Connect with us
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

La giunta a Fornace: «Il porfido merita nuove strategie per il rilancio»

Pubblicato

-

Dalle gestioni associate agli schianti boschivi causati dal maltempo, dal coinvolgimento dei giovani per attività sul territorio alle cave di porfido, fondamentali nell’economia locale: sono i temi trattati venerdì nel dialogo fra gli amministratori locali e la Giunta provinciale, che ha svolto i lavori del venerdì a Fornace, comune dell’alta Valsugana che conta 1.326 abitanti.

Un cordiale benvenuto da parte del sindaco Mauro Stenico a nome di tutta la comunità e dei suoi rappresentanti istituzionali ha accolto il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori provinciali.

Pubblicità
Pubblicità

Il presidente Fugatti, salutando i presenti e in particolare rivolgendo parole di stima e di gratitudine verso i Vigili del Fuoco e i rappresentanti delle forze dell’ordine e del volontariato, ha sottolineato l’importanza di instaurare un dialogo proficuo tra la Giunta provinciale e le realtà locali, motivo per il quale la Giunta ritiene di visitare frequentemente anche le comunità più distanti dal capoluogo.

Pubblicità
Pubblicità

L’abitato di Fornace si estende per circa 7 chilometri quadrati, con un’equivalente estensione del territorio in Val di Fiemme (per ragioni storiche, dato che fino al 1519 faceva parte della Magnifica comunità Pinetana), zona che ha subito ingenti danni a seguito dell’ondata di maltempo di fine ottobre.

Sono infatti pari a 41mila metri cubi gli schianti di legname subiti, a cui si aggiungono i 13.500 metri cubi avvenuti all’interno del perimetro del paese, come ha informato lo stesso sindaco, dopo una rapida presentazione della comunità e dei presenti, tra i quali appunto i rappresentanti locali dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e del mondo associativo.

Fra le tematiche rilevanti presentate oggi all’attenzione della Giunta da parte del sindaco di Fornace ci sono le gestioni associate, strumento che avrebbe dovuto, secondo lo stesso sindaco, rappresentare fin dal principio un’opportunità e non una costrizione per i comuni.

Ringraziando la Giunta provinciale per il lavoro svolto finora in materia, Stenico ha sottolineato che l’impostazione avrebbe dovuto basarsi sulle caratteristiche proprie e peculiari dei territori, più che sulla necessità del risparmio calcolato sui dati di bilancio.

Inoltre la rinuncia della figura a tempo pieno del segretario comunale ha prodotto innanzitutto ritardi e spesso, in alcuni comuni, c’è stata impossibilità ad assumere personale, rendendo complessi e difficoltosi gli adempimenti in particolare in ambito finanziario.

Per quanto riguarda il ripristino delle aree ferite dal maltempo Fornace ha presentato alla Comunità di Valle Alta Valsugana-Bersntol, il cui presidente Pierino Caresia era presente oggi all’incontro, un progetto occupazionale straordinario per il ripristino dei sentieri boschivi e il rinnesto delle piante.

Un’ipotesi con finalità formative e sociali, che vedrebbe anche il coinvolgimento di giovani e studenti, per avvicinarli di più al proprio territorio.

Non ultime per importanza, il sindaco ha portato all’attenzione della Giunta provinciale alcune considerazioni sul settore estrattivo, l’attività caratterizzante la comunità di Fornace.

Attualmente nel comune esistono 15 cave, con attive 9 concessioni e 2 autorizzazioni allo scavo.

“Il porfido merita ampie strategie di rilancio locale e internazionale”, ha detto Stenico, ricordando il gravissimo momento di difficoltà che sta attraversando il settore.

Se infatti nel 2006 nelle cave di Fornace erano occupate 226 persone, con oltre un milione e mezzo di Euro in proventi per 206 mila metri cubi estratti, nel 2016 gli occupati erano scesi a poco più di 100, l’indotto a 496 mila Euro e i metri cubi estratti a 496 mila.

Grazie ad azioni virtuose dell’Amministrazione, però, i proventi delle cave nel 2017 sono cresciuti fino a 560 mila Euro, un segnale di attenzione verso il settore che vorrebbe anche concretizzarsi in un maggiore contributo degli operatori sul fronte normativo, avendo riscontrato alcune criticità nella legge di riforma sul porfido del 2017.

A sottolineare l’importanza dell’attività estrattiva, all’incontro è seguita una visita della Giunta alle cave di porfido.

Pubblicità
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

Scoperta officina abusiva a Soraga, denunciati padre e figlio che è un dipendente pubblico

Pubblicato

-

Personale del Distaccamento Polizia Stradale di Predazzo e della Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese, nell’ambito di mirati controlli sul territorio riguardanti l’adempimento alle normative di rispettiva competenza, è intervenuto lo scorso sabato 11 maggio, presso un’autorimessa privata ubicata nel comune di Soraga di Fassa, ove si stava svolgendo un’attività abusiva di riparazione di autovetture, gestita prevalentemente da padre e figlio, l’uno dipendente pubblico e l’altro dipendente di una società privata.

L’operazione svolta dagli operatori della polizia stradale, insospettiti dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage adiacente un edificio di civile abitazione, ha comportato il monitoraggio per diversi giorni dell’attività abusiva, che si svolgeva all’interno di un’autorimessa adiacente un’abitazione privata, documentata anche fotograficamente; contestualmente, la Guardia di Finanza aveva ipotizzato la possibilità che nell’edificio vi fosse un’officina “in nero”, priva della prescritta iscrizione nel registro delle imprese degli esercenti e dei titoli autorizzativi previsti per legge per l’esercizio dell’attività.

