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Valsugana e Primiero

Le bellezze del Trentino viste dall’alto: il Lago di Caldonazzo

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La nostra redazione è andata con il suo drone  DJI MAVIC PRO sul lago di Caldonazzo.

Nelle riprese mozzafiato si possono vedere un pezzettino del lago di Levico,  e i paese di Tenna, Caldceranica e Pergine.

Nonostante non siano un’invenzione proprio recentissima, i droni negli ultimi anni sono diventati uno dei dispositivi tecnologici da avere a ogni costo.

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Semplici da utilizzare, i droni possono essere usati nelle situazioni più disparate: nei matrimoni, nelle gare automobilistiche per effettuare le riprese, in agricoltura per analizzare la “salute” del sottosuolo.

Ogni quadricottero ha le proprie caratteristiche e le proprie funzionalità.

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Ma torniamo allo spettacolo del lago di Caldonazzo con alcuni cenni stotici.

Si trova in Valsugana e poco lontano dal ben più noto lago di Garda.

Con i suoi 6,27 km2, il Lago di Caldonazzo è il più grande lago appartenente interamente al Trentino, siccome il lago di Garda appartiene solo in parte al territorio trentino.

Fino al XIX secolo le dimensioni del lago erano ancora più vaste.

La profondità media del lago è di 26,5 m.

Pur trattandosi di un lago alpino è ideale per la balneazione: le temperature medie nel periodo estivo sono gradevoli: in giugno sono di 20° C, in luglio di 23° e in agosto di 24°.

Il lago di Caldonazzo è una vera e propria palestra naturale, ideale per praticare diversi sport come la vela, la canoa, il windsurf, il canottaggio e l’attività subacquea.

Inoltre il lago di Caldonazzo è l’unico lago sul quale è possibile praticare lo sci nautico. Anche la pesca è una grande attrazione sul lago di Caldonazzo.

La grande varietà di pesci come trote, scardole, carpe, pesci sole e tinche attirano molti pescatori.

Le maggiori località turistiche sulle rive del lago di Caldonazzo sono l’omonima località di Caldonazzo, San Cristoforo, Ischia e Calceranica al Lago.

Inoltre sul lago di Caldonazzo si organizzano competizioni sportive a livello nazionale ed internazionale.

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Valsugana e Primiero

Primiero, Cento anni dopo Schuetzen e Alpini ricordano i reduci di Isernia

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Alpini e Schuetzen hanno sfilato insieme domenica mattina a Primiero, per ricordare i reduci prigionieri ad Isernia nel 1918.

Una storia poco conosciuta, ma che nasconde tra le sue pieghe, il passato ancora vivo e molte sofferenze per una intera comunità.

A più di cento anni da quei giorni bui, la comunità locale ha deciso di dedicare un evento solenne agli ex combattenti austro-ungarici di Primiero, deportati nel campo di internamento a Isernia dal novembre 1918 alla primavera 1919.

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Alla fine della Prima Guerra mondiale, quattrocentonovantotto trentini, orginari del Primiero e del Vanoi, già ritornati nei loro paesi al termine del conflitto, furono dichiarati prigionieri di guerra dall’esercito italiano e trasferiti ad Isernia, insieme a centinaia di altri trentini e veneti, che avevano combattuto con l’esercito austroungarico.

Considerati tedeschi dagli italiani e italiani dai tedeschi, vissero un durissimo periodo di incertezza e vennero costretti a lavorare in una terra per loro straniera.

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La loro vicenda fu a lungo dimenticata e tramandata solo dalle famiglie che ne furono coinvolte.

LA COMMEMORAZIONE – La mattina è iniziata con una solenne celebrazione religiosa alle 10.30 – presieduta dal decano di Primiero, don Giusepe da Pra – nella Chiesa Arcipretale di Fiera alla presenza del presidente della Comunità di Primiero con i sindaci del territorio in fascia tricolore e i molti rappresentanti delle associazioni locali.

In prima fila anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il Presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder e il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi.

Al termine della solenne celebrazione liturgica, un lungo corteo – sulle note della banda di Primiero – con penne nere e cappelli piumati a sfilare insieme, fino alla chiesa della Madonna dell’Aiuto, dove sono intervenute le autorità presenti, ricordando l’importanza di questo evento.

Il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel si è soffermato sull’importanza e sul valore della pace, senza dimenticare il nostro passato e i personaggi che hanno unito popoli e generazioni.

Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, ha evidenziato invece il valore della storia trentina, di fondamentale importanza anche per le nuove generazioni.

Il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher ha invece annunciato che sosterrà la richiesta di un atto formale, indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte degli abitanti del Primiero, per ricordare i reduci trentini che furono arrestati dopo la fine del primo conflitto mondiale e internati a Isernia, senza averne mai saputo le ragioni, “Un atto formale, ancorché simbolico, come segno di riconciliazione e ricompensa per l’ingiustizia subita dai cittadini di Primiero”.

“Quanto accaduto un secolo fa agli abitanti del Primiero – ha aggiunto Paccher – deportati senza nemmeno sapere le motivazioni, è stata solo una delle ingiustizie avvenute al termine di un lungo e doloroso conflitto e che la storiografia ufficiale ha voluto dimenticare per molto tempo. Abbiamo il dovere di ricordare: sono convinto che un atto formale di riconoscimento da parte della massima autorità dello Stato possa essere un gesto di riconciliazione con il passato. Oggi, a cento anni da quegli eventi, vedere sfilare insieme Schützen e Alpini è una preziosa testimonianza di fratellanza e amicizia e di un cambiamento della storia”.

