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Fisica, voglia di rinnovamento. Oggi a Povo l’Assemblea del Dipartimento

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No alla forza di inerzia, sì al coraggio di cambiare anche le formule che sembrano funzionare.

Voglia di crescere e di aprirsi sempre più alla comunità esterna.

Nel messaggio lanciato oggi da Giulio Monaco, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, anche gli obiettivi di creare una maggiore sinergia con i centri di ricerca attivi sul territorio nell’ambito della fisica e di intensificare la collaborazione con le aziende a partire dall’offerta di stage universitari.

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La sesta edizione dell’Assemblea del Dipartimento di Fisica è stata, come di consueto, un’occasione per dare uno sguardo a 360 gradi su attività, progetti e prospettive. Una giornata al Polo Ferrari di Povo per confrontarsi con la comunità universitaria e con rappresentanti del territorio.

I lavori si sono aperti con i saluti di Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, e di Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento.

Quindi la relazione sullo stato del Dipartimento e i suoi progetti presentata da Giulio Monaco, direttore del Dipartimento di Fisica. Monaco ha illustrato una struttura dinamica e in salute.

Ha parlato di un piano di sviluppo che ha portato ad avere personale docente più giovane e in crescita.

Si è soffermato sulla varietà dei servizi tecnici che offrono attività di supporto ai laboratori di ricerca e didattici non solo di Fisica, ma di tutti i dipartimenti di collina.

Ha confidato l’intenzione di rinnovare l’assemblea annuale trasformandola in una sorta di festival della fisica di più giorni, articolato in momenti per la comunità scientifica, incontri con le scuole, proposte per la cittadinanza (proseguendo l’esperienza del Teatro della meraviglia e della rassegna cinematografica FisiCittà).

Ha ricordato che studenti e studentesse, con l’introduzione del numero programmato, portano a compimento i loro studi fino alla laurea in pratica nella totalità e che, per chi consegue il dottorato, non si aprono le porte solo delle università e della ricerca in generale, ma anche dell’industria e della pubblica amministrazione.

Di prospettive occupazionali si è discusso poi nella tavola rotonda “Che vita dopo il dottorato? Ricerca e non solo”, alla quale hanno partecipato Paolo Giorgini (direttore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione e coordinatore del dottorato in innovazione industriale), Maurizio Sbetti (R&D Manager Adige-BLM Group), Roberto Begliuomini (che, con un dottorato in Fisica, è attualmente responsabile in Ateneo della Divisione Gestione rapporto di lavoro personale docente e ricercatore), Maddalena Bertolla e Sara Piccione (dottorande del Dipartimento di Fisica) e Cesare Tozzo (Comsol Brescia).

Nel corso dell’Assemblea, come di consueto, sono stati consegnati il premio per la miglior tesi di laurea magistrale in Fisica redatta da una studentessa (promosso dall’Università di Trento e dal Lions Club Trento del Concilio), che è andato a Silvia Vicentini, e del premio per le migliori tesi di laurea triennale e magistrale in Fisica (promosso dall’Università di Trento e dal Rotary Club Trentino Nord), assegnati rispettivamente a Francesco Codagnone e Nicola Ferrari

A consegnare i premi la presidente del Lions Club Trento del Concilio, Mirella Opassi, e il presidente del Rotary Club Trentino Nord, Marco Franzinelli.

I lavori proseguiranno nel pomeriggio con una riflessione sul coordinamento della didattica che coinvolgerà i direttori e i coordinatori dei dipartimenti di collina, oltre ai rappresentanti degli studenti.

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Aumentano i trentini iscritti alle università

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Sono 13.216 gli studenti trentini che si sono iscritti alle facoltà universitarie per un incremento pari al 2% ( 250 in più rispetto al precedente anno accademico).

Era dal 2005-’06 che gli universitari erano in costante diminuzione. Ora emerge un dato confortante in controtendenza.

Il 52,5% studia fuori dal Trentino ( lo scorso anno accademico era il 51%, mentre 10 anni il 36%).

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Gli atenei più frequentati sono quelli del Veneto ( 44,3%) e dell’Emilia Romagna ( 16,7%).

Il 26% degli iscritti ha scelto l’area umanistica, seguita da Ingegneria e Architettura per il 16,4%, mentre il 12% ha scelto alla pari l’area economica e medica.