Pubblicità
Pubblicità

Le forze dell’ordine hanno pertanto predisposto e coordinato dai due Uffici un intervento congiunto, grazie al quale all’interno dell’autorimessa privata è stata rinvenuta la presenza delle attrezzature tecniche necessarie per le riparazioni di autovetture.

Pubblicità
Pubblicità

Al responsabile dell’attività, non iscritto alla Camera di Commercio così come prescritto dalla Legge nr. 122 del 1992, è stata notificata la violazione dell’articolo 10 della Legge 122 del 5/02/1992, la cui sanzione amministrativa prevede un minimo di  5.164 euro ed un massimo di 15.493 euro nonché la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.

La polizia stradale di Predazzo procederà inoltre alla contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei proprietari dei veicoli che si sono avvalsi del lavoro svolto abusivamente dai due soggetti, la cui sanzione prevede da un minimo di  51 euro ad un massimo di 258 euro

Per quanto riguarda l’attività prettamente fiscale derivante dall’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, la Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese sta procedendo alla ricostruzione dell’attività svolta nel corso degli ultimi anni e del volume d’affari conseguito.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Blitz dei Nas in val di Fiemme: sequestrati farmaci dopanti

Pubblicato

-

Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cavalese in collaborazione con personale specializzato del N.A.S. di Trento, nei scorsi giorni ha dato esecuzione a diverse perquisizioni domiciliari sul territorio Provinciale, finalizzate alla ricerca di farmaci dopanti.

Le ricerche, che hanno avuto esito positivo, sono scattate a seguito dello spropositato irrobustimento di alcuni giovani non giustificabile come frutto del solo “lavoro“ in palestra e dal preoccupante fatto che vi siano diversi ragazzi discepoli di queste tendenze.

Pubblicità
Pubblicità

«A tal merito – sottolineano i Carabinieri – si evidenzia che l’azione sia preventiva che repressiva dei Carabinieri intende ottenere anche un effetto preventivo, in considerazione della percezione di come numerosi giovani gravitanti nei circuiti competitivi di body building, non abbiano ben chiari gli effetti collaterali dovuti all’utilizzo di farmaci dopanti».

Pubblicità
Pubblicità

In tal senso, nel corso delle operazioni i carabinieri hanno potuto apprendere come gli assuntori si ritengano immuni dagli effetti causati, fidandosi ciecamente di scellerati preparatori e medici, che mettono irresponsabilmente a repentaglio l’integrità fisica degli atleti “seguiti”.

Di contro, i militari hanno anche  registrato come anche i giovani recettori di farmaci, siano cinicamente disposti a tutto, al fine di ottenere risultati estetici massimali, non rendendosi contro del reale pericolo.

A tal merito gli ispettori antidoping del Nucleo Antisofisticazioni Trentino, fanno presente come l’uso di farmaci dopanti possa causare danni irreversibili agli organi interni, in particolare reni, fegato ed apparato genitale che sono i primi ad essere intaccati in esito all’uso di quei prodotti.

Le operazioni di perquisizione condotte dagli operatori del Nucleo Operativo di Cavalese nella mattinata del 7 maggio, supportate dalle alte competenze settoriali degli specialisti del N.A.S., hanno consentito la non facile individuazione di un importante quantitativo di farmaci dopanti, posti sono sotto sequestro.

Nel dettaglio sono stati rinvenuti farmaci contenenti principi attivi dopanti quali: anabolizzanti, ormoni della crescita e diuretici, alcuni di essi di provenienza estera non commercializzati in Italia.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Fiemme, Fassa e Cembra

Vandali danneggiano la scuola primaria “Don Milani” di Lases

Pubblicato

-

E’ stato un lunedì da dimenticare per personale e scolari della scuola primaria “don Milani” di Lases che, all’arrivo per la ripresa delle lezioni, hanno dovuto fare i conti con i danni fatti da alcuni vandali.

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Cavalese, ma si hanno pochi dubbi sul fatto che siano stati dei ragazzi.

Pubblicità
Pubblicità

Ieri mattina docente e personale hanno trovato una delle porte forzate, e scritte sulle lavagne e sui muri con slogan volgari e bestemmie.

PubblicitàPubblicità

Dopo aver allertato la dirigente scolastica e le forze dell’ordine, quest’ultimi hanno fotografato il tutto, e le scritte sono state prontamente rimosse per permettere il regolare svolgimento delle lezioni.

Dopo aver perlustrato tutti i locali, si è notato che dall’aula di informatica sono spariti due computer.

Il paese è sconcertato per l’accaduto. Il sindaco Roberto Dalmonego ha spiegato come mai in passato si fossero verificati episodi del genere. La realizzazione di un impianto di videosorveglianza è in programma nei prossimi mesi.

Il caso in Trentino non è comunque isolato.

Solo alcuni giorni a infatti nelle scuole di Tenno  sono stati individuati 11 ragazzini colpevoli di aver provocato  gravi atti vandalici alla palestra.

La questione per fortuna non è arrivata sul tavolo delle forze dell’ordine perché i colpevoli hanno ammesso le proprie colpe in modo volontario al preside della scuola.

I ragazzi, hanno ripagato i danni alla scuola e per tutta l’estate ogni settimana a turno puliranno i vicoli di Frapporta, in particolare la via che dall’arco a sesto acuto, accesso del borgo, raggiunge la chiesa di San Lorenzo, il capolavoro romanico tennese.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza