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Trento

In via Esterle scoperta sotto terra l’antica Tridentum

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Il centro storico di Trento continua a restituire testimonianze del suo passato.

Il nostro giornale ne aveva dato notizia in esclusiva 4 settimane fa l’indomani del fantastico ritrovamento

La storia più antica della città si arricchisce ora di nuove conoscenze grazie alle recenti scoperte archeologiche effettuate in via Esterle dove, in occasione dello scavo per la realizzazione di un garage sotterraneo, gli archeologi hanno riportato alla luce ulteriori resti di età romana.

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I nuovi rinvenimenti sono stati presentati oggi presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, in piazza Cesare Battisti: “Si tratta di una scoperta importante, che va a valorizzare il patrimonio della città e ad arricchire la storia di Tridentum, soprattutto per quanto riguarda l’area immediatamente al di fuori della cinta muraria di epoca romana, considerato anche l’eccezionalità di questo rinvenimento”, sono state le parole dell’’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, affiancato dal dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato.

Quindi il soprintendente per i beni culturali Franco Marzatico ha evidenziato come Trento sia una città straordinariamente ricca dal punto di vista delle testimonianze archeologiche, con una “stratificazione che va dall’età romana a quella tardo antica“. Al direttore dell’Ufficio beni archeologici Franco Nicolis e alla responsabile delle ricerche archeologiche Cristina Bassi il compito infine di entrare nel dettaglio dei ritrovamenti.

La scoperta riveste carattere di eccezionalità tra i rinvenimenti effettuati fino ad oggi nel centro del capoluogo per la profondità e la vastità dell’area interessata.

Si tratta della zona di via Esterle, al di fuori della cinta urbica di Tridentum, poco distante dall’antica via che da Verona raggiungeva la città attraverso la monumentale Porta Veronensis, i cui resti sono tuttora visibili sotto la Torre Civica in piazza Duomo.

La zona in antichità era ad alta vulnerabilità in quanto ripetutamente soggetta alle esondazioni del torrente Fersina, un corso d’acqua caratterizzato da una forte energia che ha spesso prodotto l’asportazione totale degli antichi livelli di frequentazione, sostituiti nei secoli da depositi di ghiaie sterili.

A questa complessa stratigrafia si sono trovati di fronte gli archeologi quando, all’inizio di febbraio, lo scavo per la costruzione di un garage pertinenziale ha intercettato i primi resti romani.

Va aggiunto che i ritrovamenti si trovano ad una profondità insolita per la città romana, oltre 7 metri sotto il piano di calpestio, quando solitamente la città romana è da 2 a 4 metri di profondità sotto il suolo odierno.

Dai depositi ghiaiosi sono emerse alcune lastre monumentali risalenti all’epoca romana, poste sul fondo di una trincea in maniera sconnessa dal punto di vista stratigrafico.

Le indagini hanno permesso di riconoscere, al di sotto di una potente sequenza di alluvioni, un’area cimiteriale risalente al IV secolo d.C. Al momento sono state individuate cinque sepolture ad inumazione con cassa litica o in muratura, una delle quali con caratteristiche monumentali. Quest’ultima, che occupa una superficie di circa 2,80 mq, presenta un fondo in tegole mentre per le pareti sono stati utilizzati grandi elementi lapidei di recupero. La tomba conteneva almeno quattro individui deposti in momenti successivi.

Di straordinario interesse sono le lastre utilizzate per la costruzione di questo monumento. Due di queste sono decorate ed iscritte. Si tratta rispettivamente di una stele, con timpano e decorazioni laterali, sulla quale sono incisi i nomi di due defunti. Nella parte inferiore, fatto del tutto eccezionale nel novero delle stele funerarie trentine, sono rappresentati una coppa rituale (patera), un’anfora ed un mestolo (simpulum), manufatti che potrebbero essere riconosciuti sia come strumenti del culto sia come strumenti di lavoro.