I maggiori incrementi di iscrizione tra gli studenti trentini si sono avuti per Scienze Motorie ( +61,1%) e Agraria (+54%).

In netta diminuzione l’area giuridica (-31,4%) eD economica ( – 21,6%). Il totale degli iscritti all’università trentina è di 16.569 per un incremento pari al 1,6%.

Gli incrementi più significativi sono per il Dipartimento di Matematica (+10,5%), Ingegneria Industriale (+5,1%) e Psicologia e Scienze Cognitive (+3,6%).

In calo invece le iscrizioni al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (-8%). Del totale degli iscritti i trentini che hanno scelto la locale università sono il 35% col Dipartimento di Lettere e Filosofia come il più “ trentinizzato” col 46,8% delle iscrizioni, mentre la percentuale più bassa la registra la facoltà di Giurisprudenza col 19,8%.

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Stefano Osele deposita 400 emendamenti ed annuncia la nascita di un nuovo soggetto politico di centro destra in università

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Stefano Osele, consigliere comunale della Lega Nord Trentino, preannuncia il deposito di 400 emendamenti per altrettante richieste di modifiche al regolamento dell’organismo studentesco istituito dal Comune di Trento sei anni fa.

La situazione si presenta in modo decisamente anomalo.

Come si legge nel documento diffuso da Stefano Osele, domani andranno in discussione in consiglio comunale delle modifiche sostanziali proposte da Udu e Unitin: “ Questi due mostri della politica universitaria sono rispettivamente finanziati dalla Cgil e dall’Opera Universitaria e di fatto monopolizzano ogni istituzione scolastica, soffocando tutte le voci dissidenti, tramite elezioni alle quali partecipa il 30% degli studenti aventi diritto”.

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La modifica proposta riguarda l’articolo 16 del nuovo regolamento che secondo Osele, trasformerebbe un organismo partecipativo, in una sorta di commissione politica. “ Il tutto – si legge ancora nel comunicato stampa – senza passare attraverso elezioni, ma tramite nomine già monopolizzate da questi soggetti di sinistra . Inoltre è prevista l’immediata espulsione degli unici due rappresentanti degli studenti medi ( 2 su 13) senza nessuna motivazione, nonostante rappresentino una parte importante della realtà studentesca trentina”.

Contro quanto andrebbe a configurarsi, Stefano Osele depositerà appunto 400 emendamenti.

Osele oltre ad essere consigliere comunale è anche studente universitario e ha raccolto le indicazioni di altri studenti che a breve presenteranno il nuovo soggetto di centro destra che nell’ambito universitario prenderà il posto di quella che è stata “ Alternativa in Ateneo”.

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Università Trento: Approvato il bilancio di previsione per il 2020

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Un’accresciuta capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca attraverso bandi competitivi nazionali e internazionali.

È un punto di forza dell’Università di Trento che emerge con evidenza dal bilancio di previsione per il 2020, discusso e approvato oggi dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo.

Sono circa 58 i milioni ottenuti tra progetti di ricerca comunitari (nell’ambito di Settimo programma quadro e Horizon 2020) e ministeriali (come il bando “Dipartimenti di eccellenza”) con un incremento di quasi 20 milioni rispetto al budget dell’anno scorso.

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In generale, l’Università di Trento appare in salute.

Il conto economico del prossimo esercizio, garantisce il pareggio tra costi e ricavi sulla cifra di 258 milioni e prevede l’utilizzo di riserve di patrimonio netto per 14,1 milioni (in parte formate da riserve vincolate di esercizi precedenti).

Il documento all’attenzione del Consiglio di amministrazione, riunito oggi a Palazzo Sardagna, include il bilancio di previsione per l’anno 2020, il bilancio di previsione triennale 2020-2022 e i prospetti di riclassificazione previsti dai decreti ministeriali relativi ai “nuovi principi contabili e schemi di bilancio in contabilità economico-patrimoniale per le università”.

Per quanto attiene il piano degli investimenti sono stati stanziati 30,9 milioni complessivi. Per 14,1 milioni sono interventi destinati allo sviluppo del piano edilizio finanziati con contributi in conto capitale da parte della Provincia autonoma di Trento per 11,4 milioni. Riguardano in particolare la prosecuzione dei lavori a Manifattura Tabacchi di Rovereto e ai laboratori di Ingegneria a Mesiano, ma anche la realizzazione di nuove aule a Povo, nella Cittadella dello studente che sorgerà negli spazi di Trento Fiere e nel complesso di Santa Margherita, accanto al Collegio Bernardo Clesio.

