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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: sabato 2 marzo la notte della civetta

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In adesione all’omonimo programma europeo “La civetta: da dea madre a maledetta. Suggestioni archeo-antropiche”. Si terrà alle ore 20.30 al Centro Civico di Prada, la conferenza con Domenico Nisi (Archeologo libero collaboratore MUSE Trento) e Marta Villa (Antropologa Università degli Studi di Trento).

A seguire, Passeggiata notturna nei boschi tra Prada e Saccone (portarsi lampada).

Le civette, i gufi e tutti i rapaci notturni sono considerati uccelli del malaugurio; in particolare proprio la civetta (striges), dallo stesso nome latino dato anche alle streghe, dal verso stridente nella notte o simile ad un urlo o ad un abbaiare, ma malinconico e triste, è stata considerata negativamente nell’immaginario popolare e assimilata alle forze demoniache.

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Le civette e molti rapaci sono stati utilizzati anche per rappresentare in epoca Medievale gli ebrei o gli eretici poiché incapaci di vedere la luce del cristianesimo.

Tutto questo ha portato fino ai giorni nostri ad avere paura di questi animali che spesso sono state vittime innocenti della superstizione umana. Tuttavia non è possibile dimenticare che, nel corso della storia, questo animale ha assunto significati diversi, divenendo così un simbolo ambivalente.

La loro presenza nella memoria dell’umanità è antichissima e va cercata agli albori, quando l’uomo viveva immerso nella natura, più grande di lui, e, per questo, luogo da rispettare e considerare come una divinità.

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In preistoria infatti la civetta, secondo alcune interpretazioni antropologiche e archeologiche, non era considerata come portatrice di sventure; la sua rappresentazione era strettamente legata alla Dea Madre, figura fondamentale del panteon religioso dei nostri antenati.

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L’arte dei primi uomini ha infatti rappresentato questa divinità anche sotto forma di rapace notturno o civetta, il mondo greco aveva fatto della civetta il simulacro di Atena, dea della sapienza.

Il percorso archeo-antropologico di Domenico Nisi e Marta Villa vuole mettere in luce, partendo dalle rappresentazioni delle prime divinità femminili antropo-zoomorfe (la Venere di Laussel di cui gli studiosi hanno dato una nuova rilettura presentata a Parigi nel 2018 al Congresso Mondiale di Preistoria) le alterne fortune di questo animale cercando di comprendere come mai l’uomo abbia trasformato questo simbolo positivo in qualcosa di negativo e malvagio.

Organizzazione: Assessorato alla cultura e istruzione di Brentonico in collaborazione con Club UNESCO di Trento, EBN Italia, GIC – Gruppo Italiano Civette, Insieme per Prada, Sintesi – Museo Didattico Associazione Pedagogica e Culturale.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: l’avvocato e partigiano Lamberto Ravagni compie 93 anni

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nella foto Livio Caffieri, Oliviero Deflorian e Paolo Farinati, a nome del Circolo Uomini Liberi di Rovereto.

Oggi 20 settembre, l’avvocato Lamberto Ravagni compie felicemente 93 anni.

Figura storica dell’avvocatura roveretana e trentina, nonché protagonista prima nella Resistenza e poi di una lunga stagione politica della città della Quercia l’avvocato Lamberto Ravagni ha voluto festeggiare degnamente questo ambito traguardo, brindando al bar De Min  (foto) con gli amici di ogni giorno del noto Circolo Uomini Liberi.

Su proposta della presidenza del consiglio del ministri nel 1996 è stato nominato dal presidente della Repubblica «Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana»

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Nel 2011 è stato nominato presidente onorario dell’Anpi di Rovereto e della Vallagarina

Ravagni ha scritto anche il libro «La lunga via per la libertà. Memorie partigiane»

Vivissimi auguri e sinceri complimenti caro Lamberto da parte di tutta la città di Rovereto e al prossimo brindisi, ad maiora…

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Rovereto e Vallagarina

Ala: sabato al parco Bastie sport e gentilezza

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L’evento è organizzato dall’ufficio cultura e sport del Comune di Ala, in collaborazione con le associazioni sportive e col supporto dell’ufficio tecnico.

Come di consueto l’amministrazione comunale, ed in particolare il sindaco Claudio Soini e l’assessore allo sport Luigino Lorenzini, premieranno gli atleti alensi che maggiormente si sono distinti nell’ultima stagione sportiva.

Due le novità di questa edizione. Verranno premiate anche due società che la scorsa stagione hanno conseguito risultati di rilievo, e inoltre ci sarà un gioco speciale, il “gioco della gentilezza”.