La stele è stata infatti posta dai membri di una corporazione, di cui però non è noto il nome (religiosa? lavorativa?), per due defunti, di condizione servile, probabilmente membri anch’essi della medesima. La seconda stele figurata presenta due pilastri incorporati nelle pareti laterali con un motivo costituito da una coppa (kantharos) da cui fuoriescono degli elementi vegetali. Curioso come la superficie appaia invece completamente libera fatta eccezione per la porzione superiore dove è incisa una V, parte della formula v(ivusf(ecit), tipica dei monumenti funerari. L’assenza in questo caso dei nomi dei defunti e del dedicante suggerisce possa trattarsi di un “non finito”, una lastra di bottega in parte già predisposta per la sua commercializzazione che sarebbe avvenuta dopo la definizione del testo da parte dell’acquirente.

Per questa necropoli, che venne a svilupparsi nel corso del IV secolo d.C., vennero impiegati materiali provenienti da altre aree cimiteriali più antiche ma non solo; infatti la presenza di manufatti non completati in tutte le loro parti indica che, nel caso specifico, sono state utilizzate anche lastre provenienti dal magazzino, ormai dismesso, di un lapicida.

Le nuove scoperte vanno ad aggiungersi a quanto documentato nell’area più prossima alle mura: edifici di diversa destinazione come magazzini, botteghe e aree cimiteriali a ridosso della via principale che portava a Porta Veronensis.

Queste ultime erano infatti solite svilupparsi lungo i principali assi viari, anche se, per ragioni di spazio, vennero progressivamente ad occupare aree sempre più distanti. Le ricerche hanno identificato, oltre alla monumentale area cimiteriale individuata presso la basilica di San Vigilio, anche diversi altri nuclei che sono stati in più occasioni intercettati in passato (in via Verdi e lungo gli assi di via Pilati – via Grazioli, via Barbacovi, via dei Molini, via Serafini dove erano organizzate attorno ad una via che collegava la città con le vallate orientali).

Le ricerche sono ancora in corso ed altri importanti elementi potranno aggiungersi alla conoscenza di questo sito e della Trento antica.

Intervista assessore Bisesti:

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Trento

Ieri la festa di addio per il console onorario di Romania Maurizio Passerotti

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La Comunità romena del Trentino Alto Adige ha salutato ieri pomeriggio con una festa che si è tenuta nella sua residenza di Cadine, Maurizio Passerotti Console Onorario della Romania per la regione che volontariamente non ha rinnovato il mandato.

Passerotti è stato il riferimento per tutta la comunità per 11 anni, quelli più difficili.

Un periodo nel quale i romeni dovevano vincere l’innata diffidenza dei Trentini, trovare un posto di lavoro con quale mandare i soldi alle famiglie rimaste a casa, ma anche risolvere le tante piccole problematiche quotidiane.

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Passerotti è andato al di la della carica istituzionale, diventando un padre per tanti romeni che gli si sono rivolti per le più disparate richieste.

Il Console ascoltava, rassicurava e poi dava il via a quell’azione che quasi sempre risolveva il problema.

A 11 anni di distanza la realtà è cambiata del tutto.

I romeni sono imprenditori, proprietari di case, lavorano e sono integrati e forse è anche giusto che alla figura paterna di Passerotti, se ne sostituisca una che sia meno coinvolta nella realtà quotidiana.

Rifiutando il rinnovo del mandato consolare, Passerotti ha chiuso un ciclo e ieri nel parco della sua residenza è stato salutato con la malinconia e la tristezza che i romeni sanno combattere facendo festa.

Si è mangiato, ballato consapevoli che Passerotti non sarà più il punto di riferimento col quale la comunità romena è cresciuta.

Ma perché ha lasciato?Ho 75 anni ed avrei concluso questo terzo mandato a 80, troppi. Poi ci sono dei motivi famigliari, ma non per ultimo il fatto che 6 mesi fa ci ha lasciato “Gigi” Giuriato che era la mia spalla operativa. Un amico della Romania sempre disponibile a darmi una mano. Sento la sua mancanza e quando sono andato sulla sua tomba a sei mesi dalla morte, gli ho detto: “Gigi mi hai costretto ha non fare più il Console, senza di te sarebbe tutto più difficile”.

Nulla si sa nulla sul suo successore, quello che è certo è che fino al 7 ottobre Maurizio Passerotti resterà in carica.

