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Rovereto e Vallagarina

Scoppia un vecchio petardo di Capodanno: 44 enne rumeno perde la mano

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Erano circa le 11.3o quando un romeno di 44 anni, che risiede e lavora a Rovereto, con i suoi due figli (8 e 10 anni) stava percorrendo la strada che da Passo Sommo porta a Ortesino in località Folgaria

Al chilometro cinque della strada ha deciso di scendere dall’auto, e di far scoppiare un vecchio petardo di Capodanno.

È risaluto che questa è un’azione molto pericolosa se non si mettono in pratica le giuste norme di sicurezza e di protezione.

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Il botto è stato molto forte e il boato è stato avvertito fino anche dagli sciatori che stavano sciando sull’Ortesino.

Le persone nelle vicinanze pensavano si fosse trattato di una bomba di qualche residuo bellico (la zona si trova vicino a Forte Cherle, teatro di guerra nella primo conflitto mondiale).

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Da questo forte scoppio l’uomo ha subito un gravissimo infortunio alla mano.

Sul luogo dell’incidente sono accorsi subito gli addetti alla Croce rossa  con un’ambulanza e un’automedica insieme ai vigili del fuoco di Folgaria 

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Vista la gravità dell’infortunio si è deciso di chiamare anche l’elisoccorso di Trentino Emergenza.

Nel frattempo il panico aveva colpito i figli piccoli, che a fatica sono riusciti a chiamare la madre.

Il ferito è stato caricato sull’elicottero e portato al Santa Chiara di Trento. L’equipe medica dell’ospedale di Trento ha tentato inutilmente di ricostruire quel che rimaneva della mano che purtroppo è andata persa.

Alla passione per i botti bisogna unire attenzione e soprattutto competenza. Le dinamiche negative possono portare ingenti danni a se stessi e drammaticamente anche alle persone intorno.

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Rovereto e Vallagarina

Finisce contro il palo di fronte alla stazione dei treni di Rovereto

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È finita contro uno dei pali che sostengono la segnaletica la corsa del conducente di un’autovettura ieri sera poco prima della 21.00 presso la rotonda della stazione dei treni a Rovereto. 

Probabilmente per una disattenzione o per l’alta velocità il mezzo ha perso il controllo terminando la sua corsa contro il palo che sostiene la segnaletica di stop che è stato abbattuto.

Non si registrano feriti per fortuna. Sul posto sono arrivati i carabinieri e una pattuglia della guardia di Finanza per i rilievi del caso.

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Rovereto e Vallagarina

È morto Giulio Andreolli il papà del MART. Il cordoglio della Provincia di Trento

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È morto all’età di 68 anni l’ingegner Andreolli che ha dato un contributo importante al Trentino e anche alla Provincia autonoma, con cui aveva sviluppato una collaborazione almeno decennale.

Stimato professionista, impegnato sui temi della qualità del progetto architettonico e della gestione del paesaggio, aveva anche progettato assieme a Mario Botta una delle opere architettonicamente più ambiziose del Trentino e anche della ‘sua’ Rovereto: il Mart.

Un progetto, quello di Andreolli, ripreso dall’archistar imperiale di Meyreder, dell’inizio Novecento.

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Meyreder,  professionista austriaco, era stato l’ideatore del Piano regolatore della Vienna asburgica che, tra il 1902 e il 1906, fu chiamato dal barone Valeriano Malfatti, podestà di Rovereto, per inventare un viale-piazza della socializzazione e del commercio al posto degli orti a ridosso del centro storico.

Ma l’ingegnere verrà ricordato anche per progettazione della nuova biblioteca civica Tartarotti, di palazzo Alberti, palazzo del Grano e molte altri meravigliosi lavori.

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«Lo ricorderemo con stima e gratitudine, assieme a tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarne la serietà e l’impegno»: così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo aver appreso della scomparsa dell’ingegner Giulio Andreolli: «Ai familiari e ai suoi affetti più stretti la Provincia esprime le più sentite condoglianze»

“L’architetto Andreolli – sottolinea a sua volta il vicepresidente della Provincia e assessore all’urbanistica Mario Tonina – ha collaborato con diverse amministrazioni, sempre con passione e generosità. Fra l’altro aveva portato le sue competenze in seno al Comitato scientifico della Step, la Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio della Tsm, e nel Forum dell’Osservatorio del paesaggio trentino, organismo partecipativo con un ruolo strategico per l’elaborazione di nuove strategie al servizio del territorio. Lo ricorderemo con gratitudine e affetto”.

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I funerali del professionista per espressa volontà della famiglia saranno celebrati in via privata.

 

 

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Rovereto e Vallagarina

«Alexa, apri Mart» : a Rovereto tra digitale e cultura

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Alexa ascolta, Alexa risponde, Alexa comprende. E no, non si tratta di un essere umano, Alexa è infatti un’innovativa tecnologia che ultimamente spopola sul web.

L’interazione e l’informatica, infatti, si evolvono anche per il Museo di Arte moderna e Contemporanea di Rovereto che, in continuità con il lavoro realizzato su chatbot, approda su un’altra galassia di prodotti tech.

Ecco quindi che il nuovo assistente casalingo Alexa si mette al servizio della cultura roveretana.

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Questo strumento si presenta come un assistente intelligente, un insieme di algoritmi e funzioni che nascono per facilitare la vita degli utenti.

Amazon la promuove da tempo, ed ora, questa speciale tecnologia si sta estendendo anche al mondo della cultura.

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Chi ha già un minimo di praticità con Alexa, e basta veramente visto l’ottimo studio di user experience, potrà vagliare una certa quantità di contenuti relativi al museo al suo patrimonio materiale e immateriale.

La particolarità sta nel format: brevi storie e pillole culturali sveleranno vicende poco note riguardanti l’architettura del museo e le sue collezioni.

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Attraverso il riconoscimento della voce e la sintesi vocale sarà possibile ascoltare le molte storie del Mart, prima o dopo la visita in museo, iniziando o terminando la propria esperienza artistica in maniera del tutto innovativa.

La “digitalizzazione a pillole” del Mart appare già tre anni fa, quando il museo roveretano ha lanciato insieme a Dimension il Martmuseumbot. Questo si presentava come un percorso di visita innovativo: grazie allo stile di comunicazione informale tipico della chat, il visitatore instaurava un contatto più stretto con le opere attraverso Telegram.

Apparivano informazioni, curiosità, un nuovo tipo di percorso di visita e una nuova guida digitale.

Dalla fine del 2017 Marmuseumbot è presente anche su Messenger, il servizio di messaggistica di Facebook, uno dei social network più popolari al mondo. I visitatori vistavano quindi il Mart e al tempo stesso avevano la possibilità di scoprire tante curiosità utilizzando il loro smartphone.

La nuova skill di Alexa dedicata al Mart è creata in collaborazione con Dimension di Trento, è stato presentato questo autunno ed è disponibile da poco. Per i più appassionati potrebbe rappresentare un ottimo suggerimento in vista dei regali natalizi.

D’altronde, accedere ai contenuti è semplice, basta chiedere “Alexa, apri Mart Rovereto”.

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