” di Pippo Delbono, il grido della vita contro la morte

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Martedì 12 marzo al teatro Sociale di Trento arriva per un’unica data La gioia di Pippo Delbono, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Nelle parole di Delbono, “Ho scelto di intitolare il mio nuovo spettacolo La Gioia, una parola che mi fa paura, che mi evoca immagini di famiglie felici, di bambini felici, di paesaggi felici. Tutto morto, tutto falso.

Mi ha colpito La morte di Ivan Il’ic di Tolstoj, in cui il protagonista, nei suoi ultimi giorni di vita, si riconcilia con tutta la sua esistenza, anche con i momenti più tristi e grigi.

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E da qui mi era venuto in mente come possibile titolo La morte gioiosa.

Ma poi un amico mi ha detto: “Ma chi viene a teatro a vedere uno spettacolo in cui c’è la parola morte? In questi tempi dove la gente va a teatro per rilassarsi anche con opere impegnate culturalmente, ma che li riconcilia.”

Tema, la morte, tristemente personale in questi giorni per la Compagnia Pippo Delbono: il primo di febbraio si è infatti spento l’attore Bobò (Vincenzo Cannavacciuolo), con Delbono dal 1995 quando questi l’aveva incontrato, microcefalo e sordomuto, al manicomio di Aversa.

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Potete vederlo nel trailer dello spettacolo, a 0:30 e 0:50.

Ogni spettacolo può essere un viaggio, un attraversamento di situazioni, stati d’animo, intuizioni diverse, che ti colgono di sorpresa. La recita di ogni sera non è più recita, ma è un rito, è un apparire e un gesto unico che lega chi agisce a chi guarda, in un comune respiro.

Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia.

Invece di fissarsi in delle immagini, dei suoni, dei movimenti sul palcoscenico, Pippo Delbono e gli attori della sua compagnia cercano di compiere ogni giorno un passo in più verso questa esaltazione assoluta, questa bruciante intuizione.

Ecco allora il circo, coi suoi clown e i suoi balli. Ecco pure il ricordo di uno sciamano che con la follia libera le anime. Ecco quindi malinconie di tango e grida soffocate in mezzo al pubblico.

Ecco una pienezza di visioni, che si susseguono, si formano, si confondono e si perdono una via l’altra, centinaia di barchette di carta, sacchi di panni colorati a comporre, sembra, quel «mare nostro che non sei nel cielo» della laica preghiera di Erri De Luca, fino all’esplosione floreale, creata da Pippo assieme a Thierry Boutemy, il fleuriste normanno di stanza a Bruxelles e abituato a lavorare in lungo e in largo per il mondo.

Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Storie personali, maschere, danze, clownerie, memorie sono tutte sfuggenti immagini di persone alla ricerca della gioia.

Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia.

Delbono: “Penso a questo spettacolo La Gioia come ad un racconto semplice, essenziale.

Penso alla gioia come a qualcosa che c’entra con l’uscita dalla lotta, dal dolore, dal nero, dal buio.

Penso ai deserti, penso alle prigioni, penso alle persone che scappano da quelle prigioni, penso ai fiori”.

La gioia

Uno spettacolo di Pippo Delbono

Con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella

Composizione floreale Thierry Boutemy

Musiche di Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari

Luci Orlando Bolognesi

Elettricista Orlando Bolognesi/Alejandro Zamora

Suono Pietro Tirella/Giulio Antognini

Costumi Elena Giampaoli

Capo macchinista e attrezzeria Gianluca Bolla/Enrico Zucchelli

Responsabile di produzione Alessandra Vinanti

Organizzazione Silvia Cassanelli

Direttore tecnico Fabio Sajiz

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

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