A mandato scaduto invierà il dossier del candidato al Corpo Diplomatico del governo romeno e da quel momento inizierà la pratica della nomina del nuovo console. “ La revedere Maurizio”, è stato il saluto che ieri pomeriggio è partito dal cuore di tutti i romeni del Trentino Aldo Adige.

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Trento

Tasse nuovo governo: in arrivo la nuova «eco stangata»

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Ancora una volta il destino degli italiani è affidato ad un governo totalmente distante dalla realtà quotidiana che vive il suo popolo.

L’ultimo esempio? La prospettata “Eco stangata”.

Si partirebbe da un ulteriore (micro) tassa applicata sui biglietti arei, compensata da una detassazione del 10% dei viaggi in treno.

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Ma questi ministri rosso gialli hanno la minima idea delle condizioni nelle quali sono ridotte le nostre ferrovie e dei tempi di percorrenza sia ferroviari che stradali di un’ipotetica tratta Verona – Roma?

La seconda poi parrebbe una battuta.

Rottamare gli Euro 4 con un bonus da spendere obbligatoriamente in abbonamenti dell’autobus.

Ora chi viaggia con un mezzo Euro 4, lo fa certo non per vezzo, ma per mancanza degli euro necessari per acquistare una macchina più recente.

Ora cosa se ne fa ”il poveretto” di 2 mila euro di bonus rottamazione corrispondente ad un credito d’imposta utilizzabile nel quinquennio successivo in abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Bene senza andare in altre zone d’Italia, rimaniamo in Trentino per vedere se è possibile far collimare orari di lavoro con quelli degli autobus sulla linea Aldeno – Trento.

Un esempio, ma quante altre corse sono calcolate sul rientro a casa di ipotetici lavoratori e non sul percorso inverso?

Che dire poi dell’eliminazione degli incentivi che indirettamente finanziano i combustibili fossili?

La prima conseguenza sarebbe l’equiparazione del costo del diesel a quello della benzina verde anch’essa inquinante.

Sfugge evidentemente che il trasporto merci avviene ancora per quasi la sua totalità su gomma, in considerazione dell’inadeguatezza delle linee ferroviarie.

E che nell’ambito del trasporto persone a sbaragliare la concorrenza è il vecchio pullman che si è ripreso il mercato con tariffe competitive, mezzi puliti e puntualità del servizio.

Allora di che aumenti vogliamo parlare?

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Trento

È Allarme fuochi nei parchi urbani di Trento

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“Nel tardo pomeriggio ero nei pressi del campetto dell‘oratorio di Povo quando vedo una fiammata e due ragazzi che scappano… hanno dato fuoco a dei giornali usando delle piccole candele (quelle della chiesa o del cimitero?) e hanno acceso questo fuoco su un tavolo di legno posto tra la canonica e l’ex scuola elementare… per fortuna che sono intervenuta prontamente aiutata dai miei figli e con gli annaffiatoi del cimitero lo abbiamo spento sul nascere, ma i legni del tavolo già dopo un minuto stavano per cominciare a bruciare”.

E’ la denuncia di una signora (non l’unica purtroppo) che ieri si trovava nei pressi dell’oratorio di Povo che conferma come ormai sia allarme fuochi nei parchi urbani della città.

Una cattiva abitudine, oltretutto vietata e sanzionabile, ma che evidentemente viene vista da qualcuno come una sfida alla comunità.

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Fino a quando non succederà qualcosa di grave, accentuato dalla generalizzata mancanza di grandi quantità di acqua nei nostri giardini pubblici.

Le foto allegate testimoniano la situazione dei Giardini Massimiliano I° d’Asburgo di Lung’Adige Braille dove dopo il barbecue serale, del quale abbiamo parlato in un precedente articolo, i falò vengono accesi direttamente sul prato sotto gli alberi, dove sono state vandalizzate anche due panche pic nic.

Infine abbiamo già scritto del parco di Cognola, quello che si trova sotto la chiesa dove anche in questo caso, alcuni giovani hanno preso l’abitudine di riunirsi attorno al fuoco.

Situazioni a rischio, vietate e sanzionabili che però sono tollerate dall’amministrazione comunale.

Infatti il sindaco cosa fa? Anche in questo caso nulla, ma se succede qualcosa di grave la responsabilità di chi è?

Parco di Cognola

Parco Braille Cristo re

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