“La memoria è il bene più prezioso che possiamo trasmettere alle nuove generazioni – ha concluso Paccher – come rappresentante delle istituzioni sento come un mio dovere quello di portare la testimonianza di tutta la comunità trentina e sudtirolese in un evento così significativo. Permettetemi di ringraziare tutti i sostenitori e i promotori di questa iniziativa. Il nostro pensiero va oggi dunque a tutti coloro che vissero questa tragedia e a tutte le vittime di quella guerra”.

Il direttore del Museo storico, Giuseppe Ferrandi ha ricordato quanto sia importante un evento come quello di Primiero per non dimenticare il passato, soprattutto alla luce degli eventi di cronaca di questi giorni, che richiamano periodi molto bui.

Dopo i discorsi delle autorità presenti, il Corpo musicale folcloristico di Primiero ha intonato le note dell’Inno europeo per la scopertura da parte di una giovane, di una lapide di ricordo dei reduci trentini, sulla torre civica di Fiera di Primiero.

Una memoria che rimarrà viva anche ai posteri, evidenziando la storia degli ex combattenti austro-ungarici di Primiero deportati nel campo di internamento ad Isernia nel 1918.

LA LAPIDE SULLA TORRE CIVICA – Particolarmente significativo il testo della lapide sulla Torre civica di Fiera di Primiero: “In memoria degli ex combattenti austro-ungarici di Primiero che qui radunati furono deportati nel campo di internamento di Isernia in Molise novembre 1918 – primavera 1919. Primiero ricorda riconoscente, marzo 2019”.

Nelle prossime settimane, si terrà anche un viaggio della memoria organizzato dagli Schuetzen di Primiero e della Valsugana – con altre cerimonie ufficiali a Isernia – per non dimenticare questa importante pagina di storia della comunità trentina.

A questo link la relazione storica sui “fatti di Isernia” inviata al Presidente della Repubblica

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Valsugana e Primiero

Furto e danneggiamenti alla stazione di Pergine Valsugana, denunciato 22 enne marocchino

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E’ stato identificato e denunciato in stato di libertà, dai Carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana, l’autore dei gravi danneggiamenti e del furto perpetrati la notte tra giovedì e venerdì alla omonima stazione ferroviaria.

Si tratta di E.K.M. marocchino 22enne, già ritenuto responsabile di altri reati perpetrati in Valsugana nelle ultime settimane.

Nella tarda serata di giovedì scorso, dopo essere riuscito a forzare una porta, danneggiava arredi ed impianti.

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Poi passava lungo i binari, spaccava una panchina con basamento in cemento e la gettava lungo i binari ed infine, dopo aver forzato una finestra, rubava il fondo cassa della tabaccheria, qualche centinaio di euro il bottino.

Ad incastrarlo, immagini della videosorveglianza, che ne riprendevano i movimenti.

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Rintracciato e condotto in caserma, l’uomo non ha opposto resistenza ed ha ammesso le proprie responsabilità.

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Valsugana e Primiero

Pergine: stop alle feste medievali, ma arriva il grande Rugby nazionale

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E’ giusto annullare le ormai tradizionali “Feste Medievali” di Pergine, dirottandone i fondi sul ritiro della nazionale di rugby?

Di certo a Pergine il dibattito si preannuncia molto lungo e animato.

In considerazione della riduzione dei finanziamenti, Pro Loco e Apt hanno deciso di tagliare le feste, ma di saldare il conto relativo alle spese di ospitalità della nazionale.

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Il problema è che i commercianti del centro storico di Pergine non se la passano bene per tutto l’anno ed avevano decisamente bisogno dei mercatini natalizi e dell’appuntamento rievocativo dell’estate, per provare a far quadrare i bilanci.

Le Feste Medievali richiamavo turisti dal lago e dalle montagne vicine, ma anche da tutto il Trentino; di certo non avrà lo stesso richiamo il ritiro della nazionale di uno sport che è ancora di nicchia.

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Ma per Pro Loco, Apt e l’assessore Franco Demozzi con delega al turismo, va bene così.

Dopo 13 anni l’evento, a parte la possibilità dell’arrivo di un nuovo specifico finanziamento, non si farà più.

L’annuncio ufficiale sarà dato martedì in occasione dell’assemblea elettiva della Pro Loco, ma già c’è chi garantisce che i fine settimana di giugno e luglio a tutto rugby, avranno la stessa ricaduta delle Feste Medievali.

A non essere di questa opinione sono i commercianti perché andranno a perdere degli incassi sicuri concentrati in pochi giorni e che sono decisamente scettici che con la nazionale di rugby ci potrà essere la stessa ricaduta relativamente alle attività del centro storico.

Una nazionale di rugby, vale le Feste Medievali?

Forse a livello di paese potrà anche essere così, più difficile che lo possa essere per quelle attività che si troveranno lontane dall’evento.

C’è chi dice anche che le ultime edizioni delle Feste Medievali erano alquanto ripetitive e che avevano perso quella freschezza delle prime edizioni.

Forse un anno potrà anche servire a rigenerare l’evento che magari potrebbe essere riproposto con un’altra regia.

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