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Il Comune ha infatti deciso di aderire alla “giornata nazionale della gentilezza”, promossa a livello nazionale dall’associazione Cor et Amor, proponendo uno dei giochi della gentilezza proposti per l’occasione.

In particolare i bambini potranno giocare alla “Campana della gratitudine”: un gioco proposto per condividere e diffondere parole e gesti della gentilezza, come ad esempio saper dire grazie agli altri.

La giornata di sabato 21 settembre inizierà alle 10, con una pedalata in compagnia della Società Ciclistica Alense, dal centro storico (ritrovo nella sede della ciclistica in via Soini 3) verso la chiesa di San Pietro in Bosco, dove si terrà una visita guidata.

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Nel pomeriggio (dalle 13.30 alle 17) ci si sposterà al parco Bastie, che si trasformerà in un grande campo di giochi.

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Si potrà provare le varie attività sportive, con la partecipazione delle società Baldo Benaco (nordic walking), Gym Club (ginnastica artistica), Alense (calcio), Bassa Vallagarina volley (pallavolo), Apecheronza (basket), Tennis club, Rari Nantes (nuoto), Kung Fu Ala, Kja Team (kick boxing), Junior Sport (atletica), Center Sport (fitness, power lifting), gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco (mountain bike), Moto Club (motociclismo: ci saranno in prova delle motociclette per bambini). Sarà presente anche la Stella d’Oro Bassa Vallagarina, che proporrà le misurazioni di alcuni parametri (pressione e glicemia) e delle simulazioni di rianimazione cardiopolmonare.

Ci saranno infine le premiazioni per gli atleti meritevoli, indicati dalle rispettive società. In più il Comune premierà l’Alense (per i risultati delle squadre Juniores e Allievi, rispettivamente vincitrice e finalista del torneo regione Trentino Alto Adige) e la Bassa Vallagarina volley (le ragazze della pallavolo si sono laureate campionesse provinciali).

L’assessore allo sport Luigino Lorenzini crede in questo evento: «Sarà una giornata importante, per condividere e trasmettere i valori dello sport, e valorizzare le nostre società sportive, nonché premiare chi ha fatto bene quest’anno. Ala è un territorio ricco da questo punto di vista, e prolifico di ottimi atleti».

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Rovereto e Vallagarina

Lo storico campo da calcio dell’oratorio di Santa Maria – di Paolo Farinati

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Leggiamo sulle cronache cittadine che l’aver dedicato metà dello storico campo da calcio dell’oratorio di Santa Maria a parcheggio per le automobili e per i pullman è presentato dall’attuale Amministrazione comunale come un grande successo.

Non riesco proprio a capire dove sta questa vittoria civica per la nostra città. Meno spazi per i bambini e più aree per le automobili e addirittura per i pullman!

Dispiace veramente questa mancanza di visione e di coraggio, e questo non è uno slogan. Persino il parroco, mi si consenta da laico con il massimo rispetto, esprime la propria soddisfazione.

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Io su quel campetto ci ho giocato molti anni. Le sfide tra noi di Lizzanella e i nostri coetanei di Via Benacense, delle Maioliche, di Corso Verona e di Santa Maria erano quasi quotidiane.

L’oratorio, allora, era spazio di e per tutti, aveva una missione importante e insostituibile. Oggi, evidentemente, sono cambiate tante cose. Ma mi chiedo: in meglio o in peggio?

Se poi penso che anche gli ampi spazi dell’oratorio di Lizzanella sono praticamente interdetti ai bambini del paese, mi viene da scrivere, con una battuta, che il mio spirito democratico incomincia a vacillare.

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Non è nostalgia la mia, ma una visione di città e dei suoi quartieri assai diversa. Perché, ad esempio, non aver copiato per il campo da calcio di Santa Maria quanto a suo tempo convenuto con la parrocchia di Lizzana e poi fatto per quel rione, ovvero parcheggio interrato e spazio libero sopra per tutta quella comunità ? Le cose, soprattutto quelle pubbliche, vanno pensate anche a medio – lungo termine e non quali risposte di esigenze temporanee: i parcheggi.

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Ma per quelli la priorità assoluta, urgente e improrogabile era e rimane il grande piazzale Leoni o Follone. Quello che si vede ora all’oratorio di Santa Maria è un piccolissimo campetto da calcio letteralmente rinchiuso in recinzioni, e nell’altra metà un parcheggio in cui entrarvi a Natale coi pullman diventerà una bella impresa.

No, permettetemi, io rispetto le idee di tutti, ma qui non ci siamo. Mi dispiace, oltretutto, che la Circoscrizione e la gente di Santa Maria abbia accettato questa soluzione.

Paolo Farinati

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