Si tratta inoltre di acquisti di impianti e attrezzature scientifiche e informatiche per 16,8 milioni, finanziati principalmente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del bando ministeriale “Dipartimenti di eccellenza” (5,2 milioni) e dalla Provincia autonoma di Trento in particolare per il progetto di ricerca “Infrastruttura di Ricerca per la Biologia integrata – Irbio” del Dipartimento Cibio (6,3 milioni). Si precisa che per circa 4 milioni di attrezzature scientifiche le gare risultano già concluse e che sono in corso quelle per circa 1,5 milioni di euro.

In attesa della redazione dell’Atto di indirizzo per la ricerca e l’alta formazione universitaria 2020-2022, la Provincia garantisce continuità gestionale alle attività dell’Ateneo, prevedendo una quota base in linea con il quadriennio precedente.

I trasferimenti da parte della Provincia autonoma di Trento, sulla base dell’impegno assunto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e rilevati tra i contributi in conto esercizio, ammontano a 119,2 milioni di euro e sono ripartiti fra una quota base (111 milioni), destinata a dare continuità alle attività già in essere, una quota programmatica (1,1 milioni), assegnata per il finanziamento di specifici programmi di sviluppo già definiti in precedenza e residui di anni precedenti (2,8 milioni) riferiti a iniziative progettuali di interesse comune non ancora ultimate e una quota premiale relativa a valutazioni positive degli anni precedenti (4,3 milioni)

Come anticipato, per quanto attiene i ricavi propri, emerge la capacità dell’Ateneo trentino di attrarre finanziamenti per la ricerca (57,6 milioni) con un incremento rispetto al budget previsionale 2019 di quasi 20 milioni.

La crescita di questa voce è determinata principalmente dal fatto che l’Ateneo, a seguito della partecipazione dello stesso a bandi competitivi nazionali e internazionali, è risultato beneficiario di consistenti finanziamenti sia da parte dell’Unione Europea, sia da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

I finanziamenti di tale voce sono costituiti infatti da 28,1 milioni relativi a progetti di ricerca comunitari erogati nell’ambito del Settimo programma quadro e Horizon 2020 e da 22,8 relativi a finanziamenti del Ministero, per iniziative legate al bando “Dipartimenti di eccellenza” e al bando Miur 2017.

Significativi anche i proventi derivanti da ricerche commissionate e da trasferimento tecnologico (5,3 milioni) e la contribuzione studentesca per 20,5 milioni.

In riferimento ai costi, le spese per il personale strutturato di Ateneo, al netto dell’Irap, sono pari a 60,7 milioni per docenti e ricercatori, 2 milioni per esperti linguistici e a 30,3 milioni per personale tecnico amministrativo. Gli stessi sono stimati nel rispetto dei vincoli stabiliti dal patto di stabilità e dalla normativa vigente.

Per quanto riguarda le altre voci a bilancio, le spese per interventi a favore degli studenti, al netto dell’Irap, ammontano a 23 milioni, di cui 10,4 milioni a favore dei dottorati di ricerca e 12,6 milioni a favore di studenti per il finanziamento di borse di studio volte, principalmente, a promuovere e valorizzare la mobilità internazionale e di altri servizi.

Di rilievo anche le spese strettamente legate alle attività di ricerca scientifica e diffusione dei risultati delle strutture accademiche di Ateneo che ammontano, compresi gli assegni di ricerca, a 38,3 milioni.

Tra le risorse previste a budget 2020, rilevano 4,3 milioni relativi ad iniziative e investimenti individuati nell’ambito del Piano strategico di Ateneo per il quinquennio 2017-2021, approvato nell’autunno. Tale documento riflette la visione pluriennale dell’Ateneo e le linee di indirizzo generali che ne guidano le attività.

I dati previsionali tengono inoltre conto delle risorse aggiuntive stanziate a rafforzamento del Piano strategico, destinate in particolare al supporto alla ricerca scientifica e all’inserimento di giovani ricercatori nelle attività di Ateneo (0,5 milioni).

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